MII-9 – Testuralismo e pantonalismo nell’invenzione armonica

di Mario Musumeci

Ecco le slide della seconda lezione, di approfondimento della prima parte della Sagra:

MII-9 – Testuralismo e pantonalismo nell’invenzione armonica

Il complesso timbrismo stravinskiano della Sagra ha mantenuto ad oggi la sua originaria dirompenza proprio per il suo associarsi al diatonismo primitivizzante di buona parte degli ostinati che la compongono. E lo studio approfondito degli schizzi preparatori ha messo in luce la qualità inedita – per i tempi della sua composizione – tanto di una implicata prevalente “serialità diatonica” quanto di una particolare concezione reiterata del melos, connessa alla costante varianza metrica dei motivi che lo compongono. Pertanto un equilibrio dei due principi tecnico-compositivi, precisati da Roman Vlad, nel loro intrecciarsi testurale estremamente variato tanto nel gioco timbrico che armonico:

  1. una complessa stratificazione seriale, svolta su basi poli-modali e poli-tonali e condotta fino a varie forme di integrazione del totale cromatico (cadenze sonoriali);
  2. la permutazione rotatoria quale prassi elaborativa dei motivi tematizzanti, di primo o secondo piano contrappuntistico, resi costantemente in ostinati ritmico-melodici.

Tale permutazione (= scambio di tratti intervallari) rotatoria (= a turni sottrattivi e additivi) dei caratterizzanti tratti sub-motivici all’interno del compiuto motivo così “mobilmente tematizzato”, rigorosamente elaborata in selettive e molto variabili sottrazioni/contrazioni e addizioni/dilatazioni, svolge già di suo un’azione variamente inibitoria della normale funzione discorsivo-narrativa dell’azione melodica. Tanto da produrre una sorta di “pietrificazione del melos”: una “immobilizzazione” o “estrema spazializzazione” del suo decorso, appunto riducendolo a statica citazione melodico-rappresentativa (leit-motiv). Però va subito precisato che tale “reiterazione” si presenta non solo come prospetticamente/metricamente variata, ma in realtà molto ben disposta narrativamente sull’asse timbrico e armonico-contrappuntistico del suo decorso formale. Pare qui d’obbligo il riferimento al proprio docente di composizione, “unico” e da lui celebrato: Nikolaj Rimskij-Korsakov, un sommo maestro di moderna orchestrazione

Da qui la mia più precisa qualificazione di ostinato ana-metrico ancorché ana-periodico; ossia di una reiterazione variata ma inibitoria non solo della qualificazione fraseologica classica (dall’illuminismo impiantato in una autonomizzata formalizzazione musicale come “classico” fino allo sbocco visionario dei romantici)  ma pur’anche della metrica motivica (barocca) della trama continua, fondata sulla media regolarità della scansione di battuta formalizzata nel soggetto (l’aggregazione motivica tematizzata come inventio e discorsivamente elaborata in una compiuta dispositio). E si tratta della marca costruttiva più tipica del linguaggio stravinskiano – assimilabile, nella sua più alta ed epocalmente rappresentativa personalizzazione, tanto alla studiata specificità della beethoveniana espansione organica dei temi costituenti l’ininterrotto impianto fraseologico tramato su base motivico-generativa,  quanto della studiata bachiana trama continua ad elevato tasso integrato di elaborazione polifonico-concertante reale e “latente”, già resa fitta in ciascuna singola linea melodica componente il concentus polifonico.

La coreografia moderna della Sagra della primavera più celebrata dalla critica  è indubbiamente quella del grande coreografo Maurice Béjart. La sua visione si sgancia dagli originari significati esoterici implicati nel balletto a tema primordiale/tribale per celebrare una più psicoanalitica visione del prorompente eros vitalistico della partitura, appunto incentrandola sulla dualità relazionale tra mascolinità e femminilità:

All’inverso la performance di Ernest Ansermet costituisce un preziosissimo documento della volontà attuativa dell’Autore; che valutava quel grande direttore d’orchestra come suo interprete più attento oltre che particolarmente fedele alla partitura del Sacre:

Un’altra performance sempre di Ansermet del 1961 – la precedente era del 1950:

 

Utile anche il confronto con le riduzioni pianistiche (pianoforte singolo e due pianoforti):

Strawinsky – Sagra della primavera (partitura)

Strawinsky – Sagra della primavera (pf)

Strawinsky – Sagra della primavera (pf 4 mani)

Indicazioni specifiche per lo studio organizzato sulla Sagra:

  • Studio di base dal Vlad (assimilazione graduale delle pp. 9-38):

R. Vlad – Lettura Sagra – pagine scelte

STUDIO DI BASE dal MUSUMECI (slide integrate con le pp. 199-201 e 224-225)

  • Per l’interdisciplinare rapporto tra tecnologia e contemporaneità artistica:

Saggio NUBADI Mario Musumeci

  • Letture aneddotiche integrative (da dispensa prof. Mario Musumeci)

Igor Stravinskij, attualità del maestro russo a 30 anni dalla morte

in:

LA SAGRA DELLA PRIMAVERA (Letture)

 

 

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