“Composizione” (2015) – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

Lezione di chiusura del I Modulo

di Mario Musumeci & company

Premessa metodologica

Prende avvio la Lezione itinerante di chiusura del I Modulo di studio, rivolta – come preannunciato – all’approfondimento dell’esercizio analitico e compositivo-analitico, e condotta sulla base del lavoro svolto dagli studenti durante le settimane di pausa delle lezioni che intercorrono tra un modulo e un altro o tra un modulo e l’esame finale della disciplina (prevedibile all’incirca per l’ultima settimana di giugno o per la prima di luglio).

Pertanto la presente lezione sarà costantemente aggiornata sulla base dell’effettiva partecipazione di ciascun singolo studente e includerà le procedure di autoverifica e di autovalutazione: nella griglia di possibilità che ciascun studente effettuerà a livello partecipativo è di per sè inclusa:

  • sia la relativa verifica che egli stesso potrà fare del proprio impegno, svolta sulla base delle osservazioni, dei consigli di lavoro e dei giudizi provvisori del docente sul lavoro in corso di svolgimento ma ancora in fase di completamento;
  • sia la valutazione, che nella maniera più trasparente e partecipata porterà ad un giudizio finale e complessivo sul modulo e ad una votazione conseguente, anche più o meno implicita nello stesso. (Nota 1)

Come già disposto nella V lezione si è dato e si continua a dare tempo per lo studio della stessa e il ripasso delle precedenti. Eccone i link:

“Composizione” lez. I-1 (2015) – Forma musicale e Forma-Sonata (generalità)

“Composizione” lez. I-2 (2015) – Il Sonatismo classico e l’allineamento tematico

“Composizione” lez. I-3 (2015) – Entwicklung e analisi formale

“Composizione” lez. I-4 (2015) – Sonatismo classico-romantico

“Composizione” lez. I-5 (2015) – Sonatismo e Forme-Sonata

Ma già a brevissima scadenza lo spazio che segue verrà costantemente e poco a poco riempito dai materiali di studio approfonditi e dai materiali di lavoro prodotti da ciascun discente, tramite l’invio di commenti e/ o di mail con allegati di lavoro – che verranno trasformate in commenti, solo in quanto utili per tutti. Tale pubblicazione avverrà secondo un ordine di utilità collettiva che darà innanzitutto spazio ai livelli più meritori di impegno, affinchè questi soprattutto servano da modello agli altri. Ciò non significa che livelli più bassi o che procedano con difficoltà non verranno presi nella giusta considerazione, ai fini della loro stessa crescita. In tal caso la pubblicazione avverrà, a specifica cura del docente, in modo quanto meno da non arrecare disturbo alla crescita collettiva (Nota 2). Per permettere la miglior graduale ed ulteriore crescita individuale e collettiva il docente curerà la pubblicazione anche di ulteriori materiali di studio e di riflessione; materiali che tutti gli studenti saranno tenuti a visionare e ad utilizzare adeguatamente.

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Note:

(1) Va da sè che la mancata partecipazione comporterà di per sè l’attribuzione del gradino più basso. Tutti gli studenti difatti sono tenuti ad impegnarsi in maniera congruente rispetto l’impegno del docente, proprio per il rispetto del suo e dello stesso proprio ruolo. Pertanto lo studente che non supera con un giudizio di sufficienza il modulo dovrà recuperare durante i moduli successivi, assommando a quello nuovo il precedente impegno di studio e di lavoro. L’inadeguato risultato finale potrebbe comportare o una non ammissione agli esami o un’ammissione con riserva – da decidere in sede collegiale con gli altri colleghi della commissione. Si ricorda a tal fine l’importanza della predisposizione in cartella dei lavori svolti durante l’anno e appositamente visionati, corretti e giudicati di valore accettabile dal docente.

(2) Ciò pertanto comporta che ciascun discente è assolutamente tenuto a confrontarsi nella maniera più impegnata possibile con il lavoro svolto dai suoi colleghi e a non chiudersi nelle proprie anche eventualmente carenti possibilità: utilizzandole come un alibi per il proprio disimpegno – il che risulterà biasimevole davanti ai propri stessi colleghi e non solo al docente.

