Teoria e tecniche dell’armonia – E-Learning straordinario A.A. 2019-2020

by Prof. Mario Musumeci

(Musica&Musicologia)

INDICE

PREMESSA GENERALE (per tutti gli studenti)

PREMESSA SPECIFICA (per ciascuna disciplina)

STUDIO TEORICO-PRATICO

ESERCITAZIONI COMPOSITIVE (di base)

ESERCITAZIONI ANALITICHE

VERIFICA FINALE (pre-esame e provvisoria)

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PREMESSA GENERALE

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Il testo seguente è il coordinato risultato di vari messaggi wathsapp, che sono risultati utili a raccogliere le adesioni di massima della gran parte di tutti gli studenti dei miei cinque corsi di triennio e biennio accademici, attivati nel corrente A.A. 2019-2020.

“Cari studenti, com’era possibile immaginarsi, siamo in piena emergenza e innanzitutto dobbiamo attenerci alle regole che le autorità preposte, sanitarie e di governo dell’ordine pubblico, ci consigliano ma anche ci impongono di osservare nel rispetto della pubblica e dunque nostra stessa incolumità. Non so quando ci rivedremo ma è cosa certa che io non vi abbandonerò. Anzi ho già cominciato a completare e potenziare, nel vostro interesse, le mie attività di E-learning – che adesso da supporto per la normale attività didattica diventano sostitutive della stessa. Come procederò e come procederemo assieme?

Premetto un chiarimento: il mio monte-orario, impiantato in pieno accordo con il maestro di Esercitazioni orchestrali, proprio ad evitarvi sovrapposizioni tra le nostre rispettive lezioni, mi consente ancora recuperi di lezione e certamente li farò: se possibile anche incorrendo nelle suddette sovrapposizioni oppure utilizzando anche i periodi normalmente riservati agli esami di luglio e settembre oppure ancora ad ottobre (e li farò, ripeto, a prescindere che io sia o meno tenuto a farlo …). Al momento, per mio carattere lungimirante, mi sto solo attrezzando al possibile prolungarsi della situazione.

Nell’attesa di eventuali disposizioni specifiche noi abbiamo già i nostri punti di forza:

  1. una compiuta bibliografia per ciascuno dei miei attuali cinque corsi, che provvederò ad illustrarvi passo passo, soprattutto contando sulla vostra interazione;
  2. un supporto per ciascuna disciplina e per tutte le lezioni previste, organizzate in moduli (normalmente da tre a quattro) e in slide e in connesse istruzioni progressive di studio teorico ed applicato; che sto provvedendo ad integrare soprattutto per le materie nuove o comunque a carattere prevalentemente monografico come Metodologie II e Analisi dei repertori (ripartita in quattro sottogruppi monografici).
  3. una disponibilità del docente che da sempre va ben oltre le ore di insegnamento curricolare. Supportata peraltro da questo sito on line www.musicaemusicologia.org appositamente dedicato oramai da un decennio, dalla più rapida comunicazione  collettiva e individuale via wathsapp, dalla più ragionata comunicazione a distanza, via apposito commento sul Post dedicato nel sito www.musicaemusicologia.org e, nel solo caso di invio di vostri personali allegati di lavoro, anche  via apposita email: mariomusicum@tiscali.it 

Ultime precisazioni. Mentre nelle normali attività di frequenza il mio controllo didattico è connesso solo ad un registro di presenze, ma poi è con l’inevitabile definitivo rendiconto degli esami che si verifica effettivamente qualità e risultati dello studio svolto, adesso la nostra distanza potrebbe solo incentivare distacco, disimpegno e deresponsabilizzazione. La conseguenza: la perdita di un anno di studio! Ora non voglio farvi lezioni di educazione civica, però una cosa è certa: ci aspettano momenti perfino gravi di solitudine personale, tutt’al più all’interno delle nostre famiglie, e allora perché non sfruttarle per stare assieme in un altro modo che sia utile e proficuo per tutti? E, d’altra parte, anche per rispetto di quelle categorie di lavoratori che nell’interesse pubblico non stanno smettendo né potranno smettere il loro ancora più coinvolto impegno, quali i medici ospedalieri e le forze di pubblica sicurezza, non vi sembra il caso di mostrare anche il vostro/nostro impegno (forse più privilegiato) di docenti e studenti?

