Del perduto – o illusorio – amore

… ad un’amica abbandonata dall’uomo che amava e da cui era convinta di essere amata

di Mario Musumeci

Si può spiegare cos’è l’amore? Soprattutto lo si può spiegare a chi non l’ha mai vissuto? O addirittura a chi, avendolo vissuto o almeno credendo di averlo vissuto, l’ha irrimediabilmente perduto? È proprio questa sorta di patologia dell’amore che qui interessa osservare.

Certamente esistono mestieri almeno in parte preposti a questa incombenza: dal prete al sessuologo, dallo psicoterapeuta al giurista matrimonialista … Ma così come accade al paziente guarito da una gravissima malattia non esiste migliore esperienza di chi essendo stato malato d’amore ne è poi guarito grazie alla migliore terapia, quella di un vero amore.

 

L’amore di coppia: una paradigma etico-culturale tutt’altro che neutrale

La fine di un amore, pure vissuto sinceramente e in pienezza di coinvolgimenti affettivi, è come una piccola morte: il dolore che ne consegue, e che va comunque elaborato, procura delle ferite difficilmente rimarginabili se non attraverso una poco a poco acquisita consapevolezza profonda dei limiti stessi di quell’amore; limiti che – pur mantenendone in positivo l’esperienza individuale acquisita – arrivino lucidamente a definire nell’esito la stessa qualità carente di quell’amore.

Bisogna insomma imparare a chiedersi: perché se quest’amore era stato vissuto in una sua convinta pienezza, per lo meno da chi ne piange poi la fine, appare nell’esito disastroso come un vuoto impossibile da colmare. Insomma: come può una presupposta pienezza trasformarsi in un evidente vuoto, se non proprio perché si trattava di una illusoria pienezza: di cui pertanto vanno adesso finalmente capiti i limiti. Proprio per divenire migliori nella propria capacità di amare e di farsi amare ed essere magari più pronti ad affrontare in maniera più adeguata una nuova “storia d’amore”; fino a trovare l’amore, quello vero, che può durare e riempire una vita!

Innanzitutto la reciprocità: può esserci amore senza una reciprocità di condotte amorose? Se la risposta è negativa – e tale non può che essere salvo che per quelle patologie costituite dagli amori infelici, duraturi ma mal corrisposti da una delle parti interessate – allora bisogna analizzare le condotte specifiche che rivelino la sua sussistenza; insomma le condizioni di quella reciprocità.

Tali condotte potrebbero rientrare sinteticamente in due grandi tipologie: quella della compatibilità che salda l’unità della coppia e quella della volontà individuale di entrambi che si rinsaldano integrandosi nella volontà superiore della coppia stessa. Dal buon equilibrio di entrambe si ricava quell’intimità solidale della coppia che si rivela poi essere il suo stesso collante.

La compatibilità si precisa in condotte che vanno dalla sfera della fisicità a quella delle elaborazioni affettive e mentali, implementando gradualmente anche quelle culturali – nel senso più lato del termine, riferito all’appartenenza ambientale e territoriale – ed intellettuali – nel senso più specifico e personalizzabile, riferito a molteplici sfere attive di interessi.

La volontà si precisa in qualità personali che nell’individuo si manifestano normalmente in crescita lungo il periodo dell’età evolutiva ma anche lungo il corso dell’intera propria esistenza, quali la forza del carattere capace di affermarsi anche nelle avversità; l’autonoma stabilità dello stesso (del carattere) – sempre più indipendente nelle proprie capacità di giudizio – nel definire e nel definirsi con piena consapevolezza del proprio agire; l’acquisizione costruttiva delle prassi d’esperienza utili ai fini della propria maturazione umana, costante ed ininterrotta.

E se pure è il caso – o se si preferisce il destino oppure la fortuna – a determinare gli incontri, va sempre posto in primo piano il valore dell’esperienza personale e individuale.

