“Composizione” – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

Lezione di chiusura del I Modulo

di Mario Musumeci & company

Premessa metodologica

Prende avvio la Lezione itinerante di chiusura del I Modulo di studio, rivolta – come preannunciato – all’approfondimento dell’esercizio analitico e compositivo-analitico, e condotta sulla base del lavoro svolto dagli studenti durante le settimane di pausa delle lezioni che intercorrono tra un modulo e un altro o tra un modulo e l’esame finale della disciplina (prevedibile all’incirca per l’ultima settimana di giugno o per la prima di luglio).

All’attuale dicitura nel titolo “Avvio di prova” seguirà la dicitura “Aggiornato al …/…/……..”, indicando la data e permettendo così a ciascuno di collegarsi in funzione dell’interesse alla lettura della versione più recente (in tal senso la lezione sarà, appunto, itinerante).

Tale lezione includerà le procedure di autoverifica e di autovalutazione: nella griglia di possibilità che ciascun studente effettuerà a livello partecipativo è di per sè inclusa:

  • sia la relativa verifica che egli stesso potrà fare del proprio impegno, svolta sulla base delle osservazioni, dei consigli di lavoro e dei giudizi provvisori del docente sul lavoro in corso di svolgimento ma ancora in fase di completamento;
  • sia la valutazione, che nella maniera più trasparente e partecipata porterà ad un giudizio finale e complessivo sul modulo e ad una votazione conseguente, anche più o meno implicita nello stesso. (Nota 1)

Come già disposto nella V lezione si è dato e si continua a dare tempo per lo studio della stessa e il ripasso delle precedenti:

“Composizione” lez. I-1 – Forma musicale e Forma-Sonata (generalità)

“Composizione” lez. I-2 – Il Sonatismo classico e l’allineamento tematico

“Composizione” lez. I-3 – Sonatismo classico-romantico

“Composizione” lez. I-4 – Sonatismo e forme sonatistiche

“Composizione” lez. I-5 – L’ Entwiklung-Allineamento e contrasto tematici. Sonatismo e Forme-Sonata

Ma già a brevissima scadenza lo spazio che segue verrà costantemente e poco a poco riempito dai materiali di studio approfonditi e dai materiali di lavoro prodotti da ciascun discente, tramite l’invio di commenti e/ o di mail con allegati di lavoro – che verranno trasformate in commenti, solo in quanto utili per tutti. Tale pubblicazione avverrà secondo un ordine di utilità collettiva che darà innanzitutto spazio ai livelli più meritori di impegno, affinchè questi soprattutto servano da modello agli altri. Ciò non significa che livelli più bassi o che procedano con difficoltà non verranno presi nella giusta considerazione, ai fini della loro stessa crescita. In tal caso la pubblicazione avverrà, a specifica cura del docente, in modo quanto meno da non arrecare disturbo alla crescita collettiva (Nota 2). Per permettere la miglior graduale ed ulteriore crescita individuale e collettiva il docente curerà la pubblicazione anche di ulteriori materiali di studio e di riflessione; materiali che tutti gli studenti saranno tenuti a visionare e ad utilizzare adeguatamente.

Buon lavoro a tutti! Ma anche tanti auguri di buone feste per il Natale e l’Anno Nuovo che si avvicinano!

Il Prof

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Note:

(1) Va da sè che la mancata partecipazione comporterà di per sè l’attribuzione del gradino più basso. Tutti gli studenti difatti sono tenuti ad impegnarsi in maniera congruente rispetto l’impegno del docente, proprio per il rispetto del suo e dello stesso proprio ruolo. Pertanto lo studente che non supera con un giudizio di sufficienza il modulo dovrà recuperare durante i moduli successivi, assommando a quello nuovo il precedente impegno di studio e di lavoro. L’inadeguato risultato finale potrebbe comportare o una non ammissione agli esami o un’ammissione con riserva – da decidere in sede collegiale con gli altri colleghi della commissione. Si ricorda a tal fine l’importanza della predisposizione in cartella dei lavori svolti durante l’anno e appositamente visionati, corretti e giudicati di valore accettabile dal docente.

(2) Ciò pertanto comporta che ciascun discente è assolutamente tenuto a confrontarsi nella maniera più impegnata possibile con il lavoro svolto dai suoi colleghi e a non chiudersi nelle proprie anche eventualmente carenti possibilità: utilizzandole come un alibi per il proprio disimpegno – il che risulterà biasimevole davanti ai propri stessi colleghi e non solo al docente.

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Repertorio di analisi e di composizione analitica

Di seguito – poco a poco – inserisco a titolo documentario le analisi svolte a partire dalla realizzazione dei questionari d’esame dati sul Sonatismo e le tracce di restauro compositivo da voi realizzate e da me revisionate – per adesso:

  1. di composizione melodica su accompagnamento dato e
  2. di composizione armonico-accompagnamentale su melodia data.