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Repertorio di analisi e di composizione analitica

Di seguito – poco a poco – inserisco a titolo documentario le analisi svolte a partire dalla realizzazione dei questionari d’esame dati sul Sonatismo e le tracce di restauro compositivo da voi realizzate e da me revisionate – per adesso:

  1. di composizione melodica su accompagnamento dato e
  2. di composizione armonico-accompagnamentale su melodia data.

Questa sarà la filosofia del nostro lavoro di composizione analitica: usare il laboratorio di scrittura per entrare dentro le dinamiche del pensiero compositivo, soprattutto per intenderne i riflessi su quello performativo, tipico dell’esecutore-interprete. Ciascuno di voi sceglierà liberamente di quanto deve accontentarsi, anche al fine della migliore preparazione agli esami. E in tal senso vedrò di agevolare le attitudini di ciascuno:

  1. chi dimostra particolari abilità pregresse nella prassi compositiva avrà da me il massimo supporto per condurla avanti pur nei limiti del corso: comporre una sonatina o anche una semplice esposizione bitematica, una fughetta e/o una danza in stile barocco, un piccolo madrigale e/o un breve pezzo d’album romantico e magari anche un piccolo pezzo modernistico, costituisce un’attività complessiva che, se adeguatamente resa, riassumerebbe in un solo anno abilità addirittura riferibili, seppur molto facilitate dal costante supporto del docente, ad un intero corso decennale di Composizione! Ma qui lo scopo è innanzitutto quello poc’anzi indicato (un paio di anni fa ho però trovato ampia e vivace disponibilità in tale direzione: cfr. in archivi E-Learning 2012-2013 la Verifica finale di Fondamenti di Composizione: Composizione-Analisi II/Impianto di verifica e chiusura del III e IV Modulo);
  2. si tratta di un’attività che però è anche riferita a chi, meno dotato in tal senso, è pur sempre un aspirante performer di qualità. Questo studente si limiterà innanzitutto alle consegne minime, riferite alla elaborazione compositiva di facili prove d’esame, al modo di restauro in stile di frammenti di epoche diverse. Però, appunto per questa limitazione, ci si dovrà impegnarsi nel suo stesso interesse ancor di più nella prassi analitica riferita ai questionari. E va detto anche che, occhieggiando e ascoltando il lavoro eventualmente fatto dai suoi colleghi “più compositori”, entrerà comunque assieme a loro nelle suddette dinamiche del pensiero compositivo. E quando porremo il problema esecutivo dei migliori risultati prodotti in quest’anno di corso potrà – grazie a questo impegno – esprimere la propria specifica personalità nella resa esecutiva interpretativamente pregevole degli stessi. Ovunque questa potrà estendersi: sul sito con apposite relazioni scritte, in laboratorio di scrittura, nella predisposizione collaborativa di un saggio esecutivo o di un concerto, etc. etc.

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A) Prova di analisi (I prova d’esame)

Prova di lavoro sulla Bagatella di Beethoven

Studiate e traete dai seguenti spunti sintetici di analisi le chiavi di migliore lettura del questionario e a questo rispondete passo passo, con l’uso privilegiato di schematizzazioni e di esempi musicali.

1. La forma della Bagatella di Beethoven è una forma tripartita di tipo A(a)B(b)A1 con sezione centrale tematicamente contrastante ((b) rispetto (a)): definibile anche, più in breve, come Forma tripartita con Trio. Questa Bagatella però, e qui sta il suo particolare interesse “sonatistico”, ha anche vari elementi strutturali che richiamano il generale impianto del sonatismo classico, magari espresse in maniera creativa rispetto le più rigide previsioni della Forma-Sonata. Nell’ordine più sbrigativo, per le esigenze di Anita; la quale, pure indicando con A1 la sezione di Ripresa parla incomprensibilmente di Forma bipartita!?

2. Un Ponte modulante che qui serve a collegare, tonalmente e melodicamente (assemblando in progressiva accelerazione le teste dei due temi), il centrale Tema contrastante (B) in Mib maggiore alla Ripresa del Tema principale in sol minore (indicata da Anita con A1, ma due battute dopo l’inizio).

3. Alla Ripresa del Tema principale seguono due Codette cadenzali ornamentali e virtuosistiche (indicate da Anita solo con l’espressione poco chiara, anche se pertinente, di “climax all’acuto”: il climax è però da inquadrare bene come una graduata trasposizione in regime più acuto sia della struttura stessa della singola codetta sia del passaggio dalla prima alla seconda codetta…).

