“Analisi” lez. I-5 (2016) – L’integrazione coerente dei fattori tematico-formali

di Mario Musumeci

La prossima settimana il nostro lavoro si sposterà nella Lezione itinerante di chiusura del I Modulo di studio, rivolta – come preannunciato – all’approfondimento graduale dell’esercizio analitico e soprattutto alla preparazione dei materiali per la tesi di studio da presentare e discutere all’esame. Tale lavoro di sintesi di questa prima fase si è concretizzato nella presentazione a cura del docente e nella consegna ragionata a ciascun allievo di un modello di tesina; nel cui provvisorio Sommario sono state tracciate, al modo di singoli capitoli del lavoro da svolgere, le precise indicazioni del lavoro da svolgere a cura di ciascun interessato.

Ogni interessato indirizzerà il proprio impegno anche grazie alle varie indicazioni già anche separatamente date in sede di lezione per il proprio lavoro monografico del terzo anno di corso, indicazioni registrate in sede di lezione e in parte anche rintracciabili nelle precedenti lezioni sul sito e che curerò di inserire unitariamente nella lezione di verifica.

Fondamentale per tutti al proposito un ripasso del mio trattato “Le strutture espressive del pensiero musicale” riguardante la retorica musicale barocca (per i lavori su Bach e Handel): pp. 144-149 e 155-161.

*****

In estrema sintesi.

Per adesso il lavoro si concentra sull’elaborazione tecnicamente compiuta degli esempi musicali, che rilevino nel modo qualitativamente migliore l’impianto tematico di ciascun singolo movimento, tratto dall’opera in studio:

  1. procedendo con le illustrate tecniche di segmentazione metrico-figurativa – tratte dalle più aggiornate prassi di partitura analitica – dapprima a) dell’ordito ritmico (legature tratteggiate, anche a più strati sovrapposti, dove necessario) e appresso b) del disegno tematico (legature ordinarie) e infine c) di specifica trama retorico-formale e di genere (graffette orizzontali), tecniche elaborate sul software di video-scrittura professionale Finale (preferenzialmente su Finale 2006);
  2. procedendo in altre successive esemplificazioni analiticamente illustrate con apposite legende, come ampiamente descritto in lezione, stavolta svolte elaborando i File Tiff di Finale su Paint (o su altro anche più valido programma di grafica);

In concomitanza si comincerà ad anticipare in piccola parte il II modulo; semplicemente rilevando, a cura esclusiva di ciascun allievo, la presenza variamente diffusa di ciascun disegno tematico nella sua composizione di pertinenza, tramite il rilievo dei toni alternativi al tono d’imposto (toni vicini o, tutt’al più toni vicini ai toni vicini) o di recupero finale dell’imposto stesso. Delineando così una compiuta mappa della forma tonale di ciascun movimento e, almeno potenzialmente, individuando i primi contorni formali della corrispondente disposizione retorica.

Tenendo ben presente come al tema nella sua essenzialità (Exordium) segua una sua prima compiuta elaborazione che dal tono d’imposto può translare tutt’al più e generalmente al tono della dominante o al tono maggiore relativo del modo minore d’imposto (Narratio o Expositio, se in stile fughistico); talvolta ripetuta in maniera espressivamente e dimensionalmente più marcata (Narratio longa o in adfectibus); fino alla compiuta ed articolata argomentazione in contraddittorio (Argumentatio o Quaestiones); la quale tocca generalmente l’impianto tonale più distanziato rispetto il tono d’imposto, in corrispondenza ad una sviluppativa elaborazione particolarmente più marcata del disegno tematico; il quale può essere anche deformato (Propositio e Probatio): talora solo molto frammentato, talora solo trasformato nel carattere con un semplice scambio modale etc. … Abbastanza più normalmente al ritorno del tono d’imposto corrisponde la ripresa del disegno tematico nel senso originario (Peroratio in rebus) che più adesso, in conclusione, gli potrà risultare più appropriato; e la marcatura espressiva potrebbe anche risultare più accentuata che nell’avvio narrativo (Peroratio in adfectibus) o di estrema sintesi del confronto con avvenute qualificazioni deformanti del contraddittorio (Enumeratio). Altre fasi delle specifiche disposizioni retoriche dei brani in studio, meno frequenti del più compiuto e paradigmatico ordine retorico saranno individuati con l’aiuto del docente, in ciascun specifico caso.

Così con maggior naturalezza si potrà passare, nel II modulo, alla pratica realizzazione degli schemi formali, pertinenti la generale architettura formale dell’opera e di ciascun singolo suo movimento. Che saranno compiutamente assieme: schemi retorico-formali, pertinenti la sua più compiuta interpretazione retorico-narrativa; schemi di forma tonale; schemi logico-formali che riescano ad inquadrare – nella studiata strutturazione ad albero – l’unità organica e lo sviluppo formale melo-armonico dell’intera opera e dei movimenti componenti la stessa, dalla più sintetica visione della macroforma alla più particolareggiata visione della microforma.

Alcuni esempi vi ho fornito nel modello di tesina, e ne trovate in abbondanza nel mio testo sopra citato nella forma:

  1. di tabelle per gli schemi formali in genere,
  2. di esempi musicali segmentativi ed illustranti (con apposite legende) i significati tecnico-espressivi più risaltanti,
  3. di grafici e varie schematizzazioni in scrittura musicale quali i riassunti/riduzioni tonali dell’opera, etc…
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