Marco de Natale è passato alla Storia

Il saluto ad un Maestro

Marco de Natale

Mi sembra il modo più appropriato, per un collega non più giovane ma già a suo tempo suo allievo ed emulatore, di avviare un necrologio per una grande personalità di studioso letteralmente “dedito fino all’ultimo al suo lavoro”; pure avendo già superato la veneranda soglia dei novant’anni (Bari, 9 ottobre 1926 – San Donato Milanese, 18 ottobre 2018) e che in tal modo ha altamente onorato il nostro Paese: ponendolo già dagli anni ottanta all’avanguardia nel campo degli studi musicologici teorico-analitici e della connessa pedagogia musicale di base e specialistica.

L’avevo sentito questa trascorsa estate che, contento, mi annunciava l’ultimazione di un saggio, con il suo a me ormai noto entusiasmo quasi “infantile”, oramai del tutto impregnato di quell’ingenua autenticità solipsistica di chi vive a contatto solo con i propri interessi di studio e di intellettuale produttività, oltrechè – si intende – ben connessi all’affettività delle varie problematiche che investivano la sua quotidianità familiare. Ma che al contempo mi comunicava con affetto una sua (per me) commovente “invidia”  per il mio ancora attuale e fervente impegno sul campo dell’attiva docenza accademica.

Difatti quando parlavo con lui trascuravo sempre le magagne ricorrenti nella nostra attività professionale per informarlo solo dei successi, perchè in un modo o nell’altro riguardavano i suoi stessi correnti interessi e di quello volevo innanzitutto renderlo partecipe. Un po’ come dovrebbe fare un figlio che vivendo lontano telefona al genitore, al quale vuole innanzitutto comunicare la sua funzionale ed empatica presenza e, in ultima istanza, la sua immutata riconoscenza.

Perché, al di là delle inevitabili diversità di carattere e personalità e di visioni della vita e della propria stessa esistenza, l’unica molla che muove le relazioni umane in positivo è quella dell’affetto e l’affetto è innanzitutto riconoscimento di quello che l’altro ha fatto o sta facendo anche per noi. E così il riconoscimento si tramuta in affettiva riconoscenza; consapevole riconoscenza che, senza quell’importante apporto del nostro prezioso interlocutore, noi non saremmo oggi quello che siamo.

E chi può affermare questo – come il sottoscritto – si ritiene un privilegiato, perché riconoscendosi figlio intellettuale di chi è venuto prima di lui può appresso – sempre che Iddio glielo consenta – essere a sua volta un “padre intellettuale”; pur solo in quella modesta possibilità che un’impegnata e coinvolgente attività di insegnamento permette.

E grazie al potente know-how che il Maestro-Padre (Marco de Natale) ci ha consegnato. Che non vada disperso da coloro che hanno la responsabilità di doverlo preservare: un lascito che certo non è stato mai disperso dal dedicatario di queste poche righe.

Mario Musumeci

P.S.: Parlare qui del profondo legame intellettuale intercorso tra me ed il mio Maestro mi sembra pleonastico dato che questo blog non è che l’attuazione di una missione didattica e scientifica del tutto coerente e conseguente a quel rapporto amicale ed affettivo; che purtroppo aveva l’unico grande difetto dell’estrema distanza fisica e territoriale tra noi. Pur non di meno mi sia consentito almeno riferirmi, proprio ad evitare un’assoluta autoreferenzialità, alla seguente per me preziosa testimonianza di una terza persona:

https://musicaemusicologia.wordpress.com/2013/01/25/una-lettera-graditissima-e-una-storia-che-continua/

Mi tocca aggiungere che proprio in questi giorni è stato pubblicato, con una dedica proprio a Lui riferita (e che doveva essere una sorpresa per il Mio Maestro, destino permettendo …), l’ultima fatica dello scrivente: un saggio specialistico con ambizioni divulgative ma anche con velleità di ulteriore trattazione sistematica, destinato ai corsi di Metodologia dell’analisi e fenomenologia dell’interpretazione I, indirizzato agli studenti dei corsi di laurea conservatoriale specialistica in discipline esecutivo-interpretative.

La performance musicale come ermeneutica del testo (copertina).jpg

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