“Armonia” lez. I-5 (2018) – Melodia e Armonia, interdipendenza e specificità

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della quinta lezione.

A I-5 slide

Si anticipano di seguito, per la pausa tra I e II modulo da dedicare allo studio e a tutti gli approfondimenti anche in e-learning gli impegni di studio da non sottovalutare (pena l’auto-esclusione dalla comprensione degli argomenti successivi):

Impegni di studio attuali e di tutto il I modulo

Per adesso la presentazione va scaricata e studiata sulla base delle consegne di lezione; dunque innanzitutto con stretto riferimento al cap. 3° (Espansione delle aree triadiche e suoni estranei agli accordi)  del trattato del Prof. Marco de Natale – L’armonia classica e le sue funzioni compositive, pp. 38-44. Ma soprattutto, adesso, con attentissimo riguardo ai capitoli sulla Melodia e sugli Stili melodici del mio trattato Le strutture espressive del pensiero musicale. L’argomento è stato ampiamente trattato in lezione sia con l’ausilio di numerosi ascolti, sia procedendo secondo un impianto didascalico più adatto ad un’esposizione orale. Qui occorre ricordare, di massima, che tutti gli argomenti riguardanti la teoria della melodia possono adesso compiutamente disporsi  in una lettura generale e in uno studio sommario all’interno di generali ma ben orientative griglie (o ripartizioni) stilistico-epocali – da bene memorizzare e saper applicare almeno a tutti gli esempi trattati in lezione e sul trattato, al fine di sapersi poi poco a poco prodursi autonomamente nel vastissimo repertorio della letteratura musicale di propria (ma non solo propria!) competenza di studio strumentale e/o vocale:

[a] Rinascimento (dal 1400 a tutto il 1500 circa),

[b] Barocco (dal 1600 al 1750 circa),

[c] Illuminismo-Romanticismo (dal 1750 a tutto il 1800),

[d] Modernismo-Contemporaneità (dal 1900 ad oggi).

Ben qualificando i fattori melodici diversamente stilizzati nelle diverse epoche:

  1. profilimelodici e loro caratterizzazione psicologico-cognitiva e storico-evolutiva: a orientamento direzionato di tenutadiscendenteascendente (nel [b]:catabasianabasi …); ad equilibri compensatiprogressionali (dal [b]:climax anticlimax); ad arcata melodica aperta, chiusa, equilibrata etc. (dal [a]); in moto cicloide o assiale (dal [b]perpetuum mobile/moto perpetuo);
  2. consistenza lineare (=vettoriale) del flusso melodico: linearità piana[a], linearità polifonico-latente [b], linearità complessa melo-armonica [c]linearitàvs testuralità [d];
  3. stili melodici epocali: motivico-testuali [a]motivico-tematici [b]fraseologico-tematici[c] e testurali anamelodici[d].

I concetti su esposti in definitiva vanno capiti, grazie al sussidio di tutto il materiale di studio offerto, e resi operativi nello studio analitico del repertorio musicale e compositivo-analitico. Pertanto sul piano esercitativo, in particolare, bisogna continuare sempre – non smettendo mai fino ad averne piena padronanza

  • sia con le esercitazioni morfologiche sulle triadi (cfr. lezioni precedenti), seguendo rigorosamente i consigli dati;
  • sia con le esercitazioni analitiche sui brani in repertorio nelle slide;
  • sia con le esercitazioni sintattiche di scrittura, di sostegno alla composizione melodica, adesso incrementando l’uso degli accordi; aggiungendo cioè ai tre accordi fondamentali di T, SD e D le triadi di Sp sul II grado e di Tp sul VI grado: nello stile classico costituiscono il materiale triadico consonante di maggior uso, dato che sul VII grado trovate una triade dissonante (diminuita) e sul III grado l’accordo di mediante/modale a funzione tonale ambivalente tra T e D, che è molto meno usato – salvo la casistica in cui tale sua caratterizzazione è ben indirizzata e sfruttata (vedremo oltre). In tal senso avete avuto assegnate diverse non particolarmente difficili esercitazioni di scrittura, soprattutto nell’eserciziario adottato:

Per le pratiche estemporanee sulla tastiera e nella scrittura armonica aggiungete innanzitutto gli accordi in legame armonico, applicando dove opportuno le due regole aggiunte del II –> V in legame melodico e del V –> VI in moto contrario parziale, con la sensibile che si porta alla tonica: successione/cadenza evitata, ampiamente trattata in classe anche sul piano stilematico: ricordate le due Arie di Bononcini e A. Scarlatti? In pratica sul VI si avrà un accordo con il raddoppio della terza. Dove trovate indicato il cambio di tono (si minore con la sensibile la#, re maggiore) indicate gradi e funzioni sulla base della nuova tonica  e comportatevi di conseguenza sempre applicando le regole del legame armonico.

In definitiva e in ultima sintesi

Quello che si porterà avanti degli argomenti fin’ora trattati sarà la loro duplice applicazione pratica:

  1. sul piano teorico-analitico, dello studio del repertorio a fini esecutivi e interpretativi, e dunque le nozioni vanno applicate in maniera sempre più compiuta ai brani che trovate in slide alla fine come materiale esercitativo;
  2. sul piano compositivo-analitico della scrittura musicale creativa, necessaria come supporto al precedente.

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Aggiornati costantemente i quadri-orario, ai quali ancora espressamente si rimanda:

Quadri-orario aggiornato (dicembre) Prof. Mario Musumeci 2017-2018

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Lezioni precedenti:

“Armonia” lez. I-1 (2018) – Lo Spazio-Tempo musicale e la Melo-Armonia

“Armonia” lez. I-2 (2018) – L’Armonia analitica e la sua prospettiva storico-evolutiva

“Armonia” lez. I-3 (2018) – Modello triadico e studio tradizionale dell’Armonia classica

“Armonia” lez. I-4 (2018) – Dalla morfologia e sintassi accordale alle proprietà testurali dell’armonia

 

 

 

 

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