E se – com’è luogo comune – la profondità dei percorsi da attivare nella costruzione di un amore, attraverseranno le due fasi necessarie della passione e del consolidamento, va chiaramente affermato che l’una sarà inclusiva dell’altra e non certo alternativa, come erroneamente si tende volgarmente a credere: come dire prima “la passione coinvolgente che obnubilerebbe le facoltà di raziocinio” e poi – cessata la passione – “la stima e l’affetto che dovrebbero compensare la … caduta della libido”! Il vero amore non vede attenuare la passione, semmai la trova trasformata e maturata nei comportamenti. E l’amore irrazionale privo della guida volontaria del pensiero raziocinante costituisce solo una storiella buona per le ragazzette avide lettrici di romanzi rosa o per i maschietti aspiranti casanova, interessati solo al gioco erotico dei corpi, al sesso privo d’amore – probabilmente utile o forse necessario per la crescita d’esperienza individuale ma non certo definibile in sé all’interno della sfera tutta particolare dell’amore di coppia.

Si affermerà e si dimostrerà comunque che esistono anche altri “amori” e altri “modi di amare”: tutto vero, ma non è detto che ciò riguardi l’amore di cui stiamo parlando. Che mostra tanto le sue patologie quanto le sue qualità salutistiche, tali queste ultime da rendere felici le persone che ne partecipano. E infelici, o “altrimenti felici”, coloro che ne risultano escluse.

E si affermerà che un vero amore è dimostrato solo da un’intera vita in comune: tutto vero, ma è proprio l’imperfezione umana a determinare il contrario e tale imperfezione va pure accettata senza però necessariamente accontentarsi … della propria infelicità.

Insomma in estrema sintesi: l’amore di coppia fondato eticamente e culturalmente sui principi della reciprocità e sulla parità giuridica tra uomo e donna comporta, ancor più che in altre forme di regolazione dei rapporti matrimoniali o comunque di coppia previste in altre culture diverse da quella cristiana moderna (fondata sui principi irrinunciabili del diritto naturale), il coraggio e la responsabilità di fare scelte autonome tanto individuali quanto all’interno della coppia stessa; scelte necessarie e non di rado perfino dolorose. E tali scelte dovrebbero essere sempre ben finalizzate non alla reciproca sopportazione tra due esseri inevitabilmente diversi, semmai alla valorizzazione delle loro diversità all’interno di un possibile, e sempre da ricercare tanto con ostinazione quanto con adeguata misura, equilibrio di compatibilità. E se questo, con tutto l’impegno e l’applicazione di una forte volontà, non riesce comunque a realizzarsi in misura sufficiente: pazienza! Bisognerà avere il coraggio di recidere il legame di dis-amore così instaurato e magari ritrovare il tempo e le energie per la ricerca di un nuovo e migliore amore. In  sostanza bisognerà imparare a rispondere con assoluta convinzione alla domanda: “sono felice, io, accanto a questa persona?”

Di seguito una schematizzazione sintetica di queste condizioni (A) e del percorso (B) necessario all’instaurarsi di una vera e soddisfacente relazione amorosa di coppia; insomma una sorta di programma d’intenti con cui costantemente confrontarsi da soli e assieme al proprio partner:

Schema - del perduto amore

Continua

La sezione seguente – provvisoriamente delimitata in capitoli e paragrafi – verrà elaborata anche sulla base di input e spunti di approfondimento forniti da lettrici e lettori (anche in anonimato) che vivono oppure hanno vissuto le condizioni di un dis-amore o amore finito. Quale che sia la definizione che attualmente riescano a darne: di amore illusorio, di disamore, di vero amore però finito più o meno malamente …

Patologie dell’amore

a)  sessualità e potere

b) maschilismo e femminismo

c) educazione all’eros

d) legami sado-masochisti e dis-amore

Fenomenologia della crisi. Tentativi per una casistica generale

Quale amore? Tra giusnaturalismo ed antropologia etnico-culturale: i caratteri di una scelta da tutelare pure nel costante arricchimento

M&M – Mario Musumeci & Company

Questa voce è stata pubblicata in Forum, Marginalia, Poesia della vita, Politica, etica e cultura e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.