Una Margherita profumata – Canzone di Lara

di Mario Musumeci

alla mia splendida amica Lara Margherita (e a mia nonna Margherita*)

Lara, Margherita di secondo nome, era al ginnasio una gran bella ragazza bionda dagli occhi dolcissimi. Timida e riservata con i compagni di classe ma intelligente e partecipativa con gli insegnanti, era facile rimanerne incantati e almeno platonicamente innamorati. Però al penultimo anno di liceo Lara perse prematuramente il padre e la sua vita crollò. Continuava a impegnarsi nello studio ma il suo sguardo era diventato spaurito e sfuggente. Da ragazza in carne e precocemente ben formata il suo fisico si era fatto come anoressico e forse malaticcio e la sua testa sembrava vagare in regioni lontane, dove poi andare a perdersi … Come una graziosissima rondine impossibilitata a migrare nei territori della vita per la perdita improvvisa del dono del volo già pareva destinata alla consunzione di una crescente interiore solitudine e sempre più sprofondando in questo suo inconsolabile dolore, oramai cronicizzato. A niente poteva giovare un qualche clima protettivo che si instaurava spontaneamente nei suoi confronti: le altre rondini quando spiccano il volo della loro vita purtroppo non hanno tanto tempo per guardarsi indietro …

Tra i quaranta e i cinquant’anni dopo un gruppo di suoi compagni di liceo in armonia tra loro e oramai alla soglia della terza età avanzata decisero di cercarla, pur temendo il peggio, e scoprirono che Lara viveva ancora ma stabilitasi dalla Sicilia a Roma. E così riuscirono a coinvolgerla affettuosamente e stavolta in una gioiosa ritrovata amicizia a distanza (una chat collettiva su wathsapp) e pure preventivando dei piacevoli rendez-vous estivi in Sicilia. Non aveva avuto una vita facile. Innamoratasi a Milano di un uomo straniero e di un’altra cultura aveva scoperto solo dopo aver avuto un figlio da lui che era un violento maschio-padrone. Così, per non permettergli di rapire il figlio e portarlo via lontano nel suo paese, era fuggita nella capitale dove stava la madre. Stabilendosi lì anche dopo l’ottenimento dell’affido esclusivo e di una difesa legale dall’aggressività vendicativa dell’uomo suo ex-compagno, che pure aveva amato. Così trasferì tutto il suo amore su quel figlio, pur  essendo lui l’immagine di quel detestabile padre. E lo crebbe fino a farne un uomo stupendo, sensibile e brillante negli studi e nel lavoro. Ma con l’interiore irrisolvibile dolore per la consapevolezza appresso direttamente acquisita di un padre anaffettivo e incapace di veramente accoglierlo nella cerchia della sua nuova famiglia.

Lara oggi si occupa da sola e non senza difficoltà della madre ultranovantenne e nel frattempo è divenuta un’appassionata counselor, una terapeuta specialista nelle relazioni di aiuto e stimatissima nel suo lavoro: insomma un positivo contrappasso, offrendo adesso il più compiuto supporto socio-psicologico mentale e corporeo-funzionale a chi, proprio come lei a suo tempo, ha bisogno di un forte ed empatico sostegno per recuperare le perdute più importanti motivazioni vitali della psiche in quanto connesse ad ogni vitalistico aspetto corporeo. Adesso però, pur dopo tante importanti soddisfazioni, Lara deve fare i conti con un vero e proprio del tutto immeritato mobbing da parte di gestori che vorrebbero metterla in pensione anticipatamente a condizioni per lei gravose. Insomma umiliandola fino al punto di costringerla a farsi sostenere da uno studio legale per ottenere quello che legge e contratti stabiliscono che le spetta (ah, certi uomini … di chiesa, quanto riescono ad essere str. nella gestione del denaro e dei loro interessi di bottega e proprio come i peggiori evangelici farisei!). Pur non di meno Lara continua a manifestare la sua sensibilità straordinaria e si emoziona fino alle lacrime ascoltando canzoni che le richiamano il suo vissuto, fino a immedesimarsi in ogni dettaglio e dimostrando un’intrinsecità tra cultura ed empatia emozionale veramente rara.

Così per una passionale canzone in cui rispecchiare sé stessa, e non solo a partire dal suo secondo nome:

… per immedesimarsi …

Così per una delicata canzone che riesca a farle da ninna nanna, facendola dolcemente addormentare:

… per addormentarsi …

Così per una fanciullesca canzone che le solleciti il suo immaginario più fantastico, facendola meravigliosamente sorridere – la song tema conduttore di un classico tra i capolavori della cinematografia mondiale, Il mago di Oz (1939): l’arcinota Over the Rainbow:

https://www.youtube.com/watch?v=oW2QZ7KuaxA
… per sognare …

Lara, insomma, ha sempre più interiorizzato profondamente da donna adulta e matura quella natura incantevole che già rivelava da ragazzetta a scuola. E ha dovuto affrontare con coraggio e abnegazione difficoltà che altri avrebbero stroncato. Divenendo così una combattente suo malgrado. Lara dunque ha mantenuto la sua estrema delicatezza e la sua bellezza si è rivelata ancor più quella delicata luce interiore che avevo intuito da ragazzetto. Però, per non soccombere nelle vicissitudini della vita, la sua fragilità di persona estremamente sensibile si è dovuta anche trasformare all’occorrenza in una corazza; che la trova sempre pronta, e sempre suo malgrado, ad affrontare i più difficili ostacoli – ostacoli che pure non meriterebbe. E magari in un modo o nell’altro anche a superarli, ma sempre con una grande sofferenza. Lara è così assieme forte e sensibile da sentirla io come se fosse una mia acquisita sorella gemella. Proprio per questa nostra comunanza di sensibilità e di visioni della vita le ho così offerto la mia disinteressata amicizia seppure in un dialogo svolto di necessità a distanza. Questa canzone, scritta di getto come una poesia per il suo compleanno e subito appresso musicata quasi estemporaneamente, vuole solo rendergli l’onore che lei merita. Ma costituisce anche un solido abbraccio per fissarla saldamente e definitivamente nel mio cuore.