4. Alle Codette segue una Coda di chiusura in una stabilizzante cadenza frigia: il tono d’imposto di sol da minore subisce una variante con la sua maggiorizzazione, l’abbassamento del II grado e la sua unicizzata relazione cadenzale di tipo plagale (T-SD-T-SD-T). Beethoven riesce così a stabilizzare il Tema principale; il qualew invece in origine è espresso in maniera frizzante, con vivacità di carattere e di movimento, anche in quanto caratterizzato da un costante gioco tonale di sospensioni alla dominante e da fluidità ritmica di andamento.

5. La particolare struttura del Tema contrastante centrale – il Trio –  (poco compresa da parte non solo di Anita, ma ammetto che qui la cosa merita una certa attenzione …) è molto diversa dall’unitaria fraseologia in doppio periodo del Tema principale; sia in Esposizione che in Ripresa, dove il secondo periodo, in semplice ripetizione del primo, è adesso accelerato con un procedimento di diminuzione nella melodia e nella figurazione accompagnamentale.

6. Difatti la struttura periodico-formale del Trio si presenta, anche se suddivisa in due dai segni di ripetizione (Forma-Performance: cioè “come si esegue, secondo le usuali convenzioni di ripetizione abbellita dalle capacità estemporanee del performer”), come ripartibile ternariamente in aba1 (Forma-Architettura, Forma tonale e Forma retorico-narrativa: cioè “come funziona dal punto di vista tematico-fraseologico e armonico-tonale, nonchè rappresentativo di appositi significati rappresentativi e discorsivi”). E cioè:

a) un periodo tematico espositivo di 8 battute (bb. 17-24),

b) un breve sviluppo di 4 battute di questo trio (bb. 25-28),

a1) una ripresa “essenziale” di altre 4 battute, posta timbricamente in regime più acuto di allontanamento-dissolvenza (bb. 29-32).

Tutto questo trascrivetelo schematicamente sia sullo spartito per comprenderlo al meglio, sia in una tabella per memorizzarlo sinteticamente. E poi approfonditelo meglio nei particolari tramite la realizzazione del questionario nella forma di un tema; il cui titolo potrebbe essere: L’elaborazione del contrasto espressivo in una Bagatella di L. van Beethoven.

Proposte di realizzazione

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B) Prova compositiva (II prova d’esame)

Composizione fraseologico-tematica, prove n. 1 – 2014

Ecco un ragionato impianto di lavoro sulla melodia da realizzare sopra l’accompagnamento tratto da un brano di Mozart. Questo lavoro deve essere svolto non dopo ma prima, ossia propedeuticamente al lavoro di composizione e sempre controllato durante il lavoro compositivo e anche successivamente, per spiegare al meglio cosa si è fatto di propria ideazione. In sostanza bisogna imparare a gradualmente far camminare assieme intuito personale e comprensione dei “meccanismi di funzionamento”, in maniera da rinforzare a vicenda conoscenza e personalità. Vediamo in pratica come.

All’accompagnamento dato sottoponete le appropriate indicazioni di forma tonale:

  1. un’oscillazione plagale T-SD-T-SD, nella prima frase (bb. 1-4);
  2. una compiuta arcata tonale (o giro armonico) a cadenzalità allargata (com’è nello stile classico settecentesco, con uso del IV#) T-DD-D-T, nella seconda frase (bb. 5-8).

Proprio l’analisi sopraddetta della forma tonale costituisce un ottimo e fondativo dato di partenza: nelle prime 4 battute l’oscillazione plagale può suggerire un moto tonale incertamente oscillante e dunque adatto a reiterazioni melodiche (ad esempio un motivo ripetuto due volte identico oppure con più o meno lievi modifiche) o comunque ad un movimento melodico che risulti tonalmente preparatorio alla successiva compiuta dinamica armonico-tonale della seconda frase in T-DD-D-T.

Pertanto ecco le operazioni da compiere nell’ordine.

