Metodologie dell’analisi II (e Fenomenologia dell’interpretazione) – E-Learning straordinario A.A. 2019-2020

by Prof. Mario Musumeci

(Musica&Musicologia)

INDICE

PREMESSA GENERALE (per tutti gli studenti)

PREMESSA SPECIFICA (per ciascuna disciplina)

STUDIO TEORICO-PRATICO

ESERCITAZIONI D’ESAME

VERIFICA FINALE (pre-esame e provvisoria)

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PREMESSA GENERALE

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Il testo seguente è il coordinato risultato di vari messaggi wathsapp, che sono risultati utili a raccogliere le adesioni di massima della gran parte di tutti gli studenti dei miei cinque corsi di triennio e biennio accademici, attivati nel corrente A.A. 2019-2020.

“Cari studenti, com’era possibile immaginarsi, siamo in piena emergenza e innanzitutto dobbiamo attenerci alle regole che le autorità preposte, sanitarie e di governo dell’ordine pubblico, ci consigliano ma anche ci impongono di osservare nel rispetto della pubblica e dunque nostra stessa incolumità. Non so quando ci rivedremo ma è cosa certa che io non vi abbandonerò. Anzi ho già cominciato a completare e potenziare, nel vostro interesse, le mie attività di E-learning – che adesso da supporto per la normale attività didattica diventano sostitutive della stessa. Come procederò e come procederemo assieme?

Premetto un chiarimento: il mio monte-orario, impiantato in pieno accordo con il prof. Bruno Cinquegrani di Esercitazioni orchestrali, proprio ad evitarvi sovrapposizioni tra le nostre rispettive lezioni, mi consente ancora recuperi di lezione e certamente li farò: se possibile anche incorrendo nelle suddette sovrapposizioni oppure utilizzando anche i periodi normalmente riservati agli esami di luglio e settembre oppure ancora ad ottobre (e li farò, ripeto, a prescindere che io sia o meno tenuto a farlo …). Al momento, per mio carattere lungimirante, mi sto solo attrezzando al possibile prolungarsi della situazione.

Nell’attesa di eventuali disposizioni specifiche noi abbiamo già i nostri punti di forza:

  1. una compiuta bibliografia per ciascuno dei miei attuali cinque corsi, che provvederò ad illustrarvi passo passo, soprattutto contando sulla vostra interazione;
  2. un supporto per ciascuna disciplina e per tutte le lezioni previste, organizzate in moduli (normalmente da tre a quattro) e in slide e in connesse istruzioni progressive di studio teorico ed applicato; che sto provvedendo ad integrare soprattutto per le materie nuove o comunque a carattere prevalentemente monografico come Metodologie II e Analisi dei repertori (ripartita in quattro sottogruppi monografici).
  3. una disponibilità del docente che da sempre va ben oltre le ore di insegnamento curricolare. Supportata peraltro da questo sito on line www.musicaemusicologia.org appositamente dedicato oramai da un decennio, dalla più rapida comunicazione  collettiva e individuale via wathsapp, dalla più ragionata comunicazione a distanza, via apposito commento sul Post dedicato nel sito www.musicaemusicologia.org e, nel solo caso di invio di vostri personali allegati di lavoro, anche  via apposita email: mariomusicum@tiscali.it 

Ultime precisazioni. Mentre nelle normali attività di frequenza il mio controllo didattico è connesso solo ad un registro di presenze, ma poi è con l’inevitabile definitivo rendiconto degli esami che si verifica effettivamente qualità e risultati dello studio svolto, adesso la nostra distanza potrebbe solo incentivare distacco, disimpegno e deresponsabilizzazione. La conseguenza: la perdita di un anno di studio! Ora non voglio farvi lezioni di educazione civica, però una cosa è certa: ci aspettano momenti perfino gravi di solitudine personale, tutt’al più all’interno delle nostre famiglie, e allora perché non sfruttarle per stare assieme in un altro modo che sia utile e proficuo per tutti? E, d’altra parte, anche per rispetto di quelle categorie di lavoratori che nell’interesse pubblico non stanno smettendo né potranno smettere il loro ancora più coinvolto impegno, quali i medici ospedalieri e le forze di pubblica sicurezza, non vi sembra il caso di mostrare anche il vostro/nostro impegno (forse più privilegiato) di docenti e studenti?

