“Composizione” lez. II-5 (2018) – Sonatismo e Forme-Sonata

di Mario Musumeci

Di seguito è possibile visualizzare e scaricare il file PDF della presentazione della Lezione XI, da intendersi come lezione di riepilogo, ma anche di approfondimento individuale dei capitoli X (lettura approfondita) e XI (lettura e studio approfondito) del mio trattato “L’evoluzione retorica del pensiero musicale”.

C II-5 slide

Difatti lo studio va arricchito – anche gradualmente, ma d’ora in poi, per quanto possibile, anche sistematicamente almeno rispetto il proprio repertorio di studio (dunque applicandosi stabilmente nel proprio repertorio sonatistico classico) – con l’ausilio degli ascolti qui appresso indicati; oltre che di quelli affrontati in lezione, per i quali è stata consigliata la registrazione in classe. Almeno un’opera a testa, meglio se di pertinenza del proprio strumento. E con il sostegno appropriato delle schematizzazioni retorico-formali approntate nelle slide per ciascuna.

Ma soprattutto aggiungo qui appresso i materiali ancora non utilizzati (ma pubblicati e sommariamente discussi nel capitolo X) e sviluppati in passato all’interno di un seminario sul tema del rapporto tra le ben diverse, ma confrontabili e soprattutto integrabili, mentalità compositiva, mentalità teorico-analitica e mentalità performativa; e proprio su una mia “vecchia” composizione del 1982: Le ali dell’usignolo – Fantasia su una tarantella; di recente, proprio per questo scopo, riveduta e corretta. In modo da mettere proficuamente a confronto le tre mentalità per come esperite in epoche diverse dalla stessa persona.

La composizione, ripubblicata: Mario Musumeci – Le ali dell’usignolo (1982)

L’analisi posta in discussione nel richiamato cap. X.

Per il file-audio contattare il docente o portare una pendrive in lezione.

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Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 di Robert A. Schumann

(ascolto generale su mappa formale e spartito)

Schumann – Op 54 Piano Concerto

I movimento

Arthur Rubinstein – Robert Schumann, Concerto per pianoforte, op. 54 – Allegro affettuoso:

http://www.youtube.com/watch?v=gAEGdGu5200&feature=related

II movimento

Arthur Rubinstein – Schumann – Piano Concerto, Op. 54 – Intermezzo Andantino:

http://www.youtube.com/watch?v=tofIYEISaJo&feature=related

III movimento

Arthur Rubinstein – Schumann – Concerto per pianoforte, op. 54 – Allegro vivace

http://www.youtube.com/watch?v=C7EaxTjmwgc&feature=related

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Trio elegiaco op. 9 n. 1 di Sergej Rachmaninov

(ascolto generale su mappa formale e spartito dell’unico Movimento)

Rachmaninoff – Trio Élégiaque n. 1

Rachmaninoff Trio Élégiaque nº1 G minor:

http://www.youtube.com/watch?v=ATr_bJ3Qwbo&feature=related

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Concerto per violino e orchestra op.35 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky

(ascolto più approfondito di ciascuno dei tre movimenti su mappa formale e spartito)

Tchaikovsky – Violin Concerto

I movimento

Jascha Heifetz plays Tchaikovsky Violin Concerto– 1st mov. – YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=kFaq9kTlcaY

Heifetz- Tchaikovsky Violin Concerto (2-4) – YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=Ol61prIP5wo&feature=related

II movimento

Heifetz: Tchaikovsky Violin Concerto (3/4) – YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=M0zpvqua7G4&feature=related

III movimento

Heifetz: Tchaikovsky Violin Concerto (4 / 4)

http://www.youtube.com/watch?v=rdYpPymqhFw&feature=related

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Fantasia in Do maggiore (Wanderer-Fantasie) op.5 di Franz Schubert

(II Movimento, ma con riferimento almeno agli avvii tematici degli altri tre movimenti)

II movimento

Brendel suona Wanderer Fantasie pt.2 II Movimento:

http://www.youtube.com/watch?v=d8PDRvF6i5g&feature=related

Schubert / Liszt – Wanderfantasie (2 / 4) – video-ascolto su spartito pianistico della versione orchestrale di Liszt:

http://www.youtube.com/watch?v=A687rSrp43k&feature=related

E appresso:

