“Analisi” lez. straordinaria (maggio 2017) – La III Sinfonia op. 55 di L. v. Beethoven (1802-1806): dall’eroismo illuminista alla visionarietà romantica

di Mario Musumeci

I – Generali indicazioni, solo allusive ma preziose, di cui fare tesoro

Sulla profondità del pensiero musicale beethoveniano:

La musica di Beethoven “scaturì essenzialmente da un essere profondo e soltanto agli esseri profondi è comprensibile e utile appieno”

(Anton Felix Schindler)

Sull’evoluzione mediana[1] di quel pensiero:

Dalla barocca teoria degli affetti e dei generi d’uso alla sette-ottocentesca teoria del carattere. “Contenuto espressivo determinato (…), il caratteristico  abbraccia un campo assai ampio di accezioni (…). Furono definiti caratteristici brani che intendevano descrivere atteggiamenti emotivi e morali (patetico, funebre, militare), caratteri nazionali (“alla polacca”, “all’ungherese”, “alla turca”), quadri d’ambiente (scene campestri, tempeste), eventi specifici (cacce, battaglie), scene ispirate a celebri opere letterarie (dalla Bibbia a Omero e alle metamorfosi di Ovidio)”; (…). E se “per l’estetica romantica la musica è di per sé il linguaggio del sentimento, e la musica strumentale lo esprime nella maniera più pura proprio in quanto non ha bisogno di appoggiarsi a poesie e a programmi (…) Beethoven aveva ben presente il concetto di caratteristico ma, pur senza aderire alla metafisica romantica della musica, lo intendeva in maniera non pedantemente descrittiva”. Insomma andrebbe una volta per tutte superato il perdurante e volgare equivoco della contrapposizione ideologica tra il banalizzante descrittivismo musicale come contenutistica connotazione realistica dell’oggetto rappresentato e la fondata significazione retorica come denotazione (metaforica) visionaria, riflessiva ed interiorizzante della musicalità.

(citazioni virgolettate di Fabrizio Della Seta e ampliate da Mario Musumeci)

Sulla componente etica che sosteneva quel pensiero:

“Chi si sforza a tendere oltre noi possiamo redimerlo”

(Johann Wolfgang (von) Goethe)

II – Una rapida e sintetica analisi

(di cui appropriarsi sullo spartito, in memoria e nell’ascolto)

Ecco una mappa iper-formale per una generale visione panoramica e orientativa dell’intera opera:

Eroica0L’impianto (macro-)formale è abbastanza prevedibile nell’Allegro e nello Scherzo ma abbastanza più composito nell’Adagio, funebre ma di crescente risalto celebrativo della “morte dell’eroe”, e molto complesso nel Finale, con due diversi temi ma bene integrati: uno fughistico ed essenziale e l’altro di popolaresca aria danzante (contraddanza); entrambi tanto individualmente valorizzati quanto unificati da proprie variazioni.

L’allegro sonatistico è fondato sul motivo generatore (x), un tranquillo motivo ad arpeggio ondulatorio (“calma, equilibrio”) espresso in una sua crescente auto-affermazione. Notevole la diversificazione del II tema che punta tanto a contrastare quanto a contraddire quella pacatezza  (x). Si noti il frequente utilizzo di più o meno brevi e rapidi tratti di tirata/anabasi per “liberarsi” dai caratteri bloccanti e drammatizzanti del tematismo sia originario che contrastante, a meno di non tradurli in celebrativi tratti più espansivi di climax. Proprio la qualità cicloidale e tensiva dei momenti più apicali è per di più raggiunto da idee poste in climax-anaphora – a mò di potenziata anabasi dei motivi tematizzati – e in tal senso è proprio la costante tensione drammatica in apertura (“anabasi” in senso lato) a costituire l’espressione unitaria del movimento: l’ascesi contrastata e dunque tanto vittoriosa quanto drammatizzante, ovvero, nella poetica prometeica dell’opera, “l’affermazione dell’eroe, assieme drammatica e vittoriosa”.

Eroica1

L’atipicità della Marcia funebre risalta per la sua annessa funzione epidittica (celebrativa della “Morte dell’Eroe”), a partire dal centrale Trio/Inno:

Eroica2

Lo Scherzo costituisce non solo una pausa di buonumore, ma anche una connessione al I movimento, di innovativo recupero del suo tema principale. Il gioco ritmico elabora peraltro a livello tematico-strutturale il ritmo emiolico che s’imponeva come destabilizzante nel I movimento.

