“Armonia” lez. IV-1 (2017) – Stili tonali e forma tonale –> Verifiche pro esame

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della prima dell’ultimo modulo, ma anche inclusiva in Appendice di materiali di verifica inerenti anche le successive quattro lezioni:

Armonia lez.IV-1 2017 – Stili tonali e Forma tonale. Approfondimenti e prove d’esame

Il riferimento per lo studio è alle pagg. 122-143 del mio libro Le strutture espressive del pensiero musicale. In sede di lezione abbiamo soprattutto impostato i concetti di forma tonale (tonal form), in quanto autonomo ma anche integrabile con quello di forma-architettura (inner form) e di stile tonale (epocale e dunque storicizzabile).

In definitiva partendo dalle nozioni “grosse” della tecnica armonica, la modulazione nei suoi aspetti tecnico-evolutivi e l’armonia cromatica in analogia a quegli stessi aspetti, abbiamo inquadrato la vocazione di certo materiale accordale a specificare più direttamente sia le tendenze all’ampliamento di uno specifico campo tonale: tonalità a cadenzalità allargata settecentesca, tonalità allargata romantica, tonalità allargata espansa tardo-romantica, tonalità dominantica tardo-romantica; sia le tendenze alla implicitazione di campi tonali non affermati in senso diastematico-gravitazionale (= “tonalità classica”) bensì in quello più propriamente (neo-)modale: dalla tonalità vagante modernista alla serialità dodecafonica novecentesca, con più inglobante riferimento alla polarizzazione tonale modernista-contemporanea. Insomma tutto quanto possa implicare, a grandi linee, la ricognizione storico-evolutiva di specifici stili tonali; in cui contestualizzare, ma anche ricontestualizzare, i tradizionali materiali della Teoria (tecnica e scienza) dell’Armonia, specificandone in aggiornamento l’adattamento alla variegata esperienza musicale del Novecento e dell’epoca attuale.

Il che ne comporterà fin d’ora una costante applicazione pratica, in integrazione melodica e (solo sommariamente) formale,  sul piano analitico dello studio del repertorio musicale e sul corrispondente piano esercitativo di scrittura (mini-)compositiva: nelle slide è presente pure una serie di brani inquadrati appunto per stile epocale, che può servire da modello.

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Comincia inoltre in simultanea la fase ininterrotta di E-Learning direttamente propedeutica all’esame e che accompagnerà il team degli studenti fino allo stesso: ogni studente potrà dunque responsabilmente pubblicare (o far pubblicare dal docente) le proprie realizzazioni e discuterne con i propri colleghi. E dunque trarre vantaggio dalla qualità assieme critica e costruttiva della discussione stessa, da svolgersi rigorosamente sul sito senza mediazioni – come accade nei social-network – che non siano quelle legate al buon gusto e alla buona educazione, ovviamente. Della detta discussione il docente sarà solo l’animatore e il suo intervento diverrà risolutivo al momento finale di resoconto, quando la qualità costruttiva della partecipazione lo richieda. Ovviamente una volta chiusa la sessione settimanale il docente pubblicherà il risultato migliore così ottenuto. Nel caso peggiore di risultanze poco o del tutto non soddisfacenti egli pubblicherà eventualmente delle proprie elaborazioni oppure delle elaborazioni positivamente svolte nell’anno in corso o negli anni precedenti da altri studenti.

Si procederà sempre nell’ordine delle due prove scritte d’esame, mentre per la prova orale si continuerà a fare riferimento ai lavori svolti da ciascun discente durante l’anno nella lezione di verifica di chiusura (in caso di quantità insufficiente di elaborati presentati alla discussione orale si svolgerà un’analisi estemporanea di un brano attribuito seduta stante dalla commissione). Nelle slide trovate i materiali di ben due tornate d’esame e su queste ci eserciteremo per l’intero modulo, cominciando nell’ordine dalla prima. Trovate anche un modello di realizzazione già effettuata di un’altra prova di basso continuo, inclusa una schematizzazione grafica analitica dello stesso da studiare e bene approfondire. I materiali già potrebbero esaurire il nostro lavoro preparatorio per gli esami. A questo punto manca solo la buona volontà di ciascuno di voi.

