“Composizione” lez. I-6 (2017) – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

di Mario Musumeci & company

Eccovi di seguito il lavoro di sostegno a distanza che ho cominciato a preparare per voi. Innanzitutto si è dato e si continua a dare tempo per lo studio delle precedenti lezioni del I modulo:

“Composizione” lez. I-1 (2017) – Forma musicale e Trama continua barocca (generalità)

“Composizione” lez. I-2 (2017) – L’analisi della Fuga d’arte

“Composizione” lez. I-3 (2017) – Fortspinnung, Fughismo e Affektenlhere

“Composizione” lez. I-4 (2017) – La contaminazione tardobarocca dei generi

“Composizione” lez. I-5 (2017) – Il tematismo musicale

alle quali ne aggiungo altre utili, già pubblicate sul sito:

Fondamenti di composizione/Materiali per l’esame: la Teoria della Fuga (un’utilissima sintesi di Rosario Raffa)

……….

Ma già da adesso lo spazio che segue verrà costantemente e poco a poco riempito dai materiali di studio approfonditi e dai materiali di lavoro prodotti da ciascun discente, tramite l’invio di commenti e/ o di mail con allegati di lavoro – che verranno trasformate in commenti, solo in quanto utili per tutti. Tale pubblicazione avverrà secondo un ordine di utilità collettiva che darà innanzitutto spazio ai livelli più meritori di impegno, affinché questi soprattutto servano da modello agli altri. Ciò non significa che livelli più bassi o che procedano con difficoltà non verranno presi nella giusta considerazione, ai fini della loro stessa crescita. In tal caso la pubblicazione avverrà, a specifica cura del docente, in modo quanto meno da non arrecare disturbo alla crescita collettiva (Nota 2).

Per permettere la miglior graduale ed ulteriore crescita individuale e collettiva il docente curerà la pubblicazione anche di ulteriori materiali di studio e di riflessione; materiali che tutti gli studenti saranno tenuti a visionare e ad utilizzare adeguatamente.

Buon lavoro a tutti!

Il Prof

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Solo un modello di analisi della musica barocca?

In brevissima sintesi. Come ben sapete, grazie soprattutto alla recentissima pubblicazione del mio trattato L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale, nonchè al supporto dell’eserciziario Composizione di base e lettura analitica. Pratica di lettura e scrittura meloarmonica indirizzata alla comprensione musicale , ho consistentemente perfezionato un prezioso metodo di lavoro – che mi porto appresso da anni (decenni) – fondato sulla corretta lettura e sulla conseguente più adeguata revisione  del testo musicale barocco. Quindi la lettura della prima parte del trattato stesso e lo studio quanto più accurato possibile dei capitoli-chiave in una maniera appropriata e graduale:

  1. n. 3 con una prima esemplificazione nel 4,
  2. n. 5 come organizzazione del vocabolario retorico e n. 7 per una più elaborata seconda esemplificazione,
  3. nn. 8 e 9 per gli approfondimenti più vari ma ben coordinati
  4. e appresso connessi alle indicazioni metodologiche dei nn. 2, 6 e 13 e – … dulcis in fundo – del n. 15).

Un lavoro certo da disporre gradualmente, e ve ne ho appena indicato una gradualità quanto più semplice e lineare possibile sul piano metodologico-didattico. Lo scopo è molteplice e riguarda anche tutti i repertori successivi al barocco (capp. 10-11-12-14), ma di cui la “palestra motivico-tematica” della musica barocca rappresenta il più compiuto fondamento costitutivo (perfino “inconscio”) del  successivo impianto motivico del melos in quadratura!

