Metodologie I-3 – Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della III lezione su: Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica (III unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso. Ecco la lezione in slide della III unità didattica:

I-3 – Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

________________________________

Per gli ascolti dell’Allegro K332 di W.A. Mozart, ai fini tanto della consapevolezza analitica del testo musicale quanto del suo rapporto con la performance nei due studiati modelli interpretativi (ossia: grandi performer che in qualche modo hanno comunque segnato la storia dell’interpretazione di un certo repertorio o di una certa opera):

Wanda Landowska (modello classico su pianoforte):

Malcom Bilson (modello filologico su fortepiano):

Altri esempi di performance:

Alfred Brendel (modello .. ?).

Paul Badura-Skoda (modello … ?):

Glenn Gould (modello … ?):

Friedrich Gulda (modello … ?):

 

*****

Lezioni precedenti:

Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

Metodologie I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

 

Annunci
Pubblicato in E-learning | Lascia un commento

“Analisi” lez. III-2 – Stile epocale di riferimento e specificità dell’opera

di Mario Musumeci

Questa lezione ha continuato la precedente approfondendone per le opere musicali in studio i contenuti. In particolare:

  1. con una serie di congruenti indirizzi d’impostazione del lavoro di tesi disciplinare (“tesina”) per Stamitz, anche nella prospettiva di una corrispondente tesi di laurea;
  2. con una più approfondita considerazione dei contenuti analitici della tesina comparativa dei due primi atti di Traviata e Bohème, con specifico riferimento alle modalità dell’idillio amoroso e alla conseguente centralità di ciascuna delle due protagoniste, Violetta e Mimì, modelli di femminilità a loro specifico modo “eroica”.
  3. con un più approfondito risalto del metodo della partitura  analitica nei suoi ben più avanzati risultati prodotti sugli Studi op. 25 nn. 1 e 3, specie in riferimento ad ascolti guidati di performance storiche od attuali particolarmente significative;
  4. impiantando una prima visione del Concerto per vibrafono e orchestra di Ney Rosauro nelle sue componenti di scrittura neo-modale e nei suoi ritmi caratterizzanti di stili e generi della musica nordamericana (blues) e sudamericana (danze latino-americane).

**

Continuo di seguito a fare il punto della situazione dei quattro corsi monografici.

A) Smeralda ha pronte le quattro schematizzazione retorico-formali dell’intero Concerto in mi/Mi di Nino Rota (tabella formale generale e di ciascuno dei tre movimenti) e da queste può ricavare tanto l’unità motivico-generativa e processuale  dell’intera opera quanto l’unita tematico-processuale di ciascun movimento. Ai suoi fini, di sommaria illustrazione al concerto di laurea del diploma di v. o. è già abbastanza se lei, per iscritto e oralmente, arriverà ad estrarne ed illustrarne le componenti micro- e medio-formali nella sua anche approssimativa esecuzione.

B) Bliss ha pronte le schematizzazioni retorico-formali da cui estrarre gli esempi musicali al più presto se vuole anticipare gli esami a febbraio e dar loro una credibile trattazione unitaria. Dell’intero I Atto della Traviata:

a) quella compiuta di: Preludio all’opera, Introduzione e Brindisi e le altre tre Arie assieme ai recitativi e agli ariosi che le esprimono in straordinaria continuità narrativo-musicale;

b) un’altra riferita sempre della Traviata all’interpretazione strofica dell’intera iper-forma – che mette in primo piano il refrain “Di quell’amor” tra l’idealizzazione coinvolgente di Alfredo per Violetta e tra le renitenze di quest’ultima quasi nel presagio di un destino tanto di riscatto quanto di morte ad esso connesso.

c) Del I Atto (I Quadro) della Bohème limitatamente alla scena dell’idillio amoroso tra i due protagonisti, da cui inaspettatamente si ricava una struttura ternaria iper-formale, che unifica i due estremi della Cavatina di Rodolfo e del Duetto conclusivo, fondati entrambi sui due stessi refrain del primo approccio amoroso-galante “Che gelida manina” e del secondo approccio più apertamente dichiarativo “Talor dal mio forziere”, pur se ripartiti tra solisti e orchestra.