Per il lavoro, individuale e di gruppo assieme, di verifica analitica e compositivo-analitica si continuerà nell’apposita appendice contenuta in ciascuna di queste ultime lezioni del IV modulo, in pubblicazione la prossima settimana. Ciascuno di voi è tenuto ad intervenire e partecipare attivamente e direttamente anche sul sito.

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APPENDICE – Verifiche pro esame

Ricevo da Luigi M., che ha voluto partecipare diligentemente ad una lezione di laboratorio assieme ai cantanti di III annualità la seguente elaborazione analitica su una famosa aria pucciniana e ne traggo spunto sia per una compiuta correzione sia per una valorizzazione del suo comunque consistente impegno, relazionandolo tanto ai suoi colleghi di I annualità che agli studenti cantanti di terza annualità che quel brano hanno con me studiato (assieme ad altre 23 arie, per lo più operistiche):

Analisi della composizione “O mio babbino caro” di Puccini

(versione proposta da revisionare)

La composizione di G. Puccini “O mio babbino caro” è un’aria tratta dall’opera Gianni Schicchi ed è ridotta per voce soprano e pianoforte come accompagnamento. Gianni Schicchi è un’opera in un atto unico e fa parte del Trittico. La storia, grottesca e comica, si incentra su un testamento lasciato dal defunto Buso Donati che aveva dato in eredità i suoi beni al convento dei frati. I suoi parenti chiamano in aiuto Gianni Schicchi, uomo popolano, astuto e intelligente, per trovare una soluzione. Inizialmente rifiuta ma poi si lascia convincere perché sua figlia Lauretta è innamorata del nipote di Donati e vuole sposarlo. Alla fine riesce a far cambiare il testamento dal notaio con inganno perché, infilandosi nel letto del defunto prende il suo posto dichiarando le sue ultime volontà. Egli così  avrà la parte migliore per donarla alla figlia.

Le prime quattro battute introducono l’aria. Se si considera l’ipermetro di quattro battute, dalla battuta 5 alla 20 si possono distinguere: una proposta, una risposta, una riproposta affermativa ulteriormente diversificante rispetto alla precedente e una contro risposta. Le battute 5 e 6 rappresentano la semifrase A, 7 e 8 il segmento B, 9  e 10 il segmento C e 11 e 12 un B1.

L’ipermetro è la misura di riferimento percettibile nell’ordinato decorso temporale. In musica, lo stesso che battuta, come complesso determinato di tempi. Si chiama ipermetro il periodo ritmico che supera la durata di un periodo bimembre. si tratta di raggruppamenti non estranei alla lirica, ma assai più frequenti nel dramma, sia tragico sia comico.

L’orchestra alla fine del brano riprende la risposta seguita dallo slancio del cantante rappresentato dal susseguirsi delle due note Lab con corona e Mib. Il contrasto nel brano, che è  presentato in modo diverso e che rappresenta la parte più elaborata, è costituito da tre parti: il primo si trova a battuta 9, il secondo a battuta 17, il terzo a battuta 21. Per comprendere meglio i significati del testo conviene lavorare sulle semifrasi: dalla battuta 13 si ripresenta la a; a battuta 15 la b; a 17 la c elaborata in modo diverso; a 19 la b; a 21 la c la più importante fra tutte; a 25 la a eseguita dall’orchestra; 27 la b; 29 b1.

Tutto ciò che governa la struttura è una 3a minore che interrompe il flusso melodico soprattutto nella chiusa, lasciandolo aperto in maniera alleggerita. La terza minore è quasi una cifra stilistica in Puccini ed è presente anche in altre arie come nell’opera Tosca dello stesso autore. Mostra un senso di morbidezza e di delicata femminilità

Per quanto riguarda l’analisi armonica, la composizione è in Lab Maggiore. Nella parte introduttiva ritroviamo un accordo di tonica per poi, attraverso l’uso di armonie plagali (SD e Sp) ritornare a Lab Maggiore. Dalla battuta 5 a 8 l’armonia è statica al basso si alternano solamente i rivolti della tonica), ma già nella 9a battuta rileviamo una cadenza evitata (D che va a Tp interrotta da una Sp) che fa sfuocare l’arrivo alla dominante nelle battute successive (DD, IV#, D) che danno il senso di un’armonia interrogativa (si ricordi il testo “a comperar l’anello”). La risposta tematica è simile alla proposta iniziale, ma quando subentra l’elemento c, le armonie utilizzate svuotano le funzioni armoniche creando le percezioni dubbiose (SD, D, III…) che corrispondono ai movimenti della psiche del personaggio di Lauretta. Si nota in questo passaggio la presenza della tonica parallela che rappresenta il tono alternativo che non riesce ad affermarsi.