Come procedere? Al momento sfrutto i mezzi che possiedo, però lascerò perdere come pure suggeritomi – i video in cui da docente parlerei da solo: è una finzione di lezione frontale che non regge e a mio avviso è molto più proficua la lettura ragionata di un testo, fatta in dinamica di gruppo attraverso l’ausilio del commento di ciascuno sull’argomento in discussione e in interlocuzione al gruppo di lavoro e non solo a me medesimo, che pure farò da animatore. Altra cosa sarebbe una lezione compartecipata dove si mescolano assieme parola, mimica gestuale, suono e musica, corpo in movimento e danza, recitazione espressiva e cangiante interpretazione musicale, etc. … Ma solo dal vivo la cosa funziona. Se il Conservatorio, come ad esempio l’università catanese, metterà a disposizione la tecnologia della lezione in rete coinvolgente per tutti sarebbe meglio. In assenza io stesso vedrò di aggiornare al proposito la mia strumentazione, in un ambiente che simula al meglio la classe con tutte le sue presenze. Purtroppo al momento per noi questo a me sembra utopia. Vedremo, ma nel frattempo facendo …

In definitiva io mi appresto a iniziare e lo faccio anche in compartecipazione di uno solo di voi. Ma da subito, per attribuirgli sostanza didattica (che richiede ben altro tempo di mia applicazione), prima di farlo ho preteso una generalizzata vostra adesione informale e che appresso sia sostenuta in itinere da ciascuno di voi. Me l’avete data e quindi io sto partendo. Per il resto dovrò certamente attendere di necessità i vostri coerenti e costanti impegno ed applicazione, il mio non mancherà ma sarà proficuo solo se mi verrà consentito da voi stessi: sia come singoli studenti attivamente presenti (seppure a distanza); sia per ciascuna classe come conseguente team di lavoro, attivo e motivato. Pertanto sarà sulla qualità e quantità della vostra adesione che via via calibrerò, anche senza risparmiarmi, il mio attivismo. Buon lavoro a tutti i volenterosi!”

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Solo una piccola parentesi di educazione civica, necessaria in questa emergenza. In questi giorni, uscito di casa, cosa che stiamo facendo solo per necessità e con tutte le cautele possibili, ho notato qui e là, ma facendomela io sempre alla larga, assembramenti di giovani che si comportavano come se tutto fosse normale, come se la chiusura delle scuole fosse un periodo di vacanze da vivere spensieratamente in compagnia degli amici. Alla TV ho visto che accadeva altrettanto anche in città dove il virus già sta mietendo vittime e qualche furbo ragazzotto dichiarava candidamente che tanto il virus aggrediva solo gli anziani e altre stupidaggini del genere. Ragazzi non imitate questi comportamenti da idioti incoscienti! Al contrario fatevi portavoce in maniera decisa dei comportamenti più responsabili, ricordando che invece con quelli a rischio mettete a repentaglio innanzitutto la salute dei vostri cari e delle persone più a voi vicine e non certo solo la vostra. Piuttosto imparate a gestire nel modo più normale, perfino con leggerezza e allegria, i comportamenti virtuosi. Guai a sottovalutarli e a scoprirne l’importanza quando oramai è troppo tardi! Appresso lo stesso concetto lo faccio esprimere meglio a chi ha più competenza:

https://video.corriere.it/cronaca/coronavirus-appello-rianimatrice-state-casa/d95e652e-5fca-11ea-96d2-d1c7db9c0ec3

Di seguito il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che detta le norme utili al momento e soprattutto vincolanti da osservare per tutti i cittadini, prevedendo in alcuni casi per garantire la pubblica sicurezza anche forme di coazione e individuando anche reati penali per i più gravi comportamenti a rischio proibiti:

DPCM_20200308

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PREMESSA SPECIFICA

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Capita nelle più differenti occasioni, e purtroppo ancora frequentemente, che non si dimostrino idee chiare sulla funzione didattica e sulle finalità formative degli insegnamenti pertinenti al settore artistico-disciplinare Teoria dell’armonia e analisi; per di più ancora confuso con la vecchia e oramai superata denominazione della disciplina di provenienza: “Armonia”. Utile allora riportare qui di seguito i contenuti della specifica declaratoria di questo settore – tra i più innovati nell’ambito della Riforma degli studi conservatoriali appunto perché tra i più sorretti a suo tempo nelle procedure di una compiuta sperimentazione didattica svolta all’interno del vecchio e oramai superato (nell’impianto contenutistico, ma non sempre nella sua coerente applicazione) ordinamento degli studi:

Declaratoria Teoria dell'armonia e analisi

Il settore concerne lo studio dei fondamenti del linguaggio musicale per mezzo dell’analisi e dell’esercizio compositivo. Inoltre mira a sviluppare gli strumenti analitici e conoscitivi per comprendere le strutture musicali, le forme compositive e la loro evoluzione storica con riferimento alle diverse metodologie analitiche.”

(Va pure bene considerato che proprio nel conservatorio messinese abbiamo avviato tra i primissimi in Italia e poi mantenuto la più longeva prassi sperimentale di questo settore di studi a partire dalla fine degli anni ottanta del trascorso secolo e che a tale privilegio va inteso certo come connesso il fatto che il vostro docente mantenga ad oggi e fin dal loro avvio la titolarità di tutti gli insegnamenti di triennio e di biennio che sono riportati tra i campi disciplinari sopra elencati. Dunque, di necessità presupponendo una continuità verticale tra i tre insegnamenti di triennio e i due di biennio, suddivisi tra studenti interpreti e studenti compositori. Ciononostante il vostro insegnante si è sempre preoccupato di attribuire una fisionomia autonoma a ciascun insegnamento, con appositi testi dedicati in bibliografia, nella considerazione di potere avere  tra i propri allievi dei corsi più avanzati anche degli studenti provenienti da altre classi di triennio; dove avrebbero dovuto sviluppare con altri docenti in graduale crescita gli appositi “strumenti analitici e conoscitivi” nella maniera più aggiornata possibile).

Dunque l’insegnamento biennale di Metodologie dell’analisi non solo si connette agli specifici interessi degli studenti strumentisti e dunque aspiranti interpreti (da qui la connotazione originaria di questo insegnamento da me fondato a Messina ante declaratoria e con il nome originario di “Metodologia dell’analisi e fenomenologia dell’interpretazione“) ma ne esalta appunto “gli strumenti analitici e conoscitivi” per comprendere strutture e forme del linguaggio musicale proprio con diretto riferimento alle ben diverse prassi esecutive pertinenti alle varie e oramai ben definite fasi della sua storicizzata evoluzione: Medioevo, Rinascimento, Barocco, Classicismo/Illuminismo e Romanticismo, Modernismo e Contemporaneità. Fino a chiarire le complesse relazioni  tra la stessa nozione di prassi esecutiva, connessa alle ragioni interne di testi musicali di diversa provenienza epocale, e la nozione fin troppo generica di interpretazione musicale per lo più intesa come personalizzazione esecutiva di un brano musicale ad opera del musicista o dei musicisti in collaborazione che le danno appunto vita in una reale performance: nozione più neutrale ma compiutamente intraducibile in italiano se non proprio come un “attraversamento della forma“, una vitalistica espressione della natura umana in cui esecutore-interprete e brano-testo-opera musicale (in trasmissione scritta ma anche di repertorio orale) tendono a coincidere.

La prima da voi studiata annualità di Metodologie dell’analisi I si preoccupava di fornire gli strumenti metodologici soprattutto attraverso una loro diretta pratica “sul campo” dell’analisi di testi musicali di varia provenienza epocale; subito messa in connessione alla loro resa performativa, tanto nel senso di una corretta prassi esecutiva aderente al senso strutturale della singola opera musicale anche in quanto adeguatamente storicizzata – ossia ben riferita all’intelligenza musicale produttiva e fruitiva della sua epoca di produzione – quanto nel senso irrinunziabile di una creativa personalizzazione esecutiva. Proprio in questa divaricazione, tra  l’interpretazione testuale ossia tra l’ermeneutica (studio applicato dei significati profondi di un testo, soprattutto di antica provenienza) e l’interpretazione esecutiva innanzitutto personalizzante nelle più differenti maniere, si giocano i destini del pur diversificato perpetuarsi di un repertorio.