Mentre al centro, al modo di un contrastante Trio, si concentra in maniera indipendente la Cavatina di Mimì: che descrive in un crescendo di strutturazione strofica aperta il carattere articolato della semplicità tutt’altro che banalizzante del personaggio centrale dell’opera: ciascun couplet-strofa diviene refrain fino ad esaurirsi nell’unica strofa epifanica più delle altre risaltata e non ripetuta “Ma quando vien lo sgelo il primo sole è mio”; tre momenti ben differenziati anche – anzi soprattutto – musicalmente: ingenua ed estrema ma non volgare semplicità, genuinità di relazioni quotidiane di quella semplicità, profondità struggente in cui esplode quella stessa psicologizzante semplicità.

Due opere insomma – Traviata e Bohème – che mettono a fuoco due tematiche storicamente ben differenziate ma anche ben attualizzabili in modelli di un femminino protagonista assoluto delle vicende umane seppure nell’apparenza reso secondario dalla posizione sociale e da un connesso pervasivo maschilista potere di gestione socio-culturale.

C) Claudio ha pronte le quattro tabelle retorico-formali  – generale e di ciascuno dei tre movimenti – della Sonata di Tanner per marimba e pianoforte. Può così ricavare adesso dalla ripartizione iper- macro- e medio-formale quella motivico-tematica, tanto nella sua conduzione tra stile ritmico ana-periodico (debussiano-raveliano) e ana-metrico (stravinskiano) quanto nel tonalismo armonico di marca neo-modale.

D) Cristina e Luca stanno accumulando importanti materiali (tabelle retorico-formali di quattro dei sei studi scelti dell’op. 10 e loro partiture analitiche in elaborazione consequenziale) che danno addirittura conto dell’inconscio strutturante l’impianto motivico-generativo e narrativo-processuale di ciascuna composizione. In un caso anche in quanto parzialmente ricavato dalla metodica riduzionistica classica – l’analisi originaria del n. 12 dello stesso Heinrich Schenker – e da noi ben più approfondito alla luce di una metodologia integrativa dei modelli e metodi analitici più in voga. In altro caso, lo Studio n. 3, in quanto inaspettatamente ricavato dall’analisi profonda di strutture in potenza quale l’anapesto interrotto; strutture che non solo determinano il centrale contrasto sviluppativo ma la stessa conduzione ritmico-fraseologica tra la sua qualità periodica sregolarizzata di superficie e la sua qualità anaperiodico-riequilibrativa di profondità (tra inconscia e preconscia!).

E) Di Luigi e del suo notevole impegno già profuso nella ricerca e nella elaborazione di materiali di lavoro – per un compositore come Stamitz, tanto poco noto quanto d’importanza cruciale per l’evoluzione della tecnica compositiva riferita all’idioma clarinettistico -, impegno adesso meglio indirizzato anche verso una tesi di laurea, tratterò in una fase più avanzata dato l’allargamento della prospettiva al fondamentale Concerto per clarinetto di Mozart.

In conclusione tocca adesso a ciascun studente produrre materiali ulteriori ai fini del miglior compimento della trattazione di tesina. E si tratta degli esempi musicali specifici a ciascun punto risolutivo della complessiva sua argomentazione in tesi.

 

Pubblicato in E-learning | Lascia un commento

“Armonia” lez. III-2 – Armonia cromatica e accordi alterati

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della dodicesima lezione, seconda del terzo modulo:

A III-2 Armonia cromatica ed evoluzione del cromatismo

Il capitolo di riferimento è il 15 del testo di de Natale, L’armonia classica e le sue funzioni compositive; integrato dalle schematizzazioni esemplificative delle mie slides, includenti adesso in forma più compiuta e ampiamente propositiva le esercitazioni analitico-compositive: basta scegliere di volta in volta un brano e procedere oltre che nella compiuta analisi armonica anche in una delle proposte compositive suggerite.

Adesso, in sostanza, vanno sempre più approfondite nella pratica le generali nozioni orientative sulla forma tonale del singolo brano, svolta con triadi e con accordi di settima, includendo i detti accordi alterati di sesta napoletana, italiana, tedesca e francese; nozioni costantemente trattate durante le lezioni e riassunte nelle presentazioni, con vari livelli di esercitazione sia analitico-descrittiva che di scrittura compositiva.

Pubblicato in E-learning | Lascia un commento

“Analisi dello Stile” II-2 – Trama continua barocca e processo motivico-tematico

Ecco in file PDF la seconda dispensa sintetica del II modulo-lezione.