Come procedere? Al momento sfrutto i mezzi che possiedo, però lascerò perdere come pure suggeritomi – i video in cui da docente parlerei da solo: è una finzione di lezione frontale che non regge e a mio avviso è molto più proficua la lettura ragionata di un testo, fatta in dinamica di gruppo attraverso l’ausilio del commento di ciascuno sull’argomento in discussione e in interlocuzione al gruppo di lavoro e non solo a me medesimo, che pure farò da animatore. Altra cosa sarebbe una lezione compartecipata dove si mescolano assieme parola, mimica gestuale, suono e musica, corpo in movimento e danza, recitazione espressiva e cangiante interpretazione musicale, etc. … Ma solo dal vivo la cosa funziona. Se il Conservatorio, come ad esempio l’università catanese, metterà a disposizione la tecnologia della lezione in rete coinvolgente per tutti sarebbe meglio. In assenza io stesso vedrò di aggiornare al proposito la mia strumentazione, in un ambiente che simula al meglio la classe con tutte le sue presenze. Purtroppo al momento per noi questo a me sembra utopia. Vedremo, ma nel frattempo facendo …

In definitiva io mi appresto a iniziare e lo faccio anche in compartecipazione di uno solo di voi. Ma da subito, per attribuirgli sostanza didattica (che richiede ben altro tempo di mia applicazione), prima di farlo ho preteso una generalizzata vostra adesione informale e che appresso sia sostenuta in itinere da ciascuno di voi. Me l’avete data e quindi io sto partendo. Per il resto dovrò certamente attendere di necessità i vostri coerenti e costanti impegno ed applicazione, il mio non mancherà ma sarà proficuo solo se mi verrà consentito da voi stessi: sia come singoli studenti attivamente presenti (seppure a distanza); sia per ciascuna classe come conseguente team di lavoro, attivo e motivato. Pertanto sarà sulla qualità e quantità della vostra adesione che via via calibrerò, anche senza risparmiarmi, il mio attivismo. Buon lavoro a tutti i volenterosi!”

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Solo una piccola parentesi di educazione civica, necessaria in questa emergenza. In questi giorni, uscito di casa, cosa che stiamo facendo solo per necessità e con tutte le cautele possibili, ho notato qui e là, ma facendomela io sempre alla larga, assembramenti di giovani che si comportavano come se tutto fosse normale, come se la chiusura delle scuole fosse un periodo di vacanze da vivere spensieratamente in compagnia degli amici. Alla TV ho visto che accadeva altrettanto anche in città dove il virus già sta mietendo vittime e qualche furbo ragazzotto dichiarava candidamente che tanto il virus aggrediva solo gli anziani e altre stupidaggini del genere. Ragazzi non imitate questi comportamenti da idioti incoscienti! Al contrario fatevi portavoce in maniera decisa dei comportamenti più responsabili, ricordando che invece con quelli a rischio mettete a repentaglio innanzitutto la salute dei vostri cari e delle persone più a voi vicine e non certo solo la vostra. Piuttosto imparate a gestire nel modo più normale, perfino con leggerezza e allegria, i comportamenti virtuosi. Guai a sottovalutarli e a scoprirne l’importanza quando oramai è troppo tardi! Appresso lo stesso concetto lo faccio esprimere meglio a chi ha più competenza:

https://video.corriere.it/cronaca/coronavirus-appello-rianimatrice-state-casa/d95e652e-5fca-11ea-96d2-d1c7db9c0ec3

Di seguito il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che detta le norme utili al momento e soprattutto vincolanti da osservare per tutti i cittadini, prevedendo in alcuni casi per garantire la pubblica sicurezza anche forme di coazione e individuando anche reati penali per i più gravi comportamenti a rischio proibiti:

DPCM_20200308

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PREMESSA SPECIFICA

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Capita nelle più differenti occasioni, e purtroppo ancora frequentemente, che non si dimostrino idee chiare sulla funzione didattica e sulle finalità formative degli insegnamenti pertinenti al settore artistico-disciplinare Teoria dell’armonia e analisi; per di più ancora confuso con la vecchia e oramai superata denominazione della disciplina di provenienza: “Armonia”. Utile allora riportare qui di seguito i contenuti della specifica declaratoria di questo settore – tra i più innovati nell’ambito della Riforma degli studi conservatoriali appunto perché tra i più sorretti a suo tempo nelle procedure di una compiuta sperimentazione didattica svolta all’interno del vecchio e oramai superato (nell’impianto contenutistico, ma non sempre nella sua coerente applicazione) ordinamento degli studi:

Declaratoria Teoria dell'armonia e analisi

Il settore concerne lo studio dei fondamenti del linguaggio musicale per mezzo dell’analisi e dell’esercizio compositivo. Inoltre mira a sviluppare gli strumenti analitici e conoscitivi per comprendere le strutture musicali, le forme compositive e la loro evoluzione storica con riferimento alle diverse metodologie analitiche.”

(Va pure bene considerato che proprio nel conservatorio messinese abbiamo avviato tra i primissimi in Italia e poi mantenuto la più longeva prassi sperimentale di questo settore di studi a partire dalla fine degli anni ottanta del trascorso secolo e che a tale privilegio va inteso certo come connesso il fatto che il vostro docente mantenga ad oggi e fin dal loro avvio la titolarità di tutti gli insegnamenti di triennio e di biennio che sono riportati tra i campi disciplinari sopra elencati. Dunque, di necessità presupponendo una continuità verticale tra i tre insegnamenti di triennio e i due di biennio, suddivisi tra studenti interpreti e studenti compositori. Ciononostante il vostro insegnante si è sempre preoccupato di attribuire una fisionomia autonoma a ciascun insegnamento, con appositi testi dedicati in bibliografia, nella considerazione di potere avere  tra i propri allievi dei corsi più avanzati anche degli studenti provenienti da altre classi di triennio; dove avrebbero dovuto sviluppare con altri docenti in graduale crescita gli appositi “strumenti analitici e conoscitivi” nella maniera più aggiornata possibile).

Pertanto l’insegnamento di I annualità di triennio avvia lo studio della Teoria generale della musica tramite l’applicazione teorico-pratica sull’armonia analitica, ossia sullo studio della teorie e delle tecniche dell’armonia in quanto finalizzato alla comprensione dei linguaggi musicali; dunque di necessità connessa alle nozioni più primitive e consustanziali di melodia (nella varietà delle sue configurazioni formali e di stile epocale),  di ritmo (nell’ampiezza delle sue accezioni, soprattutto connesse all’evoluzione da uno stile epocale all’altro) e di tonalismo/tonalità (intesi nel più ampio impianto cognitivo come organizzazione orientativa dello spazio sonoriale, tanto fisiologica che logica). Da qui la nozione unitaria di melo-armonia che condiziona e meglio qualifica l’evoluzione del linguaggio musicale dal Medioevo alla Contemporaneità in una molteplicità ben caratterizzata di “lingue musicali” o “stili epocali” del linguaggio stesso.

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STUDIO TEORICO-PRATICO

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Lo studio della cd. Armonia analitica, ossia – come da declaratoria di settore disciplinare – della Teoria e tecniche dell’armonia finalizzata alla prassi strumentale, procede più o meno in parallelo alla trattazione di un corso di Armonia; di questa richiede però come prerequisito la conoscenza di base, propedeutica, della grammatica armonica. Ma, senza confondere la qualità tecnica dell’apprendimento operativo della pura grammatica armonica in quanto esclusivamente finalizzato allo studio del “fare compositivo” con la piena comprensione riflessiva ed argomentativa dell’armonia analitica in quanto complessità del disporsi linguistico in significazione ed in evoluzione del linguaggio musicale. Ciò richiede una costante prassi esercitativa, che si ponga bene al di là tanto del fatto nozionistico, pur necessario al modo esercitativo di effettive “tabelline musicali” di marcato impianto logico-formale, quanto dell’apprendimento meccanizzato di una scrittura compositiva resa autoreferenziale rispetto i molteplici dati di cultura che la determinano e assieme le attribuiscono senso e significato iuxta propria principia: ossia secondo le modalità interne e specifiche di quel linguaggio stesso, men che mai avulse dai linguaggi altri e men che mai statiche, semmai in una costante trasformazione di cui si possono tracciare tanto i caotici “sbalzi in avanti” quanto le più celate “continuità evolutive”. Come si può almeno intuire non una trattazione di apprendimenti teorico-pratici per le “anime belle”, bensì un potenziamento rimarchevole dell’intelligenza musicale a tutti i livelli e soprattutto di lettura esecutivo-performativa e di comprensione analitica e filologico-ermeneutica. E a partire dai suoi più caratterizzanti dati di pensiero, i testi musicali  (orali e scritti), giammai resi artificialmente avulsi dai contesti che li pre-determinano ma che anche si lasciano da essi non di rado determinare, in quella continua simbiosi che esalta la creatività e la conoscenza dell’umano agire.