L’acme della composizione si trova nella battuta 23 ed è l’elemento c messa in risalto da una sottodominante parallela che continua con l’unica cadenza perfetta formata dalla dominante con sesta aggiunta (tipica cadenza romantica) e tonica. L’aria si conclude con cadenza plagale.

A livello formale il brano si divide in tre sezioni: A (esposizione) di 8 battute, B (riesposizione sviluppata) di 8 battute, A1 (coda) quasi di 12 battute assieme all’elemento c.

Aria
Struttura formale***
A
B
 
A1
Impianto fraseologico
a
b*
c
b
a
b
c2
b2
c3
a**
b

b1

* b espansivo, inverso di a

** a strumentale

*** aria tripartita

cacumen

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Analisi (sintetica) dell’Aria “O mio babbino caro” di Puccini

(versione revisionata: corretta e valorizzata, pur nella mancanza dei necessari esempi musicali)

La composizione di G. Puccini “O mio babbino caro” è un’aria tratta dall’opera Gianni Schicchi, un’opera in atto unico che fa parte del cosiddetto Trittico pucciniano. La storia, grottesca e comica, si incentra su un testamento lasciato dal defunto Buso Donati che aveva lasciato in eredità i suoi beni al convento dei frati. I suoi parenti chiamano in aiuto Gianni Schicchi, uomo popolano, astuto e intelligente, per trovare una soluzione. Lui inizialmente rifiuta ma poi si lascia convincere perché sua figlia Lauretta è innamorata del nipote di Donati e, seppure contrastata per la sua modesta provenienza, vuole sposarlo. Alla fine riesce a far cambiare il testamento dal notaio con l’inganno: infilatosi nel letto del defunto prende il suo posto, dichiarando le ultime volontà all’ignaro notaio. Egli così si attribuirà la parte migliore per donarla alla figlia e permetterle il desiderato matrimonio. O mio babbino caro è l’aria “del convincimento”, l’unica con tono quasi drammatico, cantata da Lauretta al momento in cui i parenti chiedono l’aiuto di Schicchi per cercare di risolvere l’inghippo ma lui, nauseato dalla loro ingordigia e prosopopea, non vuol sentirne: cambierà invece idea subito dopo quest’intervento della figlia.

Considerando l’ipermetro [1] di due battute, nell’intera composizione si possono distinguere gli stessi segmenti fraseologici del primo periodo espositivo. Dopo l’introduzione orchestrale che riassume in estrema sintesi la melodia dell’Aria, le battute 5-6 del canto rappresentano la semifrase di proposta tematica (a), le bb. 7- 8 la semifrase di risposta in apertura di contrasto (b),  le bb. 9-10 la terza semifrase di più aperto contrasto (c) e le bb. 11-12 la semifrase di riproposta affermativa di b seconda semifrase (b1): unificando (b1) il carattere iniziale di (b) e l’esito in terza minore ascendente (x) al modo di una rima prima intensificata nel contrasto centrale di (c) = (cx), ne risulta l’equilibrio logico-formale e fisiologico-percettivo a-b-cx-bx.

Pertanto è già possibile così riassumere l’intero impianto fraseologico-tematico:

O mio babbino

Pertanto a livello macro-formale, oltre la sezione introduttiva dell’orchestra che enuncia in compiuta sintesi la frase tematica, il brano è suddivisibile in tre sezioni, inquadrabili a livello medio-formale in un periodo regolare (A), un periodo dilatato (B) e un periodo contratto (A1):

  • A = l’Esposizione tematica, un periodo regolare di 8 battute cadenzato alla D del Lab d’imposto;
  • B = la Riesposizione sviluppativamente ampliata, un altro periodo regolare di 8 battute cui si aggiunge, dopo una precaria chiusura armonico-cadenzale analoga ad una ancor più sfumata cadenza evitata à(tP/fam), in ampliamento consequenziale e apicalmente drammatizzato un’ulteriore frase di 4 battute, che amplifica in frase la semifrase di contrasto (c) chiusa alla T;
  • A1 = una Ripresa-Coda, un periodo contratto che elimina proprio la semifrase più aperta al contrasto (c), appena amplificata e dunque liquidata (c3). La freccia tra B ed A1 evidenzia, nella dilatazione di B e nella contrazione di A1 l’effetto di complessivo riequilibrio macro-formale. Qui L’orchestra in tono conclusivo riprende l’originaria frase tematica (a+b) assecondata nella seconda semifrase dallo slancio del cantante prolungato da ben due corone successive e adiacenti (bb 27-28), con risalto assieme sospensivo ed interlocutorio.

