“Analisi e interpretazione I” lez. 6 – Fenomenologia dell’interpretazione e Modelli interpretativi

di Mario Musumeci

Anche l’imprevedibilità di questa lezione, dovuta ad una richiesta di scambio “all’ultimo minuto” da parte di uno studente della disciplina biennale compositiva, ha dovuto fare i conti con un impianto elastico ed estemporaneo da parte del docente, seppure indirettamente preparato dagli approfondimenti sul sito della precedente lezione:

 https://musicaemusicologia.wordpress.com/2014/04/11/analisi-e-interpretazione-i-lez-5-lettura-e-prassi-esecutiva-lettura-e-interpretazione-lettura-e-analisi/

Oltre a fornire un saggio curato dal docente circa i nessi tra analisi e interpretazione e la codifica di stili e modelli interpretativi consequenziali a tale disamina

 Analisi musicale. Didattica dell’Analisi. Bach BWV 854. Analisi ed evoluzione interpretativa.

sono state studiate in maniera approfondita, su un brevissimo brano chopiniano, il Cantabile in Si bem. magg. op. postuma (1834), tutte le implicazioni agogiche (nel senso riemanniano di integrate implicazioni microritmiche e microdinamiche) fino a ricavare addirittura in un conseguente implicatissimo rubato la stessa strutturante qualità formale ed assieme interpretativamente formante del breve pezzo in esecuzione, ossia fondativa dello stesso rapporto tematico. Rubato implicito riferito agli stretti nessi tra:

  1. l’impianto figurativo del melos – rapidamente oscillante tra gli estremi del risalto patetico di un canto “appoggiato” e la qualificazione appresso “consolatoria” di una vocalità a gestualità volteggiante –
  2. e la contestuale strutturazione armonica nell’accompagnamento (con particolare riferimento ai ritmi accordale e armonico-tonale), tale da adeguatamente supportare i suddetti contrasti figurativi del melos.

Contrasti attuati quasi “epidermicamente” nel tessuto meloarmonico: dal  respiro esitante o affannoso nelle più accelerate sintassi accordali (suono singolo al grave implicante da solo cadenza perfetta, più accordi per movimento in  scambio funzionale, coloristiche modulazioni o meglio devianti allargamenti tonali, cantabili catene accordali) al più fluido e volubile canto ornato nelle sintassi cadenzali più marcatamente direzionate (cadenza perfetta, cadenza composta consonante) …

Realizzando insomma così, in simbiotica integrazione, una gestualità voluttuosamente e umoralmente volteggiante – oscillante tra il carattere contemplativo di un notturno e quello più marcatamente gestuale di un valzer – in precisa assonanza alla cadenzalità dettata dal ritmo armonico-tonale.

Alcune esecuzioni utili, ma abbastanza variamente applicate sulla questione del “rubato implicito”, seppure con qualche costante (si può fare di più?):

http://www.youtube.com/watch?v=2MErGZpgErY

http://www.youtube.com/watch?v=dk23IBLcr5s

http://www.youtube.com/watch?v=BfPdNSW9L_4

http://www.youtube.com/watch?v=OclznXjwisY 

Le osservazioni fatte sulle molteplici relazioni tra analisi ed interpretazione esecutiva sono state dunque riapplicate in approfondimento sullo Scherzo della III Sonata di Chopin, una delle due opere in studio. Suggerendone uno studio applicativo secondo le modalità implicate nella tabella per la codifica di stili e modelli interpretativi; tabella posta a chiusura del saggio qui all’inizio allegato (ma riguardante J. S.  Bach).

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