Luigi Tenco o della patologica difficoltà di amare

by Mario Musumeci

Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare“. Perché il disordine ed il non senso etico che percepivo nel mio mondo mi impediva di crescere nella piena e più autentica semplicità degli affetti. Ciononostante se il giorno con te “volevo parlare dei miei sogni” durante “la notte” volevo con te “parlare d’amore” e adesso, nella tua distanza o nella tua perdita, “non so neppure io cosa a fare” e “la notte ti vengo a cercare“:

Una canzone già implicitamente dall’Autore dichiarata come “tenebrosa”, proprio perché riferita ad una celebrazione della notte come luogo del sogno impossibile. Dunque non sogno come aspirazione alla trasformazione della realtà bensì come distacco dalla realtà stessa e proiezione verso il fantastico. E perfino, nei momenti della peggiore crisi, con l’ausilio di alcool, droghe, barbiturici, corse pericolose con l’auto sportiva … Ma anche notte come territorio dell’amore nelle sue aspirazioni più intime e nella sua stessa sensualità. E dunque una tenebrosità che, da poetico ossimoro, illumina un piccolo mondo personale. E magari forse, però solo di riflesso, un mondo intero.

Mi sono innamorato di te“: una canzone individualisticamente esistenziale oppure una canzone che disvela il soffocante tracimare del sociale nella intimità degli affetti più personali, dunque? Bisogna confrontarsi con ben altre canzoni di Tenco per comprendere il posizionamento dell’amore all’interno della conflittualità sociale del modello economico che si va imponendo a ridosso del boom economico post-bellico. Dietro cui si celano i drammi dell’ingiustizia sociale: dall’immigrazione: di cui sarà addirittura esiziale per l’Autore la struggente ed ultima “Ciao amore, ciao“:

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allo sfruttamento indiscriminato della popolazione più emarginata dai sogni di ricrescita nazionale, con una feroce critica a quella più privilegiata parte della società che vi assiste impassibile se non colpevolmente attiva: e la seppure per nulla altrettanto celebrata “Cara maestra“:

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è addirittura assimilabile al quasi contemporaneo ma successivo scandalo della coraggiosa “Lettera a una professoressa” di Don Lorenzo Milani! E, quanto a contraddizioni e sofferenze familiari, Luigi stesso non era forse figlio di una relazione illegittima della madre, quando, a servizio presso una casa benestante, veniva messa incinta dal suo stesso padrone di casa?

La lentezza espressiva della performance di Tenco – inarrivabile per qualunque altro performer – si afferma nella sua avvolgenza emozionale proprio perché pur pregnante di dolore ne cela i sintomi della sconfitta dietro una apparente sensualità di viveur. Però un viveur non si attribuisce così facilmente amori perduti, tanto da apparire uno sfigato. Ed è uno sciocco equivoco, una grave incomprensione, attribuire sbrigativamente solo un’aura pessimistica ad un cantore di libertà che diventa promotore di una difficilissima autenticità. D’altronde se per un verso Luigi riusciva a trovare una luce, la luce di un rimpianto, anche nella dolcezza del ricordo di un amore perduto nel tempo – “Lontano, lontano“:

oppure nell’auto-analisi colpevolizzante di un amore forse perduto ma certamente ancora vivo – “Angela“:

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per un altro verso egli stesso aveva una “fidanzata” con cui, tra alti e bassi, progettava fino all’ultimo una vita in comune – “In qualche parte del mondo“:

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Solo un apparente cliché da sciupa-femmine, dunque, ma che in realtà era una fuga. Non dall’impegno amoroso ma dalla difficoltà di attribuirgli una compiutezza equilibrata di significati. E questo anche nel rapporto contraddittorio tra la più intima e sentita vocazione poetica del mestiere del cantautore e la difficoltà di comunicarne il senso al suo pubblico più elettivo: si apprezzi la splendida, addirittura educativa e formativa per qualunque nuova generazione, “Una vita inutile“:

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saggia ma dolorosa nella piena consapevolezza del proprio posizionamento etico-espressivo: forse perdente ma autentico e dunque vincente nelle lunghe distanze di una saggia maturazione – e già solo per questo incommensurabilmente elevato per lo standard medio circostante.

Per di più si pensi anche a platee per lui più inarrivabili, conformisticamente orientate come quella sanremese della seconda metà degli anni sessanta (*nota), dove Luigi perderà la vita a soli ventotto anni. Ma entrando appresso nel mito del grande cantautorato italiano. Dunque tenebrosità certamente ma più che di ambiente vissuto una tenebrosità come mistero che avvolge un carattere, un comportamento … Una tenebrosità come poetica insomma, che rende incommensurabilmente espressivi e sui generis quel carattere, quel comportamento, quell’intera brevissima ma intensissima vita di uno dei massimi cantautori italiani.

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(*nota) Al proposito dovrebbe però interessare una certa evoluzione del gusto poetico-musicale che ha inciso in un modo o nell’altro nella visione, comunque prevalentemente commerciale e consumistica, dell’odierna musica pop. Sulla quale incidono profondamente la cultura veicolata dai social, perfino talvolta cultura “alternativa” e comunque tutt’altro che conformistica:

N.B.: La scelta di esporre mie personali interpretazioni è sorretta da più valide considerazioni: la precisa volontà di espormi, a 65 anni “suonati” e senza essere un cantante professionista, perchè comunque mettersi in gioco è importante se si vuole insegnare o anche solo dimostrare qualcosa che si reputa di un certo rilievo; accompagnandomi da me stesso al pianoforte in maniera più o meno parzialmente estemporanea avendo come spunto solo uno spartito essenziale; usando la mia voce al naturale né microfonata né filtrata da apparecchiature elettroniche o digitali; soprattutto relazionandomi alla magia ispiratrice del momento; con il preciso desiderio di provocare spirito di emulazione e di partecipazione, però una partecipazione creativa fondata sull’appropriazione dei valori espressivi più autentici del testo poetico-musicale e facendoli propri con una performance personalizzata e non pappagalleggiata da altri.

[POST IN COSTRUZIONE]

(16-18-… febbraio 2022)

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