In tal senso è imprescindibile tanto il riferimento ad un testo che ha già segnato gli ultimi trent’anni della didattica italiana dell’Armonia analitica. “L’armonia classica e le sue funzioni compositive” di Marco de Natale (Ricordi, Milano 1986; in revisione, Gioiosa editrice, Foggia 2000) – che a suo tempo ci ha indirizzato più di tanti altri e per primo nella via maestra da seguire – e il ben più recente testo dello scrivente  qui adottato – che si auspica possa segnare e indirizzare le nuove generazioni nei prossimi decenni:

Mario Musumeci, Le strutture espressive del pensiero musicale. Fondamenti fisiologici e cognitivi dello spazio-tempo musicale, SGB Editrice, Messina 2017

Le strutture espressive del pensiero musicale

Mentre sul testo di Marco de Natale – insuperato Maestro – si eserciterà l’aspetto teorico-pratico più immediato dello studio linguistico della musica, sul testo di Mario Musumeci quelle nozioni verranno esaltate in un contesto teorico-generale più ampio ed avvolgente e tendenzialmente esaustivo delle categorie musicali che variamente imbricate compongono il linguaggio musicale nelle sue più varie accezioni storico-evolutive.

Di seguito l’impianto delle lezioni, organizzate all’interno di quattro moduli, specifica man mano il percorso gradualizzato di questi apprendimenti, tramite l’ausilio costante di slide, indirizzi metodologici e istruzioni pratiche di studio e vari materiali di supporto.

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DISCIPLINA “Armonia” (Teorie e tecniche dell’armonia)

= I annualità Triennio

I Modulo

(Armonia e sintassi melo-armonica):

“Armonia” lez. I-1 – Lo Spazio-Tempo musicale e la Melo-Armonia

“Armonia” lez. I-2 – Modello triadico e studio tradizionale dell’Armonia

“Armonia” lez. I-3 – La (Melo-)Armonia analitica e la sua prospettiva storico-evolutiva

“Armonia” lez. I-4 – Dalla morfologia e sintassi accordale alle proprietà testurali dell’armonia

“Armonia” lez. I-5 – Melodia e Armonia, interdipendenza e specificità

II Modulo

(Accordi semplici, modulazioni e forma tonale):

“Armonia” lez. II-1 – L’equilibrio statico-dinamico dell’accordo. I rivolti

“Armonia” lez. II-2 – Il secondo rivolto di triade e i procedimenti riduzionistici

“Armonia” lez. II-3 – Modulazione e forma tonale

“Armonia” lez. II-4 – Integrazione delle nozioni armoniche e melodiche

“Armonia” lez. II-5 – Dissonanza tra sintassi e risalto fisionomico. Le settime

III Modulo

(Accordi complessi e forma tonale):

“Armonia” lez. III-1 – Gli accordi di settima: percezione, lettura e visione analitica

“Armonia” lez. III-2 – Armonia cromatica e accordi alterati

“Armonia” lez. III-3 – Accordi di nona e Armonia pesante

“Armonia” lez. III-4 – Enarmonia e Armonia vagante

“Armonia” lez. III-5 – La modulazione stilisticamente impiantata (prima tornata di prove d’esame)

IV Modulo

(Analisi melo-armonica e composizione analitica):

“Armonia” lez. IV-1 e 2 – Teoria congiunta del Ritmo e della Forma (generalità)

“Armonia” lez. IV-3 – Stili tonali e forma tonale

“Armonia” lez. IV-4 – Riepilogo ed Esercitazioni d’esame

“Armonia” lez. IV-5 – Simulazione d’esame

“Armonia” ultima lezione – Simulazione di esame e auto-verifica individuale e collettiva