I movimento

Brendel suona Wanderer Fantasie pt.1 – YouTube

http://www.youtube.com/watch?v=rXycS_0w_pU&feature=related

Schubert / Liszt – Wanderfantasie (1 / – video-ascolto su spartito pianistico della versione orchestrale di Liszt:

http://www.youtube.com/watch?v=INnWrniXXg4&feature=related

III movimento

Schubert / Liszt – Fantasia Wanderer (3 / 4)

Brendel suona Wanderer Fantasie pt. 3 – YouTube

http://www.youtube.com/watch?v=YWPLx0-4h9Q&feature=related

Schubert / Liszt – Wanderfantasie (2 / 4) – video-ascolto su spartito pianistico della versione orchestrale di Liszt:

http://www.youtube.com/watch?v=LCC470eZJAs&feature=related

IV movimento

Schubert-Liszt Wanderer Fantasy Mvt.4 -Fugue- – YouTube- video-ascolto su spartito:

http://www.youtube.com/watch?v=kSVZm9Su5LA

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Credo sia appena il caso di osservare che Arthur Rubinstein, Jascha Heifetz, Alfred Brendel … siano tra i più grandi interpreti del rispettivo repertorio qui riportato e, grazie ai link, qui ascoltabile (qualche decina di anni fa non sarebbe stato così facile poter subito accedere a registrazioni così preziose …).

Rimangono da consegnare via mail e/o commento sul sito – per chi non l’ha ancora fatto:

  1. i questionari risolti su Haydn e su Schubert e
  2. l’elaborazione delle prove compositive d’esame –
  3. anche l’esercitazione di analisi sul brano scelto tra
  • la Bagatella di Beethoven già presentata in lezione: elaborata in contaminazione con il genere dello Scherzo e dunque della forma ternaria con Trio(/tema centrale contrastante) ad elaborazione sviluppativa complessa;
  • e l’Andante di Mozart già presentato in lezione in contaminazione stilistica con il genere belcantistico dell’Aria d’Opera.

Entrambi i questionari sono tratti da “Lo studio della forma musicale”  (di Mario Musumeci, Latessa editore, Catania 1996), antologia di questionari di analisi musicale già messa a disposizione in dispense.

 

LABORATORIO DI SCRITTURA (COMPOSIZIONE ANALITICA), FINALIZZATA ALLA PERFORMANCE ESECUTIVA

Ricevo due serie di realizzazioni melodiche da Luca e Cristina, le revisiono e le ripropongo in studio, tanto critico del lavoro svolto quanto performativo, di arricchimento dell’intelligenza musicale applicata su testo melodico, motivicamente compiuto. Loro hanno abbastanza ben capito le relazioni che devono intercorrere tra melodia e accompagnamento dato. Ma questo produce in un principiante e potrebbe ancora produrre ad libitum  risultati noiosi, stancamente ripetitivi ed esteticamente del tutto auto-referenziali. Adesso bisogna cominciare pertanto a capire bene il carisma del motivo melodico che già dall’avvio deve “dettar legge” (legge della bellezza, s’intende) nella ricchezza e nella congruenza elaborativa dei suoi implicati significati.

Il compiuto lavoro di revisione che ho svolto per le melodie romantiche di Luca:

Melodie romantiche 1 - Luca.jpg

Il compiuto lavoro che ho svolto per le melodie barocche di Cristina, ancora un po’ ingessata nella comprensione del rapporto tra collante armonico (basso continuo) e melodia a trama continua, rispetto un impianto motivico interessante da proporre:

melodie barocche 1 - Cristina.jpg

Le legature tratteggiate della partitura analitica segmentando piedi ritmici e figure retoriche ne danno conto: Occhio pertanto a questa ben diversa bellezza melodica!

Ora è importante che loro, come del resto gli altri (che al momento recepisco passivi …), si rendano conto anche comparativamente della consistente crescita di significato musicale che ho impresso nelle mie revisioni, sempre più attribuendo carisma al motivo melodico di proposta; che sia la proposta fraseologica del tema in classica quadratura (a cui per abitudine abbiamo già fatto l’orecchio, che sia l’originaria aggregazione di piedi ritmici su cui si fonda la successiva elaborazione motivica).

