“Composizione” (2015) – Impianto di verifica e chiusura del II Modulo

di Mario Musumeci

Eccovi di seguito il lavoro di sostegno a distanza che ho cominciato a preparare per voi. Innanzitutto, come già disposto per il I modulo, si è dato e si continua a dare tempo per lo studio delle precedenti lezioni, in attesa peraltro del completamento del modulo (le lezioni interrotte causa la sessione invernale d’esame saranno pertanto completate in simultanea agli interventi degli studenti nelle tre settimane di interruzione):

“Composizione” lez. II-1 (2015) – La Trama continua barocca

“Composizione” lez. II-2 (2015) – L’analisi della Fuga d’arte

“Composizione” lez. II-3 (2015) – Fortspinnung, Fughismo e Affektenlhere

“Composizione” lez. II-4 (2015) – La contaminazione tardobarocca dei generi

“Composizione” lez. II-5 (2015) – Il tematismo musicale

Ma già da adesso lo spazio che segue verrà costantemente e poco a poco riempito dai materiali di studio approfonditi e dai materiali di lavoro prodotti da ciascun discente, tramite l’invio di commenti e/ o di mail con allegati di lavoro – che verranno trasformate in commenti, solo in quanto utili per tutti. Tale pubblicazione avverrà secondo un ordine di utilità collettiva che darà innanzitutto spazio ai livelli più meritori di impegno, affinché questi soprattutto servano da modello agli altri. Ciò non significa che livelli più bassi o che procedano con difficoltà non verranno presi nella giusta considerazione, ai fini della loro stessa crescita. In tal caso la pubblicazione avverrà, a specifica cura del docente, in modo quanto meno da non arrecare disturbo alla crescita collettiva (Nota 2).

Per permettere la miglior graduale ed ulteriore crescita individuale e collettiva il docente curerà la pubblicazione anche di ulteriori materiali di studio e di riflessione; materiali che tutti gli studenti saranno tenuti a visionare e ad utilizzare adeguatamente.

Buon lavoro a tutti!

Il Prof

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annuncio provvisorio (prima settimana di pausa dalle lezioni)

Per Paolo e per tutti gli altri Ok, ho ricevuto e apprezzato il tuo lavoro di avvio dell’analisi di qualcuna delle fughe assegnate. Tanto il tuo lavoro come quello degli altri tuoi colleghi, anche se con i dovuti chiarimenti da fare per te, Alice, Monica e tutti gli altri che man mano si faranno sentire, etc..

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In brevissima sintesi. Sto finalmente perfezionando un metodo di lavoro – che mi porto appresso da anni (decenni) – fondato sulla corretta lettura e sulla conseguente revisione adeguata del testo musicale barocco.

Un lavoro quanto più semplice e lineare possibile sul piano metodologico-didattico, che fondandosi sull’analisi filologicamente fondata del singolo e compiuto brano musicale ricavi nel modo più semplice possibile dal suo testo originario urtext (ossia senza le legature di espressione e le dinamiche e i segni agogici, etc. etc., che i vari revisori più o meno arbitrariamente vi sovrappongono) il senso della sua articolazione: in figure di base che definiremo di ordito, i piedi ritmici; in superiori raggruppamenti figurali di ordine tematico-elaborativo che definiremo di disegno o ricamo, soggetti e loro derivazioni e aggregazioni; nelle compiute e costituenti fasi retorico-formali dell’intero brano, di più macroscopico risalto figurale che definiremo con il nome di una specifica trama. __________________________________________________________

L’annuncio che vi sto dando, forse troppo poco chiaro ancora per voi, è quello di una grossissima novità (che nel contempo mi sta notevolmente aiutando a completare un libro sull’argomento che mi porto appresso da ben oltre un anno), la quale ci aiuterà a vedere le cose riguardanti la musica barocca in una maniera estremamente funzionale e meno complessa possibile sul piano pratico dell’apprendimento per ciascuno di voi. Dato che – come spero abbiate capito dal lavoro fin’ora svolto nel modulo sul barocco musicale – il ritmo su cui si fonda la lettura di questa musica non è certo quello della battuta metrica, ma della figura che, semmai, è proprio lei che fa adattare a sé il metro di battuta. Nel frattempo dedicatevi preferenzialmente alla composizione di melodie/soggetti su basso continuo dato, come vi ho illustrato in classe: è il modo migliore è più semplice per adesso, a livello introduttivo, per “pensare la musica in maniera barocca”.

