I Mass Media cattivi maestri e il Grande Fratello, tra realtà e fantascienza

di Mario Musumeci

Sono abbastanza convinto che la televisione come più in generale i grandi mezzi di comunicazione siano già divenuti in gran parte veicolo di disinformazione se non di oppressione occulta e surrettizia delle libertà individuali. Ma ciò vale da tanto più tempo, e prima di ogni altra cosa, per l’esposizione pubblicitaria, oramai divenuta invasiva fin troppo (forse insopportabilmente? e proprio per tutti?).

Era ed è tutto questo che arriva sempre più impercettibilmente a costituire il “Grande Fratello” immaginato da George Orwell per il nostro ormai lontano 1984 (“1984” era il titolo del suo romanzo)? Epoca in cui questa invasività era stata perfino legittimata dall’abolizione del reato di plagio. Ma il romanzo era stato scritto nel 1949 e risentiva – pur nei suoi consistenti barlumi fantascientifici di una ben più complessa futura verità – del clima sociale e politico delle propagande di regime e di guerra delle grandi dittature del Novecento. Pur allargandone il campo di azione fino agli estremi del controllo capillare di ciascun singolo cittadino assieme alla massa in cui egli stesso verrà inviluppato, appunto dai … mass media. Al confronto uno show come l’omonimo Grande Fratello (… rete commerciale Mediaset) sembra delegittimare la visione totalizzante dell’influsso massificante dello schermo televisivo educativamente male orientato, inserendola nella prospettiva apparentemente inoffensiva di un gioco …

Ma il problema di come bisogna meglio orientare questa indebita pressione non credo sia solo richiamare una pur presumibile disaffezione se non un rigetto per il mezzo televisivo in quanto si possa aver acquisito consapevolezza che sia divenuto opprimente. Per le menti deboli o in via di formazione non servono gli antidoti presunti del cambio canale o dell’abbonamento a TV commerciali a pagamento; dove si amplia la possibilità di scelta ma non si costituiscono certo le basi critiche della scelta. E la scuola non può da sola divenire garante di alcunché al proposito anche perché il gap generazionale così prodotto non può non coinvolgere le nuove classi docenti. Magari si può aggiungere alla questione tanto propositivo ottimismo della volontà quanto se ne vuole, ma …

E se invece si restaurasse il reato del plagio in nuove previsioni normative e fattispecie giuridiche ben riadattate al presente? Certamente sarebbe un duro colpo ad un modello di società fondata sulla prevalenza assoluta sulla libertà individuale dell’economia e degli interessi di chi la governa. Il punto è che alla fin fine si arriverà inevitabilmente a discutere così della piena legittimità del vigente potere … L’articolo seguente di Johann Rossi Mason merita allora particolare attenzione per le coscienze che vogliano reputarsi libere e dunque più critiche:

https://www.msn.com/it-IT/health/other/o-si-parla-di-guerra-o-di-covid-i-danni-della-televisione-cattiva-maestra/ar-AAVgAOX?ocid=sapphireappshare

(21 marzo 2022)

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