Metodologie II-5 – La IX Sinfonia di L. v. Beethoven e l’allineamento tematico

La prima lezione del secondo progetto introduce mettendo subito a fuoco l’argomento:

MII-5 – La IX Sinfonia di L. v. Beethoven e l’allineamento tematico

Lo studio sul testo in adozione “L’evoluzione retorica del pensiero musicale” va svolto innanzitutto sulla parte introduttiva generale delle pp. 148-168 riguardante il pensiero musicale che dall’illuminismo apre al classicismo ed al romanticismo; qui si trattano gli integrati concetti fondativi di allineamento tematico, quadratura ritmico-fraseologica del melos e sonatismo classico. Mentre alle pp. 169-184 è trattato in maniera succinta ma profondamente riferita all’ermeneutica simbolico-semiologica e retorico-significante del testo musicale della beethoveniana Nona Sinfonia detta “Corale”. A questo studio va integrata la lettura dell’ancor eccellente saggio di Massimo Mila, La lettura della IX Sinfonia, pubblicato negli anni settanta e ripubblicato in diverse ristampe da Einaudi (collana PBE): una visione che nel mio testo è stata aggiornata soprattutto sul piano dell’approfondimento teorico-analitico. Con preciso riferimento alle pp. 5-33 (introduzione all’opera), 35-39 (I movimento), 80-85 (II movimento), 104-113 (III movimento), 122-131, 142-151 e 168-177 (IV movimento)  Ma anche ripromettendoci, con ulteriori approfondimenti di ordine performativo, di penetrare ancor più il senso profondo della poetica musicale beethoveniana, accostandoci ad  uno dei massimi capolavori  mai scritti. E grazie ad uno studio dello spartito culturalmente più aperto sia per visione metodologica specificamente analitica del testo, sia per il contestuale inserimento in una visione culturale ancor più marcatamente interdisciplinare.

Di seguito la partitura delle nove Sinfonie:

Beethoven – IX Sinfonia Corale op. 125

Beethoven – IX Sinfonia (trascrizione pf Liszt)

alla quale va aggiunto lo spartito pianistico della IX Sinfonia (riduzione Pozzoli) da me appositamente chiosato e che ho reso disponibile già all’avvio delle lezioni (coloro che ne posiedono la copia sono pregati di scansirla mettendola a disposizione sul sito stesso).

Alcuni riferimenti salienti ed introduttivi inerenti l’approfondimento successivo:

  1. La padronanza dello strumento “orchestra”.Con particolare riferimento al raffinatissimo “stile spezzato” (Durchbrochene Arbeit) della sua orchestrazione; anche derivata dalla conoscenza di analoghi trattamenti polistrumentali nel maturo quartettismo haydniano: tecnica in cui frammenti di melodia si alternano tra i vari strumenti, addirittura arrivando a “simulare” anche complessi tessuti polifonici imitativi o fughistici, ma sempre prima o poi ricondotti ad unità meloarmonica, genericamente “monodica”. Insomma una unità sostanziale di melos, elaborata però in una inaudita varietà plastica di spessori armonici e timbrici, spesso anche polifonicamente fratti, polivocalmente e timbricamente distribuiti e sempre ricostituiti nella maggior consistenza del tutti o nello sfumarsi in dissolvenza fino a disperdersi in atomistiche unità particellari.
  2. Il dominio della rappresentazione idealizzata della sonorità sonatistica fondata sui contrasti motivici e tematici e sulla gradualità controllata dei processi di espansione organica. Il compositore aggiunse alla sua musica una formazione culturale di impronta illuministica, kantiana in particolare. Dal filosofo Beethoven trasse la concezione dell’esistenza, nella coscienza individuale, di una legge morale, espressa nella forma dell’imperativo categorico. Egli mise allora il risultato della propria essenziale attività, la musica, al centro della morale, inserendovi valori ideali, arricchendola di una forza emotiva che esprimesse il movimento dei sentimenti e i conflitti interiori. Dallo stesso autore dei Fondamenti metafisici della scienza della natura(appunto: il filosofo Kant) annotò questo passo: «Nell’anima, come nel mondo fisico, agiscono due forze, egualmente grandi, ugualmente semplici, desunte da uno stesso principio generale: la forza di attrazione e quella di repulsione.» Che lo portarono a individuare per analogia il “Widerstrebende Prinzip” e il “Bittende Prinzip“, ossia il “principio di opposizione” e il “principio implorante“, principi che nella sua opera divengono temi musicali in conflitto reciproco, il primo robustamente caratterizzato da energia ritmica e precisa determinazione tonale, l’altro piano, melodico e modulante.
  3. L’approfondimento della nozione di poetica musicale, nella specificità beethoveniana. Come dominio programmatico della propria strutturata visione e concezione del mondo (Weltanschauung) retoricamente tradotta in una dimensione sonora. Una visione in costante divenire e in parallelo approfondimento di cognizioni, a valenza tale da imporsi nel Nostro fino alla personalizzata e strutturante interiorizzazione.

