Il pensiero musicale tra multidisciplinarietà e metamorfosi linguistiche (Presentazione UNI-ME)

foto e articolo di Sara Valeria Belfiore Musumeci

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Si è svolta sotto i migliori auspici della continuativa collaborazione tra Conservatorio di musica e Università messinesi la presentazione dell’ottava, e corposa, miscellanea di saggi di ricerca musicologica storica e teorico-analitica edita a cura dell’Istituto superiore degli studi musicali “A. Corelli”, dal suggestivo titolo “Il pensiero musicale tra multidisciplinarietà e metamorfosi linguistiche”, MD Edizioni, 2018 Messina, VIII Quaderno del Conservatorio. Predisposta anche nella forma seminariale di un incontro con studenti e docenti del Dipartimento di Scienze Cognitive, Corso di laurea Dams, la manifestazione è stata presentata al pubblico dal Direttore del COSPECS, Dipartimento di Scienze Cognitive Psicologiche Pedagogiche e degli Studi Culturali, Prof. Pietro Perconti e dal Presidente e dal Direttore  del Conservatorio di musica, Dott.  Giuseppe Ministeri e M° Antonino Averna, che hanno inquadrato l’attività in corso, ciascuno per la propria specifica funzione rappresentativa e gestionale, nell’ottica delle sinergie già previste da un controfirmato protocollo d’intesa utile a valorizzare ricerca e cultura tramite specifici progetti inter-istituzionali già in corso e anche da definirsi nel breve-medio termine.

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Il coordinatore del corso di laurea Dams/Turismo e spettacolo Prof. Dario Tomasello ha introdotto con un convinto e ben motivato elogio la pubblicazione, nei suoi integrati aspetti tanto scientifico-contenutistici quanto metodologico-didattici per l’importante (e, in verità, abbastanza inedito) pieno coinvolgimento degli allievi – in effetti per lo più oramai ex-allievi e in più casi già professionisti in attività; i quali, in quanto a suo tempo bravi tesisti, hanno prodotto questi loro saggi di studio proprio come estratto dai propri lavori più originali di tesi di laurea musical-musicologica. E appresso anche in tal senso si è soffermato sulla compresenza ai suddetti dell’unico saggio di un docente, il Prof. Mario Musumeci, dall’intrigante titolo “L’origine fisiologica del ritmo e del melos e la loro integrata evoluzione nella musica occidentale” – alle pp. 139-192 del suddetto volume – rimarcandone l’importanza innovativa dei contenuti scientifici; per la loro forte qualità interdisciplinare, certamente riferibile a tutte le arti performative, implicata nella strutturazione fisiologico-cognitiva dell’intelligenza generale e non solo specificamente performativo-musicale, lì studiata. E tutto ciò Tomasello l’ha ben risaltato proprio per i primari interessi psicologico-cognitivi nello studio dei linguaggi; di cui il Dipartimento intero è oggi convintamente nella sua ormai storica ri-definizione, da ex-facoltà di Scienze della formazione (e a suo tempo ex-Magistero), il più privilegiato ed attivo portatore. Il Prof. Tomasello ha addirittura ritenuto di dovere al proposito onorare l’Autore, e indirettamente l’istituzione di sua appartenenza, di un’espressa citazione e del connesso impegno di studio per i propri allievi dei corsi di dottorato in Scienze cognitive.

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Appresso la Prof.ssa Alba Crea, brava e ormai stabile curatrice dei Quaderni del “Corelli”, dopo aver ricordato tanto il suo pregresso impegno ed anche quello del collega Prof. Mario Musumeci come docenti a contratto presso l’università messinese, ha sinteticamente introdotto gli otto lavori della preziosa miscellanea. Innanzitutto i sei approfonditi ed originali saggi monografici dei sei studenti coinvolti:

  1. “Studio analitico della Suite BWV 1006a di Bach” di Federico Caramagno, pp. 13-40;
  2. “L’Ur-Trieb di Florestano. Germi del Novecento nella poetica schumanniana” di Martina Genovese, pp. 41-54;
  3. “Liszt e la musica popolare ungherese: le Rapsodie ungheresi a la cadenza ad libitum nella Rapsodia ungherese n. 2″ di Alessandro De Salvo, pp. 55-78;
  4. “La maschera simbolista debussiana. Un’analisi multidisciplinare della Suite bergamasque con, a margine, alcune note per una revisione critica” di Debora Toscano, pp. 79-106;
  5. “”A musical argument with my students”: Ligeti e la popular music in Hungarian Rock” di Federico Lanzellotti, pp. 107-138;
  6. “Jacques Chailley musicologo e teorico di rango internazionale” di Christian Paterniti, pp. 193-223.

