“Armonia” lez. I-3 (2018) – Modello triadico e studio tradizionale dell’Armonia classica

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della terza lezione.

A I-3 slide

Scaricarla e studiarla sulla base e nei limiti delle consegne di lezione.

Il riferimento è, per intero, al cap. I del manuale adottato del Prof. Marco de Natale “L’Armonia classica e le sue funzioni compositive“, soprattutto per gli studenti a digiuno di nozioni propedeutiche al corso. La lettura attenta delle pp. 115-120 del mio trattato “Le strutture espressive del pensiero musicale. Teoria generale e analisi dello stile” chiariranno quanto riferito in classe circa i due modi di apprendimento:

  1. quello “digitale” e puramente logico-formale della conoscenza pratica e applicativa della grammatica armonica;
  2. quello “analogico” ad impianto storico-analitico della comprensione più appropriata del linguaggio musicale, dove armonia, melodia, ritmo e forma, sono in maniera integrata fattori congiunti.

Sul piano esercitativo, in particolare, continuare con le esercitazioni sulle triadi (lezione precedente) anche con il metodo, illustrato in lezione, della “mano (destra) accordale”; che suggerisce l’accordo allo stato generatore, cioè nella costruzione per terze successive idealizzata nei processi logico-formali dell’armonia triadica: le dita 1 (pollice), 3 (medio) e 5 (anulare) rappresentano le terze dell’accordo allo stato generatore e a partire da ciascun dito, nell’ordine, si elaborano le tabelline accordali (ossia: tabelle di apprendimento mnemonico morfologiche, riferite all’accordo singolarmente considerato). Per il miglior chiarimento teorico-pratico e anche auto-didattico dei gesti della fonosimbolica utilizzati in lezione  cfr. alle pp. 129-140 il mio trattato.

Ai fini di una “non-indigestione” nello studio dei testi adottati, semmai di una loro graduale ed efficace “metabolizzazione”, consiglio vivamente di procedere in tal senso:

  1. una scorrevole lettura innanzitutto per evidenziare ciò che a ciascuno di voi può apparire come minore o maggiore novità;
  2. poi dopo un pò di tempo che ci si è impratichiti, uno studio più attento ai concetti;
  3. in una fase molto più avanzata (che al momento non ci riguarda assolutamente) lo studio si può spingere molto più in avanti, soprattutto nella prassi applicativa, fino a raggiungere livelli di notevole specializzazione.

Insomma, soprattutto per i “novizi dell’armonia”, lo studio a frammenti, “slegato”, del mio testo andrebbe per adesso solo agganciato in approfondimento allo studio degli argomenti che man mano sono trattati in MdN (Marco de Natale). E soprattutto abituandosi fin d’ora al fatto che scrivere e parlare adeguatamente di musica resta cosa impossibile senza il supporto di una sua adeguata alfabetizzazione e culturalizzazione. Che è esattamente la strada su cui stiamo procedendo.

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Alcuni consigli pratici per l’apprendimento morfologico delle triadi, soprattutto a chi è digiuno di grammatica armonica.

In pratica su un suono fondamentale si enunciano “rapidamente” le quattro diverse specie di triade – differenziate proprio sulla base delle terze e delle inglobanti quinte che le compongono – nell’ordine, meglio classificabile per l’orecchio:  Magg-aum-Magg-min-dim-min-Magg, sia per nome sia per composizione interna delle note, e nel suonare e/o cantare e nel riconoscere ciascuna triade. L’esercitazione deve includere tutti i 4×12=48 accordi costruibili sull’intera gamma dei 12 suoni della scala cromatica, ai quali corrispondono 12 diverse tonalità; diverse per nome e per nomi dei suoni componenti ma analoghe nelle relazioni tonali, quindi con uguale intonazione e percezione delle relative relazioni tonali, accordi inclusi (insomma le 4 specie di triadi, trasponibili 12 volte …).

