“Analisi” lez. IV-3 – Specificità dell’opera vs continuità della tradizione

di Mario Musumeci

Per il lavoro individuale di verifica analitica e compositivo-analitica si continua nella lezione aggiunta di chiusura del III e IV modulo. Ecco, per comodità, il link:

“Analisi” – Impianto di verifica e chiusura del III e IV Modulo

Lunedì – come peraltro annunciato da apposita convocazione sul sito – la lezione impiantata in seminario-conferenza ha risposto definitivamente ai più fondativi quesiti di ordine formale ed estetico riferiti alle tre composizioni modernistico-“contemporanee” di Bozza (solo il II movimento del Concertino per sax) Desenclos (Preludio, Cadenza e Finale, con riguardo all’approfondimento del III movimento e delle motivazioni unitarie del processo compositivo dell’intera opera) e Hindemith (intera Sonata per tuba e pf): processuale/motivico-generativo, architettonico/tematico-figurativo, di genere e di retorico-simbolica rappresentazione, risaltante anche nei contenuti performativi.

Il tutto all’interno di un’elaborazione metodologico-didattica dei contenuti innovativamente protesa alla massima semplificazione dell’attività di ricerca di ciascun singolo discente.

Eccone la presentazione, particolarmente utile per Angelo, Stefania e Flavio:

Analisi – Metodologia d’analisi e repertorio modernistico-contemporaneo

I notevoli approfondimenti svolti tanto durante il seminario quanto in successivi abboccamenti individuali con i singoli studenti interessati (Flavio, assente, ha recuperato l’indomani in orario fuori-lezione) sono riusciti a rispondere anche alle più importanti di ordine estetico. In estrema sintesi.

  1. individuando nella cameristica Sonata hindemithiana la presentazione idiomatica dello strumento musicale Tuba al modo di un personaggio alla “Falstaff”, che trova nel pianoforte tanto la sua “condanna” espressiva (lo svolgimento-trio del I movimento comincia con il contrastivo ed autonomizzante  tema-Tuba quasi …  “spernacchiato” dalla reinterpretazione pianistica, etc. etc.); quanto la sua successiva adesione e/o adattamento nelle varie fasi di duetto che sempre spingono verso il protagonismo della Tuba, alternato alle “obiezioni” del (melicamente) più avvertito pianoforte;
  2. disvelando in Desenclos addirittura la matrice più sintetica del contrasto espressivo che unitariamente investe l’intera composizione. Dapprima gradualmente e in progressivo allontanamento dal tema principale T° – lussureggiante nella sua avvolgente cantabilità – presentato e poi integrato dal Tema preludiante (Preludio, Cadenza …) con cui successivamente farà tutt’uno. Appresso (Finale) elaborando in crescita di personalizzazione il (terzo) tema del contrasto, scoppiettante di energia gestuale ed auto-ironica (il tema appare costruito nell’avvio in una cromatica serie dodecafonica …). Il “centro” retorico-visionario, la retorica “sezione aurea” dell’intera composizione, assieme apicale ed epifanica, è costituito  allora dalla sezione centrale del tripartito Finale, corrispondente ad una vera e propria, compiuta Esposizione sonatistica dei due principali temi con interno ponte modulante! Insomma la presentazione definitiva del compiuto gioco espressivo e al culmine della specifica e compiuta espressione tematico-narrativa avviene proprio qui: il tema principale lirico ed appassionato (peraltro, “lui” solo, indicato dal compositore con T° …), nella sua sempre più suadente cantabilità, e che associa al suo interno il tema preludiante d’avvio al modo di un accompagnamento che ne espande le stesse motivazioni di cantabilità; ed il tema gestuale, tanto volubile ed “estemporaneo” quanto capriccioso ed imprevedibile, che dalla Cadenza nasce e che del suonare a capriccio della Cadenza riespone al modo di un personale “destino” il suo programma sviluppativo: Ma in un compimento di crescita (tutto il Finale) che, pur nel mantenimento del contrasto espressivo, coinvolge il tema principale nella sua crescita melo-armonica, sul piano testurale della plastica avvolgenza dei suoi stessi giochi figurativi accompagnamentali;
  3. compiendo l’analisi dell’Andantino di Bozza fino all’enucleazione particolareggiata del compatto impianto dei motivi tematici che ne esplicano l’intero processo generativo. Al modo di figure/incisi fraseologici contrapposti tra Esposizione e Sviluppo di a e di b. E reiterate nel melos in crescita di più espansiva cantabilità: a1, a2, a3, a4 etc.. Fino alla frammentazione e dissolvenza sia di tipo cadenzale (non di chiusura ma di passaggio verso riesposizioni tematiche) sia più espansivamente aperta al melos a capriccio, culminante nella centrale Cadenza solistica obbligata. Anche qui, in quest’altro rappresentante dell’Accademia modernistica francese di moderata ispirazione neo-debussyana, un ennesimo esempio di suadente cantabilità: tanto classicamente compatta e “proiettata all’infinito” nei procedimenti generativi del melos strumentale quanto modernisticamente innovativa nella ricerca del più appropriato “colore armonico tonale”.

