“Armonia” lez. I-2 – Modello triadico e studio tradizionale dell’Armonia

di Mario Musumeci

Lezione

Di seguito la presentazione in PDF della seconda lezione, il cui studio teorico è riferito alle p. 15-18 del manuale adottato del Prof. Marco de Natale “L’Armonia classica e le sue funzioni compositive”, soprattutto per gli studenti a digiuno di nozioni propedeutiche al corso di Armonia. Mentre lo studio pratico-applicativo è riferito sia alle pp. 19-20 del De Natale stesso sia agli esercizi suggeriti nelle slide; che da questo momento dovranno costituire il vostro “pane quotidiano” di apprendimento musicale, ossia il graduale padroneggiamento nella vostra lettura musicale di questi dati di scrittura e di significato.

A I-2 slide

Scaricarla e studiarla sulla base e nei limiti delle consegne di lezione. E stampare solo i brani musicali allegati per le esercitazioni, da svolgere a casa e in laboratorio musicale.

Una lettura attenta delle pp. 115-120 del mio trattato “Le strutture espressive del pensiero musicale. Teoria generale e analisi dello stile” chiariranno quanto riferito in classe circa i due modi di apprendimento:

  1. quello “digitale” e puramente logico-formale della conoscenza pratica e applicativa della grammatica armonica;
  2. quello “analogico” ad impianto storico-analitico della comprensione più appropriata del linguaggio musicale, dove armonia, melodia, ritmo e forma, sono in maniera integrata fattori congiunti.

Per tutti ma soprattutto per i “novizi” dell’Armonia (grammaticale):

non smettete mai di esercitarvi sulle triadi anche con il metodo, illustrato in lezione, della “mano accordale”; che suggerisce l’accordo allo stato generatore, nella costruzione per terze successive idealizzata nei processi logico-formali dell’armonia triadica: le dita 1 (pollice), 3 (medio) e 5 (anulare) rappresentano le terze dell’accordo allo stato generatore e a partire da ciascun dito, nell’ordine, si elaborano le tabelline accordali (ossia: tabelle di apprendimento mnemonico morfologico, riferite all’accordo singolarmente considerato).

Per il miglior chiarimento teorico-pratico e anche auto-didattico dei gesti della fonosimbolica utilizzati in lezione  cfr. alle pp. 129-140 il mio trattato. E infatti tra le slides della lezione ne trovate alcune riferite al sistema fonomimico, utlizzato come supporto necessario per l’apprendimento sia intonativo sia simbolico-rappresentativo degli intervalli tonali di primario rilievo:

  1. il grado congiunto (tono e semitono diatonico/cromatico) come qualità tonale di “passo”; appunto: di grado, ascendente o discendente;
  2. l’ottava come qualità tonale di identità periodica, rappresentata in scambio timbrico o timbrico-articolatorio; ossia mimando, con la voce e la rappresentazione corporeo-gestuale di sostegno, diversi registri di uno stesso strumento o, ancor meglio, caratterizzazioni di strumenti diversi ma della stessa famiglia;
  3. la quarta/quinta interpretata unitariamente come qualità tonale di polarità centripeta, ossia statico-dinamica ed equilibrativa per gradualità di acquisizione propriocettiva (corporeo-gestuale e di immagine mentale) e cognitiva (di schema mentale propriamente aurale, dunque musicale in senso assoluto) nelle quattro forme paradigmatiche di:
  • quinta discendente in qualità tonale di radicante centrazione affermativa, di riposo stabilizzante;
  • quarta ascendente in qualità tonale di proiezione in slancio affermativo;
  • quinta ascendente in qualità tonale di decentramento espansivo;
  • quarta discendente in qualità tonale di sospensione, in più marcata attesa risolutiva, potenzialmente interrogativa.

Opportuno osservare ancora che le definizioni suddette servono solo da orientamento per una piena comprensione logico-formale. La quale risulterà  “esterna alla musica” se non adeguatamente esercitata in tutti i modi possibili. Si tratta insomma di una guida concettuale alla comprensione prettamente musicale, ma solo in quanto consapevolmente agita attraverso la costante pratica musicale di intonazione consapevole e dunque carica delle implicite significazioni simbolico-espressive di base; nonchè consequenzialmente aperta, poco a poco, ad una notevole varietà di adattamenti ai più vari e ancor più concreti contesti dell’esperienza musicale, implicata nel più vasto repertorio delle musiche di ogni epoca e do ogni genere.