*****

Non è facile chiarirsi su tali generi di cose – me ne rendo perfettamente conto: molto più normalmente gli insegnanti … insegnano e non fanno ricerca scientifica e metodologica, e per di più non la vanno certo a comunicare innanzitutto ai propri studenti… – ma spero di essermi spiegato bene nel poco che vi sto comunicando (che poco non è, per chi comprende qualcosa alla luce di quanto già svolto) e soprattutto di riuscire a trasmettervi anche un tantino del mio attuale grande entusiasmo e della mia soddisfazione personale! Tutto sarà più chiaro, spero per tutti voi,  a partire dalle prossime lezioni. E mi raccomando: cominciate da adesso a mettere in saccoccia tutte le composizioni di epoca barocca, 1600-1750 circa, che avete in studio o che avete già studiato o che vorreste studiare: nei laboratori vi offrirò prospettive di migliore comprensione e di più partecipata esecuzione … Buona composizione melodica, nel frattempo. 🙂 Il Prof

N.B.: Ho lavorato e sto, lavorando sodo per tutti voi al fine della preparazione dei materiali più adeguati alla comprensione del metodo che sopra vi ho accennato. Ecco perchè al momento ho fermato l’e-learning. Che, se riesco, al più presto riprenderò; ma per adesso limitatamente alla composizione melodica barocca, postando i vari materiali corretti in classe e quelli che mi invierete nel frattempo.

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Direttamente “dalle isole” da Francesco C., anche se un pò “a scoppio ritardato”(scorso modulo) ecco una melodia in quadratura sull’accompagnamento tratto da Mozart, da me rivista e migliorata solo nei particolari.

Mozart-Cipicchia

 Invece sull’argomento del modulo, ecco una revisionata melodia-soggetto (melodia in stile barocco, fondata sull’interna articolazione in piedi ritmici) di M. D.:

Monica Dell'Acqua (melodia barooca 1 MM)

Continuando la correzione di lavori consegnati a suo tempo, noto una certa qualità ed impegno in un certo C., “brigatioto” sax, e ne approfitto per dare sapore al lavoro trascorso sulla melodia in quadratura. Ecco le sue realizzazioni alle quali seguono le mie revisioni (tutte inviatevi in e-mail per l’ascolto), che sono anche incoraggiamenti per lui e per tutti. Nel senso che più studiate da dove C. parte e dove io arrivo, meglio capite cosa fare e soprattutto come funziona il tutto in ogni senso.

Del resto io, e tutti i vostri colleghi, saremmo qua proprio per discuterne; è proprio questo il senso utile dell’e-learning: crescere assieme confrontandosi al meglio.

.Mozart-Caruso

L’idea è buona ma comincia e finisce male, perchè usa note del basso (bb. 1, 4, 5-6 e 7-8) e anche male relazionate all’armonia (bb. 1, 4, 5 e 6); inoltre diventa ossessivamente ripetitiva (*), ma senza un adeguato (e ben diverso) supporto armonico; ossia troppo monotona al confronto della varietà armonico-accordale delle due frasi melodiche: 1) oscillazione plagale T-SD, che suggerisce un moto cicloide nel melos, e 2) compiuto giro armonico , che suggerisce una apertura espansiva e compiuta del canto.

(*) N.B.: l’ossessività è un carattere che si può esprimere certamente in musica, ma deve essere bene integrato in tutti i parametri che lo compongono nel caso specifico; e l’armonia data delle successioni accordali non è propriamente “ossessiva”.

Con più attenzione ecco cosa può uscirne, completando con un minimo sforzo creativo:

Mozart-Caruso-MM

Passiamo da Mozart a Chopin:

Chopin-Caruso

Con più coraggio, e anche con più sprint, ecco un grazioso tema completo; ma anche un ottimo materiale per il vostro studio applicato (come l’ho ricavato dal “passabile” esempio del vostro collega e soprattutto come funziona? … si tratterebbe solo di padroneggiare l’uso delle note estranee rispetto gli accordi dati, con una coordinata coerenza motivica):

Chopin-Caruso-MM

Da Chopin a Bellini il passo è storicamente breve:

Bellini-Caruso

Qui non è compresa la, pure abbastanza semplice, sintassi armonica e così l’accompagnamento risulta un pò contorto. Comunque “rimboccandomi le maniche” ecco cosa ne esce fuori; soprattutto preventivando la consistenza del ritmo accordale fondato sulla battuta (insomma: un accordo per battuta) e solo alla fine accelerato (due accordi):

Bellini-Caruso-MM

Chiudiamo con Schubert:

Schubert-Caruso

Qui il controcanto del pianoforte disturba fin troppo il canto. Vediamo un pò di migliorare, spiegando anche come, per dare quell’unità che manca:

Schubert-Caruso-MM

Un’osservazione aggiuntiva importante: quando i timbri degli strumenti messi assieme sono diversi (cioè non della stessa famiglia) allora bisogna curare che chi svolge più compiutamente l’armonia, accompagnando il canto, lo faccia in maniera compiuta. Ossia l’accordo singolo non si completa tra uno strumento e l’altro e in tale caso il pianoforte non può avere accordi che si percepiscono chiari solo perchè alcune note le dà il flauto.

Una conseguenza tipica della strumentazione e dell’orchestrazione classiche è che ogni famiglia di strumenti (archi, legni, ottoni) esprime tendenzialmente un’armonia completa.

Con una piccola variante si ottiene anche una maggiore indipendenza tra canto e pianoforte:

Schubert-Caruso-MMbis

N.B.: Una decina di anni fa, ad avvio dei nuovi corsi accademici, gli studenti di una prima annualità – allora ripartiti (come del resto da sempre) in due macro-gruppi a lezione frontale “partecipata” – si lamentarono con me, ma a mia specifica (democratica) richiesta, perchè, sovraccaricato com’ero dai nuovi più complessi impegni di lavoro, non riuscivo a farli lavorare bene nelle attività pratiche e individuali di scrittura compositiva, necessaria per il nostro tipo di discipline. Tutto quello che nel frattempo ho impiantato è stata e continua ad essere una risposta a quelle esigenze: alternanza integrata di laboratori individualizzati e di lezione frontale unica e generalizzata per tutti, pubblicazione dei materiali di studio sul sito e soprattutto disponibilità massima all’e-learning in quanto inteso come una funzionale ed attiva dinamica di gruppo sul lavoro di ciascuno – e non certo solo come una sbrigativa e separata correzione dei singoli elaborati. Tutte attività che mi impegnano molto più onerosamente di quanto previsto nel mio contratto di lavoro.

Dunque ho diritto di credere che un impegno non adeguato da parte dei miei studenti sia oggi un’offesa non solo a me ma anche al rispetto che ciascuno di voi deve a sé stesso …

Queste osservazioni sono rivolte a coloro che, del tutto disimpegnati al proposito, sono forse convinti che arrivare all’esame senza una preparazione adeguata si possa superarlo. Ma non sono solo i miei esami che mi preoccupano, in tali casi: gli esami della vita vanno ben oltre e senza un carattere ed un’applicazione forte e bene addestrata non si va avanti!

Per chiudere: certamente se prima di (ri-)provarci ciascuno di voi non studia bene il tutto a questo punto vorrà dire che sono stato qui inutilmente a perdere il mio tempo! Insomma: in bottega si impara innanzitutto vedendo e capendo il lavoro che fa il maestro, non esercitandosi a prescindere e andando avanti per i fatti propri … E d’ora in poi apprezzerò di più chi interviene sul lavoro svolto, tanto chiedendo ulteriori spiegazioni quanto soprattutto facendo il proprio lavoro prendendo spunto dal mio, in parallelo o anche in alternativa, ma sempre ben spiegando quello che ha fatto: senza consapevolezza tecnica non “si canta messa” in  arte come in qualsiasi altra attività professionale.

Altre realizzazioni, commentate e rifatte da me (anche anni precedenti), in:

“Composizione” (2015) – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

“Composizione” – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

“Composizione” – Impianto di verifica e chiusura del III e IV Modulo

Composizione-Analisi II/Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

Composizione-Analisi II/Impianto di verifica e chiusura del II Modulo

Il materiale non manca, è lo studio che va adesso bene applicato.