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ESERCITAZIONI COMPOSITIVE

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Questo spazio è dedicato alle esercitazioni di laboratorio compositivo-analitico, ossia di scrittura compositiva di base finalizzata alla conoscenza del linguaggio musicale nelle sue formule stereotipe più caratterizzanti. In tal senso per un verso si può fare riferimento alla esemplificazione di pregressi materiali prodotti in passato e utili come modelli idealizzabili di riferimento, per altro verso tramite la ben motivata revisione e appresso tramite l’ulteriore valorizzazione creativa di lavori attuali si può rendere in itinere più a portata di mano quel livello alto di risultati dapprima mostrati e dimostrati.

Ma conviene in avvio praticare il lavoro senza modelli fissi, ma che pure siano ricavabili argomentatamene dalla guida del docente. Appresso, anche per i più curiosi si può dare uno sguardo a qualcosa di ben fatto nei trascorsi anni (in Archivi E-Learning).

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A) PRASSI COMPOSITIVO-ANALITICA IN ITINERE

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Analisi Canto sacro n. 7

LEGENDA

(a) Analisi melodica sintetica

Arcata melodica complessa nella prima strofa, composta di due essenziali arcate melodiche tra loro in incremento di climax (1 –> 2) [1]  e con una subjectio [2] in catabasi [3] di chiusura cadenzale; nella seconda strofa si contrappongono in anticlimax (2 –> 1) [4] due motivi ben più espansivi del tema (soggetto o motivo tematico).

(b) Analisi armonico-tonale sintetica

Nel tono-modo di sol minore l’unica deviazione modulante è al relativo Sib maggiore, con implicata apertura luministica, nel secondo versetto della prima strofa e nel primo versetto della seconda strofa. Anche l’ultimo versetto (secondo della seconda strofa) si muove in avvio nel Sib maggiore, ma subito per transitare all’imposto. Si noti come al basso l’ingresso più o meno diretto del Sib avvenga con tratto melodico proiettivo di quarta ascendente, a risaltare ulteriormente la volitività della detta aperta apertura luministica, assecondata: 1. una prima volta (bb. 3-4) in apex [5] della prima strofa da “tranquillizzanti” note di passaggio, in riequilibrio dei precedenti scarti melodici di terza discendente e del ritardo di ottava che “impedisce” l’anabasi [6] del tema; 2. una terza volta in analogia (bb. 10-11) nell’ultimo versetto, ma qui per poi rientrare nel tono-modo d’imposto di sol minore; 3. una seconda volta come esito cadenzale ma anche inerziale della sintassi armonico-accordale in modulazione da sol minore a Sib maggiore, procedendo con una progressione oppositiva chiusa discendente (la più tipica e utilizzata nel barocco): assecondando il destino della condizione umana sul testo “delle mie debolezze” – condito dal patetico ritardo 7-6  – e reso in sbocco al suo idealizzato “sostegno” (o “modello“) dove il condimento patetico 4-3 (cadenza composta dissonante) attua il segnale cadenzale al tono-modo relativo di Sib maggiore.

(c) Analisi tematica ed estetica

All’esordio nella prima strofa del motivo tematico (exordium: bb. 1-2) segue in esposizione poetico-musicale (narratio: bb. 3-6) il suo climax (bb. 3-4) in incremento luministico (1->2 in Sib maggiore) e di più tranquilla cantabilità (np = note di passaggio, anche sostitutive del precedente ritardo di ottava 9-8 associato alle “cadute” di terza melodica) e infine (bb. 5-6) un motivo cadenzale a catabasi complementare al tema (subjectio). Così esaltando rispetto alla relativa imperfezione della prima invocazione “Fonte d’ogni bene” e ancor più – nel bis – “Lenimento d’ogni dolore” – pur sempre riferibili all’imperfezione umana – la seconda ben più risaltata “Sovrano degli animi” e ancor più “che splendore e luce”. Cui seguono in tranquilla consequenzialità subordinata e dichiarativa – pur sempre nel “minore” della condizione umana – le cadenze su “Vento degli animi” e “infiammano il mio animo”.