Ponetevi domande, cercando delle risposte convincenti per le melodie che percepite come ben fatte: come ho fatto nella scrittura? Quali criteri ho seguito rispetto la traccia data?     E quali sono le implicazioni performative del risultato?

Ci si può anche divertire al proposito: intonando bene ciascuna melodia e studiandone la più appropriata performance, nelle sue implicazioni con il testo musicale. La psico-acustica per chi canta (cantante o anche strumentista che sia) in tale produttività melodico-performativa può essere ben più coinvolta dello strumentista – specie quando questi non canta a prescindere dal suonare o, come sempre dovrebbe essere, in appoggio al suonare stesso (cosa che purtroppo è gravemente ricorrente nella prassi musicale; il che allontana in un modo o nell’altro dalla piena e gratuita gioia del far bene musica). Così, durante lo studio, bisogna appropriatamente razionalizzare al meglio l’atto esecutivo, e non solo in connessione allo studio delle potenzialità esibitive dell’organo fonatorio (del proprio strumento musicale, insomma) e delle specifiche tradizioni esecutive della specifica opera compositiva, ma anche in strettissimo rapporto alla sua scrittura e a tutti i suoi  implicati e implicabili significati: saperne insomma cogliere quella ricchezza rappresentativa di suono e movimento che esalta e sublima la percezione di quella specifica musica, tanto in uscita (performance di esecuzione) che in entrata (performance d’ascolto).

Tra l’altro questo lavoro si può fare anche divertendosi molto e alternandosi nelle svariate scelte esecutive: la parte melodica la si può “zittire” in visualizzazione studio su Finale e sentire solo l’accompagnamento a tempo, con voi che cantate nella più appropriata umanizzazione agogica – ossia micro ritmica e micro dinamica – del cd. “rubato” e dunque senza imporvi la stucchevole rigidità metronomica del pc. In tal senso si potrà capire molto meglio e con diretto coinvolgimento la notevole qualità musicale che si raggiunge sviluppando la propria intelligenza melodica; che non è fatta di “note in successione” * ma di tratti motivici elaborati in varia e reciproca aggregazione melodica di più avvolgenti profili: orientativi per direzione e per gradualità e per reciproche equilibrazioni e per più o meno compiuti risalti di arcata melodica …

Insomma pensate alla produzione/ricezione musicale in senso frontale (non in quello verticale del movimento melodico o nell’elaborazione accordale della scrittura!) – come ben la descrivo nella prima parte del mio trattato ** “le strutture espressive…” (versione ampiamente rinnovata e ampliata del 2017) – e allora il tratteggio tende ad imporsi per posizionamento comparativo con quello inferiore creando una varietà anche inaudita e fascinosa di spessori frontali del melos (e non necessariamente a senso unico, perchè allo stesso passo si possono attribuire diverse letture e quindi diverse congruenze motivico-melodiche e quindi performance interpretative di differente ma ben motivabile risalto). E per voi musicisti interpreti e futuri cantanti professionisti questo risulta non tanto “pane per i vostri denti” quanto un vero e proprio “pranzo da gourmet” (però bisogna acquisirne il necessario buon gusto e ci vuole molta, molta applicazione) …


Note

* Ahimè è alquanto stancante, per la mia raggiunta età, dovere ancora costantemente contraddire il cattivo corrente andazzo che domina imperterrito i nostri ambienti accademici, se e quando sono principalmente impegnati alla “burocrazia delle note da fare” piuttosto che al senso e ai correlati significati che le loro aggregazioni lessicali producono! Cosa che i grandi artisti in un modo o nell’altro magari mettono sempre in luce, ma per continuità/discontinuità (più o meno ben motivata) di tradizione di scuola o di performance specifica e per delle doti intuitive ben sviluppate. Oggi ci si rivolge alla  piena comprensione del testo musicale e delle sue implicazioni di senso e di significato!

** Le strutture espressive del pensiero musicale (versione ampiamente rinnovata e ampliata del 2017 con i rinnovati e più appropriati sottotitoli:) Teoria generale della musica e analisi dello stile. Fondamenti fisiologici e cognitivi dello spazio-tempo musicale.

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