  1. Impiantare il Kolon nelle prime due battute: l’unità di misura ritmico-fraseologica, cioè le due battute della proposta tematica, o componente motivica di semifrase che darà l’avvio all’intero periodo tematico: questo potrà essere unitario oppure composto visibilmente da due o tre incisi. Curare cioè la scelta del profilo ritmico-melodico da adattare all’armonia data, o in sole note reali oppure – meglio – in note reali combinate con note estranee, che pertanto diventeranno espressivamente caratterizzanti di tutto l’insieme.
  2. Far corrispondere le altre due battute in risposta tematica affermativa o negativa, a seconda della reiterazione del carattere precedente oppure dell’inserimento del contrasto: qui la scelta più ovvia proprio per la reiterazione armonico-tonale (studiata nella preventiva analisi) sarebbe la prima.
  3. Produrre il contrasto, ma a partire dal tema motivico già impiantato; dunque tanto come innovazione quanto come consequenzialità. Il contrasto, nel caso in questione, pùo essere una semplice inversione del moto melodico, oppure un gioco di espressione alternativa come il sincopato, oppure altro ancora.

Prima di procedere provate a capire come io mi sono comportato nelle quattro realizzazioni seguenti, perfino rifacendomi scherzosamente a brani studiati fin’ora nei questionari d’analisi assegnati (Haydn, Beethoven, Schubert …). Proprio per farvi risaltare la natura del linguaggio musicale, che si esprime sempre (perfino quando programmaticamente pretende di negarla) in una costante continuità, alternata tra tradizione e innovazione. Meglio capite quello che ho fatto, meglio saprete come agire.

da Mozart - Mario Musumeci

Melodie sul tema di Mozart (M. Musumeci)

Proposte di realizzazione

Rompe il ghiaccio la coraggiosa Alice con questa, musicalmente interessante, proposta di melodia sullo stesso Mozart di sopra. Vediamo di evidenziarne costruttivamente gli errori principali di condotta, errori armonici ma che si riverberano sulla qualità della melodia.

Prova compositiva Mozart (Romano-errori)

Positiva la scelta fraseologica binaria: frase a + frase affermativa a1. Eccessiva la distanza tra il canto e l’accompagnamento, anche tenendo conto che fa tutto il pianoforte. Ecco una prima più accettabile versione che corregge gli errori di armonia/tonalità:

Prova compositiva Mozart (Romano-MM)

Si noti il maggiore estro melodico della seconda frase (che distanzia bene i tratti motivici) rispetto la patetica prima frase (con ben tre appoggiature sul battere). Rimane però la distanza con l’accompagnamento e se faccio scendere d’ottava il canto nell’avvio poi devo modificare tutto: E salterebbe quello che propone Alice. Allora un’altra scelta: aggiungere delle note di ripieno, proprio quelle che servono per avere un’armonia completa:

Prova compositiva Mozart (Romano-MMbis)

Si notino: nella seconda frase il prevedibile (nel settecentesco stile tonale a cadenzalità allargata) IV alterato si beq in zona cadenzale con risalto tonicale [DD7-D-T], nella prima frase il mi b che dominantizza l’accordo di tonica verso la sottodominante [T-(D7)-SD)] con risalto sospensivo plagale. Il tutto utile per una rima espressiva tra le due frasi.

Altre osservazioni potrebbero essere fatte e bene accette se pertinenti ed utili ad ulteriori approfondimenti. Ma solo dopo aver bene capito tutto fin qui. Quindi prima di inviare altri lavori sempre su Mozart sarà opportuno familiarizzarsi con queste procedure tecnico-analitiche, che spiegano al meglio come funziona la musica. Spero infatti che sia oramai chiaro che il nostro scopo principale è sempre quello di far camminare assieme, per quanto ci è possibile, l’esercizio analitico (il “come funziona”), l’esercizio mini-compositivo (il “come è fatto”), l’esercizio performativo (il “come si deve o si può eseguire”), l’esercizio d’ascolto (il “cosa esprime, il cosa significa”). Mi dispiacerebbe molto sapere che questo a qualcuno possa sembrare poca cosa. Dunque dimostratemi tutti, proprio tutti, col vostro fattivo e coinvolto impegno personale che non è assolutamente così! 🙂

Su un piano di massima semplicità si pone invece questa riuscita melodia di Monica,

Melodia su Mozart (Monica)

ma sul piano pianistico valgono in parte le osservazioni fatte per Alice circa la distanza tra le due parti della mano destra e sinistra. D’altra parte perchè aggiungere un rigo melodico e non utilizzarlo, da … buona violinista? Bastano pochissimi accorgimenti et voilà:

Girotondo su Mozart (Monica)

Un grazioso e già formalmente compiuto Girotondo: titolo adatto al carattere infantile della melodia: escursione limitata e tutta su gradi congiunti: due tratti melodici, due frasi, in equilibrio compensato, tendenti nella ripetizione al moto cicloide, come appunto si addice ad un … girotondo. Basterebbe, al limite, un altro periodo sviluppativo centrale seguito dalla ripresa più o meno identica del tema iniziale. Qualcuno saprebbe cimentarsi?

