Archivi categoria: Critica d’arte e Musicologia

La critica musicale è, e dovrebbe essere normalmente, affidata a esperti musicologi versati nell’arte dell’argomentazione e utili in quanto (si spera sempre: validi) animatori della vita culturale in una certa epoca e in un più o meno limitato ambito territoriale. Ma appunto ha da essere “critica” – dal gr. κρὶνω: “distinguo” – ossia posta a monte delle eventuali risultanze estetiche elogiative o addirittura encomiastiche oppure confutatorie se non stroncatorie (non di rado, ahimè, deviatamente utilizzate invece a scopi “politici”). Tanto dell’opera in quanto tale, quanto (come succede più comunemente) della specifica, attualizzante, interpretazione e/o messinscena.
Va dunque richiesta un’eleganza nella scrittura, poeticamente e metaforicamente adattata ai nessi linguistici sui generis della comunicazione musicale. Ma anche, soprattutto, l’intelligenza e la capacità di rendersi divulgatori nello specifico dell’opera recensita e del sotteso pensiero musicale e umano (ossia “culturale” nel senso più interdisciplinare che le conviene).
Doti di mestiere non da poco – e difatti assai poco diffuse tutte assieme e d’altronde spesso assai poco “pagate” – alle quali qui si vuol fare riferimento non tanto ai fini (talora corrosivi) dell’immediatezza del giudizio estetico, quanto a sostegno della miglior conoscenza e della comprensione dell’opera stessa. Che poi dalle risultanze critiche elogiative o stroncatorie (di cui si assume la responsabilità solo il relativo redattore) nasca un documentato dibattito è il migliore auspicio che si possa fare.

“Tonfi” (del buon gusto) e “trionfi” (di maniera) per il Macbeth verdiano al Massimo di Palermo

di Santi Calabrò Scrive Julian Budden (trad. di Alberto Conte) a proposito del Macbeth di Verdi: «Lady Macbeth entra leggendo una lettera, e la convenzione secondo cui le lettere devono essere dette e non cantate le consente di fare il … Continua a leggere

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Boulez è morto! Riprendiamoci l’espressione e la bellezza!

Riportiamo di seguito, anche al fine di sollecitare una proficua discussione, possibilmente aliena da ideologismi e da posizionamenti preconcetti: un provocatorio ma stimolante articolo di Luca Iavarone*(1) sulla scomparsa del celebre, geniale musicista; un bel saggio, ma abbastanza discutibile sotto vari profili, di Nicola … Continua a leggere

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Il Crepuscolo degli Dei inaugura trionfalmente la stagione palermitana

di Santi Calabrò Un successo travolgente per la Götterdämmerung di Richard Wagner, a inaugurazione della stagione 2016 del Teatro Massimo di Palermo: il regista Graham Vick firma uno spettacolo sontuoso, che suggella coerentemente le altre tre opere del Ring des … Continua a leggere

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Il Siegfried contemporaneo di Graham Vick al Massimo di Palermo

di Santi Calabrò Dopo il Siegfried con regia di Graham Vick – che prosegue la Tetralogia messa in scena al Massimo di Palermo, dove Das Rheingold e Die Walküre erano stato allestiti nel 2013 – sappiamo che il protagonista dell’opera … Continua a leggere

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Intervista ad Andrea Ferrante, compositore di musica classica contemporanea

Cos’è oggi il comporre musicale nella tradizione della musica seria (termine ancora usato, e più o meno legittimamente, in contrapposizione a quello di musica leggera)? Si possono delineare più o meno specificamente tanto un’estetica quanto una deontologia, ossia un’etica professionale, dell’odierno compositore di musica d’arte? … Continua a leggere

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Gisela! di Henze al Massimo di Palermo, opera contemporanea di un tedesco innamorato dell’Italia

di Santi Calabrò Per chi deplora il tradizionalismo nelle programmazioni dei teatri d’opera c’è di che consolarsi constatando che Gisela!, l’ultima opera di Hans Werner Henze (1926-2012), ha aperto la stagione 2015 del Teatro Massimo di Palermo. Finalmente “c’è qualcosa … Continua a leggere

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La Švanda Dudák di Jaromír Weinberger al Massimo di Palermo: una “deliziante” modernità del comporre operistico

di Santi Calabrò Nessuna epoca come il “secolo breve” (il periodo 1914-1991 nella celebre definizione di Eric Hobsbawm) è così carico di eventi, di rivolgimenti, di squilibri, di progresso vorticoso e di tragedie; all’inizio del Novecento tutto ciò era non … Continua a leggere

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