L’Addulurata nei Misteri della Passione di Trapani. La Madre, il Figlio, la Croce: un’opera poetico-musicale

di Mario Musumeci

Dedicato alla gente trapanese tanto da me ammirata nella celebrazione dei Misteri della Passione e alla memoria di mio padre

Nella semplice qualità di visitatore della appena trascorsa festa pasquale, i Misteri della Passione, esprimo in tale riconoscente modo la profonda emozione provata nel parteciparvi lungo l’intero corso della sua durata: donandone il personale frutto, spero gradito, da me ideato e prodotto in quei momenti e completato nella successiva settimana.

Trovandoci ospiti io e mia moglie assieme ad una coppia di amici in due appartamenti di un graziosissimo residence collocato proprio sul corso principale del centro storico di Trapani, abbiamo potuto pienamente calarci nello spirito della manifestazione, profondamente e con ammirevole civismo partecipata dalla cittadinanza: dall’esposizione dei venti gruppi scultorei nella Chiesa del Purgatorio alla messa in Cattedrale (giovedì), dalla prima parte pomeridiana del percorso (venerdì) a quella mattutina (sabato).

Proprio nella mattinata di sabato ho scritto il testo poetico, che qui allego, sul tema ispiratomi dall’attenta visione dell’espressione del volto della Madonna nel ventesimo simulacro: una smorfia di dolore che mi ha richiamato per la sua intensità il più generale dramma dell’umanità coinvolta nell’eterno dissidio tra bene e male; dramma esaltato nella visione cristiana del sacrificio individuale dell’Uomo Giusto – la Croce – e nel pianto tanto umile quanto elevato della Madre: un pianto disperato, disaccettante (Mater humana) ma assieme dolente, auto-consolatorio nell’accettazione filtrata dal ricordo (Mater divina). Al quale si aggiunge la crescente consapevolezza di un’altra Umanità (Humanitas lacrimosa), quella smarrita e coinvolta nel ricorrente dramma dell’ingiustizia.

Ho così veduto epifanicamente riflessa in quell’immagine sacra le infinite immagini, incessantemente riproposte nella (anche) sanguinaria storia dell’uomo: le immagini delle madri degli uomini giusti che pagano tragicamente con la vita il loro sacrificio a favore di un bene comune, le immagini del loro dolore inconsolabile prima e rassegnato poi ma solo a tratti, proprio nella maniera che solo può accadere ad una madre/Madre.

Insomma l’eterno femminino, troppo spesso banalizzato e reso asfittico da punti di vista politicizzati, che trascende da un’immagine umana per diventare immagine sacra. In tal senso la musica che ho cominciato già da subito ad immaginarmi è una musica fatta solo del dolore soggettivo della madre, tutt’al più riflesso nella comunità partecipata del coro commentante e “cantante”; si tratta difatti di una trenodia (canto funebre) per due soli, coro e orchestra e i due soli rappresentano assieme e separatamente questa sopra descritta dualità del richiamato femminino materno.

Una volta pubblicati testo e musica  ho sentito di doverne rendere partecipi i più diretti interessati, e allora – catanese di origine e di residenza e non avendo alcun riferimento a Trapani – mi sono affidato ad alcune immagini cittadine, che mi hanno condizionato in questa creativa ispirazione: il luogo ospitante, le associazioni cittadine e soprattutto più direttamente coinvolte sul tema, la principale istituzione musicale formativa, un maestro di banda, autorevole tra i tanti, che mi ha colpito per la sua bravura – … una melodia cromatica affidata con magistrale pulizia sonora ai legni, cui forse devo parte della mia ispirazione – e per la sua umiltà (sentimento strettamente connesso alla mia suddetta creazione) di capobanda diviso tra il ruolo di conduttore e di suonatore nella sezione delle trombe … A tutti loro, oltre che ai miei più stretti amici, ho inviato pertanto in formati digitali e come personale mio dono di ringraziamento per questa, per me, forse irripetibile e molto coinvolgente esperienza:

  1. il testo poetico del canto funebre “L’Addulurata (Mater dolorosa)”, utilizzabile da solo in recitazione a cura di due voci e di un gruppo corale, alternato stroficamente ma anche sovrapposto ad esse: Mario MUSUMECI – L’ADDULURATA (Trenodia);
  2. la Trenodia omonima ossia la partitura musicale per due soprani, coro ed orchestra in allegata pubblicazione: la quale però tutela, in quanto unico autore, solo il mio diritto giuridico di attribuzione per testo e musica; difatti, non avendo alcuna intenzione di iscriverla alla Siae, la sua esecuzione in qualunque forma non mi darà alcuna attribuzione di royalties e pertanto non comporterà alcun onere economico per chicchessia. Appunto: un dono: Mario Musumeci. L’Addulurata (A4);
  3. un file audio abbozzato dell’opera per l’ascolto musicale. Certamente al momento si tratta solo di un’esecuzione digitale: con parti cantanti e coro che semplicemente vocalizzano su una “ooh”, molto approssimativa negli impasti timbrici e negli equilibri dinamici, ritmicamente ancora abbastanza rigida negli andamenti e nei mutamenti metrici, etc.. Ovviamente è di fondamentale importanza, per la comprensione, la pertinente attribuzione passo passo delle parole del testo poetico e, in tal caso, bisognerà fare pure un certo sforzo per immaginarsele dietro la semplice vocalizzazione soprattutto se chi ascolta non legge neanche un po’ la partitura, dati anche i vari intrecci polifonici. Chi scrive infatti crede fermamente che una musica nuova richieda più ascolti e tutti in crescendo di attenzionalità per una sua adeguata comprensione, specie se ricca di simbolismi e di significativi particolari (concetti inquadrabili come specifiche figure retoriche musicali, peraltro ricavate dalla tradizione plurisecolare della musica occidentale colta). Ma mi rendo conto che all’inizio deve … “scattare una molla”, manifestarsi almeno un interesse mirato a tutto questo. Così quando esecutivamente avrò di meglio lo metterò subito a disposizione sulle pagine di questo sito e vi pubblicherò anche ogni eventuale utile aggiornamento;
  4. due versioni audio-video, una già pienamente compiuta nel mio sentire poetico-musicale sulle immagini isolate del rito pasquale, un’altra propedeutica alla mia stessa ispirazione poetico-musicale:  A) Con testo e musica associati alla visione dei simulacri rappresentanti con ammirevole realismo le fasi celebrative del sacrificio e della crocifissione del Salvatore: MM – Stabat Mater (L’Addulurata) [lasciare scorrere automaticamente la presentazione per meglio usufruire della suggestione del coordinamento immagini-poesia-musica]; B) Sullo sfondo dell’articolato e sontuoso cerimoniale della festa culminante nella sfilata dei venti espressivi simulacri, tutti e venti (sic!) accompagnati ciascuno da una diversa banda musicale professionale: venti bande musicali molto ben curate e provenienti dai più importanti centri della provincia trapanese:  Stabat Mater (L’Addulurata) – B [lasciare scorrere automaticamente la presentazione oppure farlo manualmente: si tratta in tal caso di una visione partecipata della festa e non solo dell’intensità artistica dei simulacri];

Consiglierei entrambe le due visioni nella successione prevista, la prima per capire la relazione testo-musica anche con la suggestione delle immagini sacre, la seconda per entrare nel clima della festa cittadina: caotico nella partecipazione della folla e tuttavia ammirevolmente ordinato e ancor più coinvolgente per la sua qualità organizzativa. Trasmettere ad altri queste mie emozioni è in effetti l’unica cosa preziosa che mi spinge a scrivere poesia e musica e ad esternare le mie creazioni, oltre che utilizzarle come preziosi tasselli di un mio diario intimo. Quindi, in definitiva, non mi attendo per nulla complimenti e plausi di sorta, semmai motivate e motivanti empatie e simpatie e magari delle appassionate e coinvolte esecuzioni ed interpretazioni. In tal senso le immagini della festa, qui sopra riportate, hanno costituito per me un compiuto compendio ispiratore.