Questa sarà la filosofia del nostro lavoro di composizione analitica: usare il laboratorio di scrittura per entrare dentro le dinamiche del pensiero compositivo, soprattutto per intenderne i riflessi su quello performativo, tipico dell’esecutore-interprete. Ciascuno di voi sceglierà liberamente di quanto deve accontentarsi, anche al fine della migliore preparazione agli esami. E in tal senso vedrò di agevolare le attitudini di ciascuno:

  1. chi dimostra particolari abilità pregresse nella prassi compositiva avrà da me il massimo supporto per condurla avanti pur nei limiti del corso: comporre una sonatina o anche una semplice esposizione bitematica, una fughetta e/o una danza in stile barocco, un piccolo madrigale e/o un breve pezzo d’album romantico e magari anche un piccolo pezzo modernistico, costituisce un’attività complessiva che, se adeguatamente resa, riassumerebbe in un solo anno abilità addirittura riferibili, seppur molto facilitate dal costante supporto del docente, ad un intero corso decennale di Composizione! Ma qui lo scopo è innanzitutto quello poc’anzi indicato (l’anno scorso ho però trovato, come sapete, ampia e vivace disponibilità in tale direzione: cfr. in archivi E-Learning 2012-2013 la Verifica finale di Fondamenti di Composizione: Composizione-Analisi II/Impianto di verifica e chiusura del III e IV Modulo );
  2. si tratta di un’attività che però è anche riferita a chi, meno dotato in tal senso, è pur sempre un aspirante performer di qualità. Questo studente si limiterà innanzitutto alle consegne minime, riferite alla elaborazione compositiva di facili prove d’esame, al modo di restauro in stile di frammenti di epoche diverse. Però, appunto per questa limitazione, ci si dovrà impegnarsi nel suo stesso interesse ancor di più nella prassi analitica riferita ai questionari. E va detto anche che, occhieggiando e ascoltando il lavoro eventualmente fatto dai suoi colleghi “più compositori”, entrerà comunque assieme a loro nelle suddette dinamiche del pensiero compositivo. E quando porremo il problema esecutivo dei migliori risultati prodotti in quest’anno di corso potrà – grazie a questo impegno – esprimere la propria specifica personalità nella resa esecutiva interpretativamente pregevole degli stessi. Ovunque questa potrà estendersi: sul sito con apposite relazioni scritte, in laboratorio di scrittura, nella predisposizione collaborativa di un saggio esecutivo o di un concerto, etc. etc.

Prove compositive:

Composizione fraseologico-tematica, prove n. 1 – 2014

Realizzazioni:

mozart - Smeralda

Smeralda – Melodia (da Mozart)

l’elaborazione di Smeralda suggeriva nella resa iniziale alcuni spunti molto interessanti anche se problematici e poco chiari in scrittura, ma bisognava pur “rompere il ghiaccio” e io l’ho risistemata nella maniera più convincente, anche se ne risulta una simmetria fraseologica tutt’altro che semplice e dunque difficile da imitare con la dovuta consapevolezza. Esorterei tutti, Smeralda inclusa, a tenere conto di una preventiva segnmentazione fraseologica dell’accompagnamento (ma anche della melodia, nell’altro tipo di prova). Poi inquadrando la melodia da comporre al momento in senso tematico-fraseologico (cioè bilanciando in maniera equilibrata le idee motiviche poste in relazione di continuità o di contrasto) e sempre, per adesso, a partire dalle nozioni più regolari della quadratura: in un periodo di otto battute, cioè, due vanno riferite al kolon, ossia alla proposta tematica, due alla risposta tematica più o meno contrastante, due alla riproposta tematica più o meno variata (anche in relazione equilibrativa alla qualità del precedente contrasto) e due alla controrisposta di sintesi e di recupero del contrasto.

Attendo novità.

Attendo novità da tutti (l’E-Learning è un lavoro collettivo, di team, e non individuale; anche se poi ci si sforza di andare incontro a tutti).

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I Aggiornamento del 30 dicembre 2013

 – La comprensione delle forme sonatistiche come applicazione elastica delle strutturazioni tipiche della Forma-Sonata

Prima di continuare (lo farò a breve) il filo diretto con Smeralda, che mi segue – da persona seria quale si dimostra essere con la sua costanza di impegno nell’applicazione e nello studio (gli altri sono forse meno capaci di lei?) – ecco alcune precisazioni valide per tutti.

Ho già dato (qui sopra) varie indicazioni su come questo lavoro di E-Learning deve procedere e non posso che rimandare alle stesse. Qualcuno però – anche se adesso si deve andare avanti per questionari d’analisi –  mi invia ancora le orientative e generali (dunque generiche) segmentazioni formali di brani studiati in classe, più o meno corrette o sbagliate. Devo precisare che, correzioni a parte, questo è un lavoro che già ho completato in classe! Basterebbe una maggiore attenzione durante le lezioni o nell’ascolto delle registrazioni delle stesse per rendersene conto. Se pertanto devo ancora chiarire tutto il lavoro di puro e semplice orientamento sullo spartito in termini di forma sonatistica, stiamo freschi!

