“Armonia” lez. II-3 (2018) – Modulazione e forma tonale

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della terza lezione del II modulo, nona lezione del complessivo programma:

A II-3 slide

Il testo di riferimento è sempre il de Natale, L’armonia classica e le sue funzioni compositive, cap. 12. Ma con una prima lettura e un primo studio orientativo. dato che l’argomento verrà man mano approfondito, in teoria e in pratica esercitativa, dalle prossime lezioni. Per adesso vanno apprese solo le generali nozioni trattate durante la lezione e riassunte nella presentazione.

Di seguito aggiungo – come anticipo dell’ultima lezione del modulo (dato che dopo per una settimana non ci vedremo: adesso basta una prima sommaria lettura) – una presentazione costituente l’appendice esplicativa su numerica e indicazioni funzionali. Si tratta di un argomento di cui per adesso vanno solo appresi i concetti generali: simmetria parallelismo nella Teoria delle funzioni e nelle sue varianti quali la Teoria dei gruppi funzionali (qualcosa ho introdotto in lezione …).

Armonia- X-appendice Siglatura funzionale

Eccovi anche una introduzione storica, addirittura di tipo divulgativo e non specialistico (wikipedia), alla complessità teorica e applicativa di questi concetti:

“All’inizio del Novecento le teorie armoniche si preoccupano, da una parte, di cercare un fondamento razionale all’ampliamento del linguaggio musicale allora in pieno sviluppo: dall’altra, inizia a emergere la consapevolezza di un crescente divario tra la teoria armonica tradizionale e la prassi dei compositori classici.

Due importanti trattati esemplificano queste opposte esigenze: la Harmonielehre di Arnold Schönberg (1911) e la Harmonielehre di Heinrich Schencker (1906) – Schenker – Harmonielehre . Il primo può essere considerata l’ultimo grande trattato di armonia prescrittiva; il secondo il primo trattato moderno di armonia analitica.

Nel corso del Novecento i trattati seguirono lungo questo doppio binario: da una parte i trattati prescrittivi (la grande maggioranza, almeno fino alla metà del secolo) miravano a istruire il compositore e allo stesso tempo ad allargare la sua tavolozza sonora con combinazioni di accordi complesse o inconsuete; dall’altra i trattati analitici (più numerosi nella seconda metà del XX secolo) puntavano a fornire al musicista strumenti in grado di comprendere meglio le opere del passato, nella consapevolezza che il linguaggio armonico si era oramai storicizzato.”

(Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Armonia)

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