La composizione è in un saldo Lab Maggiore e già dalla parte introduttiva si afferma la centralità della tonica seppur sfumata dall’uso connesso di armonie plagali (SD e Sp). Dalla battuta 5 alla 8 l’armonia è statica al basso si alternano solamente i rivolti della tonica), ma già nella 9a battuta rileviamo una cadenza evitata (D che va a Tp interrotta da una Sp) che arriva a sfocare l’arrivo rinforzato della dominante nelle battute successive (DD/IV# –> D): il senso di un’armonia interrogativa sul testo “a comperar l’anello”. La risposta tematica è simile alla proposta iniziale, ma quando subentra l’elemento c drammatizzante le armonie utilizzate svuotano le funzioni armoniche creando come delle percezioni dubbiose (armonie cadenzalmente deviate rispetto i contorni cadenzali forti: SD, D, III…) che paiono corrispondere ai movimenti incerti della psiche del personaggio di Lauretta. Si nota in questo passaggio il risalto cadenzale della tonica parallela che rappresenta il tono minorizzante alternativo che tuttavia non riesce ad affermarsi.

Il livello micro-formale è caratterizzato da una struttura generativa x = 3a minore, che interrompe il flusso melodico soprattutto nelle chiuse, lasciandole aperte in maniera costantemente alleggerita. Il risalto fisiognomico e tematizzato di un intervallo, come in questo caso la terza minore ascendente che qui attribuisce un senso di morbidezza e di delicata femminilità, è come una cifra stilistica modernistica in Puccini: ad esempio nella famosa Aria E lucean le stelle di Cavaradossi dalla Tosca la virile volontà di contrasto all’oramai inevitabile destino di morte si esprime in un’altra “rima” fisognomizzante, stavolta di una volitiva quarta ascendente. Proprio il risalto di x nei segmenti c ne marca il senso di progressiva drammatizzazione, che psicologizza l’aura assieme tanto ingenua della figlia che si rivolge supplichevole al padre quanto volitiva della fanciulla innamorata che allo stesso padre esprime i propri desideri e i propri tormenti. L’acme della composizione si raggiunge così all’apice melodico della battuta 23 ed è l’elemento fraseologico c connesso al motivo generatore x che vi domina fino alla sua stessa lacerazione drammatica; ben messo in risalto da una sP9 che spinge fino all’unica cadenza perfetta del brano, ma raddolcita alla romantica con la sua sesta aggiunta (D7/6a agg.–> T).

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Note:

[1] L’ipermetro o Kolon, generalmente corrispondente ad una semifrase, è la misura di riferimento percettibile nell’ordinato decorso temporale della ritmica fraseologica della melodia classico-romantica e anche odierna. Tanto da costituire la base ritmica della percezione perfino inconscia della moderna fraseologia melodica.

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2 risposte a “Armonia” lez. IV-1 (2017) – Stili tonali e forma tonale –> Verifiche pro esame

  1. musicaemusicologia ha detto:

    Scrivo in risposta a:
    Salve,
    le invio tre brani armonizzati dell’eserciziario “Composizione di base e lettura analitica”; i numeri sono: 28, 29 e 30. Tra gli allegati c’è anche una piccola analisi di “O mio babbino caro” studiata in classe qualche settimana fa. Li può correggere? Spero che abbia fatto un buon lavoro e che il file di finale funzioni nel suo pc. Le auguro una buona serata.
    Luigi (omissis)

    ___________________________________________________

    Buongiorno Luigi,
    eccoti i canti sacri da te realizzati nel continuo e da me revisionati.