***

Mi inseguite anche di domenica 🙂 e, solo perchè ne trovo il tempo e data l’urgenza di passare alla composizione melodica barocca, ecco di seguito ben quattro realizzazioni ricavate da altrettante formulazioni del violinista F. G.: estrose e solo in tal senso da me rispettate, ma piene di errori di interpretazione armonica del b.c. e scritte in una maniera che mi dà ancora l’impressione che l’ottimo e sempre sorridente F. G. non abbia ancora ben capito di che si tratta (estro a parte). Comunque lo ringraziamo per l’impegno; che risulta, in quanto ben revisionato, utile per tutti. In e-mail invio gli ascolti per tutti.

Melodie barocche - Giorgianni-MM

Melodie barocche - Giorgianni-MM.- 2

Come noterete ho variamente inserito le legature di articolazione motivica: di ordito ritmico (piedi dattilici e/o anapestici, clamose, pirrichi o giambi o francesi …) e di più aggregante disegno tematico; mentre la legatura che unisce il tutto specifica in tal caso, di uniche melodie tematiche (o soggetti, in senso ampio), la compiutezza di ciascun tema stesso. Questo significa, per chi non l’abbia ancora capito, che ciascuna di queste melodie costituisce la base unica di un’intera composizione da cui ricavare per derivazione o frammentazione tutto il resto! Queste “legature” servono a capire com’è fatto e come funziona ciascun disegno melodico-tematico – dunque anche in quali “pezzi” si può meglio frammentare. Altra cosa le legature d’espressione, raramente aggiunte dal compositore barocco, per spiegare come si suona; o, meglio, con quale portamento violinistico si suona – data quest’origine idiomatica, specifica proprio delle legature d’espressione.

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Note:

(1) Va da sè che la mancata partecipazione comporterà di per sè l’attribuzione del gradino più basso. Tutti gli studenti difatti sono tenuti ad impegnarsi in maniera congruente rispetto l’impegno del docente, proprio per il rispetto del suo e dello stesso proprio ruolo. Pertanto lo studente che non supera con un giudizio di sufficienza il modulo dovrà recuperare durante i moduli successivi, assommando a quello nuovo il precedente impegno di studio e di lavoro. L’inadeguato risultato finale potrebbe comportare o una non ammissione agli esami o un’ammissione con riserva – da decidere in sede collegiale con gli altri colleghi della commissione. Si ricorda a tal fine l’importanza della predisposizione in cartella dei lavori svolti durante l’anno e appositamente visionati, corretti e giudicati di valore accettabile dal docente.

(2) Ciò pertanto comporta che ciascun discente è assolutamente tenuto a confrontarsi nella maniera più impegnata possibile con il lavoro svolto dai suoi colleghi e a non chiudersi nelle proprie anche eventualmente carenti possibilità: utilizzandole come un alibi per il proprio disimpegno – il che risulterà biasimevole davanti ai propri stessi colleghi e non solo davanti al docente.

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5 risposte a “Composizione” (2015) – Impianto di verifica e chiusura del II Modulo

  1. Alice ha detto:

    Buonasera Maestro. Le ho inviato nella mail una segmentazione di una fuga di Bach.

  2. Paolo Furnari ha detto:

    Salve Prof!
    Le ho inviato un lavoro di segmentazione ed analisi strutturale sulla Fuga II di Bach.
    Presto le invierò anche altro materiale.
    A presto!

    • musicaemusicologia ha detto:

      Per Paolo e per tutti.
      Ok, ho ricevuto e apprezzato il tuo lavoro di avvio dell’analisi di qualcuna delle fughe assegnate. Tanto il tuo lavoro come quello degli altri tuoi colleghi, anche se con i dovuti chiarimenti da fare per te, Alice, Monica e tutti gli altri che man mano si faranno sentire, etc..
      Nel frattempo c’è però una grossa novità di cui vi parlerò approfonditamente e con varie esemplificazioni ed esercitazioni pratiche nelle due prossime lezioni.

      In brevissima sintesi. Sto finalmente perfezionando un metodo di lavoro – che mi porto appresso da anni (decenni) – fondato sulla corretta lettura e sulla conseguente revisione adeguata del testo musicale barocco.

