Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

 

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della I lezione su: Metodologie integrate dell’analisi musicale e fondamenti teorici dell’analisi della performance (I unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso. Ecco la lezione in slide dell’unità didattica introduttiva:

I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

Per il frammento della song studiata, il refrain di “Over the Rainbow“:

Questa famosa melodia è stata studiata, grazie alle diverse riduzioni progressive (di metodologica ispirazione post-schenckeriana) svolte nell’adottato testo di consultazione – “Le strutture espressive” – al fine di disvelarne progressivamente la stratificazione di strutture profonde (inconsce tanto nel senso individuale che epocale, ma strutturanti il pensiero come schemi cognitivi di rilievo culturale); strutturazioni che alludono ciascuna a una diversa epoca dell’evoluzione del linguaggio musicale: risalendo dalla più prossima “naturale” quadratura fraseologica classico-romantica alla motivica tematica barocca in quanto allusiva nella strutturazione in anticlimax (progressione discendente, proiettiva empaticamente … over the rainbow) anche di dissociazioni in polifonia latente grave-acuto – implicabili, magari al modo di polifonie imitative, anche sui suoni inferiori – ma non attuate negli sbalzi d’ottava seppur implicabili nell’abbandono degli stessi verso la chiusa in accelerazione figurativa all’acuto.

Per avere i vari frammenti audio dell’incipit dell’Intermezzo brahmsiano – op. 117 n. 2 – consultare il docente tramite e-mail. In essi si verificava all’ascolto, molto semplicemente, che il metro ternario di battuta indicato nel testo scritto tramandatoci era più spesso contraddetto da un’affrettata resa del terzo movimento, che nell’esecuzione migliore arrivava a produrre una scansione ritmico-testurale ( = un’articolazione di sound) tendenzialmente binaria, meglio: “cullante” (“una ninna nanna per i miei affanni” definiva questo suo pezzo l’Autore, che l’aveva scritto nella sua più tarda età). Dunque si tratta visibilmente di una scrittura scolasticizzata e appresso verso il secondo novecento “innovata” (= vitalisticamente recuperata nella dizione originaria); con ogni probabilità a partire dal sommo interprete Artur Rubinstein, verso gli anni ’60: allievo assieme al grande Wilhelm Kempff del grande didatta del pianoforte Heinrich Barth, a sua volta allievo di Hans von Bulow e Carl Tausig, contemporanei di primissimo piano ed “interpreti” diretti (il primo addirittura esecutore privilegiato: “autentico”) del compositore Johannes Brahms …. Una concreta dimostrazione della primazia dell’oralità rispetto la scrittura, ma di un’oralità che va concretamente recuperata grazie ad una rigorosa ermeneutica del testo scritto tramandatoci e appresso “dimenticato” nella sua originaria consistenza vitalistica (appunto: l'”oralità culturale” che lo ha ispirato).

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