“Analisi” lez. III-4 – Lo stile dell’opera e la poetica dell’autore

di Mario Musumeci

Le lezioni di laboratorio monografico della disciplina sono state indirizzate al chiarimento dell’impostazione di ciascuna tesi disciplinare (“tesina”) tanto in generale quanto con riferimento alle specifiche prospettive stilistico-epocali nonchè alla personalità e all’eventuale poetica compositiva dello specifico autore.

Per l’impostazione generale è stato suggerito un modello standard da impiantare a monte da ciascun studente e da specificare ulteriormente man mano che lo riesca a permettere il livello di approfondimento della redazione dei contenuti.

  • Introduzione: generalità storiche e informazioni sull’opera in studio, in quanto relazionate all’autore, all’epoca e allo stile; ma connesse direttamente alla vita dell’autore solo in quanto ciò si renda utile ed opportuno. Solo nel caso di autore poco noto o poco studiato analiticamente potrà risultare utile una essenziale introduzione sulla personalità dello stesso anche sul piano storico; ma sempre ben centrata allo scopo di introdurre l’opera specifica, dunque assolutamente evitando trattazioni ed elencazioni di date, di opere e di fatti storici estranei alla problematica che si sta trattando.
  • Presentazione dell’opera in una sintesi generale, ma via via più approfondita possibile per quanto concerne una sua visione di assieme, specialmente quando si tratti di una composizione già ripartita o ripartibile in più movimenti, come nel caso del pezzo per sax di Desenclos. Qui andranno trattate in anteprima anche le questioni generali che lo studio analitico hanno permesso di chiarire, ma in una visione sintetica tale da prepararne i successivi approndimenti nelle sezioni specifiche successive.
  • Impianto armonico-tonale dell’opera nel caso soprattutto di composizioni modernistiche dove la strutturazione delle altezze si rende al modo di una (re-)invenzione dell’Autore, a fronte della prevedibilità stilistica di altre epoche.
  • Studio approfondito del I movimento.
  • Studio approfondito del II movimento.
  • Studio approfondito del III movimento.
  • Problematiche esecutivo-interpretative e osservazioni sulle performances messe in studio, specialmente se si tratta di interpretazioni esecutive di un certo consistente e dimostrabile carisma (cd. modelli interpretativi).
  • Conclusioni e proponimenti: nel caso di opere complesse per quantità e qualità è qui possibile prospettare le linee unitarie che dovrebbero guidare ulteriori approfondimenti.
  • Bibliografia: non generica ma riferita all’autore e magari all’opera in questione (bibliografia musicologico-storica); oppure, solo in quanto realmente applicati, a dati importanti dell’impianto tecnico e scientifico che ha permesso, nella sua specificità ed originalità, lo studio teorico-analitico svolto (bibliografia teorico-analitica e sistematica).
  • Discografia: come per la bibliografia deve contenere tutti i dati esatti e necessari per il reperimento della singola opera o performance studiata.
  • Sitiweb: come sopra, ma se di interesse strettamente esecutivo-performativo si farà riferimento alla discografia, se di interesse bibliografico alla stessa bibliografia; andranno qui indicati pertanto solo i siti sul compositore studiato e su quelli di ulteriore attinenza informativa.

Per le impostazioni specifiche sono state date dirette indicazioni riferite al linguaggio/pensiero compositivo epocale di preciso specifico riferimento e a tutte le utili connotazioni dello stile e della personalizzazione di ciascun autore. 

Così a Desenclos e a Bozza come rappresentanti dell’Accademia modernistico-novecentesca post-debussyana francese per un verso).

A Purcell e a Bach come rappresentanti di due diversi momenti storici , ma entrambi caratterizzanti in successione la comune definizione di Barocco musicale e di Trama continua (Fortspinnung), in quanto suo specifico portato generalizzante di pensiero compositivo.

Ad Haydn come frutto maturo dell’Illuminismo europeo e dei suoi fondamenti di razionalizzazione del pensiero anche musicale in tal caso con riferimento alle nozioni fondative del pensiero musicale cd. “classico” (impropriamente, per certi versi, meglio “illuminista”, seppure inusuale e oggi ancora reputato erroneamente come ideologico): l’Allineamento tematico (Entwicklung), la quadratura fraseologica del melos e in stretta sintonia l’impianto avvolgente del decorso armonico-accompagnamentale.

A Spohr come tramite tra le istanze del detto “Illuminismo” musicale e la successiva e immediatamente consequenziale epoca romantica. Con particolare evolversi del precedente Sonatismo “classico” (questo, sì – in senso estetico più che storico – cfr. la nozione tedesca di Absolute Musik), codificato formalmente in origine al modo di un Menu musicale a supporto dell’aristocratico concerto da camera: verso il costituirsi di una nozione narrativa e rappresentativa ed una contestuale resa in ulteriore complessità dell’elaborazione tematico-sviluppativa adesso agganciata alla poetica specifica dell’Autore e dell’invenzione armonico-tonale; al modo di una variegata  qualificazione plastica del tessuto melo-armonico della composizione romantica.

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