      __________________________________________________________
      Un lavoro quanto più semplice e lineare possibile sul piano metodologico-didattico, che fondandosi sull’analisi filologicamente fondata del singolo e compiuto brano musicale ricavi nel modo più semplice possibile dal suo testo originario urtext (ossia senza le legature di espressione e le dinamiche e i segni agogici, etc. etc., che i vari revisori più o meno arbitrariamente vi sovrappongono) il senso della sua articolazione:
      in figure di base che definiremo di ordito, i piedi ritmici;
      in superiori raggruppamenti figurali di ordine tematico-elaborativo che definiremo di disegno o ricamo, soggetti e loro derivazioni e aggregazioni;
      nelle compiute e costituenti fasi retorico-formali dell’intero brano, di più macroscopico risalto figurale che definiremo con il nome di una specifica trama.
      __________________________________________________________

      L’annuncio che vi sto dando, forse poco chiaro ancora per voi, è quello di una grossissima novità (che nel contempo mi sta notevolmente aiutando a completare un libro sull’argomento che mi porto appresso da ben oltre un anno) che ci aiuterà a vedere le cose riguardanti la musica barocca in una maniera estremamente funzionale e meno complessa possibile sul piano pratico dell’apprendimento per ciascuno di voi.
      Dato che – come spero abbiate capito dal lavoro fin’ora svolto nel modulo sul barocco musicale – il ritmo su cui si fonda la lettura di questa musica non è certo quello della battuta metrica, ma della figura che, semmai, è lei che adatta a sè il metro di battuta.
      Nel frattempo dedicatevi preferenzialmente alla composizione di soggetti su basso continuo dato, come vi ho illustrato in classe: è il modo migliore è più semplice per adesso, a livello introduttivo, per “pensare la musica in maniera barocca”.
      Non è facile chiarirsi su tali generi di cose – me ne rendo perfettamente conto: molto più normalmente gli insegnanti … insegnano e non fanno ricerca scientifica e metodologica, e per di più non la vanno certo a comunicare innanzitutto ai propri studenti…) – ma spero di essermi spiegato bene nel poco che vi sto comunicando (che poco non è, per chi comprende alla luce di quanto già svolto) e soprattutto di riuscire a trasmettervi anche un tantino del mio attuale grande entusiasmo e della mia soddisfazione personale!
      Tutto sarà, spero per tutti, più chiaro nelle prossime lezioni.
      Mi raccomando: cominciate da adesso a mettere in saccoccia tutte le composizioni di epoca barocca, 1600-1750 circa, che avete in studio o che avete già studiato o che vorreste studiare: nei laboratori vi offrirò prospettive di migliore comprensione e di più partecipata esecuzione …
      Buona composizione melodica, nel frattempo. 🙂
      Il Prof

  3. Paolo Furnari ha detto:

    Salve Prof!
    Nelle mail trova un’altra analisi di una fuga di Bach.
    A presto!
    —>
    Salve prof!
    Sto lavorando all’analisi delle fughe,seguendo l’ultimo metodo che ci ha illustrato in classe.
    Le invio una bozza per ricevere spunti su come arricchire il lavoro e renderlo più chiaro a livello visivo (cosa che forse al pc mi viene ancora difficile).
    Per adesso ho usato i segmenti al posto della legatura di ordito (perché avevo paura di non rendere chiaro il mio lavoro). Mi piacerebbe avere indicazioni anche su come indicare le derivazioni tematiche in maniera chiara (oppure utilizzo la stessa legatura di quella per il disegno) e poter completare la legatura di trama (ne ho inserita una soltanto per adesso,è stata fatta bene?)
    A presto.

    • musicaemusicologia ha detto:

      L’ideale sarebbe lavorare su trascrizioni midi su finale, per mettere effettivamente i tre vari tipi di legatura di articolazione, e nella maniera più chiara possibile …

      Nel caso che mi proponi sarebbero da comprendere meglio innanzitutto le legature dell’ordito che compongono il disegno del soggetto e delle sue successive derivazioni, anche per frammentazione: si tratta di due clamose (in semicrome) – in equilibrio compensato, cui ne seguono altre quattro ma stavolta associate a due a due e in modo da trasformarsi “a sorpresa” in clamose aumentate (in crome) ed unitariamente ornate da subsumptio.

      Vediamo se capisci/capite e sai/sapete rifare da te7voi. In fondo una volta che si comprende in una fuga la consistenza creativa del disegno tematico il grosso è fatto: sta tutta lì la complessità del tematismo (inventio) fughistico …
      Il Prof.
      P.S.: riporto sul sito perché è di interesse generale …

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