Ma soprattutto d’ora in poi sarà di capitale importanza, per la formazione di una buona intelligenza armonico-tonale – la loro costante e sistematica identificazione, col tempo sempre più immediata, nel repertorio musicale praticato: suonando, cantando a voce e a mente, ascoltando analiticamente, improvvisando, componendo per scrittura musicale …

Pertanto si continui sui vari brani musicali del repertorio reso disponibile (cfr. precedente lezione):

“Armonia” lez. I-2 (2018) – L’Armonia analitica e la sua prospettiva storico-evolutiva

– e stavolta con più impegno – nell’esercizio identificativo svolto per iscritto sui brani elencati (ma anche su altri a propria scelta individuale e proposti al docente), degli accordi più semplici, le triadi, individuando al contempo gli intervalli tonali strutturali (strutture-quadro) che li sorreggono nella melodia (armonicamente accompagnata oppure attuata tramite accordio nelle melodie (di aggancio oppure di collante armonico)  dello specifico riferimento accordale.

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Laboratorio musicale

  1. Rispondete innanzitutto alle domande poste in chiusura al I capitolo del De Natale: questo costituirà la prova della miglior comprensione dopo lo studio degli argomenti trattati nel capitolo stesso.
  2. Sia per iscritto sia al pianoforte bisognerà sin d’ora abituarsi a praticare sempre più la successione di accordi T-D-T-SD-T; oppure: I-V-I-IV-I, con riferimento ai gradi della scala. Per identificare, con sempre maggior padronanza – e costantemente utilizzare (come costantemente vedremo) in un’ampissima gamma di possibilità e di utilità musicali – ciascuno dei tre accordi fondamentali di tonica (I oppure T), dominante (V oppure D) e sottodominante (IV oppure SD)).
  3. Procedere in avanti con la realizzazione di accompagnamenti in stile del continuo di melodie barocche (ma anche quella rinascimentale “Gentil Madonna“) con sole triadi e costante raddoppio della parte superiore, fino a completare la seconda pagina dell’eserciziario “Composizione di base e lettura analitica“. Sempre cantando la parte da accompagnare e analizzandone la melodia, nei profili che la compongono, ricavandone le strutture profonde armonico-tonali.

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N.B.: d’ora in poi i numeri romani (da uno a sette: I, II, III, IV, V, VI, VII) indicheranno da soli l’ordine numerico scalare; dunque da solo I sta per primo grado della scala e dunque tonica come singolo suono ma anche come singolo suono su cui poggia l’accordo (in stato fondamentale) di tonica, V sta per quinto grado della scala etc. etc.. Ma per indicare meglio l’accordo nella sua globale compiutezza utilizzeremo T (ossia accordo-funzione di tonica) al posto di I, D (ossia accordo-funzione di dominante) al posto del V, SD (ossia accordo-funzione di sottodominante) al posto del IV.

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Come starete notando, la parte applicativa è la base dell’apprendimento della disciplina e da una lezione all’altra gli argomenti successivi si sovrappongono sui precedenti, arrivando a includerli oltre a portarli più in avanti. Questo significa che la perdita di lezioni, la non comprensione di ciascun argomento, uno studio distratto e non puntuale man mano che si va avanti può comportare la perdita di contatto con il lavoro in classe. Da qui l’importanza del sostegno a distanza, anche se da studenti (per lo più maggiorenni e comunque inseriti in un corso di studio accademico_universitario) ci si dovrebbe aspettare una già acquisita autonomia di studio (al proposito non sottovalutate i consigli per lo studio, disseminati qui e là nelle lezioni e anche nelle slide). Buon lavoro!

Lezioni precedenti (cfr. anche gli Archivi E-Learning):

“Armonia” lez. I-1 (2018) – Lo Spazio-Tempo musicale e la Melo-Armonia

“Armonia” lez. I-2 (2018) – L’Armonia analitica e la sua prospettiva storico-evolutiva

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Aggiornati costantemente i quadri-orario, ai quali ancora espressamente si rimanda:

Anno Accademico 2017-2018 – Monte-orario, Quadri-orario e Presentazione del settore disciplinare COTP/01 – Prof. Mario Musumeci

In sintesi:

  1. il monte-orario annuale del docente, attuato in venti settimane, con due lezioni settimanali (una, frontale e bi-oraria, comune a tutta la classe; l’altra, oraria e più personalizzata rispetto il singolo studente, di laboratorio), per complessive 60 ore (monte orario dello studente);
  2. la definizione definitiva del quadro orario, ma con aggiustamenti ancora in corso, dipendenti da ulteriori aggiornamenti forniti dalla segreteria didattica;
  3. l’impianto delle lezioni di ciascuna disciplina (nel nostro caso: Teorie e tecniche dell’armonia, equiparata a Teoria e analisi I, del vecchio ordinamento), utile alla miglior programmazione dello studio individuale.
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