“Armonia” ultima lezione – Simulazione di esame e auto-verifica individuale e collettiva

di Mario Musumeci

Di seguito un modello di realizzazione della prova scritta unica, assegnata a mo’ di simulazione effettiva dell’esame durante l’ultima lezione, svolta in due diverse fasi. Ciascun studente nello studiarne, ove conviene anche nella dovuta maniera graduale, i modi e i risultati di realizzazione sorretta anche dai testi e sussidi di studio, è tenuto a prenderne effettivo e pratico spunto per ogni suo lavoro di applicazione e di realizzazione agli esami della disciplina, presentandosi agli esami fornito al meglio di tutto il materiale occorrente per la sua migliore riuscita.

A) Test di analisi armonica, melodica e sommariamente ritmica e formale, per domande a risposta aperta e/o chiusa.

Il test assegnato:

Test simulazione 1a

Test simulazione 1b

Test simulazione 1c.jpg

Test simulazione 1d

Una sua buona realizzazione:

Test simulazione 1a risolto

Test simulazione 1b risolto

Test simulazione 1c risolto.jpg

Test simulazione 1d risolto.jpg

B) Realizzazione analiticamente impiantata e ragionata di un concatenamento armonico-accordale nello stile del continuo di facile/media difficoltà.

1. Il brano assegnato per l’analisi e la realizzazione contestuale del basso continuo:bc - Bach n. 7  Canti sacri.jpg

2. L’analisi melo-armonica particolareggiata, sulla base del test allegato:

bc - Bach n. 7  Canti sacri - I fase (analisi).jpg

3. Il raddoppio del canto nella parte tastieristica, guida per un corretto legame armonico:

bc - Bach n. 7  Canti sacri - II fase (raddoppio canto).jpg

4. La realizzazione con sole triadi e settime nei vari stati di fondamentale e rivolto:

bc - Bach n. 7  Canti sacri - III fase (triadi e settime).jpg

5. L’aggiunta dei ritardi e l’adattamento subordinato al canto tramite l’uso di raddoppi-cornice, ossia riferiti alle sole note essenziali della melodia:

bc - Bach n. 7 Canti sacri - IV fase (ritardi e raddoppi-cornice)

***************

Nei prossimi giorni, compatibilmente con gli altri incombenti impegni di lavoro di fine anno accademico, sosterrò l’eventuale discussione tra ciascun interessato e i propri colleghi in team, in merito a quanto possa risultare ancora da chiarirsi o approfondirsi; ma solamente se condotta qui, pertanto non risponderò a domande riferite a questo studio pro-esame né tramite telefonate né via email né via wathsapp. L’unico modo per impegnarsi per ciascun interessato è disporsi in team sul sito messo a disposizione in e-learning, in maniera che tutti ne traggano frutto.

Buon lavoro e buon esame!

Questa voce è stata pubblicata in E-learning. Contrassegna il permalink.

4 risposte a “Armonia” ultima lezione – Simulazione di esame e auto-verifica individuale e collettiva

  1. Gaetano Bommarito ha detto:

    Per acc. pass. è riferito solo alla sottodominante o alle successive note del basso che indirizzano alla progressione?

    • musicaemusicologia ha detto:

      L’accordo non strutturale (di passaggio, di volta, di appoggiatura… ) è quello che nella perfezione della sintassi armonica ha meno durata di esposizione alla percezione e dunque, per come strutturato in sintassi, si confonde con un agglomerato di suoni estranei, perdendone in funzionalità armonico-tonale (insomma si aggregano alle funzioni armoniche (T, D, SD) degli accordi rispetto cui risultano ornamentali). Tali inquadramenti concettuali sono importanti tanto nell’armonia analitica riduzionistica di derivazione schenkeriana: caposcuola: ideale l’austriaco Heinrich Schenker e concretamente Felix Salzer, il suo allievo naturalizzato statunitense di cui Carl Schachter è stato successore; sia nell’analisi stilistica tonale cui approda il funzionalismo tedesco nel secondo ‘900: caposcuola più recente dopo Hugo Riemann: Diether De La Motte.
      *****
      Nel nostro caso, procedendo ad un primo livello di riduzione/riassunto, sono di passaggio i tre differenti accordi alle bb. 3 (4° movimento in secondo rivolto: “consonanza debole di passaggio”), 7 (2° movimento in fluido primo rivolto) e 11 (3° movimento in primo rivolto di settima dominantica in scorrevolezza dinamicamente più accentuata in spinta iterativa), tutti procedenti per lo più tra gradi congiunti, ma con differente accentuazione espressiva sono di passaggio.
      *****
      Ma si può procedere ad ulteriori riduzioni sintetiche su scala più ampia. Ma qui il discorso si sposta sulle tecniche appunto di riassunto/riduzione. Ad esempio: in 1a battuta l’accordo sul fa# è accordo di volta della tonica e dunque se lo elimini la nota melodica che lo rappresenta al canto acuto si poggerà solo sull’accordo di sol minore tonica. Procedendo in tale maniera potremmo ricavare via via solo gli accordi fondamentali di ciascun tono e quindi capire non solo il senso non strutturale (“ornamentale”) di quanto togliamo, ma – in prospettiva inversa – il suo valore espressivo in quanto riferito ad un particolare che appunto risalta l’insieme. La cosa va certamente da me approfondita al pianoforte (meglio sarebbe stato con effetto organo o archi sulla tastiera digitale in conservatorio …), suonandovi in esemplificazione gli opportuni esempi in progressiva riduzione. Lo faremo a breve… Ma immaginate un po’ questo caso inverso: un orecchiante vuole ricavare un accompagnamento accordale su una canzone nota e prima di tutto cerca gli accordi fondamentali del cd. “giro armonico” essenziale: I/T come accordo di riferimento tonale più stabile, V/D come accordo contrapposto al precedente e necessario in quanto polare centripeto; IV/SD come accordo complementare ai precedenti in quanto polare centrifugo. Poi magari l’orecchiante raffina la sua percezione armonico-accordale e si accorge che rispetto la melodia invece del IV/D può starci meglio il II/Sp, se non entrambi alternati. E andando avanti, modulazione a parte dove deve riconsiderare il nuovo giro armonico, può aggiungere via via altri accordi semplici su funzioni secondarie, può aggiungere più interessanti dissonanze di settima, nona etc.. E ancora appresso aggiungere accordi di passaggio, se e quando utili, ma che rendono più fitta l’armonizzazione. Fino ad aggiungere, se è particolarmente abile, anche le sfumature cromatizzanti delle dominanti secondarie: per lo più settime di dominante e diminuite che si appoggiano non sulla tonica ma sulle altre funzioni. Come vedi, rispetto la riduzione/ riassunto che procede in modo sottrattivo, la sensibilità armonica si rende via via più raffinata qui nell’elaborazione dei particolari, procedendo in maniera additiva. E stiamo parlando solo dell’accompagnamento di una melodia e non di una complessa polifonia armonica o di una melo-armonia classico-romantica o di una testura modernistica, dove il rapporto tra melodia di primo piano, armonia di sfondo e tutto il resto si rende via via più complesso…

  2. Gaetano Bommarito ha detto:

    Questi Lieder, sono stati scritti da Bach? alcune fonti dimostrano che siano stati scritti da sua moglie, Anna Magdalena Bach. Essendoci lo stile prettamente bachiano può essere che li abbiano scritti insieme?

  3. musicaemusicologia ha detto:

    Possibilissimo che siano opera della moglie, ma ovviamente sotto la guida del marito suo Maestro. Il famoso Quaderno di Anna Magdalena Bach (come quello destinato al loro figlio Christian) costituisce esplicita testimonianza del fervore pedagogico all’interno della famiglia che investe Johann Sebastian durante il suo secondo matrimonio con una (brava) cantante e dunque un sodalizio coniugale non solo affettivo ma anche professionale.
    Ovvia la loro qualità secondaria rispetto le grandi opere sacre, quali le Passioni, le Cantate, i Mottetti. I Corali e le Arie sacre hanno una finalità d’uso ed un riscontro tipicamente popolare e venivano composti dai musicisti addetti al magistero di cappella pressoché settimanalmente. Fatto salvo l’uso di attingere anche a composizioni fatte da altri autori, ovviamente ciò distingueva il vario prestigio degli uni e degli altri: i maestri di cappella più meno rinomati soprattutto tra ‘600 e ‘700 erano peraltro tanti quanti le chiese di culto più importanti per ciascuna città tedesca! Insomma un genere d’uso diffusissimo (l’aveva introdotto Lutero con la sua riforma “protestante” e, appunto, caratterizza da allora la grande partecipazione dei fedeli, anche tramite il canto, al rito luterano). Le Cantate e le Passioni tra l’altro contengono anche Corali, … E nella loro economia dei mezzi espressivi questo genere indica il momento assolutamente oggettivizzante della preghiera dei fedeli.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.