Ciononostante pazientemente con riferimento, ad esempio, al più recente lavoro di Anita, ma non solo al suo, faccio per tutti delle importanti precisazioni; da ben studiare, comprendere sullo spartito e approfondire tramite il questionario. Badate bene: evito accuratamente di fare il lavoro schematico sullo spartito o su tabella, che invece tocca a voi compiere, comprendendo e approfondendo i concetti, anche tramite la guida del questionario. Si tratta infatti di una ginnastica mentale (riflessiva ed argomentativa) che ciascuno di voi dovrebbe acquisire e costantemente applicare nella lettura del proprio repertorio e della musica in generale proprio per comprenderne il senso; a meno che non voglia fare a vita il musicante o musicista “manovalante” (… la testa, insomma, ce la metterà qualcun altro al suo posto …).

1. La forma della Bagatella di Beethoven è una forma tripartita di tipo A(a)B(b)A1 con sezione centrale tematicamente contrastante ((b) rispetto (a)): definibile anche, più in breve, come Forma tripartita con Trio. Questa Bagatella però, e qui sta il suo particolare interesse “sonatistico”, ha anche vari elementi strutturali che richiamano il generale impianto del sonatismo classico, magari espresse in maniera creativa rispetto le più rigide previsioni della Forma-Sonata. Nell’ordine più sbrigativo, per le esigenze di Anita; la quale, pure indicando con A1 la sezione di Ripresa parla incomprensibilmente di Forma bipartita!?

2. Un Ponte modulante che qui serve a collegare, tonalmente e melodicamente (assemblando in progressiva accelerazione le teste dei due temi), il centrale Tema contrastante (B) in Mib maggiore alla Ripresa del Tema principale in sol minore (indicata da Anita con A1, ma due battute dopo l’inizio).

3. Alla Ripresa del Tema principale seguono due Codette cadenzali ornamentali e virtuosistiche (indicate da Anita solo con l’espressione poco chiara, anche se pertinente, di “climax all’acuto”: il climax è però da inquadrare bene come una graduata trasposizione in regime più acuto sia della struttura stessa della singola codetta sia del passaggio dalla prima alla seconda codetta…).

4. Alle Codette segue una Coda di chiusura in una stabilizzante cadenza frigia: il tono d’imposto di sol da minore subisce una variante con la sua maggiorizzazione, l’abbassamento del II grado e la sua unicizzata relazione cadenzale di tipo plagale (T-SD-T-SD-T). Beethoven riesce così a stabilizzare il Tema principale; il qualew invece in origine è espresso in maniera frizzante, con vivacità di carattere e di movimento, anche in quanto caratterizzato da un costante gioco tonale di sospensioni alla dominante e da fluidità ritmica di andamento.

5. La particolare struttura del Tema contrastante centrale – il Trio –  (poco compresa da parte non solo di Anita, ma ammetto che qui la cosa merita una certa attenzione …) è molto diversa dall’unitaria fraseologia in doppio periodo del Tema principale; sia in Esposizione che in Ripresa, dove il secondo periodo, in semplice ripetizione del primo, è adesso accelerato con un procedimento di diminuzione nella melodia e nella figurazione accompagnamentale.

6. Difatti la struttura periodico-formale del Trio si presenta, anche se suddivisa in due dai segni di ripetizione (Forma-Performance: cioè “come si esegue, secondo le usuali convenzioni di ripetizione abbellita dalle capacità estemporanee del performer”), come ripartibile ternariamente in aba1 (Forma-Architettura, Forma tonale e Forma retorico-narrativa: cioè “come funziona dal punto di vista tematico-fraseologico e armonico-tonale, nonchè rappresentativo di appositi significati rappresentativi e discorsivi”). E cioè:

a) un periodo tematico espositivo di 8 battute (bb. 17-24),

b) un breve sviluppo di 4 battute di questo trio (bb. 25-28),

a1) una ripresa “essenziale” di altre 4 battute, posta timbricamente in regime più acuto di allontanamento-dissolvenza (bb. 29-32).

Tutto questo trascrivetelo schematicamente sia sullo spartito per comprenderlo al meglio, sia in una tabella per memorizzarlo sinteticamente. E poi approfonditelo meglio nei particolari tramite il questionario.

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II Aggiornamento del 3 gennaio 2014

Una precisazione iniziale

Il lavoro che sto facendo vale per tutti e non posso certo percepirlo anche minimamente come un solitario monologo, altrimenti non avrei alcuna motivazione a lavorare così, per di più al di fuori del mio orario di lezione (e secondo una personale concezione della professione docente che sarebbe quella di darsi senza riserve agli studenti che meritevolmente chiedono …). Questo significa che per fare dei miei interventi di aggiornamento di questa verifica – come delle altre – devo relazionarmi tanto con elaborazioni quanto con problematiche  individuali di una certa qualità: da prendere a modello in una manierache serva anche per gli altri studenti. In tal senso la mia precedente elaborazione analitica sulla Bagatella di Beethoven aveva ed ancora ha un duplice scopo:

1. quello di chiarire, e non certo solo per Anita, quanto fin’ora non si era ben capito dalle lezioni in classe e anche di bene approfondirlo;

2. quello di rendere disponibile un’ulteriore base di lavoro, da ben studiare ed applicare sul questionario analitico specifico, ma anche sugli altri;

3. il titolo da me dato – La comprensione delle forme sonatistiche come applicazione elastica delle strutturazioni tipiche della Forma-Sonata – contribuisce poi anche all’alta ed aggiornata qualità formativa che intendo attribuire al nostro approfondimento: non una schematizzazione segmentativa di uno specifico brano, ma un metodo di lavoro applicabile nella sua generalità a tutto il repertorio cd. “classico”;

4. tutto questo esige pertanto dei tempi di lettura e di applicazione tra un aggiornamento e l’altro. Veniamo al passaggio successivo (che potrebbe risultare però poco utile se il precedente non è stato bene compreso e fatto proprio da ciascuno di voi …). Eccovi il secondo aggiornamento dell’E-Learning di verifica.