Al momento considerate solo che fondandosi sull’analisi filologicamente fondata del singolo e compiuto brano musicale si arrivi a ricavare nel modo più semplice possibile dal suo testo originario urtext (ossia senza le legature di espressione e le dinamiche e i segni agogici, etc. etc., che i vari revisori più o meno arbitrariamente vi sovrappongono) il senso della sua articolazione: in figure di base che definiremo di ordito ritmico, i piedi ritmici; in superiori raggruppamenti figurali di ordine tematico-elaborativo che definiremo di disegno (o ricamo) tematico , soggetti e loro derivazioni e aggregazioni; nelle compiute e costituenti fasi retorico-formali dell’intero brano, di più macroscopico risalto figurale che definiremo con il nome di una specifica trama per qualificazione sia di genere che di ordine retorico. Sul mio libro questi concetti sono ampiamente spiegati e approfonditi e soprattutto validati nel loro valore argomentativo ed euristico.

La lettura musicale in pertinente  articolazione di piedi ritmici

Come spero abbiate capito dal lavoro fin’ora svolto nel modulo sul barocco musicale – il ritmo su cui si fonda la lettura di questa musica non è certo quello della battuta metrica, ma della figura metricamente configurata in piedi ritmici . Insomma è il disegno tematico nella sua organica articolazione in piedi ritmici che, semmai, fa adattare a sé il metro di battuta. Nel frattempo dedicatevi preferenzialmente alla composizione di melodie/soggetti su basso continuo dato, come vi ho illustrato in classe: è il modo migliore è più semplice per adesso, a livello introduttivo, per “pensare la musica in maniera barocca”.

*****

Non è facile chiarirsi sbrigativamente su tali generi di cose – me ne rendo perfettamente conto: molto più normalmente gli insegnanti … insegnano e non fanno ricerca scientifica e metodologica, e per di più non la vanno certo a comunicare innanzitutto ai propri studenti… – ma spero di essermi spiegato bene nel poco che vi sto comunicando (che poco non è, per chi comprende bene tutto alla luce di quanto già svolto) e soprattutto di riuscire a trasmettervi anche un tantino del mio grande entusiasmo e della mia soddisfazione personale! Tutto sarà sempre più chiaro, lo spero per tutti voi,  a partire dalle prossime lezioni. E mi raccomando: cominciate da adesso a mettere in saccoccia tutte le composizioni di epoca barocca, 1600-1750 circa, che avete in studio o che avete già studiato o che vorreste studiare: nei laboratori vi offrirò prospettive di migliore comprensione e di più partecipata esecuzione …

Al momento avvierò con voi la realizzazione di partiture analitiche delle 15 invenzioni a due voci di J. S. Bach; ossia di vere e proprie revisioni svolte da ciascuno di voi (una a testa) in mia strettissima collaborazione. Eccovi una propedeutica lettura orientativa:

 https://it.wikipedia.org/wiki/Invenzioni_e_Sinfonie_di_Johann_Sebastian_Bach

Appresso, per un compiuto confronto:

  1. una celebre versione in revisione primo-ottocentesca: bach-invenzioni-a-2-czerny
  2. una celebre versione in revisione primo-ottocentesca: bach-invenzioni-a-2-busoni
  3. un paio di versioni in manoscritto le trovate sul sito Imspl  http://imslp.org/wiki/15_Inventions,_BWV_772-786_(Bach,_Johann_Sebastian) 
  4. una versione redatta dal manoscritto (sempre verificare!) da un volenteroso sul proprio pc (Luigi Cataldi), da cui poter estrarre su Finale i corrispondenti file audio-grafici: bach-invenzioni-a-2-voci-cataldi

Vi insegnerò l’estrazione audio-grafica appena sarete tutti forniti del programma e portandolo in lezione di laboratorio su vostro pc portatile (o anche quando metteranno in rete tra loro i nuovi pc recentemente acquistati). Ma avendo già in buona parte realizzato già da me questo lavoro vi farò avere, solo a specifica richiesta da parte di ciascuno di voi, una o due delle invenzioni, fino a chiusura di disponibilità (“chi tardi arriva …” dovrà insomma accontentarsi). Al momento, per l’impegno già avviato le due studiate in classe toccano una, la n. 6, ad Andrea e l’altra, la n. 4, a Vincenzo. Attendo le richieste da parte di ciascuno di voi. Escludendo ovviamente le precedenti e la n. 1 che nel mio trattato è abbondantemente trattata e va considerata come un modello di più compiuta lettura analitica e pertinente studio performativo.