AS I-2

 

N.B.: lo studio va comunque condotto sul libro di testo adottato, di cui le slide sono solo indicativi sussidi per la memoria della lezione (di cui sempre si consiglia la registrazione):

Evoluzione pensiero musicale (copertina)

La sua consistenza – come per la precedente – è motivata, oltre che dalla implicata doppia lezione, anche:

  1. dall’esigenza di approntare una discreta serie di materiali utili per l’analisi e lo studio personale di ciascun discente, tenendo anche conto dell’esiguità del monte-orario di lezioni, etc. etc.;
  2. dell’opportunità di offrire, quale docente di punta del proprio settore disciplinare (decano in Italia della docenza teorico-analitica), anche alcuni materiali utili a scopi sia didattici che autodidattici; tenendo conto della attuale qualificazione parzialmente abilitante del titolo di specializzazione ai fini di insegnamenti liceali quali Teoria, analisi e composizione.

Di seguito, come supporto per un’analisi (opzionale) dell’importante Fuga violinistico-sonatistica di J. S. Bach offro un mio saggio, pubblicato nella miscellanea:

AA. VV., a cura di Enrico Fubini, Una Tebe dalle molte porte. Studi di pedagogia e analisi musicale in onore di Marco de Natale, Curci, Milano 2008.

Analisi musicale. Didattica dell’Analisi. Analisi da suonare.

Questa versione contiene degli esempi musicali che la casa editrice ha preferito a suo tempo omettere nella versione pubblicata, ma che sono utilissimi per comprendere bene gli assunti da me esposti a proposito del concetto di partitura analitica – come definisco, approfondendoli, i modelli di revisione (in tal caso delle delle Suites violoncellistiche bachiane) dei grandi didatti e violoncellisti Diran Alexanian ed Enrico Mainardi – e del suo rapporto con i concetti autonomi ma implicati di revisione e di trascrizione.

In tal senso le mie partiture analitiche più recenti e perfezionate (di cui si offre una gran quantità di esemplificazioni nel testo sopra indicato) non fanno che specificare, implicandola nell’analisi motivica retorico-figurale e della compiuta disposizione retorico-formale, l’articolazione del brano musicale (in tal caso barocco, ma non solo), nelle sue diverse componenti:

  1. di sillabazione, ossia di pertinente lettura dell’ordito ritmico (concetto ricavato e approfondito da Diran Alexanian) e delle sue latenze polifonico-latenti (concetto ricavato e approfondito da Enrico Mainardi, compositivamente impiantato da Diether De La Motte, analiticamente promosso da Marco de Natale);
  2. di pronunzia, ossia di pertinente lettura del disegno tematico e delle sue evoluzioni retorico-figurali;
  3. di interpretazione, ossia di pertinente argomentazione – in ricostruzione strutturale, ermeneuticamente e filologicamente fondata – del “discorso” sul tema, ossia della disposizione retorica specifica che il brano rivela come sviluppo retorico del soggetto.

Non sembra inutile osservare che in tale ottica vengono a coincidere la lettura del brano e la sua analisi, ma da intendersi quest’ultima come un esercizio preventivo (propedeutico) alla comprensione del linguaggio barocco. Pertanto da attuarsi secondo i modelli metodologici di una effettiva traduzione: tali da consentire che l’accostamento graduale ma costante e metodico nel tempo si traduca prima o poi in appropriazione e dunque in lettura naturale e spontanea, tout court in lettura “immediata”, cui corrisponda la rappresentazione di quanto letto.

E certamente non più banalizzando la lettura in “lettura di note” tra loro più o meno irrelate, come d’uso ancora ai bassi livelli “dislessicizzanti” della formazione artistico-musicale cd. colta; bensì di compiuti concetti musicali concretamente rappresentativi di senso e di significato come quelli generosamente descritti nelle tabelle allegate.

Pubblicato in E-learning | Lascia un commento

Metodologie I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della II lezione su: Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica (II unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso. Ecco la lezione in slide della II unità didattica:

I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

________________________________

Per gli ascolti della song “Voglio di più” di Pino Daniele, oltre a quanto è facilmente reperibile sul web, ecco una versione più vicina all’originaria (1980):

ma anche una versione successiva dello stesso cantautore con rilettura e diverso arrangiamento – o reinterpretazione? e, comunque, con quale diverso significato? -:

e ancora ecco un’interpretazione datane dalla Loredana Berté, che traduce in un gusto rock la più genuina qualificazione taramblù del grande cantautore napoletano  (taramblù = tarantella/napoletanità + blues/afroamericanità):