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Laboratorio musicale

  1. Rispondete innanzitutto alle domande poste in chiusura al I capitolo del De Natale: questo costituirà la prova della miglior comprensione dopo lo studio degli argomenti trattati nel capitolo stesso.
  2. Sia per iscritto sia al pianoforte bisognerà sin d’ora abituarsi a praticare sempre più la successione di accordi T-D-T-SD-T; oppure: I-V-I-IV-I, con riferimento ai gradi della scala. Per identificare, con sempre maggior padronanza – e costantemente utilizzare (come costantemente vedremo) in un’ampissima gamma di possibilità e di utilità musicali – ciascuno dei tre accordi fondamentali di tonica (I oppure T), dominante (V oppure D) e sottodominante (IV oppure SD)).
  3. Procedere in avanti con la realizzazione di accompagnamenti in stile del continuo di melodie barocche (ma anche quella rinascimentale “Gentil Madonna“) con sole triadi e costante raddoppio della parte superiore, fino a completare la seconda pagina dell’eserciziario “Composizione di base e lettura analitica“. Sempre cantando la parte da accompagnare e analizzandone la melodia, nei profili che la compongono, ricavandone le strutture profonde armonico-tonali.

N.B.: d’ora in poi i numeri romani (da uno a sette: I, II, III, IV, V, VI, VII) indicheranno da soli l’ordine numerico scalare; dunque da solo I sta per primo grado della scala e dunque tonica come singolo suono ma anche come singolo suono su cui poggia l’accordo (in stato fondamentale) di tonica, V sta per quinto grado della scala etc. etc.. Ma per indicare meglio l’accordo nella sua globale compiutezza utilizzeremo T (ossia accordo-funzione di tonica) al posto di I, D (ossia accordo-funzione di dominante) al posto del V, SD (ossia accordo-funzione di sottodominante) al posto del IV.

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Importanti consigli per disciplinare lo studio individuale

Ai fini di una “non-indigestione” nello studio dei testi adottati, semmai di una loro graduale ed efficace “metabolizzazione”, consiglio vivamente di procedere in tal senso:

  1. una scorrevole lettura innanzitutto per evidenziare ciò che a ciascuno di voi può apparire come minore o maggiore novità;
  2. poi dopo un pò di tempo che ci si è impratichiti, uno studio più attento ai concetti;
  3. in una fase molto più avanzata (che al momento non ci riguarda assolutamente) lo studio si può spingere molto più in avanti, soprattutto nella prassi applicativa, fino a raggiungere livelli di notevole specializzazione.

Insomma, soprattutto per i “novizi dell’armonia”, lo studio a frammenti, “slegato”, del mio testo andrebbe per adesso solo agganciato in approfondimento allo studio degli argomenti che man mano sono trattati in MdN (Marco de Natale). E soprattutto abituandosi fin d’ora al fatto che scrivere e parlare adeguatamente di musica resta cosa impossibile senza il supporto di una sua adeguata alfabetizzazione e culturalizzazione. Che è esattamente la strada su cui stiamo procedendo.

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APPENDICE

Consigli pratici per l’apprendimento morfologico delle triadi

(soprattutto per chi è digiuno di grammatica armonica)

In pratica su un suono fondamentale si enunciano “rapidamente” le quattro diverse specie di triade – differenziate proprio sulla base delle terze e delle quinte che le compongono – nell’ordine, meglio classificabile per l’orecchio:  Magg-aum-Magg-min-dim-min-Magg, sia per nome sia per composizione interna delle note, e nel suonare e/o cantare e nel riconoscere ciascuna triade.

L’esercitazione deve includere tutti i 4×12=48 accordi costruibili sull’intera gamma dei 12 suoni della scala cromatica, ai quali corrispondono 12 diverse tonalità; diverse per nome e per nomi dei suoni componenti ma analoghe nelle relazioni tonali, quindi con uguale intonazione e percezione delle relative relazioni tonali, accordi inclusi (insomma le 4 specie di triadi, trasponibili 12 volte …).