Questo lavoro servirà anche per la prova orale d’esame. Ecco di seguito i vostri interventi:

Ricevo da Roberto una proposta di partitura analitica dell’Invenzione n. 12. Ecco la mia risposta al suo lavoro con la mia più compiuta e preziosa qualificazione grafica della natura del Soggetto tematico:

invenzione-12-soggetto-e-risposta

La risposta a Roberto viene qui resa pubblica perchè la sua piena comprensione concettuale riguarda tutti, tanto come motivazione al lavoro quanto come ulteriore chiarimento:

“Bene Roberto, hai avuto tante buone intuizioni e spero che con l’ulteriore lavoro che io vi sto sovrapponendo tu ti possa rendere perfettamente conto, in pratica e facendo sempre al meglio tua questa pratica (certo con impegno e qualche fatica ma con il piacere di “capire” ed “esprimere” … sempre più simultanei al “leggere”), della potenza concettuale del mio sistema di lavoro – abbastanza compiutamente descritto nel mio libro L’evoluzione retorica del pensiero musicale. Lettura e significato nella musica occidentale, ma ben comprensibile solo attraverso l’applicazione e lo studio.
Si tratta di una fughetta a due voci, ma con diverse particolarità rispetto la compiutezza del modello fughistico e Io vi ho lavorato per te solo per l’esatta individuazione del tema/soggetto (due bb. circa) e, per tua maggior chiarezza, vi ho aggiunto la risposta e solo l’incipit del successivo I divertimento. Se faccio tutto io d’altronde non capiresti un bel niente.
  1. Renditi ben conto, prima suonando/cantando mentalmente e solo appresso ascoltando al pc e suonando alla tastiera, delle articolazione figurali aggregative dei piedi ritmici di pirrichio e clamosa che tu hai abbastanza bene individuato, ma non nella loro alternanza con le terzine anapestiche implicate nel tempo composto: proprio queste costituiranno forse una questione da bene approfondire in classe, una volta che tu avrai finito questo lavoro sulla base delle mie indicazioni di miglioramento e approfondimento.
  2. Renditi bene conto anche del valore posizionale del tratteggio motivico per come (di-)spiegato dalla descrizione concertante delle legature superiori o inferiori. Approfondiremo ancor più questa natura posizionale del melodizzare in genere e del melodizzare barocco in allusività polifonico-concertante nello spazio sonoro. E delle sue consustanziali valenze significative, espressive e performative. Questa bellissima musica esprime già alla lettura non solo i suoi significati – certamente da saper ben cogliere – ma anche le sue potenziali attuative nella performance.
Insomma una volta che avrai bene capito la natura espressiva del soggetto/tema anche per come distribuita tra le due voci e nei suoi incontri contrappuntistici con il controsoggetto obbligato (perché presente fin dall’avvio del soggetto), e anche nelle implicazioni dei suoi collegamenti tramite i tratti di sutura che amplificano il melos ma sono da rendere indipendenti rispetto le enunciazioni tematiche (cfr. le due fasi a e b che articolano e precisano anche la natura “proto-fraseologica” di questo  soggetto), tutto il resto potrebbe scorrere al tuo ascolto quasi con naturalezza e comunque da potersi interpretare nelle fasi di una disposizione retorica specifica.
  1. Devi però applicarvi anche le definizioni formali del genere fughistico, se vuoi capire bene il tutto, perché sono portatrici anch’esse di senso retorico e e dunque di significato da agire e motivare ulteriormente nella performance.
Buon lavoro, hai la stoffa per farlo ma non devi minimamente accontentarti. D’altronde – per motivarti – ti dico fin d’ora che se lo porti a termine come partitura analitica assieme ad un lavoro sonatistico classico-romantico non solo avrai in mano (in testa) le chiavi concettuali delle prove scritte d’esame ma anche materiali tangibili per la prova orale.”