Eccone il testo poetico (in corsivo al centro) già ripartito in una mappa formale (caratteri rimpiccioliti):         

MARGHERITA PROFUMATA (Canzone di Lara)

INTRODUZIONE: Refrain (tema-ritornello) al pianoforte

I Recitativo sul controcanto del Refrain:

Cantare è un modo di amare le cose

che noi più di altre sentiamo dentro;

che nel ricordo son spine di rose

ma che possiamo disporre nel centro.

I Strofetta bissata con varianti:

E canto di Lara il cuore di madre

che nel suo Pietro vede l’amore

pur riflettendole il viso del padre

fonte per lei di straziante dolore.

E canto di Lara la resilienza

di chi nel lavoro dà il meglio di sé

per poi combattere la prepotenza

di chi della vita non sa i suoi perché.

II Recitativo sul Refrain al pianoforte:

Cantare è un modo di evitare il pianto

inutile, eppur utile a dirci vivi:

se ben gli affetti richiami nel canto

così rivivendoli poi li coltivi.

II Strofetta bissata con varianti:

Canto per Lara che si emoziona

per la dolcezza di una canzone,

che riconosce la rima buona

nel nuovo senso che si sovrappone.

Canto di lei l’altro amore materno

che si potenzia in mancanza di un padre

perduto presto ed era un inferno

anch’esso salvato da un’altra madre.

Bridge/Volta apicale:

E che il dolore la gioia promuova

credo ne sia gran maestra la Lara:

con tanta forza lei sempre rinnova

la fedeltà alla vita più rara,

fatta di piccole eppur grandi cose,

di margherite al profumo di rose,

di foto preziose appese sul muro

in quella stanza che è un luogo sicuro.

Refrain cantato con secondo controcanto violinistico:

Cantare è un modo di amare le cose

che noi più di altre sentiamo dentro;

che nel ricordo son spine di  rose

ma che dobbiamo disporre nel centro.

CODA: Variazioni violinistiche in progressione accelerata di diminuzione melodica

*****

(bis facoltativo occasionale e corale)

Bridge/Volta apicale / bis:

E che il dolore la gioia promuova

crediamo ne sia maestra la Lara:

con tanta forza lei sempre rinnova

la fedeltà alla vita più rara,

fatta di piccole eppur grandi cose,

di margherite al profumo di rose,

e questi fiori nel tuo compleanno

con l’abbracciarti i tuoi amici ti danno!

Refrain cantato con secondo controcanto violinistico / bis:

Per cui tu Lara, puoi esserne certa

che qui noi tutti ti vogliam bene.

Se questa lettera è troppo “aperta”

però dimostra che ben ti conviene!

_____________________________________________

Eccone la mappa formale associata all’accompagnamento armonico-accordale:

Un ascolto provvisorio:

……………………………….

… nel cantarle per disporle “al centro” quelle cose che più di altre sentiamo dentro …

*******

L’assolo violinistico della Coda è – dev’essere in un’accettabile performance – come la ripresa, ma stavolta infinita e indefinita, di quel “volo di rondine” interrotto tanti anni fa … Lo spartito per canto e pianoforte è quindi da considerarsi un riferimento relativamente stabile per performance interpretative anche molto slegate dai vincoli della scrittura; come del resto è cosa più generalizzata nella musica pop dove il testo effettivo è quello fonografico. Del resto a me stesso emoziona recitarla o cantarla accompagnandomi al pianoforte nelle maniere più differenti e secondo il modo di sentire del momento. Proprio per questa forte appartenenza empatica della protagonista alla mia più profonda sensibilità. Però sarei contentissimo se la facesse sua una brava professionista. Penso che infatti questa canzone sia di appartenenza femminile, anche se la mia ispirazione ha trovato solidi riferimenti in tante canzoni di Fabrizio De André dedicate a figure femminili emblematiche. Quindi mi aspetterei che una cantantessa, piuttosto che un cantante, le riuscisse a dare un suo personale bel tocco interpretativo. In quel caso sarei perfino felice di regalarle ogni diritto di sfruttamento economico connesso al copyright.

_________________________

* Nonna Margherita, giovane vedova di cinque figli tra cui mia madre. Insomma la dedica più generica la voglio riferire a tutte quelle madri che hanno potenziato il loro affetto sui figli nel supplire alla mancanza del padre. E dunque anche a mia zia Melina, giovane vedova e madre di Tanino e Graziella, che ha trovato il tempo di dedicarsi a mio padre a sua volta precocissimo orfano di madre …. Casi di genitori splendidi, i miei, perché capaci di restituire ai loro figli quello che, solo con eccezionalità e difficoltà, loro hanno potuto ricevere.

(8/10-26 marzo 2022)

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