 – Quadratura fraseologica e allineamento tematico nell’analisi del repertorio e nelle applicazioni (mini-)compositive

L’argomento, espresso dal titolo vuole da subito affrontare in maniera unitaria il duplice lavoro di cui ci stiamo occupando:

1. quello compositivo fondato sulla comprensione operativa della nozione melodica classica, basata sulla quadratura fraseologica;

2. quello analitico specifico del repertorio del secondo settecento e del primo ottocento, definito secondo i modelli di processualità compositiva dell’Allineamento tematico (dall’importante espressione della musicologia tedesca: Entwiklung).

Ma veniamo al dunque.

Smeralda mi invia una appropriata analisi del lavoro compositivo fatto sull’accompagnamento tratto da Mozart.

Smeralda – Analisi melodia su base armonica di Mozart

Alla stessa Smeralda sottopone le appropriate indicazioni di forma tonale:

  1. un’oscillazione plagale T-SD-T-SD, nella prima frase (bb. 1-4);
  2. una compiuta arcata tonale (o giro armonico) a cadenzalità allargata (com’è nello stile classico settecentesco, con uso del IV#) T-DD-D-T, nella seconda frase (bb. 5-8).

In effetti va subito chiarito come questo lavoro deve essere svolto propedeuticamente al lavoro stesso di composizione e, successivamente, solo semmai per spiegare cosa si è fatto di aggiuntivo. Vediamo come.

Intanto si tratta di osservare che proprio l’analisi sopradetta della forma tonale costituisce un buon dato di partenza: nelle prime 4 battute l’oscillazione plagale può suggerire un moto tonale incertamente oscillante e dunque adatto a reiterazioni melodiche (ad esempio un motivo ripetuto due volte identico oppure con più o meno lievi modifiche) o comunque ad un movimento melodico che risulti tonalmente preparatorio alla successiva compiuta dinamica armonico-tonale della seconda frase in T-DD-D-T.

Pertanto ecco le operazioni da compiere nell’ordine.

  1. Impiantare il Kolon nelle prime due battute: l’unità di misura ritmico-fraseologica, cioè le due battute della proposta tematica, o componente motivica di semifrase che darà l’avvio all’intero periodo tematico: questo potrà essere unitario oppure composto visibilmente da due o tre incisi. Curare cioè la scelta del profilo ritmico-melodico da adattare all’armonia data, o in sole note reali oppure – meglio – in note reali combinate con note estranee, che pertanto diventeranno espressivamente caratterizzanti di tutto l’insieme.
  2. Far corrispondere le altre due battute in risposta tematica affermativa o negativa, a seconda della reiterazione del carattere precedente oppure dell’inserimento del contrasto: qui la scelta più ovvia proprio per la reiterazione armonico-tonale (studiata nella preventiva analisi) è la prima. Purnondimeno dall'”errore” di scelta compiuto a suo tempo da Smeralda, nella sua realizzazione di partenza, sono riuscito a trarre una notevole condotta uniaria; ma certamente compiendo delle scelte abbastanza di simmetria-asimmetria più complesse … Questo semplicemente significa che, nel possesso della tecnica (ma anche delle annesse consapevolezze stilistiche), si può far di tutto …
  3. Produrre il contrasto, ma a partire dal tema motivico già impiantato; dunque tanto come innovazione quanto come consequenzialità. Il contrasto, nel caso in questione, pùo essere una semplice inversione del moto melodico, oppure un gioco di espressione alternativa come il sincopato, oppure altro ancora. Provate a capire come io mi sono comportato nelle quattro realizzazioni che vi ho approntato a mò di strenna natalizia, perfino rifacendomi a brani studiati fin’ora nei questionari d’analisi assegnati (Haydn, Beethoven, Schubert). Proprio per farvi risaltare la natura del linguaggio musicale, che si esprime sempre (perfino quando programmaticamente pretende di negarla) in una costante continuità, alternata tra tradizione e innovazione (più o meno spinta). Meglio capite quello che ho fatto, meglio saprete come a vostra volta agire.

da Mozart - Mario Musumeci

Melodie sul tema di Mozart (M. Musumeci)

Aggiungo, a titolo di ulteriore esempio, la correzione con tre riadattamenti di un analogo lavoro fatto da Silvia. Osservate il modo con cui intervengo, in varie maniere …

Silvia - Melodia da Mozart - con revisione e riadattamenti

Silvia – Melodia da Mozart – con revisione e riadattamenti

Vi invio anche, per agevolarvi, i file midi di ascolto di quanto qui trovate di musica. A breve continuerò con questo lavoro, ma mi aspetto nel frattempo una vostra presa d’atto di tutto quello che vi sto proponendo, riproponendo e reimpiantando; insomma un dialogo, non un’alternanza di monologhi.