Eroica3

Una mappa macro-formale e orientativa del IV movimento:

Eroica4

III – Questionari d’approfondimento

I movimento:

  1. Con quali impasti orchestrali B. traduce nel I movimento le diverse ma consequenziali fasi di “ascesi eroica” nel I Tema? Vanno rigorosamente gerarchizzate per ampiezza e dinamica tutte le diverse fasi del IT, con precisi riferimenti all’orchestrazione.
  2. E pertanto in che modo vengono associate a tali fasi quelle di contrasto o di integrazione o di fusione tematica? Vanno considerate per categorie separate le diverse fasi del II Tema prima e appresso le interazioni (frammenti di diversi temi posti in stretta relazione) e le fusioni tematiche (sovrapposizioni contrappuntistiche di parti caratterizzanti di diversi temi oppure unificazione di due temi in un terzo tema con le caratteristiche di entrambi).
  3. Quali sono pertanto gli apici del I movimento e qual’è l’acme eventuale che li coordina a distanza? E dunque come tale relazione viene coordinata nelle regie performative di diverse importanti interpretazioni (o modelli interpretativi)?

II movimento:

  1. Alla prevedibilità caratteristica del genere si associa il contrasto del Trio/Inno, ma fin troppo numerose risultano le fasi espositive o elaborative del refrain, che si pongano anteriormente o posteriormente allo stesso: come gerarchizzarle anche in base agli impasti orchestrali e all’associata dinamica?
  2. E pertanto in che modo vanno riferite a tali fasi quelle di contrasto o di sviluppo o di interazione/fusione tematica (se ne può parlare al proposito?), anche con particolare riferimento alla centrale fuga e all’episodio sviluppativo e di coda del Trio-Svolgimento?
  3. Quali sono pertanto gli apici del II movimento e qual’è l’acme eventuale che li coordina a distanza? E dunque come tale relazione viene coordinata nelle regie performative di diverse importanti interpretazioni (o modelli interpretativi)?

III movimento:

  1. Con quali impasti orchestrali B. traduce nel III movimento le diverse ma consequenziali fasi di “ascesi giocosa” nel I Tema? Vanno rigorosamente gerarchizzate per ampiezza e dinamica tutte le diverse fasi del Tema dello Scherzo, con precisi riferimenti all’orchestrazione.
  2. Stessa questione per il Tema contrastante del Trio? Anche qui vanno rigorosamente gerarchizzate per ampiezza e dinamica tutte le diverse fasi del Tema del Trio, con precisi riferimenti all’orchestrazione. Relazionatelo poi con la versione discendente anticipata nello Scherzo e poi posta in Coda.
  3. Considerando gli sviluppi tematici come in aggregazione contrastiva o in ampliamento elaborativo ai temi principali. Quali sono pertanto gli apici del III movimento e qual’è l’acme che li coordina a distanza? E come ciò viene coordinato in alcune importanti interpretazioni (o modelli interpretativi)?

IV movimento:

  1. Come si relazionano tra loro i due ben diversi temi del Finale? Vanno precisate distintamente le sezioni in cui predomina il IT e separatamente il IIT. E appresso quelle in cui i due temi risultino in interazione o in elaborazione sviluppativa o in fusione tematica. Quanto meno per la chiarezza dell’insieme.
  2. E pertanto in che modo possono gerarchizzarsi tra loro queste diverse fasi tematiche, espositive prima ed elaborative poi, tenendo conto di quanto esattamente attribuito dall’orchestrazione?
  3. Quali sono pertanto gli apici del IV movimento e qual’è l’acme eventuale che li coordina a distanza? E dunque come tale relazione viene coordinata nelle regie performative di diverse importanti interpretazioni (o modelli interpretativi)?

MM – maggio 2017

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Note:

[1] Secondo dei tre periodi creativi proposti da W. de Lenz.

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2 risposte a “Analisi” lez. straordinaria (maggio 2017) – La III Sinfonia op. 55 di L. v. Beethoven (1802-1806): dall’eroismo illuminista alla visionarietà romantica

  1. frugandoblog ha detto:

    solamente un acuto pensatore e musicista può fare un quadro analitico del pensiero e dell’opera di beethoven.I ragazzi che studiano con il prof Musumeci avranno un domani una formazione musicale completa vivranno la loro professione se non la loro vita sul podio.Quanto ho letto su questo blog è materiale di studio che ho sempre cercato partendo dal presupposto che lo studio della musica,defaticante,deve essere accompagnata da analisi come quelle lette.Ovviamente sono solo un lettore perchè il mio grado di conoscenza è per tante ragioni di vita modesto.Auguri ai ragazzi e al loro insegnante alfredo

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