Nella II strofa il motivo tematico si dilata proprio nel tratto discendente, amplificandone il carattere dichiarativo della precedente subjectio (Confirmatio: bb. 7-9). E anche arricchendolo con le deflessioni melodiche e, nel primo dei due versetti in Sib maggiore, col carattere patetico dei ritardi di fondamentale (7-6) – su “mie debolezze” – e di terza (4-3), che è anche sensibile cadenzale nella qui maggiorizzata cadenza composta dissonante – su “Sostegno”. Per poi, nel secondo versetto ricalcare a partire però dalla sprezzatura maggiore, momentanea ma ben risaltata al basso e sempre in amplificazione ornata, l’analogo carattere del tema originario (Peroratio: bb. 10-11). Così esprimendo il passaggio dalla caratterizzazione patetica (pathpoeia [7] dei ritardi) ma reso inerziale al modo di un destino in “Sostegno per le mie debolezze” al più marcatamente dichiarativo “Si estendano la tua potenza e la tua gloria”.

NOTE

[1] Progressione ascendente, qui di terza, con incremento espansivo implicato (climax, dal greco “scala”).

[2] Motivo subordinato ed integrativo al motivo tematico (o soggetto).

[3] Melodia discendente (più tipicamente “lunga e faticosa”).

[4] L’inverso del climax.

[5] Tratto melodico caratterizzante in quanto culminante (apice), da non confondere con l’acumen (acme), apice estremo dell’intera composizione. Non va inteso mai come singola nota bensì come complemento motivico (motivo musicale intero o parte di motivo già ben caratterizzata nella sua singolarità) e può anche riferirsi non alla melodia ma a qualità di estremo risalto accordale e/o testurale.

[6] L’inverso della catabasi.

[7] Arte e tecnica della produzione del pathos nelle varie gradazioni: suspiratio, miseratio, pathos vero e proprio.

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A) MODELLI COMPOSITIVO-ANALITICI PRODOTTI

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Lavori esemplari della prova compositivo-analitica (Basso continuo e analisi dell’Aria-Corale), svolti nei precedenti A.A.

Materiali di studio utilizzabili aggiuntivamente dai più volenterosi e auto-verificabili per la presenza contestuale e successiva delle soluzioni. Ma pure con la contestuale precisazione di ogni consiglio utile per lo studio individuale.

Simulazione d’esame n. 1

La simulazione è rivolta a tutti, ma in particolar modo a coloro che, avendo sostenuto in maniera proficua la frequenza minima prevista, saranno ammessi agli esami (ciò sarà possibile verificarlo compiutamente solo a fine maggio).

I seguenti materiali sono da stampare e realizzare pulitamente e consegnare compilati per intero al docente – il quale solo in tal modo potrà consigliare ciascuno circa le possibili carenze individuate e da ovviare e l’effettiva qualità e adeguatezza dell’impegno profuso e da profondere; e poi da verificare sulla base di modelli di auto-correzione appositamente approntati dal docente, ma solo al momento della compiuta consegna da parte di tutti i futuri (probabili) esaminandi.

Ovviamente tale lavoro prevede la contestuale pratica di studio e approfondimento pratico di tutto il programma svolto, sulla base sia del testo in uso che di tutti i materiali di E-learning prodotti sul sito, nonché delle eventuali registrazioni delle lezioni, sempre autorizzate e anzi caldamente consigliate dal docente.

Questo lavoro peraltro sarà utile anche ad affrontare la seconda prova orale, consistente o nella discussione dei materiali di lavoro positivamente prodotti lungo il corso delle lezioni o in una prova di analisi di un brano del più vasto repertorio musicale sorteggiato seduta stante:

La prova scritta consiste:

  1. a) in un test teorico-pratico, come il seguente:

 Test 1

  1. b) integrata da una prova scritta di realizzazione di un basso continuo di facile-media difficoltà e di contestuale risoluzione di un questionario di analisi melo-armonica dello stesso, come la seguente:

spunti-analitici-per-bach-canto-sacro-7

di seguito il b.c., in chiavi moderne, pronto per la realizzazione (via e-mail verrà inviato a tutti lo stesso in formato Finale 2006):

bc esame (facile) – Bach n. 7 Canti sacri

Materiali di soluzione delle prove:

