“Armonia” lez. II-3 – Modulazione e forma tonale

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della terza lezione del II modulo, ottava lezione del complessivo programma:

a ii-3 slide

Il testo di riferimento è sempre il de Natale, L’armonia classica e le sue funzioni compositive, cap. 12. Ma con una prima lettura e un primo studio orientativo. dato che l’argomento verrà man mano approfondito, in teoria e in pratica esercitativa, dalle prossime lezioni. Per adesso vanno apprese solo le generali nozioni trattate durante la lezione e riassunte nella presentazione.

Di seguito aggiungo – come anticipo dell’ultima lezione del modulo una presentazione costituente l’appendice esplicativa su numerica e indicazioni funzionali. Si tratta di un argomento di cui per adesso vanno solo appresi i concetti generali: simmetria parallelismo nella Teoria delle funzioni e nelle sue varianti quali la Teoria dei gruppi funzionali (qualcosa ho introdotto in lezione …).

Armonia- X-appendice Siglatura funzionale

Eccovi anche una introduzione storica, addirittura di tipo divulgativo e non specialistico (wikipedia), alla complessità teorica e applicativa di questi concetti:

“All’inizio del Novecento le teorie armoniche si preoccupano, da una parte, di cercare un fondamento razionale all’ampliamento del linguaggio musicale allora in pieno sviluppo: dall’altra, inizia a emergere la consapevolezza di un crescente divario tra la teoria armonica tradizionale e la prassi dei compositori classici.

Due importanti trattati esemplificano queste opposte esigenze: la Harmonielehre di Arnold Schönberg (1911) e la Harmonielehre di Heinrich Schencker (1906) – Schenker – Harmonielehre . Il primo può essere considerata l’ultimo grande trattato di armonia prescrittiva; il secondo il primo trattato moderno di armonia analitica.

Nel corso del Novecento i trattati seguirono lungo questo doppio binario: da una parte i trattati prescrittivi (la grande maggioranza, almeno fino alla metà del secolo) miravano a istruire il compositore e allo stesso tempo ad allargare la sua tavolozza sonora con combinazioni di accordi complesse o inconsuete; dall’altra i trattati analitici (più numerosi nella seconda metà del XX secolo) puntavano a fornire al musicista strumenti in grado di comprendere meglio le opere del passato, nella consapevolezza che il linguaggio armonico si era oramai storicizzato.”

Fonte Wikipedia, citata solo per l’ovvietà dell’informazione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Armonia

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Continua il

Laboratorio in team

Queste due elaborazioni melodiche di Chiara sono state da me riviste:

  1. nella scrittura compositiva, innanzitutto nella correttezza armonico-accordale (un paio di accordi non appropriati alla traccia)
  2. e appreso nel disegno melodico per vivacizzarlo anche inframezzandovi qualche nota estranea (n.p. = nota/e di passaggio e n.v. = nota di volta),
  3. ma soprattutto rispettando il disegno del basso in progressione, ossia ripetuto al basso o un grado congiunto sotto o anche una terza sotto e allora anche il disegno composto va ripetuto (il che agevola la compattezza unitaria e quindi isola dove cercare la varietà).

Melodie Chiara riviste e analizzate.jpg

Provate ad individuare separatamente quanto ho sopra indicato, suonando ognuna delle due melodie (“soggetti melodici” nel linguaggio barocco) sul vostro strumento nel modo migliore e appropriandovene sempre meglio. In laboratorio le vorrò tanto bene inquadrate che ben eseguite sul vostro strumento (ovviamente adattandole anche col trasporto se necessario, innanzitutto d’ottava …). Appresso, solo appresso, esercitate la vostra creatività con altre appropriate realizzazioni. Cercate soprattutto la bellezza!

Però non sottovalutate mai l’aspetto tecnico. In tal caso, ai nostri fini di I annualità riferita alla buona conoscenza della tecnica e dell’analisi armonico-tonale,  vanno tenuti ben presenti nella struttura accompagnamentale gli effettivi accordi previsti dalla cifratura numerica, più o meno sottintesa:

melodia 60 - da Chiara in realizzazione esecutiva n.1.JPG

Avrete notato che ho raddoppiato al grave la parte del basso affidandola ad uno strumento grave ad arco, assieme di (contro-)canto e di sostegno armonico. Il passaggio ad una realizzazione artistica, da concerto per intenderci, è brevissimo:

melodia 60 - da Chiara in realizzazione artistica n. 1.JPG

melodia 60 - da Chiara in realizzazione artistica n. 2.JPG

Tutto ciò a rilevare che le nostre non sono prassi esercitative autoreferenziali bensì strettamente connesse alla prassi artistica, tanto dell’epoca di riferimento quanto del suo odierno recupero in sede di performance esecutiva del repertorio barocco. Come ho spiegato alla vostra collega la creatività va esercitata con il buon esempio, che costantemente la stimoli , com’è sempre accaduto e continuerà ad accadere nella pratica artigianale della bottega d’arte. Quindi bisognerà appropriarsi al meglio di questi esempi e non cercare di riprodurne copie senza capirne prima bene il “funzionamento”.

A chi mi chiederà invierò via email anche i file audio-grafici per l’ascolto (potete chiederli anche a Chiara). Ma, mi raccomando, il vostro lavoro serve ad affinare le vostre doti di lettura analitica finalizzata alla performance: non ascoltate dunque solo la resa meccanica del pc bensì educatevi molto bene all’autoascolto per appresso immaginarvi nella lettura il massimo possibile della sua estetica umanizzazione, ossia … il “rubato barocco”, basato proprio sulla coerenza del tratteggio motivico-tematico.

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Per l’organizzazione, la presentazione e la programmazione della materia e dell’intero impianto disciplinare:

Monte-orario e quadri-orario A. A. 2018-2019 e presentazione del settore disciplinare Teoria dell’armonia e analisi

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Lezioni precedenti:

I Modulo

(Armonia e sintassi melo-armonica):

“Armonia” lez. I-1 – Lo Spazio-Tempo musicale e la Melo-Armonia

“Armonia” lez. I-2 – Modello triadico e studio tradizionale dell’Armonia

“Armonia” lez. I-3 – La (Melo-)Armonia analitica e la sua prospettiva storico-evolutiva

“Armonia” lez. I-4 – Dalla morfologia e sintassi accordale alle proprietà testurali dell’armonia

“Armonia” lez. I-5 – Melodia e Armonia, interdipendenza e specificità

II Modulo

(Accordi semplici, modulazioni e forma tonale):

“Armonia” lez. II-1 – L’equilibrio statico-dinamico dell’accordo. I rivolti

“Armonia” lez. II-2 – Il secondo rivolto di triade e i procedimenti riduzionistici

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