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III Aggiornamento del 4 gennaio:

 – Quadratura fraseologica e allineamento tematico nell’analisi del repertorio e nelle applicazioni (mini-)compositive (altre revisioni e chiusura degli interventi dimostrativi) –

Preliminamente leggete sempre ed intervenite per dire la vostra  anche quanto esposto nei seguenti commenti. Spesso sono indirizzati anche a tutti voi. Anzi al proposito di quanto osservato a Smeralda a proposito di Bellini aggiungo il file ripropostole alla maniera seguente:

bellini - da completare

Di seguito aggiungo una realizzazione compositiva proposta da Smeralda sull’accompagnamento di Chopin e da me revisionata, corretta e riproposta in molteplici versioni: tutte ragionate a partire da quella della vostra collega.

Smeralda - Melodia da Chopin - con revisione e riadattamenti

Smeralda – da Chopin – con revisione e rifacimenti

A questo punto, avendo più che abbondantemente illustrato il metodo, considero chiusa la parte dimostrativa: d’ora in poi revisionerò ed esporrò corrette sul sito solamente le realizzazioni che si atterranno alle istruzioni date: prima si fa l’analisi tonale e ritmico-fraseologica del tema dato e solo appresso la composizione della melodia (su accompagnamento dato) o dell’accompagnamento (su melodia data) svolta in coerenza con quanto analizzato. La prolungata mia mancanza di risposta sarà pertanto motivata dall’inadeguatezza del lavoro svolto rispetto quanto richiesto e spiegato – e ri-spiegato – da me con la pazienza richiesta, ma di cui non bisognerebbe abusare. 🙂

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IV Aggiornamento del 6 gennaio:

Come ulteriori modelli di lavoro ecco delle altre proposte sulle stesse prove assegnate:

1) a partire da una buona realizzazione su Bellini:

Smeralda su Bellini – revisionato

Considerata la qualità semplice e corretta dell’armonizzazione sarebbe utile analizzarne la struttura armonico-tonale per comprenderla bene e ricavarne altre formulazioni accompagnamentali – utilizzando cioè altre figurazioni (accompagnamentali), anche traendole dal repertorio e rielaborandole o reinventandole secondo l’estro personale.

2) a partire da una buona revisione armonica di Schubert:

Smeralda su Schubert – revisione armonica e proposte

Trovate già pronti due avvi, proposti per delle compiute realizzazioni accompagnamentali.

Via e-mail riceverete sia i file di finale che – per chi scrive a mano – i file PDF e gli ascolti midi.

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V Aggiornamento del 7 gennaio:

A proposito del lavoro compositivo di Roberta

Una visione di sintesi delle quattro proposte compositive

Approfitto della discreta mole di lavoro inviatami da Robertina (Roberta V.), che vi allego in versioni corrette e da approfondire come modelli di lavoro per tutti, anche per fare alcune osservazioni che possano servire da chiarimenti per la maggior parte di voi.

In linea di principio sembrerebbe che la realizzazione più semplice risulti – soprattutto per gli strumentisti – quella del Valzer (o Mazurka?) di Chopin; anche se talvolta poco curando la compattezza motivica dell’impianto tematico (è quello che distingue chi più o meno conosce la tecnica elaborativa dei grandi compositori rispetto chi pensa che “tutto fa bene e tutto … fa brodo”).

La brava Roberta me ne presenta addirittura quattro versioni, che ho tutte migliorato.

Roberta V. – da Chopin – con revisione e rifacimenti n. 1

Roberta V. – da Chopin – con revisione e rifacimenti n. 2

Roberta V. – da Chopin – con revisione e rifacimenti n.3

Roberta V. – da Chopin – con revisione e rifacimenti n. 4

Perchè questa “facilità”? Probabilmente la qualità melodica della danza assecondata dal ritmo stereotipo (chi non conosce lo zum-pa-pa del valzer?!) già suggerisce molto all’immaginario di chi ha ascoltato o, ancora meglio, studiato esecutivamente dei valzer: il caratteristico ondeggiamento della melodia, la cantabilità variegata negli intervalli melodici perchè già quasi “suggerita” dal colore armonico che nell’accompagnamento li “rapprende” in accordi. Insomma si tratterebbe di affidarsi all’ispirazione per un verso e poi curare i particolari con il lavorìo motivico-tematico. Che, se ben supportato dalla conoscenza della meccaniche ritmico-fraseologica e armonico-tonale, risulta abbastanza agevole.