Inoltre, la mia revisione consiste solo in pochi ma efficaci accorgimenti:

1. per eliminare, come già visto per Alice, l’eccessiva distanza pianistica tra le due mani;
2. per rendere armonicamente e melodicamente compiuto l’accompagnamento pianistico ma anche strettamente collegato alla parte principale del violino;
3. per rendere più interessante la melodia con alcuni minimi accorgimenti.

Chi è tanto bravo da sapere spiegare quali operazioni ho fatto e in quale ordine, tanto da sbrigarmi in pochi minuti?

(n.b.: ho speso molte più parole per spiegarmi qui con tutti voi ma questo è il mo lavoro di insegnante, dunque il servizio che svolgo per rendervi tutti capaci di capire i meccanismi della composizione si base armonico-fraseologica)

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N.B.: il progetto di studio della connessione tra l’analisi, la revisione critica e la performance esecutiva sulla sonata La Caccia di Clementi è al momento rinviato nei suoi ulteriori approfondimenti (verrà ripreso nel modulo III nella parte riguardante la musica romantica e l’ulteriore evoluzione del contrasto tematico del post-sonatismo classico). Pur non di meno invierò al più presto a ciascuno di voi via e-mail la frammentazione dell’intera sonata per come ricavata dalla segmentazione delle idee (“temi”) principali e secondarie che ne costituiscono lo specifico allineamento tematico. I più volenterosi ricaveranno subito da tali frammenti delle prove analoghe a quelle che vi ho dato per la seconda prova d’esame.

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3 risposte a “Composizione” (2015) – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

  1. musicaemusicologia ha detto:

    Ricevo da Monica:

    Salve prof, le mando i lavori che ho fatto durante le vacanze.
    Monica Dell’Acqua

    Rispondo:

    Cara Monica, apprezzo molto il tuo impegno, quest’anno molto più consistente dell’anno scorso.
    Avrei da osservare tante cosine sulle cose che mi mandi ma siccome riguardano tutti sarebbe bene spostare la discussione sul sito.
    Il Prof

  2. musicaemusicologia ha detto:

    Sempre ricevo da Monica:

    Queste invece sono le composizioni.
    Monica

    Rispondo:
    Invio a tutti e a Monica la sua (abbastanza) semplice elaborazione sull’accompagnamento mozartiano.
    E assieme la mia revisione che consiste solo in pochi ma efficaci accorgimenti:
    1. per eliminare – come già visto per Alice, l’eccessiva distanza pianistica tra le due mani;
    2. per rendere armonicamente compiuto e indipendente l’accompagnamento pianistico ma anche strettamente collegato alla parte principale del violino;
    3. per rendere più interessante la melodia con alcuni minimi accorgimenti.

    Chi è tanto bravo da sapere spiegare quali operazioni ho fatto e in quale ordine, tanto da sbrigarmi in pochi minuti? Sempre e solo sul sito.
    Il Prof

    Solo per Monica: su Bellini, come per Alice, stendiamo un “velo pietoso” (ma è cosa dimostrata che chi sviluppa un’intelligenza melodica più marcata, come i violinisti, se la cavi abbastanza male sul piano armonico e dunque armonico-accompagnamentale: insomma qui non basta più l’intuito da solo e più che mai le mie lezioni di armonia e di forma sono fondamentali per la vostra formazione musicale più completa!) …
    Chopin sarebbe invece da migliorare: una melodia un tantino insulsa, non credi? 🙂

  3. Paolo Furnari ha detto:

    Salve prof!
    Le ho inviato per e-mail due prove compositive d’esame ed una mia analisi schematizzata della “Bagatella” di Beethoven.
    Buonaserata!

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