E appresso la corposa traduzione in Appendice del “Trattato storico di analisi armonica” dello stesso Jacques Chailley, alle pp. I-V (Prefazione dell’Autore) e alle pp. 1-157 (Trattazione), pertanto così introdotto nel 6° saggio. Chailley, di cui ricorre quest’anno il ventennale dalla morte (e in tal senso se ne è voluto così anche onorarne la memoria), fu fondatore della prima cattedra di Storia della musica alla Sorbona e appresso del primo istituto universitario musicologico francese e pertanto ergendosi nel Novecento da capofila a caposcuola dell’intera musicologia storica francese, nelle sue mani di compositore, performer e musicista poliedrico e assieme letterato ed umanista raffinato, allora più che strettamente connessa alla musicologia teorico-sistematica. Il detto lavoro è stato meritevolmente condotto a buon fine sempre dall’allievo Christian Paterniti, sotto l’impegnativa guida del suo maestro Prof. Musumeci – peraltro docente relatore anche dei lavori degli allievi Caramagno e Toscano. Il che dà giusto conto non solo del titolo attribuito all’intero volume ma anche della dedica del saggio sopracitato del Musumeci allo Chailley, riconosciuto già a partire dagli anni ottanta tra i suoi maestri ispiratori.

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Hanno fatto seguito le puntuali illustrazioni, ciascuno del proprio lavoro degli allievi Autori, i dottori in discipline musicali Martina Genovese e Alessandro De Salvo; apprezzatissimi e lodati dal pubblico, costituito prevalentemente da allievi del Dams e dallo stesso loro animatore Prof. Tomasello, per la loro lucidità e concisione. E pure è stata ammirata l’esecuzione al pianoforte da parte di Alessandro De Salvo della lisztiana Rapsodia ungherese n. 2 con inserita la cadenza da lui stesso creativamente ri-composta.

Ha chiuso l’incontro Mario Musumeci, con un suo intervento che si è trasformato quasi da subito in un piacevole dibattito con i Proff. Tomasello e Crea. L’ideatore dei Quaderni del Conservatorio ha ricordato l’originario intento, concordato nei lontani anni 1998-1999 con la stessa collega Alba Crea, di un utilizzo preferenzialmente rivolto agli allievi più meritevoli e dotati e solo in seconda istanza ai docenti, ma in quanto soprattutto riferiti al loro impegno didattico a supporto della crescita degli stessi allievi. Ha ricordato che prima dello stesso avvio dei Quaderni già diversi suoi saggi ed articoli ma anche, soprattutto, di bravi allievi propri e del collega Prof. Sergio Pallante – che in questa miscellanea ha a sua volta impegnativamente sorretto gli allievi De Salvo e Lanzellotti – erano comparsi e continuavano a comparire negli anni successivi su riviste accreditate di rango nazionale ed internazionale; quali “Analisi” e “Spectrum” delle milanesi e prestigiose case editrici Ricordi e Curci, la trevigiana “Diastema” e l’ancor milanese “Civiltà musicale”. Nonché pubblicazioni di saggi svolti assieme ai propri allievi curate dallo stesso Musumeci: allievi per lo più oggi professionisti di rango, musicisti attivi ed anche colleghi di istituzioni formative specialistiche (licei musicali e conservatori in primis: Paola Dato, Carlo Fiore, Verdiana Pinto, Francesco Scimone, Gianluca Terranova … ).

Così, proprio nel simbolico passaggio di consegne docente-discente che fa stretto seguito al rapporto collaborativo in team di ricerca scientifica e metodologico-didattica docente-discente-docente, Musumeci ha ricordato l’attività altamente meritoria dal caposcuola della musicologia teorico-analitica italiana, il suo principale Maestro Prof. Marco De Natale, già fondatore della Società italiana di Analisi musicale e delle citate riviste “Analisi” e “Spectrum” – venuto a mancare lo scorso ottobre – con il deontologico rispetto e l’umano affetto che l’Allievo deve sempre riconoscere ed attribuire al Maestro, quand’anche egli stesso – onore vs onere – divenga a sua volta Maestro.

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A chiusura il dibattito si è  concentrato a partire dal dono dell’intera collezione degli otto volumi-miscellanea dei Quaderni del Conservatorio, istituzione ospitata, alla Biblioteca del Dipartimento universitario ospitante. Ai quali lo stesso Prof. Mario Musumeci ha voluto aggiungere il dono dei suoi ultimi tre libri: “L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale” del 2016, “Le strutture espressive del pensiero musicale. Teoria generale della musica e analisi dello stile” del 2017, “La performance musicale come ermeneutica del testo. Prolegomeni ad una fenomenologia dell’interpretazione” del 2018. Con preciso ed esplicitato riferimento a quanto dal Prof. Tomasello riferito delle congruenze tra i propri rispettivi interessi di studio e di impegno didattico. La giornata si è simpaticamente conclusa nell’auspicio di una continuità di rapporti tanto interpersonali quanto istituzionali.

17 febbraio 2019

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