Metodologie I-4 – Scritture deboli vs scritture forti? Interpretazione vs Prassi esecutiva

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della IV lezione su: Scritture deboli vs scritture forti? Interpretazione vs Prassi esecutiva (IV unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso. Ecco la lezione in slide della IV unità didattica:

I-4 – Scritture deboli vs scritture forti, interpretazione musicale vs prassi esecutiva

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

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Per gli ascolti della Sarabanda BWV 807-d di J. S. Bach, ai fini tanto della consapevolezza analitica del testo musicale quanto del suo rapporto con la performance nei modelli interpretativi (ossia: grandi performer che in qualche modo hanno comunque segnato la storia dell’interpretazione di un certo repertorio o di una certa opera). In tal caso, dato la “facilità” tecnico-esecutiva  (almeno così volgarmente considerata) del brano, sarà opportuno limitarsi a due esecuzioni “virtuose” che ne di-mostrino invece su opposte prospettive poetico-interpretative la profondità di pensiero di una lettura analitica:

Gustav Leonhardt (caposcuola della renaissance bachiana, su cembalo – min. 8.25):

 Glenn Gould (grande interprete anticipatore del gusto post-moderno, su pianoforte):

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Per la comprensione delle problematiche di ricostruzione filologica della prassi esecutiva barocca, così come focalizzate per adesso sul caso del ritmo francese, ossia nel ritmo “sovrapuntato”: topos sonoro-musicale della maestà assolutista, appunto di francese provenienza sei-settecentesca, e dunque simbolicamente rappresentativo tanto della sua pomposa magnificenza quanto del suo timore reverenziale – un secondo elemento rappresentativo che in successiva epocale istanza predominerà nella sua evoluzione linguistica dopo la rivoluzione borghese dei Lumi (da un Beethoven ad un Liszt …, come vedremo). Il riferimento è alla Fuga BWV 850 di J. S. Bach. E in tal caso è opportuno offrirne una pur sintetica differenziazione in progress di modelli interpretativi. Tanto da potere costituire le basi minime di una prospettiva storica dell’interpretazione musicale barocca, e bachiana in particolare, lungo il Novecento. Più correttamente, in una più corretta prospettiva fenomenologica, si tratta dell’evoluzione di un processo di recupero dell’antica prassi esecutiva di un repertorio andato perduto nei suoi originari connotati sia di significazione simbolico-rappresentativa (retorica) sia d’uso corrente (di genere socioculturale, musicale e non, di appartenenza).

Sviatoslav Richter (utile solo come prima scelta per seguire sullo spartito:  un grande interprete al pianoforte, ma qui nelle vesti di esecutore dell’errata versione pre-filologica della fuga, mentre resta pur notevole la sua interpretazione in estremo risalto cantabile del preludio; ma reso a mo’ di virtuoso studio ottocentesco, quindi ben applicandovi una scansione anisocrona sulle note eguali, seppur poco percettibile per la velocità, posta com’è all’interno di una fluttuante agogica: una variegata micro-ritmica strettamente connessa  alla qualità dinamica del tocco pianistico – quindi pressoché inavvertita nella sua autonomia di durate relazionate – e soprattutto riferita al continuum ininterrotto del fraseggio melodico e non certo alla sua interna articolazione motivico-tematica):

Rosalyn Tureck (Nota specialista della musica bachiana ben conosceva il ritmo francese e qui ne offre una versione intimistica, insomma adattandolo alle necessità di un tocco percussivo qual è quello pianistico e non certo pizzicato qual è quello cembalistico):

Glenn Gould (il grande interprete anticipatore del gusto post-moderno qui sembra volersi divertire in una prospettiva che resta  interessante solo in quanto ironica e forse grottesca, dunque innanzitutto rivelatrice del suo pregiudiziale anticonformismo):

Gustav Leonhardt (caposcuola della renaissance bachiana, su cembalo – min. 19.12: dopo un preludio articolato pur con discrezione nelle componenti motiviche segue la fuga “francese” dove bene emergono le alte qualità rappresentative dello stile francese):

Ton Koopman (allievo ed importante continuatore di Leonhardt innova qui nel gusto dell’ornamentazione cembalista, tanto da apparire quasi come un innovatore post-moderno del barocchismo filologico; insomma un creativo che non sclerotizza in formule precostituite le scoperte restaurative della prassi esecutiva della musica antica):

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Lezioni precedenti:

Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

Metodologie I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

Metodologie I-3 – Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica

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