Dunque non siate superficiali  nello studiare le realizzazioni testè prodotte – e dovreste farlo tutti, se volete vedere ben crescere assieme potenziatamente le vostre facoltà di musicale intelligenza! Cioè domandatevi – e domandatemi – sempre il senso di ciascuna scelta; perfino di un particolare che può sembrarvi di minima importanza … Se continuo a perdere ore di tempo per questo lavoro ci sarà un motivo, o no?! Fidatevi, per Dio! E sopratutto dialogate su tali qeustioni – e molto – tra di voi, oltre che con me. Non fidatevi mai della vostra sola intelligenza. Un segreto da non raccontare a nessuno 🙂 : il vostro insegnante ha imparato molte cose, che nei libri non sono scritte, proprio in questa maniera.

La realizzazione che Robertina ha fatto su Mozart è pregevole.

Roberta V. – da Mozart – con revisione e rifacimento

Tanto che le sto suggerendo un ampliamento in doppio periodo.

Però da adesso spero che lei – come ogni altro – non mi confonderà più frasi e periodi! Fidatevi insomma della vostra musicalità pregressa e acquisita nella frequentazione del repertorio; ma anche imparate bene a capire cosa state esattamente facendo nella comprensione strutturale della melodia – il cd. impianto della ritmica fraseologica (ossia la particolareggiata strutturazione motivica e fraseologica del periodo musicale) – e nella sua forma equilibrativo-dinamica (la cd. forma tonale).

Avrete capito finalmente che “analisi” non è che un esercizio di intelligenza attiva sul versante della comprensione, della riflessione e dell’argomentazione circa i vari significati del testo musicale. Lasciate al proposito l’ignoranza all’esibizionismo dei cattivi dilettanti e non accontentatevi di ripetere a pappagallo le cose fatte dagli altri, anche se si tratta di buoni modelli. Preoccupatevi innanzitutto di capire sempre al meglio quello che stanno facendo e quello che vorreste voi fare!

Quanto alla realizzazione degli accompagnamenti in Bellini e in Schubert noto che invece manca la fantasia, assieme ad una buona conoscenza della tecnica armonica.

Non sarebbe male la semplice armonizzazione di Roberta, da me rivista nel correggere degli errori – che pure vi ho indicato e chiosato. E in tal caso sembrerebbe più facile anche se più note vanno scritte: si tratta di scrivere l’accompagnamento pianistico, rispetto la melodia del solista,  nella formula del basso continuo/scolastico

Roberta V. – da Schubert – con revisione e rifacimento

Però va fin d’ora acquisito il senso della figurazione accompagnamentale e di risalto plastico-armonico del melos. E allora vi ho aggiunto un paio di proposte che ciascuno di voi potrà – se non ha fatto altrimenti – fare sue e impiantare a modo proprio.

Roberta V. – da Schubert – due proposte

Lo stesso andrebbe fatto, ma in maniera diversa, per l’accompagnamento della melodia di Bellini, che però è un tutt’uno nella complessiva realizzazione pianistica.

Roberta V. – da Bellini – con revisione e proposta di rifacimento

Insomma bisogna aggiungere alla mano sinistra solo la struttura accompagnamentale della mano destra. Però anche se le note “sarebbero di meno” il procedimento sembra più complesso nella strutturazione del legame armonico e di una adeguata sintassi: con uso anche di primi rivolti e di settime e di qualche sporadico secondo rivolto di passaggio oppure nella paradigmatica cadenza composta consonante – che qui è quasi obbligatoriamente richiesta dalla marcata e “decisionistica” modulazione cadenzale al tono della D in re minore: La difficoltà di questa scrittura: semplicemente perchè richiede anche una conoscenza dei meccanismi accompagnamentali tipici della tastiera – ma da questa poi translati in vario modo nella musica da camera e perfino nella musica sinfonica: che bel lavoro si potrebbe fare al proposito nelle classi di Pratica pianistica, se semplicemente si apprezzasse e si esercitasse il valore pratico di questi concetti!

E allora, sia per divertirci assieme, sia per cominciare a capire i concetti relativi al tipico plasticismo armonico dei romantici (III modulo), vi sottopongo un altro regalo per voi: una realizzazione melodica e figurativo-accompagnamentale a partire dalla traccia di Mozart. Nessuna preoccupazione! Questo è il lavoro compositivo del vostro maestro e non certo quello che si richiederà a voi: ci vogliono perizia tecnica e buone conoscenze tanto della varietà stilistica del repertorio quanto dei meccanismi pratico-esecutivi impiegati.

Metamorfosi tematiche (da una forma tonale mozartiana)

Dunque serve solo per un appropriato studio analitico. Per capire cosa si è aggiunto che, addirittura quasi eliminando del tutto l’originaria figurazione accompagnamentale, risalta la melodia prima da me inventata sulla traccia mozartiana – di cui appunto si conserva nulla più che la forma tonale.

Siamo alle radici della stessa creatività e le domande intelligenti non dovrebbero mancare!

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VI e ultimo Aggiornamento del 10 gennaio:

Come ho più volte precisato il fare è essenziale per capire, ma il fare a prescindere da una buona comprensione di quanto già fatto in precedenza rischia di rivelarsi, a lungo andare, solo tempo perso.