Pertanto la seconda annualità di Metodologie dell’analisi II, è adesso rivolta a tre studi monografici su opere scelte tra i più importanti capolavori della musica occidentale cd. “classica”, e ricalcherà ancora più l’originario e ben motivato progetto di una Fenomenologia dell’interpretazione; ossia di una rigorosa messa a contatto della specifica opera musicale, in quanto testo tramandato per scrittura e più o meno anche per tradizione orale (nel realistico senso della tradizione operata dalle Scuole interpretative e dai più o meno importanti suoi Maestri) con la realtà viva del suo necessario prodursi in performance. Ciò sia alla luce di approcci personalizzanti più o meno connessi alla tradizione esecutiva (appunto dei Modelli interpretativi più carismatici e/o delle Scuole di esecuzione ed interpretazione) sia alla luce dell’affermarsi più o meno graduale di rinnovati indirizzi ermeneutici e di conseguenti più o meno recuperate prassi esecutive – tanto che queste rivelino poi maggiore aderenza ai significati testuali quanto dimostrino altre rinnovate tendenze alla personalizzazione interpretativa.

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STUDIO TEORICO-PRATICO

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Tale lavoro si era già ben prospettato, in prima annualità, nello studio dei più differenti repertori epocali ma con riguardo,  a brani facili e di breve respiro. Fino però a culminare nello studio monografico approfondito di un capolavoro pianistico romantico quale la lisztiana Dante-Sonata (“Sonata quasi Fantasia “Da una lettura di Dante“). Proprio a quel lavoro occorre ancora rifarsi, proprio con riferimento al fatto che le importanti monografie di quest’anno sono indirizzate: 1) all’epoca barocca Il Magnificat bachiano, 2) all’epoca classico-illuminista la beethoveniana e proto-romantica Sinfonia “Corale”, 3) alla più vicina epoca modernista la stravinskiana Sagra della primavera.

Pertanto il nostro lavoro presuppone e ricalca l’impianto teorico-analitico generale e propedeutico studiato il precedente anno ma lo ha già riaperto introduttivamente nella prima lezione con il particolare riferimento alle ben differenti “lingue musicali” che caratterizzano un’epoca dall’altra; o meglio matrici linguistiche, o forme epocali del linguaggio in costante evoluzione e trasformazione l’una dall’altra); 1. la Trama continua barocca, 2. l’Allineamento fraseologico-tematico classico-romantico, 3. il Testuralismo materico-oggettuale modernista-contemporaneo. Le tre fasi primarie e fondamentali del pensiero musicale occidentale che continuiamo a definire “classico” per l’eccellenza della sua qualità produttiva e l’altezza estrema della sua artisticità. Ossia, dagli Archivi E-Learning:

PROGETTO I

Il Magnificat BWV 243 e la Trama continua barocca

I lezione:

Metodologie II-1 – La Melo-armonia e l’elaborazione motivica dal barocco al modernismo

Nel lavoro a distanza converrà allora rifarsi innanzitutto a questi tre grandi progetti di apprendimento, subito avviando il primo; ma qui in maniera compiuta quello che nella prospettiva precostituita in programmazione era un graduale procedere in tre lezioni:

II lezione:

Metodologie II-2 – Il Magnificat bachiano e la trama continua barocca

III lezione:

Metodologie II-3 – Trama continua barocca ed elaborazione motivico-tematica

IV lezione:

Metodologie II-4 – Il vocabolario retorico-musicale e la sua attualità

Di queste tre lezioni solo la prima è stata trattata in classe, ma in più vi troverete adesso riportati alcuni importanti dati analitici e proprio nelle slide di studio approfondito delle prime tre Arie del Magnificat. Così pure nelle restanti quattro Arie e nel Coro-Fuga Sicut locutus trattate nelle altre due lezioni. Questo vi connette meglio all’autonomia di studio e di apprendimento che dovrete graduare adesso in base alle vostre specifiche esigenze e conoscenze; ai fini dello studio più proficuo e dunque da ben svolgere secondo le istruzioni che vi darò, sull’ultimo capitolo (pp. 285-296) del mio trattato “L’evoluzione del pensiero musicale”: che appunto tratta – in onore alla dedicataria Ursula Kirkendale – una inedita analisi struttural-formale e filologico-ermeneutica del capolavoro bachiano.