Importante ai fini della comparazione delle ben diverse performance, nell’analisi del rapporto testo musicale e testo poetico:

  1. nelle strofe, qualificare la diversificazione della marcatura anapestica in quanto associata al carattere tra l’assertivo e il dichiarativo dei profili discendenti in “desolato” insistente ripiego di anticlimax e con l’emergenza in chiusura, al modo di un rifiuto, della deflessione ascendente su “stanco”;
  2. nel ritornello, rilevare i modi in cui la contrapposizione della ribellione interiore procede nell’alternarsi tra tratti di tenuta poi riportati  in anticlimax e tratti ascendenti tra il volitivo e l’esclamativo rifiuto.

Ai fini della miglior comprensione anche musicale dell’intera song, si reciti bene lo stesso intero testo poetico marcandone i significati così come il testo musicale tende a darli al modo di configurazioni melodiche – tra profilature orientativo-disegnative e assieme caratterizzazioni ritmico-gestuali (dunque configurando il melos e formalizzandolo, ossia disponendolo in segmenti compiuti di senso) – ma senza intonarli, solo in una dizione espressiva poetico-attoriale come fatto in lezione. Si potrà così scoprire il forte senso empatico della musica pop e i suoi alti valori poetico-musicali, quando è ben fatta. Poi magari si comprenderà e si dominerà con più convinzione e controllo espressivi la scansione prosodica del parlato poetico (ritmo prosodico) ed il suo associarsi ad assecondanti tratti melodici che lo caricano dell’ulteriore espressione e del carisma dei motivi melodici di strofa e ritornello, fraseologicamente inquadrati.

________________________________

Per gli ascolti della villanella di Orlando di Lasso “Matona mia cara” sul web c’è da perdersi … Scartandone le inappropriate e più dilettantesche versioni, per lo più a pesante coralità massiva, eccone una cernita utile per una critica comprensione estetica, ben equilibrata tra lettura (analitica) e qualità performativa:

Lasso – Matona (Heraclea Choir)

Lasso – Matona (Quartet Mezzo)

Lasso – Matona (Bryansk Choir)

Lasso – Matona (Cantoria Sine Nomine) – per una critica negativa –

Lasso – Matona (Legictimae suspicionis)

Lasso – Matona (Nobilissimo Coro della Parte de Sopra – Assisi)

Lasso – Matona (The Amaryllis Consort)

Lasso – Matona (The Hilliard Ensemble)

Lasso – Matona (The King’s Singers)

Lasso – Matona (The Mirandola Ensemble)

La varietà qualitativa è già notevole e va chiarita a livello di giudizio critico caso per caso, rispetto il senso del testo musicale e poetico già bene illustrato in lezione e nello stesso testo adottato. Certamente non è detto che di performance non se ne trovino di migliori, come di peggiori, ma quali sono qui le differenze più cruciali? Trovate soluzioni più o meno monotone e più o meno varie, e in quanto tali più o meno adattate al senso poetico. Ma soprattutto arrivate a cogliere bene certi errori di lettura musicale; errori di vero e proprio solfeggio, che qui è solfeggio emiolico-mensurale e non certo metrico: sovrapponendovi inesistenti caratteri metrici, questi disturbano l’agile e, a tratti, quasi danzante ritmo mensurale-emiolico, producendo sincopi ritmiche inappropriate alla scansione ritmica rinascimentale e annullando soprattutto la varietà e gli effetti polifonici del conflitto emiolico – tra parti che si dispongono in simultaneità come emiolicamente contrastanti e pertanto a ben diversificata prevalenza prospettica..

________________________________

Per gli ascolti del valzer di Fryderyk Chopin op. 69 n. 1 sul web c’è abbastanza da scegliere. Eccone una cernita utile per una critica comprensione, ben equilibrata tra lettura (analitica) e qualità performativa. Ma per adesso limitandosi al refrain del valzer riportato nel testo adottato in partitura analitica. E ad una conseguente comprensione del rapporto tra rigidità ritmica e agogica della scrittura da una parte e dall’altra una notevole mobilità performativa del rubato romantico: nella visione di studio “umanizzante” rispetto la scrittura stessa che ne abbiamo dato con preciso riferimento

  1. alla qualificazione fisiologico-corporea del ritmo ancestrale anisocrono (l’impulsio);
  2. all’espressività della dizione espressiva verbale ad oscillazione infrasemitonale, tradotta con una qualche coerenza nell’intonazione musicale (il tonus).