Ecco perchè d’ora in poi correggerò solo i lavori che si atterranno scrupolosamente alle mie consegne, dimostrandomi dunque di avere non solo letto e visionato ma anche ben studiato tutto quanto qui sopra vi scrivo e vi allego , appunto per approfondire la comprensione del nostro attuale “fare compositivo”. Solo un’eccezione al momento per Emanuela, new entry (in quanto già in possesso di una licenza biennale del corso tradizionale di Armonia) del corso di II annualità del triennio , Fondamenti di composizione appunto.

I problemi che riscontro della comprensione della pur semplice struttura armonica di Schubert sono notevoli e bisognerà parlarne bene a parte. Così pure di Bellini …

Altra cosa è l’invenzione melodica che ho supportato al meglio in Mozart e in Chopin.

Emanuela F. – da Mozart – con revisione e rifacimento

Emanuela F. – da Chopin – con revisione e rifacimento

Manca in tutti e quattro i casi il lavoro di comprensione del testo utilizzato come proposta compositiva. E cioè l’analisi armonico-tonale (o della forma tonale) e l’analisi del periodo (o dell’architettura formale a livello ritmico-fraseologico). E questa mancanza di comprensione trapela chiaramente nella realizzazione … E d’altra parte facciamo mini-composizione per capire il senso stesso della scrittura, non per fare o strafare a casaccio.

E allora, cara Emanuela, e cari tutti voi: come la mettiamo?!

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15 risposte a “Composizione” – Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

  1. Smeralda ha detto:

    Buongiorno Prof, Le ho trasmesso, nella Sua e-mail, l’analisi della traccia compositiva tratta da Mozart e la prova compositiva tratta da Schubert.
    Cordiali Saluti,
    Smeralda Nunnari

    • musicaemusicologia ha detto:

      Inserisco qui una risposta ad una tua successiva mail su Schubert, Ti rispondo insomma nello specifico ma quello che ti scrivo vale per tutti.
      1. Preliminarmente. Schubert è già meglio scritto nell’applicazione del legame armonico.
      Per quanto riguarda la posizione degli strumenti quando tu li scegli nella finestra apposita puoi decidere come metterli e se invertire la posizione, avendola sbagliata. Comunque ti mando un file apposito.

      2. Vorrei che adesso sistemassi tu Schubert nella grafica e poi anche elaborando una possibile figurazione accompagnamentale a partire dagli accordi scritti, ma prima però facendone l’analisi melodica proprio per capire l’impianto di simmetria ritmico-fraseologica della melodia. A cui fare riferimento nella scrittura dell’accompagnamento.
      Su Chopin ad esempio ti sei fidata del tuo senso musicale e dunque potrò intervenire ancora basandomi sulle tue idee. Però così non facciamo un passo avanti rispetto Mozart, dato che non ti emanciperai mai gradualmente dal mio intervento successivo di correzione e di aggiustamenti vari.

      3. Insomma ho indicato inequivocabilmente sul sito il modo preciso con cui si lavora: prima segmentando l’accompagnamento in base alla sua interna logica armonico-tonale e poi costruendo il Kolon o proposta tematica. Appresso, e solo appresso, procedendo con la risposta tematica e con la seconda frase, riproposta e controrisposta tematiche. Perfino giocandoti il contrasto in simmetrie ulteriormente originali, ma sempre con la miglior possibile consapevolezza di quello che stai facendo.
      Ho pure composto vari modelli da cui prendere spunto dopo un’adeguata comprensione analitica (cioè ben capendo quello che si è fatto.), perfino rifacendomi – ludicamente – a quanto fatto durante questo primo modulo …

      4. Insomma una volta per tutte vorrei che intendeste – tu e i tuoi colleghi – che stiamo facendo, con la scitttura compositiva, niente più che un lavoro di intelligenza musicale del tutto speculare a quello analitico. Mentre nell’errata opinione comune si crede che l’artista creativamente agisca solo in maniera del tutto istintuale ed irrazionale, vi sto dimostrando esattamente l’opposto, appunto per aiutarvi a non rimanere degli sprovveduti dilettanti nei meccanismi di comprensione del linguaggio musicale.

      5. E cioè che esiste una tecnica compositiva (e questo benissimo lo sanno i compositori che devono preliminarmente studiarsela, anche se poi spesso fanno credere di affidarsi esclusivamente all’estro creativo per rafforzare il consenso tramite … l’alone di mistero e talvolta di quasi sacralità sulla loro attività creativa) e soprattutto esiste la possibilità di comprendere come funzioni il tutto tramite una specifica intelligenza musicale; quella, appunto teorico-analitica che approfondisce quella tecnico-compositiva, senza necessariamente farsi carico delle sue complessità elaborative, che non può non essere anche applicativa: operativa cioè nel far musica del tutto conseguentemente alle sue specifiche proposizioni riflessive ed argomentative – tanto nel suonare, leggendo ed interpretando, quanto nel comporre (pur limitandoci, per le noste specifiche esigenze di performer, ad un finalizzato livello di base).