1) Uno schema analitico melo-armonico del Canto sacro n. 7

2) Una mezza realizzazione del relativo basso continuo, a partire da una armonizzazione di Roberta:

bc – Bach n. 7 – revisione parziale

3) Di seguito i link per altri modelli di analisi schematica compiuta di Arie e Canti barocchi di cui in classe abbiamo realizzato il Continuo:

Armonia-Analisi I/Modelli di analisi melo-armonica schematica/1

 

 

 

 

 

 

 

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Infine, per chiudere queste lezioni del corso accademico 2014-2015 mi piace riprendere, in link, un breve articolo a suo tempo pubblicato in questo sito: utile per quanti di voi reputino importante la musica per il loro futuro. Buona lettura e … buona comprensione!

https://musicaemusicologia.wordpress.com/2011/02/17/musicisti-che-suonano-leggendo-e-musicisti-che-suonano-ascoltando-aporia-formativa-o-questione-metodologica-verso-una-rifondazione-della-conoscenza-e-della-formazione-musicale-generale-e-specialisti/

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ESERCITAZIONI ANALITICHE

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Questo spazio è dedicato alle esercitazioni di laboratorio analitico, ossia di studio dei più diversificati ma storicamente ben più caratterizzanti prodotti del linguaggio musicale occidentale, seppure svolto per frammenti caratterizzanti e risaltanti. Con particolare riferimento all’ampiamente testata categoria metodologica del “test teorico e pratico di analisi”,  finalizzato alla conoscenza tecnica e assieme operativa  del linguaggio musicale nelle sue stereotipe e più caratterizzanti “formule”; ossia:

  1. delle forme melodiche (o cognitivi morfismi melodici) e dei connessi stili melodici variamente tematizzanti per (adesso) sommaria caratterizzazione evolutiva;
  2. delle forme tonali (o planimetrie armonico-tonali) e dei connessi stili armonico-tonali, schematizzati ed appresi come un coronamento della trattazione armonica;
  3. delle più generali e influenti caratterizzazioni ritmico-formali del linguaggio musicale occidentale, inevitabilmente da praticare per la loro distanza linguistica;
  4. delle più facili e più riconoscibili architetture tematico-formali – concetti che troveranno ben altro approfondimento nella trattazione della seconda annualità.

Anche qui per un verso si può fare riferimento alla esemplificazione di pregressi materiali prodotti in passato dai migliori allievi e adesso utili come modelli idealizzabili di riferimento, per altro verso tramite la ben motivata revisione e appresso tramite l’ulteriore valorizzazione creativa di lavori attuali si può rendere in itinere più a portata di mano quella idealizzazione di risultati dapprima mostrati e validati.

A) MODELLI ANALITICI PRODOTTI

 

 

B) PRASSI ANALITICA IN ITINERE

 

 

 

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ESERCITAZIONI D’ESAME

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Più a ridosso dell’esame lo studio applicato si concentra sulla comparazione tra i modelli tecnici più contrapposti tra loro per linguaggio (o lingua/stile epocale) e stile (individuale).

 

 

 

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VERIFICA FINALE

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Di seguito le indicazioni riferibili alla partecipazione di ciascun studente all’E-Learning.

  1. Bommarito Gaetano
  2. Bucaria Vincenzo
  3. Calabrese Michela
  4. Caliò Mara
  5. Cefalì Maddalena
  6. Ciccarello Giovanna
  7. Cicero Dominique
  8. De Stefano Salvo
  9. Di Costa Alessia
  10. Ferlazzo Costanza
  11. Garozzo Samuele
  12. Gemmellaro Mary Anne
  13. Genitori Antonio
  14. Gentile Marta
  15. La Fauci Antonina
  16. Maruca Fabrizio
  17. Maugeri Vanja
  18. Mazzapica Giuseppina
  19. Milone Sofia
  20. Mondello Edoardo
  21. Morabito Grazia
  22. Nastasi Antonino
  23. Oliva Giulia
  24. Oliveri Cristina
  25. Paolata Emanuele
  26. Pellegrino Gemma
  27. Rizza Mattia
  28. Saglimbeni Giacomo
  29. Samperi Andrea
  30. Sgro Francesco
  31. Sindoni Cosimo
  32. Trovato Andrea
  33. Triolo Alessandro
  34. Vadalà luca

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