Una summa del pensiero compositivo barocco, filtrata dal suo massimo compositore; dove si riuniscono in un unitario modo di esprimersi la tradizione sacra e  l’innovazione laica (secondo la concettualizzazione medievale: “profana”; ma nel senso qui riformulato dell’aporia di una visione umanistica, ossia di un’antica contraddizione di pensiero e di linguaggio adesso felicemente risolta)  Ciò si rende evidente proprio nei movimenti, più o meno allusivamente, stilizzati di danza; che dal partecipativo rilievo psicomotorio (come appunto nei danzatori o negli … spettatori aspiranti tali – che “vanno a tempo col corpo e con la mente” pur senza danzare ma pur sempre alludendovi) trasmigrano ai corrispondenti andamenti: tanto nel metro di battuta quanto nella loro caratterizzante velocità. Appunto “andamenti” espressivi, certo da intendersi non solo nella loro valenza metronomica! Insomma proprio nel senso moderno e odierno della loro più tacita rappresentazione discorsiva e narrativa; la quale non è necessariamente intenzionale, ma di norma è connessa ad un inconscio collettivo, culturale ed epocale assieme. Così:

  1. l’aggraziato profano/sacro Minuetto nell'”Et exultavit” (e forsanche nel “Deposuit“?),
  2. la compunta “Allemanda” nello scorrevole “Quia respexit“,
  3. l’ossessiva Passacaglia nel “Quia fecit“,
  4. la “lamentosa” Siciliana nel commiserevole “Et misericordia“,
  5. la volgarizzante Bourrée nell'”Esurientes implevit
  6. e perfino (una conferma “a contrario”!) il de-gestualizzato Mottetto barocco nell’etereo ed arcaicizzante (temporalmente sospeso) trio del “Suscepit Israel” – dove il riferimento all’Antico Testamento si fa più forte e soprattutto esclusivizzante.

Insomma: avremmo mai avuto l’imponente fioritura musicale classico-romantica senza queste profonde evoluzioni trasformative del pensiero musicale occidentale?

*******

Come procedere nello studio? Si tratta di connettere passo passo a ciascun brano:

  1. le nozioni teorico-analitiche di sintesi formale, contenute nei due grandi schemi iper-formali, ossia riferiti alla unitariamente più pregnante ed espressivamente più coerente visione delle macro-forme retorico-ordinative caratterizzanti i singoli brani in studio. Conviene da subito fotocopiarli a grandezza sufficiente al vostro migliore orientamento di studio, chiosando passo passo lì e in ciascun spartito quanto giova;
  2. le nozioni teorico-analitiche riferite agli altri schemi del nostro vocabolario retorico-significativo: a) all’inquadramento dell’inventio, ossia al soggetto di ciascun brano, traendole dallo schema/vocabolario dell’ordito ritmico (Figure di solfeggio motivico-tematico, o sillabazione, della trama, pp. 40-42); b) alla ben appropriata caratterizzazione figurale dell’inventio-soggetto nelle sue anche più diversificate articolazioni discorsive, traendole dallo schema/vocabolario del disegno tematico e della sua contestualizzazione discorsiva (Figure meliche o di pronunzia dell’elaborazione tematica e Figure tono-testurali o di ambientazione del disegno tematico, pp. 42-45);
  3. solo dopo aver ben chiarito nella singola Aria il modo in cui i precedenti tratti di significazione retorico-musicale (o significato musicale, tout court) si specificano ed evolvono lungo il corso della composizione si potrà dopo procedere al loro coordinarsi nella compiuta discorsività dell’intero e compiuto brano, secondo le fasi della macro-forma retorica: prevedibili secondo l’Ordo, ordine retorico della tradizione, ma adesso specificamente caratterizzanti, ossia la Dispositio del brano (Figure di trama specificate per disposizione, pp. 46-49, ma anche pp. 103-104).