      Buon lavoro, cara Smeralda.
      Il Prof

  2. Smeralda ha detto:

    Prof, Le ho trasmesso, nella Sua e-mail, anche, l’ultima traccia compositiva da Lei assegnata.
    Nuovamente Saluti,
    Smeralda Nunnari

  3. Smeralda ha detto:

    Buongiorno Prof, Le ho trasmesso, nella Sua e – mail, il questionario n. 23 dell’Allegro dall’ottava sonata di Hadyn, l’analisi schematica di questa e l’analisi comparata delle due Sonate di Haydn, già inviataLe, quest’ultima, prima delle vacanze.
    Cordiali Saluti,
    Smeralda Nunnari

    • musicaemusicologia ha detto:

      Cara Smeralda,
      come vedi, poco a poco intervengo sui materiali che mi inviate, anche in maniera sostanziosa. E mi produrrò sempre in maniera non banale e quanto più coinvolgente possibile – ma in stretta relazione certo alla vostra propositività.
      Dunque aspetto anche che gli interventi dei tuoi colleghi – ancora troppo “timidi” per scrivermi direttamente sul sito – abbiano un minimo di consistenza per poterne ulteriormente trattare, quanto più possibile, tutti assieme.

      Tu continua a lavorare, ma tieni ben conto del livello di progressiva maturazione che mi sforzo di offrire a tutti – e dunque ancor più agli studenti più volenterosi come te – nei progressivi e ininterrotti aggiornamenti. Sopratutto fammi/fatemi capire che li leggete e studiate bene, sia con ulteriori vostre applicazioni più mature e con ogni necessaria richiesta di chiarimento e/o di approfondimento.
      Il prof

  4. musicaemusicologia ha detto:

    Un chiarimento, forse utile ad altri.

    Ricevo da Smeralda:

    —– Original Message —–
    Sent: Saturday, January 04, 2014 7:02 PM
    Subject: COMPITI DA REALIZZARE

    Buonasera Prof, mi scusi, io avevo capito che il file nominato: “Comporre melodie su un accompagnamento tratto da Mozart”, da Lei messo sul sito ieri sera, conteneva compiti nuovi da realizzare, mi spiego meglio, io avevo capito che si doveva comporre la melodia, sull’accompagnamento di Mozart, in quattro modi diversi: ispirandosi, nel n.1, al tardo settecento, nel n.2 a Schubert, nel n.3 a Beethoven, nel n.4 a Haydn (dei quali avevo già svolto i primi due: tardo settecento e Schubert e volevo perciò completare il tutto. )
    Ma, ora, leggendo questa Sua, ulteriore, email:

    <Veramente tutto quello che ti ho scritto servirebbe per capire bene e fare meglio tutto il resto e mica ho assegnato compiti nuovi al proposito: sempre le 4 esercitazioni compositive di “melo-armonia” (Mozart, Bellini, Schubert, Chopin) e i questionari d’esame su Haydn, Mozart e Beethoven (preparatori per gli esami, del resto: meglio e più se ne fanno meglio sarebbe … ma al momento curerei la qualità e l’autonomia della realizzazione). Comunque avevo dimenticato di inviarti il file su Bellini, che avevamo ripredisposto in classe. Eccotelo>

    ho dedotto che quel file, cioè: “Comporre melodie su un accompagnamento tratto da Mozart” conteneva solo esempi, sui quali risvolgere (dal momento che io ho li ho fatti e che Lei me li ha revisionati, attenendosi alle mie idee) nuovamente, prestando più attenzione (in base a quanto da Lei precisato sul sito) le esercitazioni compositive di melo-armonia di Mozart, Bellini, Schubert e Chopin e non compiti nuovi.

    Mi corregga se la mia interpretazione continua ad essere errata.
    Smeralda
    _______________________________________________

    Rispondo:
    Certamente! Si tratta, in tutti i casi che vi ho messo a disposizione, semmai di capire al meglio quello che ho fatto per meglio saper fare o migliorare voi quanto fatto da soli,, anche in relazione alle analisi svolte o in svolgimento …
    Il Prof

  5. Roberta ha detto:

    Salve Prof. Le ho inviato i primi 2 lavori nella Sua email 🙂
    Buona serata
    Roberta Vorzitelli

  6. Roberta ha detto:

    Buona sera, Le ho inviato altri 2 lavori 🙂
    A presto
    Roberta Vorzitelli

  7. Emanuela ha detto:

    Buongiorno Prof…..le sto inviando i miei lavori di composizione su Mozart, Bellini, Schubert e Chopin.
    A Lunedì
    Emanuela Finistrella

  8. Rosaria Traviglia ha detto:

    Salve Prof.
    Le invio i miei primi lavori. Spero in giornata di finire gli altri!
    Buona giornata…e scusi il ritardo!!..

  9. Rosaria Traviglia ha detto:

    Prof. Le invio anche la melodia di Chopin
    Buona serata.
    Rosaria

  10. Smeralda ha detto:

    Buongiorno Prof, mi scusi se La disturbo, Le ho inviato, nella Sua email, la mia realizzazione del file: “Accompagnamento su una melodia di Schubert, due proposte a partire da un’armonizzazione di Smeralda.”, con la rispettiva analisi ritmico – fraseologica e armonico – tonale.
    Cordiali Saluti, Smeralda

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