Metodologie I-5 – Teoria generale ed ermeneutica, fondamenti della lettura analitico-interpretativa

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della V lezione su: Teoria generale ed ermeneutica, fondamenti della lettura analitico-interpretativa (V unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso.

Ecco la lezione in slide della V unità didattica:

I-5 – Teoria generale ed ermeneutica, fondamenti della lettura analitico-interpretativa

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

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Per gli ascolti del Valzer op. 64 n. 3 di F. Chopin basta il confronto tra una giovane seppur valente pianista, Tatyana Fedkina, che così lo interpretava al prestigioso concorso Chopin del 1975, dove fu la seconda classificata:

e il grande pianista, caposcuola dell’interpretazione storicistica, Arthur Rubinstein:

per rendersi subito conto, ma a ridosso di una confacente analisi testuale, della relazione tra un’interpretazione soggettivizzante fondata sul brillante risalto di particolari anche tra loro slegati e la profondità di una visione d’insieme, nel pieno controllo della regia della performance, che un artista di prestigio e di consumata esperienza sa offrire.

Per gli ascolti del Valzer op. 70 n. 2 di F. Chopin basti il confronto tra un grande caposcuola dell’interpretazione personalizzante d’ispirazione tardo-romantica:

Alfred Cortot

un grande caposcuola dell’interpretazione storicisticamente indirizzata:

Arthur Rubinstein

e un apprezzatissimo interprete chopiniano d’indirizzo neoclassico:

Dinu Lipatti

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Per gli ascolti della Sarabanda dalla Suite BWV 825, in ritmo francese,  dovrebbe almeno incuriosire l’autorevole performance pre-filologica di un Claudio Arrau:

Di ben altra autorevolezza rappresentativa il ritmo francese nella performance di un cembalista di scuola filologica come Peter-Jan Belder, che ha più di recente partecipato alla registrazione dell’integrale dell’opera bachiana per la Brilliant Classics (min. 9,50):

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Per l’ulteriore comprensione della mutazione epocale di rappresentazione simbolica e di implicato significato del ritmo (ex-)francese, eccolo nella Sinfonia n. 9 “Corale” di L. v. Beethoven, nell’avvio e soprattutto all’apice del I tema associato al ritmo peonio, in una performance storica diretta dal grande Arturo Toscanini (min. 1,25):

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Per altre mutazioni epocali del significato rappresentativo del ritmo (ex-)francese; associato al ritmo peonio (scritto però in forma di terzina) ecco la Polacca II di Franz Liszt nell’autorevole interpretazione di Georges Cziffra:

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Per la ben più vasta e variegata contestualizzazione patetico-drammatica del significato rappresentativo del ritmo (ex-)francese nella “Dante.Sonata” (Fantasia Après une lecture de Dante), capolavoro pianistico di Franz Liszt, ecco un primo ascolto dell’opera nella straordinaria interpretazione dello stesso Georges Cziffra:

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Lezioni precedenti:

Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

Metodologie I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

Metodologie I-3 – Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica

Metodologie I-4 – Scritture deboli vs scritture forti? Interpretazione vs Prassi esecutiva

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