Questo spiega perché in ciascuna delle tre serie di slide gli stessi schemi sono riportati appresso lo studio della singola Aria, seguendo in certi casi delle scelte ai fini della gradualità degli apprendimenti, per come gestita in sede di lezione frontale: potete, stampandole, estrarre di volta in volta le figure caratterizzanti di quell’Aria, così mettendole a fuoco e apprendendole non solo come nozioni puramente mnemoniche (serve a ben poco) ma come elementi particolari di preciso significato musicale che assieme costituiscono via via più compiute significazioni, fino al livello più alto della sintesi retorico-formale. La sintesi del significato di un’opera compiuta (tanto una macro-forma, quale la singola Aria o il singolo Coro) è difatti una visione di insieme delle sue componenti particolari; oggettivate a) in una lettura ritmica del generale impianto motivico (per come si specifica in avvio) e dunque correttamente/appropriatamente “sillabate”; b) appresso incardinata in una lettura motivico-disegnativa di evoluzione discorsiva e dunque correttamente/appropriatamente “pronunziate”. Il loro ulteriore incardinarsi nell’intera forma retorica della dispositio (“disposizione” retorica) costituisce a sua volta una oggettivazione, se si considera la preesistente autorevolezza dell’ordo (“ordine” retorico) ma anche un atto ermeneutico di profonda responsabilizzazione individuale, tanto da costituire ancor più un atto interpretativo che tende inevitabilmente alla personalizzazione. D’altra parte da sempre è proprio la qualità dell’argomentazione che attribuisce autorevolezza alla conoscenza e al suo progredire più o meno fortunato nel caos delle vicende umane.

PROGETTO II

La IX Sinfonia “Corale” e il classico Allineamento fraseologico-tematico

V lezione:

…..

VI lezione:

…..

VII lezione:

…..

PROGETTO III

La Sagra della primavera e il Testuralismo modernista

VIII lezione:

…..

IX lezione:

…..

X lezione:

…..

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Testo in adozione

Mario Musumeci, L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale, SGB Editrice, Messina 2017

Evoluzione pensiero musicale (copertina)

Di seguito, per potere meglio utilizzare il testo adottato, ecco gli esempi musicali tutti riuniti ingranditi in apposito file grafico da stampare e porre su un apposito leggio:

Antologia – L’evoluzione del pensiero musicale

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ESERCITAZIONI D’ESAME

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A titolo di esemplificazione possiamo partire tenendo conto, a fini di una successiva autoverifica, dell’analisi dell’Aria Deposuit potentes et exaltavit humiles; un’analisi succinta ma pregnante di significati – lavoro svolto da una mia volenterosa allieva (A.A. 1994-1995: un quarto di secolo fa! A dire di acquisizioni che tardano ancora ad affermarsi saldamente nella cultura specialistica dell’accademia musicale …) e appresso inserito in un volumetto (pp. 37-40) che, da prima pubblicazione in Italia sul tema, tratta della dispositio retorica bachiana e della figuralità retorica in essa implementata:

Analisi musicale. Sulla letteratura musicale bachiana.

Prima di leggerlo si ricavino dall’Aria in questione, anche sulla scorta degli elementi essenziali già suggeriti nelle slide, quanto sopra richiamato in termini di figuralità retorica ai vari livelli, grazie ai due schemi di sintesi formale e ai quattro/cinque di vocabolario retorico. Fondamentale è che si proceda nell’ordine suggeritovi e appropriandovi via via di ciascun tratto figurativo soprattutto cantandolo e suonandolo, insomma “assaporandone” i contenuti di senso ossia il significato (retorico) implicatovi.

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VERIFICA FINALE

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Di seguito le indicazioni riferibili alla partecipazione di ciascun studente all’E-Learning.

  1. Arena Placido
  2. Ariosto Alessandro
  3. Calabrò Gabriele
  4. Cannone Emanuele
  5. Carbone Paola
  6. Carnabuci Roberta *
  7. Crisafulli Emanuele
  8. Crisafulli Ivan
  9. Dell’Acqua Monica
  10. Del Popolo Bliss
  11. Garofalo Claudio
  12. Lombardo Ilenia
  13. Maoddi Gianluca
  14. Naccari Letterio
  15. Parafioriti Antonio
  16. Pasto Davide
  17. Puglisi Alessio
  18. Raciti Cosimo
  19. Restuccia Fabio
  20. Ricca Sarah
  21. Romano Alice
  22. Ruta Daniele
  23. Salerno Antonino
  24. Scandurra Antonio
  25. Schiavo Renato
  26. Vicinanza Elena
  27. Zappia Marco

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Note

* Esami di idoneità I anno sospesi.

 

 

 

 

 

 

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