25 Aprile – FESTA DELLA LIBERAZIONE

FASCISMO?

by MMMi

Bisogna seriamente riflettere sul fatto che gli italiani oggi sostengano:
1. un partito neo-fascista che apertamente nega i valori della Resistenza;
2. un partito che ha fatto fortuna sulla sua vocazione anti-risorgimentale e anti-unitaria, ma anche programmaticamente e volgarmente razzista quando elettoralmente utile (“il razzismo dei terroni del nord”, andrebbe semplicemente qualificato);
3. un partito-azienda fondato sul “centralismo democratico” imposto dal suo capo-azienda, che ha sdoganato mafiosi e antifascisti;
4. un partito già fondato sul centralismo democratico di una nomenclatura impiegatizia e oggi trasformato in aggregazione disarmoniosa di bande pronte a tutto pur di affermare il personalistico potere di ciascun capo e che richiama pericolosamente il peggio del parlamentarismo post-unitario e pre-fascista;
5. un movimento ancora vincolato dal volgare “centralismo democratico” del suo fondatore, forse programmaticamente unica originale speranza di rinnovamento; ma, guarda caso, combattuto da tutte assieme le forze politiche dei punti precedenti …

Non è che il fascismo monopartitico abbia generato anche in continuità la partitocrazia che stiamo vivendo, come virus distruttivo della democrazia? Specie quando il pluralismo si riveli fittizio e solo difesa corporativa di una casta politico-economica?
Non è che il fascismo debba diventare una volta per tutte, oltre che categoria storica, anche categoria sociologica inquadrante il più bieco conformismo adattantesi alle ragioni del Capo e soprattutto alle più Vili Convenienze del momento?
Non è la Ragion Critica il suo migliore antidoto, che richiede Conoscenza sempre più profonda e impegno costante all’Ascolto delle Diversità e delle Complessità?
Insomma è tollerabile una democrazia che non privilegi, come valore sine qua non, il miglior equilibrio possibile tra Libertà e Uguaglianza, senza scadere nei mali o del liberismo egoistico ed anti-sociale o dell’egualitarismo massificante e totalitario?

Questo è il “compitino” da affrontare nei prossimi mille anni, per transitare da una conformazione antropologica fondata sulla necessità delle elites di governo ad altro che assomigli molto più ai fini sostanziali e non meramente formali della democrazia?
Ci vorranno nuove elites profondamente rinnovate per raggiungere uno scopo democratico al momento forse neppure politicamente programmato?!

Oppure è il Popolo ad essere costituzionalmente refrattario alla Democrazia?!

Ma siamo noi parte costituente di “quel” Popolo, quindi non abbiamo alibi per attribuire ad altri la qualità e la funzionalità delle nostre scelte, quali che esse siano.

********


Gli alibi del Fascismo storico e di sempre:

il Comunismo internazionalista,

il Parlamentarismo demagogizzante post-unitario e odierno,

l’altrui Populismo demagogico …

Tutti gli -ismi pongono un problema
e sarebbe sciocco averne tema.
Ma se affronti l’uno che determina il momento
non puoi contrapporgli un altro e annullarne il sentimento!

VIVA L’ITALIA,
REPUBBLICA DEMOCRATICA
FONDATA SUL LAVORO
E SULLA MIGLIORE COSTITUZIONE DEL MONDO!

Facciamone tesoro nell’esempio
e non con la critica esecrabile scempio.

(MM – 24/04/2021)

*****

Il 25 aprile, una data che è parte essenziale della Nostra Storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita.

(Enzo Biagi)

*****

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dov’è nata la Nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà in dignità andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la Nostra Costituzione.

(Piero Calamandrei)

*****

Una buona parte degli italiani vivrebbe nel fascismo come dentro la propria pelle. Magari dentro a un fascismo meno coreografico, con meno riti, con meno parole, ma Fascismo. Un regime che non dia la preoccupazione di pensare, di valutare, di scegliere.

(Leonardo Sciascia)

Omaggio al Prof. Vincenzo Coppoletta, indimenticato Maestro di Etica e di Passione didattica e civile

(rivolto ai miei ritrovati compagni di liceo classico Mario Cutelli)

Cari amici, ieri ho preferito festeggiare in allegria l’importante giornata, nonostante mi fossero tornate alla mente delle immagini che, credo, ci riguardino un po’ tutti. 

Il giorno della commemorazione di Vincenzo Coppoletta nell’aula magna del liceo Cutelli il discorso più importante lo fece il suo collega ed evidentemente grande amico personale Maricchiolo; che aveva fama di professore di filosofia rigoroso e dunque … “terribile” (forse per gli studenti “poco studenti”? 😊).

Quell’uomo, fisicamente non gradevole, commosse l’uditorio fino al pianto leggendo una poesia del grande Vincenzo, nostro professore di Filosofia.

Era una poesia sul fascismo, non ne ricordo le parole e me ne dispiace veramente tanto. Ma ne ricordo perfettamente il sentimento: erano le parole di un uomo che evidentemente il fascismo l’aveva vissuto con grande sofferenza, un uomo di grande e vivace intelligenza e di affetti non comuni: su quelle parole incombeva l’esperienza profondamente intima di un buio più terribile d’ogni altro buio, il buio dell’intelligenza e della mente!

Quell’uomo, davanti alle cui lezioni tutti tacevamo vuoi perchè intimiditi vuoi perchè ammirati e affabulati dalla sua passione espositiva, io l’ho sempre considerato tra i miei Maestri di vita professionale e di intelletto speculativo. Fu lui per primo a illustrarmi/ci (su mia precisa richiesta di studente semplicemente “curioso”) il significato, storico e filosofico e insomma interdisciplinare, del termine “fascismo”.

Chi vorrà per l’occasione destinare un più o meno analogo pensiero di apprezzamento a Lui e a quanto ci ha dato mi sarà, proprio per l’occasione celebrativa di ieri, particolarmente vicino. Anche col semplice silenzio…

Grazie.

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