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L’ascolto di una magistrale interpretazione del grande Arturo Toscanini apre il confronto tra due grandi tradizioni direttoriali, quella italiana di ispirazione operistico-teatrale fondata sull’esaltazione vitalistica del melos e quella tedesca piuttosto concentrata sulla riflessiva e contemplativa esaltazione dei volumi timbrico-dinamici:

Un ascolto visibile “dal vivo” può destare anche altre emozioni (purtroppo talvolta l’occhio vuole anche la sua parte” e in questo caso la cosa addirittura può servire …):

Da Toscanini a Riccardo Muti, allievo principale del suo allievo principale Antonino Votto, il passo è lungo, ma avviene in un “continuum di cantabilità” non sottovalutabile:

Il confronto tra Toscanini e il tedesco Bruno Walter (suo storico “rivale”):

Da Walter ad una teutonicità di alto rango creativo come quella di Wilhelm Furtwangler, tra i massimi direttori d’orchestra di tutti i tempi (ma anche raffinato compositore):

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PROMEMORIA

Si ricorda che l’intero corso (e dunque anche la presente monografia sulla Nona beethoveniana) risulta supportato dall’eventuale discussione tematica da svolgersi sul presente Post e nella forma del commento al Post stesso – se avviata e/o richiesta almeno da un singolo interessato, ma sempre dal docente rivolta all’interesse generale. Ciò sarà utilissimo anche alla necessaria autoverifica della bontà degli apprendimenti da parte di ciascun studente. Pertanto, finalizzato alla valutazione conclusiva del corso, ecco il Programma nella schematizzazione degli argomenti/contenuti trattati; pragmaticamente fondato sugli indicatori stilistici e critico-estetici, resi operativi in maniera integrata per la più approfondita analisi dell’opera. Questo stesso si renderà utile anche come guida per l’esame finale del corso, assieme all’utilizzo estemporaneo della partitura sinfonico-vocale, dello spartito di trascrizione pianistica (rev. Pozzoli) e degli ascolti:

beethoven-e-la-poetica-della-gioia-pogramma-di-studio1

LA SINFONIA “CORALE” E LA POETICA DELLA GIOIA

DALLA LETTURA ALL’ANALISI DELLO STILE: FORMA CICLICA O UNITÀ POETICO-ESPRESSIVA?

UNITÀ MOTIVICO-TEMATICA:

  • LE QUATTRO INTRODUZIONI
  • UNITÀ TONALE: L’IMPOSTO DI RE m/M e IL Sib
  • UNITÀ RITMICA: L’IMPIANTO GENERATIVO DEL TEMATISMO
  • UNITÀ TIMBRICO-DINAMICA: IL SOUND CLASSICO
  • UNITÀ FORMALE: L’INTEGRAZIONE DEI GENERI CLASSICI

DALLA LETTURA ALL’ANALISI DELLO STILE

STILE MELODICO:

  • LIVELLO MOTIVICO-GENERATIVO
  • LIVELLO FRASEOLOGICO
  • LIVELLO TEMATICO
  • TEMATISMO MOTIVICO-FRASEOLOGICO

STILE TONALE:

  • CADENZALITÀ ALLARGATA
  • ALLARGAMENTO PLAGALE
  • PREGNANZA TONALE
  • RELAZIONI DI TERZA
  • UNITÀ TONALE DELL’OPERA

STILE TIMBRICO-SONORIALE:

  • L’ORCHESTRAZIONE CLASSICA
  • LE INNOVAZIONI BEETHOVENIANE
  • IL SILENZIO; TRA PREGNANZA E COLORE

STILE RETORICO-FORMALE:

  • DAL SONATISMO-MENU AL SONATISMO-ROMANZO
  • DALLA RETORICA DISCORSIVA ALLA RETORICA VISIONARIA
  • LA FASE TESTAMENTARIA DEL PENSIERO MUSICALE BEETHOVENIANO
  • LA POETICA DELLA GIOIA

INTERPRETAZIONE CRITICO-ESTETICA DELL’OP. 125

  • L’ARMONIA, SCULTURA DEL MELOS
  • CLASSICIZZAZIONE DEI GENERI
  • INTEGRAZIONE CREATIVA DEI GENERI
  • L’INTERPRETAZIONE CRITICO-ESTETICA – LA POETICA DEL TERZO STILE
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