Catania/Messina 18-19 maggio 2015

(contattare per l’ uso corretto dei materiali qui esposti e in parte tutelati dal diritto d’autore)

M°. Prof. Mario Musumeci

Via Conte Ruggero n. 83, 95129 Catania

Tel. 095 538583, Cell. 333 6567396

E-mail: mario.musumeci@tin.it

*****

L’ADDULURATA (MATER DOLOROSA)

 …..

Me figghiu muriu appisu ‘nta cruci,

lu ciatu spirdiu: piddemmu la luci.

Mi nesci lu chiantu e pari abbruciatu,

‘a vuci è ‘n lamentu: ju cianciu ‘u mé fatu.

…..

Chi granni duluri ca l’arma distruji!

Purtau ccà l’amuri, ‘nto celu ora fuji.

Duluri strazianti: ‘nto scuru ni lassi!

Ci volunu santi ppi fari i tò passi.

…..

 Era ‘u suli Gesù, ‘nta vita splinnenti,

e mai n’omu ci fu ‘ntra tutti li genti

chi, vasciu di cetu ma autu di cori,

ccu l’animu letu dittau li paroli.

Paroli di Diu: ppi l’omu ‘a salvizza,

ma cu nun capiu si tinni ‘a tristizza;

cunsòlu di viti eterni ppi tutti,

parabuli arditi ammenzu a li lutti.

…..

 Chi granni duluri ca st’arma distruji!

Purtau ccà l’amuri, ‘nto celu ora fuji.

Duluri strazianti: Passioni di Diu.

Duluri pisanti ca è sulu miu.

…..

Duluri di matri ca ‘u figghiu ora cianci

‘nto menzu a li latri trafittu de’ lanci.

‘Nfamatu ‘u ‘mmazzanu e ‘u ficiunu santu

e a mmia mi lassanu ca ‘a morti ora cantu.

 Duluri di matri ca ‘u figghiu ora cianci

‘nto menzu a li latri trafittu de’ lanci.

‘Nfamatu ‘u ‘mmazzammu e ‘u ficimu santu

e a ttia ti lassammu di morti lu mantu.

*****

Traduzione ritmica:

L’ADDOLORATA (MATER DOLOROSA)

…..

Mio figlio è lì morto appeso alla croce,

ha perso il respiro: perdemmo la luce.

Non ho che il mio pianto, lo sento bruciato,

la voce è un lamento: io piango il mio fato.

…..

 Che grande dolore che l’animo strugge!

Portò qui l’amore, nel cielo ora fugge.

Dolore straziante: nel buio ci lasci!

Ci vogliono santi per fare i tuoi passi.

…..

 Era il sole Gesù, in vita splendente,

e mai un uomo ci fu in mezzo a ogni gente

che, basso di ceto ma alto di cuore,

con animo lieto dettò le parole.

Parole di Dio: per l’uomo salvezza,

ma chi non apprese si tenne tristezza;

promessa di vita eterna per tutti,

parabole ardite tra i mali e nei lutti.

…..

Che grande dolore quest’animo strugge!

Portò qui l’amore, nel cielo ora fugge. 

Dolore straziante: Passione di Dio.

Dolore pesante che è solo mio.

…..

Dolore di madre che il figlio ora piange

costretto tra ladri, trafitto da lance.

Un’infame uccisione lo rese poi santo,

ma a me restò solo di morte il mio canto.

Dolore di madre che il figlio ora piange

costretto tra ladri, trafitto da lance.

Con infame uccisione lo rendemmo poi santo,

e a te noi lasciammo di morte il tuo manto.

Mario MUSUMECI – copyright maggio 2015 –

N.B.: l’articolo con i suoi allegati sono stati aggiornati il 24 febbraio 2019

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attività artistiche e culturali, etica e cultura, Marginalia, Musica e cultura, Poesia della vita. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.