Ma soprattutto d’ora in poi sarà di capitale importanza, per la formazione di una buona intelligenza armonico-tonale – la loro costante e sistematica identificazione, col tempo sempre più immediata, nel repertorio musicale praticato: suonando, cantando a voce e a mente, ascoltando analiticamente, improvvisando, componendo per scrittura musicale …

– e stavolta con più impegno – nell’esercizio identificativo svolto per iscritto sui brani elencati (ma anche su altri a propria scelta individuale e proposti al docente), degli accordi più semplici, le triadi, individuando al contempo gli intervalli tonali strutturali (strutture-quadro) che li sorreggono nella melodia (armonicamente accompagnata oppure attuata tramite accordio nelle melodie (di aggancio oppure di collante armonico)  dello specifico riferimento accordale.

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Di seguito ecco ancora la dispensa contenente il repertorio di spartiti e partiture utili per lo studio di quest’anno – tra cui quelli di cui sopra anche contenuti nel trattato adottato, ma in un formato più ampio:

Repertorio d’analisi- Teoria e analisi I

Come più volte affermato in lezione, ciascuno di voi può portare, in lezione di laboratorio, anche brani in studio in altri propri corsi di studio per ampliare tale repertorio ed anche renderlo utile alle diverse esigenze di specialità strumentale, vocale, pop music … E anche per rendere più partecipata (direi: più divertente) la lezione!

Come starete notando, la parte applicativa è la base dell’apprendimento della disciplina e da una lezione all’altra gli argomenti successivi si sovrappongono sui precedenti, arrivando a includerli oltre a portarli più in avanti. Questo significa che la perdita di lezioni, la non comprensione di ciascun argomento, uno studio distratto e non puntuale man mano che si va avanti può comportare la perdita di contatto con il lavoro in classe. Da qui l’importanza del sostegno a distanza, anche se da studenti (per lo più maggiorenni e comunque inseriti in un corso di studio accademico_universitario) ci si dovrebbe aspettare una già acquisita autonomia di studio (al proposito non sottovalutate i consigli per lo studio, disseminati qui e là nelle lezioni e anche nelle slide). Buon lavoro!

Altri sussidi

Per potere usufruire al meglio del lavoro di scrittura musicale fatto in classe e a casa converrà fin d’ora avere installato nel proprio pc una versione del software di videoscrittura musicale Finale; possibilmente della versione Finale 2006 (o superiore). Ma per una migliore utilizzazione dello stesso converrà adattarsi all’interno della classe ad una comune versione, dato che le versioni precedenti non leggono quelle successive: rivolgersi nel caso al docente e comunque portare sempre con sè in classe una buona pendrive per poter usufruire dei file offerti dal docente.

Si consente, alternativamente per chi non ha possibilità d’uso del pc, l’utilizzo di un apposito timbro pentagrammato (predisponibile da un apposito negozio di vendita di cancelleria e di timbri).

Va ricordato che una parte importante dell’esame finale è costituito anche da una verifica del lavoro svolto scritto e revisionato dal docente durante l’anno (cfr. il programma d’esame allegato nella dispensa/presentazione): esercitazioni compositive e analisi di brani musicali. Quindi si raccomanda il massimo ordine fin d’ora nel materiale di applicazione del proprio studio. Da predisporre gradualmente nella miglior bella copia (dopo la correzione definitiva del docente) e da archiviare in apposita cartella di lavoro.

N.B.:

Circa l’esecuzione e l’ascolto dei brani in studio: sempre provare a suonare e/o a cantare quanto più possibile dei relativi spartiti o quanto meno ad ascoltarne con attenzione delle esecuzioni, ad esempio reperibili su youtube. A richiesta verranno forniti dei relativi file audio.

Per l’orario e i programmi consultare:

https://musicaemusicologia.wordpress.com/2018/10/31/anno-accademico-2018-2019-monte-orario-quadri-orario-e-presentazione-del-settore-disciplinare-cotp-01-prof-mario-musumeci/

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