Un grande interprete e caposcuola della didattica pianistica francese: Alfred Cortot – 1934

Una stimabilissima interprete dei giorni nostri: Valentina Lisitsa

Un grande dell’interpretazione “storica” del ‘900: Artur Rubinstein – 1963

Un “mostro sacro” del pianismo “tardo-romantico”: Vladimir Horowitz

Una vetta del pianismo italiano: Arturo Benedetti Michelangeli

Un’altra stimabile esecuzione non storica: Olga Gurevich

Una curiosità, da discutere comunque: Chopin alla fisarmonica di Giancarlo Caporilli

 

*****

Lezioni precedenti:

Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

Pubblicato in Critica d'arte e Musicologia, E-learning | Lascia un commento

Il pensiero musicale tra multidisciplinarietà e metamorfosi linguistiche (Presentazione UNI-ME)

foto e articolo di Sara Belfiore Musumeci

IMG-20190217-WA0000.jpg

Si è svolta sotto i migliori auspici della continuativa collaborazione tra Conservatorio di musica e Università messinesi la presentazione dell’ottava, e corposa, miscellanea di saggi di ricerca musicologica storica e teorico-analitica edita a cura dell’Istituto superiore degli studi musicali “A. Corelli”, dal suggestivo titolo “Il pensiero musicale tra multidisciplinarietà e metamorfosi linguistiche”, MD Edizioni, 2018 Messina, VIII Quaderno del Conservatorio. Predisposta anche nella forma seminariale di un incontro con studenti e docenti del Dipartimento di Scienze Cognitive, Corso di laurea Dams, la manifestazione è stata presentata al pubblico dal Direttore del COSPECS, Dipartimento di Scienze Cognitive Psicologiche Pedagogiche e degli Studi Culturali, Prof. Pietro Perconti e dal Presidente e dal Direttore  del Conservatorio di musica, Dott.  Giuseppe Ministeri e M° Antonino Averna, che hanno inquadrato l’attività in corso, ciascuno per la propria specifica funzione rappresentativa e gestionale, nell’ottica delle sinergie già previste da un controfirmato protocollo d’intesa utile a valorizzare ricerca e cultura tramite specifici progetti inter-istituzionali già in corso e anche da definirsi nel breve-medio termine.

foto presentazione UNIME Ministeri.jpg

Il coordinatore del corso di laurea Dams/Turismo e spettacolo Prof. Dario Tomasello ha introdotto con un convinto e ben motivato elogio la pubblicazione, nei suoi integrati aspetti tanto scientifico-contenutistici quanto metodologico-didattici per l’importante (e, in verità, abbastanza inedito) pieno coinvolgimento degli allievi – in effetti per lo più oramai ex-allievi e in più casi già professionisti in attività; i quali, in quanto a suo tempo bravi tesisti, hanno prodotto questi loro saggi di studio proprio come estratto dai propri lavori più originali di tesi di laurea musical-musicologica. E appresso anche in tal senso si è soffermato sulla compresenza ai suddetti dell’unico saggio di un docente, il Prof. Mario Musumeci, dall’intrigante titolo “L’origine fisiologica del ritmo e del melos e la loro integrata evoluzione nella musica occidentale” – alle pp. 139-192 del suddetto volume – rimarcandone l’importanza innovativa dei contenuti scientifici; per la loro forte qualità interdisciplinare, certamente riferibile a tutte le arti performative, implicata nella strutturazione fisiologico-cognitiva dell’intelligenza generale e non solo specificamente performativo-musicale, lì studiata. E tutto ciò Tomasello l’ha ben risaltato proprio per i primari interessi psicologico-cognitivi nello studio dei linguaggi; di cui il Dipartimento intero è oggi convintamente nella sua ormai storica ri-definizione, da ex-facoltà di Scienze della formazione (e a suo tempo ex-Magistero), il più privilegiato ed attivo portatore. Il Prof. Tomasello ha addirittura ritenuto di dovere al proposito onorare l’Autore, e indirettamente l’istituzione di sua appartenenza, di un’espressa citazione e del connesso impegno di studio per i propri allievi dei corsi di dottorato in Scienze cognitive.

foto presentazione UNIME tutti.jpg

Appresso la Prof.ssa Alba Crea, brava e ormai stabile curatrice dei Quaderni del “Corelli”, ha sinteticamente introdotto gli otto lavori della preziosa miscellanea. Innanzitutto i sei approfonditi ed originali saggi monografici dei sei studenti coinvolti:

  1. “Studio analitico della Suite BWV 1006a di Bach” di Federico Caramagno, pp. 13-40;
  2. “L’Ur-Trieb di Florestano. Germi del Novecento nella poetica schumanniana” di Martina Genovese, pp. 41-54;
  3. “Liszt e la musica popolare ungherese: le Rapsodie ungheresi a la cadenza ad libitum nella Rapsodia ungherese n. 2″ di Alessandro De Salvo, pp. 55-78;
  4. “La maschera simbolista debussiana. Un’analisi multidisciplinare della Suite bergamasque con, a margine, alcune note per una revisione critica” di Debora Toscano, pp. 79-106;
  5. “”A musical argument with my students”: Ligeti e la popular music in Hungarian Rock” di Federico Lanzellotti, pp. 107-138;
  6. “Jacques Chailley musicologo e teorico di rango internazionale” di Christian Paterniti, pp. 193-223.

E appresso la corposa traduzione in Appendice del “Trattato storico di analisi armonica” dello stesso Jacques Chailley, alle pp. I-V (Prefazione dell’Autore) e alle pp. 1-157 (Trattazione), pertanto così introdotto nel 6° saggio. Chailley, di cui ricorre quest’anno il ventennale dalla morte (e in tal senso se ne è voluto così anche onorarne la memoria), fu fondatore della prima cattedra di Storia della musica alla Sorbona e appresso del primo istituto universitario musicologico francese e pertanto ergendosi nel Novecento da capofila a caposcuola dell’intera musicologia storica francese, nelle sue mani di compositore, performer e musicista poliedrico e assieme letterato ed umanista raffinato, allora più che strettamente connessa alla musicologia teorico-sistematica. Il detto lavoro è stato meritevolmente condotto a buon fine sempre dall’allievo Christian Paterniti, sotto l’impegnativa guida del suo maestro Prof. Musumeci – peraltro docente relatore anche dei lavori degli allievi Caramagno e Toscano. Il che dà giusto conto non solo del titolo attribuito all’intero volume ma anche della dedica del saggio sopracitato del Musumeci allo Chailley, riconosciuto già a partire dagli anni ottanta tra i suoi maestri ispiratori.

foto presentazione UNIME dibattito

Hanno fatto seguito le puntuali illustrazioni, ciascuno del proprio lavoro degli allievi Autori, i dottori in discipline musicali Martina Genovese e Alessandro De Salvo; apprezzatissimi e lodati dal pubblico, costituito prevalentemente da allievi del Dams e dallo stesso loro animatore Prof. Tomasello, per la loro lucidità e concisione. E pure è stata ammirata l’esecuzione al pianoforte da parte di Alessandro De Salvo della lisztiana Rapsodia ungherese n. 2 con inserita la cadenza da lui stesso creativamente ri-composta.

Ha chiuso l’incontro Mario Musumeci, con un suo intervento che si è trasformato quasi da subito in un piacevole dibattito con i Proff. Tomasello e Crea. L’ideatore dei Quaderni del Conservatorio ha ricordato l’originario intento, concordato nei lontani anni 1998-1999 con la stessa collega Alba Crea, di un utilizzo preferenzialmente rivolto agli allievi più meritevoli e dotati e solo in seconda istanza ai docenti, ma in quanto soprattutto riferiti al loro impegno didattico a supporto della crescita degli stessi allievi. Ha ricordato che prima dello stesso avvio dei Quaderni già diversi suoi saggi ed articoli ma anche, soprattutto, di bravi allievi propri e del collega Prof. Sergio Pallante – che in questa miscellanea ha a sua volta impegnativamente sorretto gli allievi De Salvo e Lanzellotti – erano comparsi e continuavano a comparire negli anni successivi su riviste accreditate di rango nazionale ed internazionale; quali “Analisi” e “Spectrum” delle milanesi e prestigiose case editrici Ricordi e Curci, la trevigiana “Diastema” e l’ancor milanese “Civiltà musicale”. Nonché pubblicazioni di saggi svolti assieme ai propri allievi curate dallo stesso Musumeci: allievi per lo più oggi professionisti di rango, musicisti attivi ed anche colleghi di istituzioni formative specialistiche (licei musicali e conservatori in primis: Paola Dato, Carlo Fiore, Verdiana Pinto, Francesco Scimone, Gianluca Terranova … ).

