“Armonia” lez. I-4 – Dalla morfologia e sintassi accordale alle proprietà testurali dell’armonia

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della quarta lezione:

A I-4 slide

A) Scaricarla e studiarla sulla base e nei limiti delle consegne di lezione; dunque con riferimento  generale al cap. 5° del trattato del Prof. de Natale – L’armonia classica e le sue funzioni compositive (Principi di sintassi armonica. Successioni di triadi); dunque solo per come esemplificato nelle slide e nelle pratiche di laboratorio di scrittura compositivo-analitica; al proposito di legame armonico e di collegamenti accordali: oppositivo-cadenzalicoloristici divaricanti. E parzialmente al cap. 4° (Condotta delle parti), con particolare riferimento ai moti delle parti preferiti – obliquo e contrario – e ai parallelismi proibiti di ottave e quinte giuste, in quanto nocivi ai principi della rinascimental-barocca vox plena (“voce piena” dell’armonia polifonica).

Inoltre si rende necessario un primo attento sguardo alle pp. 210-216 del mio trattato – Le strutture espressive del pensiero musicale – per quanto riguarda un primo accenno alle altre qualità secondarie dell’armonia: oltre a quelle statico-dinamiche più tipiche della tradizionale trattatistica armonica di provenienza sette-ottocentesca: la densità armonica, il volume armonico, l’orientamento armonico, il peso tonale (armonico), etc. …

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B) Sul piano esercitativo, in particolare, procedere sempre in questo I modulo – non smettendo mai fino ad averne la miglior padronanza possibile –

  • sia con le esercitazioni morfologiche (precedenti lezioni), seguendo rigorosamente i consigli dati; e cioè
  1. il padroneggiamento del “ragionamento” svolto sui nomi delle note ordinati serialmente per terze nell’individuazione dell’accordo allo stato generatore;
  2. le note ferme su tutti i suoni della scala cromatica per individuare le diverse specie di triade e anche nei diversi stati del fondamentale o del primo o del secondo rivolto;
  • sia con le esercitazioni sintattiche sulle triadi fondamentali sul I (T), V (D) e IV (SD) della scaladi sostegno alla composizione melodica.

In tal senso indico tre tipi di esercitazioni pratica:

  1. sui vocalizzi accompagnati in tutti i 12 toni: la manualità pianistica finalizzata all’apprendimento armonico – magari gestita in accordo con i docenti di Pratica pianistica – aiuterà notevolmente verso un approccio accelerato e ben sorretto dall’orecchio musicale melo-armonico (o audizione interiore);
  2. sulle tabelline armoniche – modelli sintattici che esauriscono mnemonicamente tutte le principali possibilità di collegamento;
  3. su facili melodie date (non modulanti) cui attribuire i tre accordi fondamentali, al modo di facili accompagnamenti. Saranno utilissimi alcuni esempi trasportabili (ad orecchio) in qualsiasi tono, anche adattando poi agli accordi delle semplici figurazioni accompagnamentali (qualcosa in più suggerisco in questo file: esercizi di base armonizzazione , ma sempre ai fini di una miglior pratica estemporanea …).

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C) Solo successivamente, almeno sul piano della scrittura (e delle necessità di avanzamento del programma della disciplina), dalle prossime lezioni incrementeremo progressivamente l’uso degli accordi; aggiungendo cioè ai tre accordi fondamentali di I/T, IV/SD e V/D le triadi parallele (o “relative”) di Sp sul II grado e di Tp sul VI grado: nello stile classico costituiscono il materiale triadico consonante di maggior uso, dato che sul VII grado trovate una triade dissonante (diminuita e assimilabile a una D) e sul III grado l’accordo di mediante/modale a funzione tonale ambivalente (tra T e D) che è molto meno usato – salvo certa casistica in cui tale sua caratterizzazione è ben indirizzata e sfruttata (vedremo oltre).

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Tutte le indicazioni che offro nelle slide fanno parte della lezione e quindi vanno copiate ordinatamente in appositi file word, stampati e allegati ai materiali di studio.

Infine osservo ancora, specie per quegli studenti che stentano ancora a inserirsi nel normale decorso delle lezioni (magari perchè inseritisi in ritardo nella classe), che non si andrà oltre questi primi cinque capitoli, in linea generale, entro l’inizio delle vacanze natalizie. Quello che si porterà avanti sarà la loro duplice applicazione pratica

  1. sul piano teorico-analitico, dello studio del repertorio a fini esecutivi e interpretativi, e dunque le nozioni vanno applicate in maniera sempre più compiuta ai brani che trovate in slide alla fine come materiale esercitativo;
  2. sul piano compositivo della scrittura musicale creativa, necessario come supporto al precedente.

Successivamente però il decorso delle lezioni sarà via via più serrato e quindi è bene darsi una mossa  e recuperare fin d’ora tutto quanto è possibile.

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