    In breve:
    1. Come stai adesso meglio comprendendo, seppure da noi utilizzati all’interno di un’antologia per l’esercizio della composizione armonica, si tratta di esempi artistici di musica sacra (dato il tuo consistente impegno ne ho precisato la fonte: i nn. 28-29-30 sono riferiti solo alla collocazione nella mia antologia …) e, in tal senso, la loro qualità va rispettata al meglio possibile, pure all’interno di quelle regole di “facilitazione realizzativa” che vi ho consigliato per il vostro lavoro di principianti; che in un paio di casi non ho rispettato e vedrai di capire tu stesso il perché … Dunque raddoppiando il canto ma al modo di un raddoppio-cornice, ossia senza prevaricarlo e così scartando per quanto possibile le note “ornamentali” presenti nello stesso: quelle non necessarie alla struttura armonica insomma (qui sono anticipazioni per lo più).
    2. Qui e là hai voluto inserire movimenti melodici, anche su suggerimento del basso numerato, e per questo motivo ho cercato nella mia realizzazione di valorizzare questo aspetto affinchè tu ne comprenda la dimensione artistica e dunque, anche se in piccola parte, creativa e degna di attenzione e di rispetto.
    3. Non sottovalutare il mio lavoro di correzione: stampalo e confrontalo passo passo con la tua realizzazione e sforzati di capire l’eventuale errore oppure il semplice miglioramento che ho apportato (dovendo specificare tutto quello che ho fatto ci vorrebbe un libriccino , meglio se ti dai da fare tu). Se arriverai anche a poco a poco a comprendere bene il tutto la prossima volta procederai con un potenziale molto ma molto più avanzato. Quindi procedi in tal senso prima di farne altri, magari con gli stessi errori o con analoghe imperfezioni.
    4. Grazie a queste tue esercitazioni potresti molto migliorare le tue capacità di video-scrittura musicale (ho ex-studenti che ne hanno fatto un mestiere aggiuntivo …) e ti consiglio di approfittarne, anche chiedendomi conto di quello che ho fatto passo passo e che non sapresti rifare. Ad esempio per le battute incomplete: strumento indicazione di tempo/segnala dalla batt. alla batt. quelle con metro diverso/opzioni:/mostra un’indicazione diversa da quella impostata. Per nascondere le note: strumento inserimento rapido/evidenziare nota-lettera O; così pure lettera B per separare gambette di crome, semicrome etc.; lettera L per girarle da su a giù o viceversa; lettera A o P per le alterazioni di cortesia (quelle non automatiche), etc.

    A presto.
    Il Prof

  2. musicaemusicologia ha detto:

    In risposta a:

    Salve maestro, dopo un’attenta analisi di tutto il suo materiale fornito in archivio nel suo sito, ho iniziato il lavoro da lei proposto sulle esercitazioni pre-esame del IV Modulo. Allego in word il basso continuo da me realizzato e scannerizzato su pc, l’analisi anch’essa scannerizzata e il mio primo tentativo di riposte sul lavoro da effettuare. Aspetto un suo primo riscontro per concludere al meglio l’analisi iniziata e correggermi su mie mancanze e/o dimenticanze. Grazie
    Cordiali saluti
    Cristina M.

    ____________________________________________________________

    Buongiorno Cristina,

    questo b.c. è stato da te realizzato in maniera esemplare; evidentemente stai diventando brava 🙂 e spero che questo ti stia accadendo in maniera sempre più autonoma e soprattutto che la stessa qualità produttiva tu possa dimostrarla durante l’esame (che all’incirca si terrà nella sessione estiva subito dopo il 15 giugno).
    Questo in effetti è uno dei più semplici bassi dati fin’ora agli esami. Dunque vedi di farne tanti altri dal mio stesso eserciziario.

    Vedi però di completare il test sul b. c. e di studiare gli argomenti che non hai saputo affrontare al proposito di teoria della melodia e di teoria della modulazione e della forma tonale e anche di imparare a connettere gli elementi morfologici (grammaticali, sintattici, stilistici) alla loro implicabile resa espressiva: “come funziona” –> “come si suona”.

    Inoltre rileggi bene le risposte date e vedi di renderti conto se tutto quello che hai scritto è del tutto comprensibile oppure se qui e là potresti riscrivere in maniera più convincente le risposte. Ad esempio già dalla prima domanda non si capisce se hai capito bene la differenza tra le cadenze perfette semplici e quelle composte e, tra queste ultime, la differenza tra la composta consonante e la composta dissonante …

    A presto.
    Il Prof

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