Inoltre (martedì) è stata completata l’analisi tanto della prospettiva retorico-strutturale della trama continua e retorico-formale della dispositio della Bourrée della Partita BWV 996 (Federico) quanto, alla luce delle nuove prospettive di lettura così più compiutamente acquisite, dell’intera visione della disposizione retorica in quanto riferita all’intera Partita, molto innovando rispetto le scelte precedenti. Ma sempre nel rispetto della correttezza argomentativa dell’impianto in chiave tanto logico-formale quanto retorico-discorsivo. E quindi “significante” nel senso di una sua compiuta prospettiva simbolica, rappresentativa e narrativa rispetto il dominio spazio-temporale della composizione stessa nella sua interezza e nelle parti componenti.

Le nuove acquisizioni, che chiudono e precisano definitivamente lo studio monografico di Federico, alla pari adesso con Nereide:

  1. Preludio = Exordium , introduzione dei motivi generativi della trama continua componenti unitariamente l’inventio: x-volteggio (tendenzialmente) anapestico ritmico-marcato e y-declamatorio (clamosa) ritmico-scorrevole; Narratio, loro esplicazione a favore di una complessiva trama scorrevole (y) a tratti alternati di melos a capriccio (contaminazione del Preludio-Studio) e di più evidenziata cantabilità polifonico-latente.
  2. Loure =Propositio, proposta in avvio argomentativo di una danza ritmicamente abbastanza distante e solo vagamente allusiva dei tratteggi motivici in 1) elaborati in chiave tematica
  3. Gavotta in Rondeau = Probatio come esaltazione del gioco di cantabilità marcata (x), da anapestico adesso costretto in ritmo dattilico, in crescendo di melos strumentale (y) in un sapientissimo elaborato di diminuzioni ornamentali, strutturanti via via il canto stesso nella maniera discorsivamente più compiuta della Suite/Partita. Dunque, nella danza stroficamente elaborata (A-B-A-C-A-D-A) si precisa il motore del contraddittorio (Argumentatio Quaestiones) rispetto l’andamento quasi estemporaneo del processo compositivo del Preludio; la danza è per ampiezza sicuramente la più importante dell’intera opera e anche in tal senso da intendere come contrapposta al Preludio,
  4. Minuetto I e II = Confutatio, separazione, seppure in prospettiva di integrazione, dei due tratti generativi x ed y, ad isolarne nei due Minuetti le relative specificità anche per come acquisite nella Gavotta, in quanto comunque gestualità coreutiche.
  5. Bourrée = Peroratio in adfectibus/Epiphonema, esaltazione a tutto campo del ritmo marcato anapestico a volteggio, rivelatorio delle sue più originarie potenzialità.
  6. Giga = Perorato in rebus/Enumeratio, come recupero dell’originario tratteggio gestuale vivace ed estemporaneo (y) del Preludio però a tratti articolato e precisato da volteggianti nodi di marcatura gestuale (x).

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Di seguito, a promemoria per tutti, le tappe del lavoro da svolgere a maggio per l’ammissione all’esame.

  1. Osservazioni sul lavoro svolto: prima revisione
  2. Compiuto inquadramento sintetico e particolareggiato del lavoro svolto
  3. Osservazioni sul lavoro svolto: seconda revisione
  4. Specificità dell’opera vs continuità della tradizione
  5. Osservazioni sul lavoro svolto: revisione definitiva

Nel frattempo va a completarsi il lavoro di redazione definitiva delle tre tesi d’esame 2012-2013, in direzione anche della miglior qualificazione della specificità dell’opera studiata e del suo rapporto con la scrittura tradizionale e con lo stesso più generale, ma adesso specificamente codificato, stile dell’autore.

Si ricorda che la mancata consegna dell’elaborato definitivo – che il docente correggerà nelle prime settimane di giugno – comporta l’esclusione dalla I sessione d’esame e delle successive nel caso di mancata successiva consegna.

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