Metodologie I-6 – L’esegesi analitica di un’opera. Implicazioni agogico-dinamiche nell’analisi armonico-tonale

 

di Mario Musumeci

Segue la presentazione della VI lezione su: L’esegesi analitica di un’opera. Implicazioni agogico-dinamiche nell’analisi armonico-tonale (VI unità didattica delle dieci di prima annualità). Nelle slide troverete quanto vi giova per lo studio più proficuo, inclusa l’indicazione degli argomenti d’esame riferibili a ciascuna unità didattica e le pagine dei testi adottati utili tanto per lo studio che per la consultazione di approfondimento e/o chiarimento. Scartando la prima unità didattica, introduttiva, e l’ultima, di sintesi riassuntiva e bibliografica, dalle restanti otto unità didattiche divise in due gruppi (dalla 2a alla 5a e dalla 6a alla 9a), 15 minuti prima dell’esame di ciascun studente, ne verranno estratte a sorte due – una ciascuna per gruppo. Lo studente avrà dunque il tempo di organizzare le proprie idee sulla mappa contenutistica suggerita in ciascuna delle unità didattiche e di esporle appresso. Ecco la lezione in slide della VI unità didattica:

I-6 – L’esegesi analitica di un’opera. Implicazioni agogico-dinamiche nell’analisi armonico-tonale

L’attività di E-Learning sarà riferita agli interventi, inviati come commenti, che i singoli potranno fare sul sito per chiedere specifici chiarimenti contenutistici sugli argomenti trattati (per altri interventi rivolgersi alla chat di gruppo se di comune interesse oppure al docente se personali). Ciò, auspicabilmente, potrebbe produrre importanti attività comuni di riflessione e di dialogo e soprattutto di approfondimento, animati e indirizzati dal docente in dinamiche di gruppo verso la più proficua collaborazione dell’intero gruppo-classe in team di comune crescita intellettiva tanto teorica che pratica.

Importante! Tali attività, se e in quanto produttive ed anche documentabili (tramite copia e incolla dell’interessato di quanto da lui stesso pubblicato come contributo argomentativo e autorizzato dal docente allo scopo e prodotto in stampa alla commissione), costituiranno anche materia utile per la migliore valutazione dello studente al momento dell’esame.

Per ritirare i testi in uso è opportuno prenotarli alla SGB-Editrice, presso il Copy Center di Messina, parlandone personalmente con la Sig.ra Graziella Scirè Brancato: chiamare al tel. 090 718631 oppure 090 2006277.

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Per gli ascolti dell’Intermezzo di Brahms op. 117 n. 2:

1. l’ottimo pianista Eduard Erdmann (1935), ma soprattutto considerato negli anni trenta tra i compositori viventi di espressionista matrice culturale più interessanti, amico ed estimatore di Alban Berg seppure mantenutosi estraneo alla tecnica dodecafonica:

2. un grande e tra i capifila dell’interpretazione neo-classica, Edwin Fischer (1947):

3.  tra i sommi pianisti del primo novecento Wilhelm Kempff (1953):

4. un bravo allievo di Erdmann e rinomato didatta, Paul Baumgartner (1964):

5. il più grande caposcuola dell’interpretazione storicistica, Arthur Rubinstein (1970):

6. una brava pianista vivente di buona fama internazionale Lilya Zilberstein (min. 5):

Infine dal seguente ascolto comparativo di 10 notevoli concertisti (dal 1952 al 2012) si può sommariamente ricavare come dalla iniziale “scolastica” lettura rigidamente ternaria si trascorra a quella che “ruba” in movimento più rapido il terzo movimento con la risposta motivica del grave al canto in primo piano. Questo accade all’incirca in corrispondenza all’interpretazione di Arthur Rubinstein (cfr. la sua grande Scuola di provenienza nelle slide); del quale va però anche notato e ben compreso l’estremo equilibrio ritmico, per com’è bene integrato assieme all’estrema varianza delle dinamiche testurali, Di modo che l’andamento ternario si dispiega come binarizzato e realmente “cullante”, appunto come una “ninna nanna per i miei affanni” (Brahms): dove il sonno dell’anziano diventa rappresentazione anche del … sonno eterno, tra (ritmica) impassibilità dell’accettazione e (agogico-dinamico) coinvolto ed interiorizzato pathos. In tal senso l’accelerazione del terzo movimento di altri performer potrebbe essere colta come “di maniera”, non connessa a questa visione di calma e di accettazione, pure nella crescente invasività del pathos. I performer, nell’ordine, sono: 0:00 : Shura Cherkassky (1950) 5:22 : Lili Kraus (1957) 9:54 : Geza Anda (1958) 14:51 : Aldo Ciccolini (1973) 19:22 : Detlef Kraus (1996) 24:31 : Boris Kraljevic (2012) 29:03 : Valeri Afanassiev (1978) 34:10 : Andrea Bonatta (1997) 38:19 : Christopher Atzinger (2010) 42:25 : Idil Biret (1960):

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Lezioni precedenti:

Metodologie I-1 – Metodologie analitiche e fondamenti dell’analisi della performance (Introduzione al corso biennale)

Metodologie I-2 – Scrittura come traccia dell’oralità. Le implicazioni agogico-dinamiche nella lettura analitica

Metodologie I-3 – Performance come restituzione della scrittura all’oralità. La pertinenza stilistica

Metodologie I-4 – Scritture deboli vs scritture forti? Interpretazione vs Prassi esecutiva

Metodologie I-5 – Teoria generale ed ermeneutica, fondamenti della lettura analitico-interpretativa

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