“Analisi” lez. straordinaria (aprile 2017) – “O mio babbino caro” (dal “Gianni Schicchi”) di Giacomo Puccini

Analisi dell’Aria “O mio babbino caro” di Puccini

 di Luigi Mancini

(revisionata, ampliata e valorizzata da M.M.)

La composizione di G. Puccini “O mio babbino caro” è un’aria tratta dall’opera Gianni Schicchi, un’opera in atto unico che fa parte del cosiddetto Trittico pucciniano. La storia, grottesca e comica, si incentra su un testamento lasciato dal defunto Buso Donati che aveva lasciato in eredità i suoi beni al convento dei frati. I suoi parenti chiamano in aiuto Gianni Schicchi, uomo popolano, astuto e intelligente, per trovare una soluzione. Lui inizialmente rifiuta ma poi si lascia convincere perché sua figlia Lauretta è innamorata del nipote di Donati e, seppure contrastata per la sua modesta provenienza, vuole sposarlo. Alla fine riesce a far cambiare il testamento dal notaio con l’inganno: infilatosi nel letto del defunto prende il suo posto, dichiarando le ultime volontà all’ignaro notaio. Egli così si attribuirà la parte migliore per donarla alla figlia e permetterle il desiderato matrimonio. O mio babbino caro è l’aria “del convincimento”, l’unica con tono quasi drammatico, cantata da Lauretta al momento in cui i parenti chiedono l’aiuto di Schicchi per cercare di risolvere l’inghippo ma lui, nauseato dalla loro ingordigia e prosopopea, non vuol sentirne: cambierà invece idea subito dopo quest’intervento della figlia.

Considerando l’ipermetro [1] di due battute, nell’intera composizione si possono distinguere gli stessi segmenti fraseologici del primo periodo espositivo. Dopo l’introduzione orchestrale che riassume in estrema sintesi la melodia dell’Aria, le battute 5-6 del canto rappresentano la semifrase di proposta tematica (a), le bb. 7- 8 la semifrase di risposta in apertura di contrasto (b),  le bb. 9-10 la terza semifrase di più aperto contrasto (c) e le bb. 11-12 la semifrase di riproposta affermativa di b seconda semifrase (b1): unificando (b1) il carattere iniziale di (b) e l’esito in terza minore ascendente (x) al modo di una rima prima intensificata nel contrasto centrale di (c) = (cx), ne risulta l’equilibrio logico-formale e fisiologico-percettivo a-b-cx-bx.

Pertanto è già possibile così riassumere l’intero impianto fraseologico-tematico:

O mio babbino

Pertanto a livello macro-formale, oltre la sezione introduttiva dell’orchestra che enuncia in compiuta sintesi la frase tematica, il brano è suddivisibile in tre sezioni, inquadrabili a livello medio-formale in un periodo regolare (A), un periodo dilatato (B) e un periodo contratto (A1):

  • A = l’Esposizione tematica, un periodo regolare di 8 battute cadenzato alla D del Labd’imposto;
  • B = la Riesposizione sviluppativamente ampliata, un altro periodo regolare di 8 battute cui si aggiunge, dopo una precaria chiusura armonico-cadenzale analoga ad una ancor più sfumata cadenza evitata à(tP/fam), in ampliamento consequenziale e apicalmente drammatizzato un’ulteriore frase di 4 battute, che amplifica in frase la semifrase di contrasto (c) chiusa alla T;
  • A1 = una Ripresa-Coda, un periodo contratto che elimina proprio la semifrase più aperta al contrasto (c), appena amplificata e dunque liquidata (c3). La freccia tra B ed A1 evidenzia, nella dilatazione di B e nella contrazione di A1 l’effetto di complessivo riequilibrio macro-formale. Qui L’orchestra in tono conclusivo riprende l’originaria frase tematica (a+b) assecondata nella seconda semifrase dallo slancio del cantante prolungato da ben due corone successive e adiacenti (bb 27-28), con risalto assieme sospensivo ed interlocutorio.

La composizione è in un saldo Lab Maggiore e già dalla parte introduttiva si afferma la centralità della tonica seppur sfumata dall’uso connesso di armonie plagali (SD e Sp). Dalla battuta 5 alla 8 l’armonia è statica al basso si alternano solamente i rivolti della tonica), ma già nella 9a battuta rileviamo una cadenza evitata (D che va a Tp interrotta da una Sp) che arriva a sfocare l’arrivo rinforzato della dominante nelle battute successive (DD/IV# –> D): il senso di un’armonia interrogativa sul testo “a comperar l’anello”. La risposta tematica è simile alla proposta iniziale, ma quando subentra l’elemento c drammatizzante le armonie utilizzate svuotano le funzioni armoniche creando come delle percezioni dubbiose (armonie cadenzalmente deviate rispetto i contorni cadenzali forti: SD, D, III…) che paiono corrispondere ai movimenti incerti della psiche del personaggio di Lauretta. Si nota in questo passaggio il risalto cadenzale della tonica parallela che rappresenta il tono minorizzante alternativo che tuttavia non riesce ad affermarsi.

Il livello micro-formale è caratterizzato da una struttura generativa x = 3a minore, che interrompe il flusso melodico soprattutto nelle chiuse, lasciandole aperte in maniera costantemente alleggerita. Il risalto fisiognomico e tematizzato di un intervallo, come in questo caso la terza minore ascendente che qui attribuisce un senso di morbidezza e di delicata femminilità, è come una cifra stilistica modernistica in Puccini: ad esempio nella famosa Aria E lucean le stelle di Cavaradossi dalla Tosca la virile volontà di contrasto all’oramai inevitabile destino di morte si esprime in un’altra “rima” fisognomizzante, stavolta di una volitiva quarta ascendente. Proprio il risalto di x nei segmenti c ne marca il senso di progressiva drammatizzazione, che psicologizza l’aura assieme tanto ingenua della figlia che si rivolge supplichevole al padre quanto volitiva della fanciulla innamorata che allo stesso padre esprime i propri desideri e i propri tormenti. L’acme della composizione si raggiunge così all’apice melodico della battuta 23 ed è l’elemento fraseologico c connesso al motivo generatore x che vi domina fino alla sua stessa lacerazione drammatica; ben messo in risalto da una sP9 che spinge fino all’unica cadenza perfetta del brano, ma raddolcita alla romantica con la sua sesta aggiunta (D7/6a agg.–> T).

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Note:

[1] L’ipermetro o Kolon, generalmente corrispondente ad una semifrase, è la misura di riferimento percettibile nell’ordinato decorso temporale della ritmica fraseologica della melodia classico-romantica e anche odierna. Tanto da costituire la base ritmica della percezione perfino inconscia della moderna fraseologia melodica.

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N.B.:

Negli esempi musicali i dati sopra esposti andranno risaltati ancor più nei particolari.

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