Così, proprio nel simbolico passaggio di consegne docente-discente che fa stretto seguito al rapporto collaborativo in team di ricerca scientifica e metodologico-didattica docente-discente-docente, Musumeci ha ricordato l’attività altamente meritoria dal caposcuola della musicologia teorico-analitica italiana, il suo principale Maestro Prof. Marco De Natale, già fondatore della Società italiana di Analisi musicale e delle citate riviste “Analisi” e “Spectrum” – venuto a mancare lo scorso ottobre – con il deontologico rispetto e l’umano affetto che l’Allievo deve sempre riconoscere ed attribuire al Maestro, quand’anche egli stesso – onore vs onere – divenga a sua volta Maestro.

foto presentazione UNIME io.jpg

A chiusura il dibattito si è  concentrato a partire dal dono dell’intera collezione degli otto volumi-miscellanea dei Quaderni del Conservatorio, istituzione ospitata, alla Biblioteca del Dipartimento universitario ospitante. Ai quali lo stesso Prof. Mario Musumeci ha voluto aggiungere il dono dei suoi ultimi tre libri: “L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale” del 2016, “Le strutture espressive del pensiero musicale. Teoria generale della musica e analisi dello stile” del 2017, “La performance musicale come ermeneutica del testo. Prolegomeni ad una fenomenologia dell’interpretazione” del 2018. Con preciso ed esplicitato riferimento a quanto dal Prof. Tomasello riferito delle congruenze tra i propri rispettivi interessi di studio e di impegno didattico. La giornata si è simpaticamente conclusa nell’auspicio di una continuità di rapporti tanto interpersonali quanto istituzionali.

17 febbraio 2019

Pubblicato in Attività artistiche e culturali, Critica d'arte e Musicologia, E-learning, etica e cultura, Istituzioni accademiche, Musica e cultura, Pubblicazioni (Trattati. Manuali. Saggi, Articoli) | Lascia un commento

“Analisi dello Stile” II-1 – Prospettive formali e matrici epocali di pensiero musicale

di Mario Musumeci

Eccovi l’elenco delle cinque unità didattiche di riferimento per lo studio e lo svolgimento stesso dell’esame al modo di specifiche tesi di studio – una facoltativa per l’allievo, un’altra sorteggiata seduta stante:

1. Prospettiva formale e matrice epocale: la retorica come scienza del significato
2. Trama continua barocca e processo motivico-tematico
3. L’evoluzione del carisma motivico dalla musica prosodica medievale alla musica prosastica rinascimentale: prodromi del tematismo musicale
4. Allineamento tematico e quadratura fraseologica nel sonatismo  classico
5. Plasticismo sonoriale e retorica visionaria romantico-modernistica e contemporanea

Ed ecco in file PDF la prima dispensa sintetica della I lezione:

AS I-1

Lo studio principale va condotto sul secondo libro di testo adottato e in buona parte già utilizzato nella seconda annualità di triennio “L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale” (SGB editore, Messina 2017), capitolo II: Pensiero musicale e forma come prospettiva di lettura (pp. 14-22). Di cui le slide sono solo indicativi sussidi per la memoria della lezione svolta in aula (di cui sempre si consiglia la registrazione):

Per questa prima lezione in particolare si è fatto riferimento anche ad importanti integrazioni ricavabili dal primo libro di testo adottato per la prima annualità di biennio (ma già in parte studiato al triennio), con riferimento alla parte introduttiva:

Gli argomenti trattati sono riferibili per lo più – ma non solo! – all’Introduzione (pp. 7-12) e ad una sintesi essenziale della I Parte (pp. 15-39) da questo mio primo libro di testo totalmente rifatto e rimesso appositamente adesso in studio nella parte innovativa più caratterizzante e perfino con una nuovissima titolazione: “Le strutture espressive del pensiero musicale. Teoria generale della musica e analisi dello stile. Fondamenti fisiologici e cognitivi dello spazio-tempo musicale” (SGB editore, Messina 2017).

Per il reperimento di altri materiali (non in copyright) e di musiche studiate in ascolto come al solito contattatemi pure, anche in chat:

mariomusicum@tiscali.it

o, ancor meglio, portate una capiente pendrive per inserirvi i file audio necessari, dopo la chiusura di ciascuna lezione.

Pubblicato in E-learning | Lascia un commento