Geopolitica, che passione! La storia-favola dell’asino d’oro alle prese con agnelli e draghetti, aquile e avvoltoi, orsi e dragoni, maiali e bufali…

by MM

A proposito di un resoconto del nostro mago della geopolitica:

Il buon Lucio Caracciolo continua a sforzarsi nella sua ponderosa impresa, cui corrispondono gli ancor più ponderosi (e graficamente fascinosi) volumi monografici del “suo” Limes: voler far credere a lettori o aspirabili tali che la “sua” geopolitica sia una scienza esatta e al di sopra delle parti.
Ma a forza di dare colpi di oggettività a cerchio e botte il vino prodotto dal ‘suo’ editore GEDI (… lupi mascherati da “Agnelli”) fermenta troppo e rischia di andare a male. Fortunatamente lui è stato “avvertito” e corregge sempre più la rotta.

Adesso sappiamo che:

A) La Costituzione Italiana davanti agli interessi della geopolitica marca USA è carta straccia. Quindi non solo le guerre sono ineluttabili ma se ce le porta in casa l’alleato-invasore attuale dobbiamo anche ringraziarlo e farle nostre con assoluta convinzione. Perché l’unica e tragica alternativa possibile è che questo ci abbandoni lasciandoci nelle fauci dell’orso russo, pronto a far di noi un sol boccone! Eppure per almeno una ventina di anni il pericolo più paventatoci è stato quello dell’ingordo maiale islamico-integralista: piuttosto un cinghiale con inoculato il virus della rabbia! Che adesso, dopo il “frettoloso” ma post-ventennale ritiro dall’Afghanistan e il disimpegno dalla Siria, sembra essersi rassegnato a star chiuso a scalciare nei suoi recinti (ma sarà vero, se di questi nemici-amici ci si serve a fasi alterne, secondo la cinica convenienza del momento?!). Stessa storia tantissimo tempo fa con il bufalo vietnamita: che nonostante la pacifica natura, per difendere territorio e prole, il suo nemico invasore l’ha definitivamente incornato (allora l’atomica non la possedeva sfortunatamente solo l’aquila, come ai tempi gloriosi di Hiroshima e Nagasaki, in compenso usava allegramente il napalm …)!

B) Guardando adesso alla placida realtà sociale post-coloniale proprio del Vietnam, in una comparativa visione geopolitica analoga ma soggettivamente inversa, non si potrebbe dire che l’Ucraina non dovrebbe essere abbandonata dal suo più tradizionale detentore russo proprio perché rischia di essere poco a poco fatta a brandelli dall’aquila yankee, sia nel senso della fomentata conflittualità etnica prima che del dominio neo-coloniale economico dopo?!
Così come Taiwan su cui l’aquila pretende di svolazzare impunemente pronta a cogliere l’attimo, profittando di un dragone cinese magari dormiente; ma in realtà all’erta e pronto a far fuoco e fiamme se disturbato nei suoi alloggi naturali e già precostituiti?
Nessuna coerenza: il buon Lucio ricorda adesso sempre più il protagonista della favola latina di Apuleio “Lucio e l’asino d’oro”, appunto trasformato in asino per un lungo cammino di espiazione! Egli vola già molto in alto nei cieli e vede teneramente il mondo intero con gli occhi di un aquilotto appena svezzato. O forse si tratta sempre dell’apuleiano asino d’oro, impegnato nel volo di una difficile riscoperta della propria vera natura?

C) In effetti in Ucraina l’aquila aveva già nidificato, profittando di una fase di letargo un po’ più prolungata dell’orso. Per cui questo, al suo risveglio, trovandosi davanti alla sua grotta rapaci tra i più diversi – più che aquile i suoi più lontani e sgradevoli succedanei, dai condor agli avvoltoi… – già da un po’ reagisce inferocito come può!
E Lucietto già intravvede più o meno a media o a lunga scadenza (la scadenza breve in effetti sembra un po’ altalenante…) la pelle dell’orso nel boudoir del nido aquilano. Oppure, stessa cosa, la cruenta distruzione di caverna, dei nidi più o meno circostanti e dei loro abitanti!
“Chi si salverà mai?” diventa così il format di un nuovo programma televisivo conteso tra Rai3 e Canale5!

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Per cui se facciamo affari economici con i dragoni l’aquila ci manda i suoi draghetti spurii a tutela economica propria e scorno nostro. E se non ci piacciono le aquile ingorde, e tanto meno gli avvoltoi al seguito, siamo irrimediabilmente dei “russofili”!
E il novello Lucignolo Caracciolo, pronto a transitarci nel paese dei balocchi, non dice “putiniani”: perché l’infamante accusa stava proprio per essere attribuita a lui stesso in uno dei suoi momenti di “oggettività” più disperata, e disperante (per chi, leggendolo, cercava di capirlo)…

Appunto l'”oggettività geopolitica”!
Ma se a forza di leggere questa come l’incontro-scontro dialettico più o meno condizionato (e qui sta il punto) dei vari posizionamenti nazionali, nelle loro relazioni internazionali più o meno critiche, però poi si fanno via via sempre più prevalere i punti di vista del “migliore in campo” come momento di sintesi tifoidea, a che serve compilare la schedina del toto-dominio?!
Tanto alla fine vince sempre la… Juventus!

Corro a guardarmi un bel western d’antan con gli indiani cattivi e John Wayne che ne fa polpette, altro che geopolitica!

(17 settembre 2022)

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