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Prove scritte

Come ben sapete le prove scritte d’esame sono:

  1. l’analisi su questionario, e pertanto vi invito a visionare almeno un paio di questionari (uno su una fuga e uno su un brano sonatistico non fughistico) nella Appendice II del libro adottato,
  2. la composizione di melodia su accompagnamento dato e di accompagnamento su melodia data, a partire da brevi tracce d’esame (quattro, di cui farne almeno due). Nella p. 23 del mio nuovo Eserciziario (Composizione di base e lettura analitica) trovate delle tracce di basso continuo su cui comporre liberamente dei soggetti barocchi. E in tal senso fin d’ora anticipo l’avvio della prova d’esame di composizione melodica in stile barocco, ossia motivico-tematico, ricorrendo a materiali sviluppati da vostri bravi colleghi degli anni precedenti:

Composizione melodica in stile motivico-tematico barocco

Di seguito a titolo di esempio ecco quattro realizzazioni ricavate da altrettante formulazioni del violinista F. G. (A.A. 2014-2015)

[n.b.: considerate come tratteggiate tutte le legature di articolazione indicate per spiegare il tratteggio dei piedi ritmici e il loro disporsi in ordito e conseguente disegno tematico]

Melodie barocche - Giorgianni-MM

Melodie barocche - Giorgianni-MM.- 2

Come noterete ho variamente inserito le legature di articolazione motivica: di ordito ritmico (piedi dattilici e/o anapestici, clamose, pirrichi o giambi o francesi …) e di più aggregante disegno tematico (oggi queste legature le indico come tratteggiate, in quanto determinano innanzitutto l’aspetto metrico-figurativo della melodia barocca): la legatura che unisce il tutto specifica in tal caso, di uniche melodie tematiche, la compiutezza di ciascun tema stesso, o soggetto. Questo significa, per chi non l’abbia ancora capito, che ciascuna di queste melodie e dunque una compiuta melodia barocca costituisce all’avvio della composizione la base unica della composizione stessa, da cui ricavare per derivazione o frammentazione tutto il resto! Queste “legature” servono dunque a capire com’è fatto e come funziona ciascun disegno melodico-tematico – dunque anche in quali “pezzi” si può meglio frammentare.

Ben altra cosa sono le rare legature d’espressione, talvolta aggiunte dal compositore barocco per spiegare come si suona; o, meglio, con quale portamento violinistico si suona – data quest’origine idiomatica, specifica proprio delle legature d’espressione.

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REGOLE DI COMPORTAMENTO

(1) Va da sè che la mancata partecipazione comporterà di per sè l’attribuzione del gradino più basso. Tutti gli studenti difatti sono tenuti ad impegnarsi in maniera congruente rispetto l’impegno del docente, proprio per il rispetto del suo e dello stesso proprio ruolo. Pertanto lo studente che non supera con un giudizio di sufficienza il modulo dovrà recuperare durante i moduli successivi, assommando a quello nuovo il precedente impegno di studio e di lavoro. L’inadeguato risultato finale potrebbe comportare o una non ammissione agli esami o un’ammissione con riserva – da decidere in sede collegiale con gli altri colleghi della commissione. Si ricorda a tal fine l’importanza della predisposizione in cartella dei lavori svolti durante l’anno e appositamente visionati, corretti e giudicati di valore accettabile dal docente.

(2) Ciò pertanto comporta che ciascun discente è assolutamente tenuto a confrontarsi nella maniera più impegnata possibile con il lavoro svolto dai suoi colleghi e a non chiudersi nelle proprie anche eventualmente carenti possibilità: utilizzandole come un alibi per il proprio disimpegno – il che risulterà biasimevole davanti ai propri stessi colleghi e non solo davanti al docente.

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