Chiusura dell’E-learning Anno Accademico 2012-2013: esami e valutazione finale

Care studentesse e cari studenti

(tutti coloro che con me hanno condotto studi)

ma anche: Carissime allieve e carissimi allievi

(quelli che considero/si considerano/si riconosceranno prima o poi miei discepoli),

con la chiusura degli appelli di Analisi del repertorio e di Fondamenti di composizione si è chiuso un anno di lezioni estremamente impegnativo.

Specialmente per la seconda annualità di triennio, dati l’incremento e la notevole applicazione compositiva (ben venti schizzi fughistici completati e uno più grazioso dell’altro, tre allegri da sonata completati con lusinghiero risultato insieme a pezzi vari ed esercitazioni di pregio creativo; lavori per lo più pubblicati sul sito …).

Un’applicazione ed un impegno collettivo che ha spalancato gli orizzonti di questa disciplina di freschissimo conio – almeno nell’impronta che lo scrivente ha inteso attribuirle fin dall’inizio: tutto riferito all’evoluzione rapida della riforma degli studi musicali in Italia, oramai proiettata verso un’articolazione serrata che procede dagli studi orientativi della scuola media a indirizzo musicale al liceo musicale (con disciplina specifica quinquennale: Teoria, analisi e composizione), fino al triennio e al biennio accademici dell’istituto superiore degli studi musicali.

Dunque con l’inserimento stabile accanto alla prassi teorico-analitica dei laboratori di scrittura stilisticamente orientata; ossia della composizione analitica (termine da me coniato, per l’occasione) o, più volgarmente, della “composizione di base” finalizzata alla comprensione del testo musicale: nelle sue dinamiche mentali ed intellettuali tanto di pensiero musicale creativo quanto di quello, consequenziale, della riproduzione performativa (anche quando coincidenti, i due momenti, nei repertori di produzione orale).

Mi sembra difficile riuscire a darvi compiutamente contezza di questa vostra attuale collocazione di effettivi studi svolti, soprattutto in quanto proiettabile nel vostro personale futuro di musicisti. Ma credo sia necessario per lo sviluppo di una personale dotazione, in ciascuno di voi, ad affrontare il vostro futuro musicale nel modo più professionale, convinto ed appassionato possibile.

La lettura della musica d’arte – avrete oramai constatato – è cosa che richiede intelligenza ed applicazione specifica; non superficiale ma profonda, almeno se si cerca una buona dose di autonomia e di personalizzazione creativa. Ed una professionalità certa e coinvolta.

La comprensione della musica d’arte – successiva e simultanea alla lettura stessa, nel momento in cui si presenta come analisi, ossia come “lettura in profondità” – presenta spesso livelli di complessità inimmaginabili, tanto utili quanto più coinvolgenti se costantemente attuati in interazione con la prassi ed arte, certamente altrettanto difficile ed impegnativa, dello studio esecutivo.

A quest’ultima pratica – il “suonare” tout court – siamo per tradizione estremamente abituati e spesso raggiungiamo livelli di eccellenza. Ma non è così per quanto riguarda la profondità dell’ascolto, analiticamente  consapevole dei vari livelli di comprensione dell’opera d’arte e così pure dell’interpretazione personalizzante consapevole delle altrui interpretazioni.

Orbene mancando queste qualità rischiamo di diventare dei manichini del “far musica”: più o meno brave scimmiette che scopiazzano quanto fatto da altri in precedenza – i nostri maestri oppure i nostri modelli esecutivi – ma senza molto comprenderne le motivazioni effettive tanto “a monte”, della produzione, quanto “a valle”, della ricezione,  dell’opera d’arte.

Da qui l’importanza strategica del “testo musicale” – opera tanto scritta quanto orale, si badi! – e del “pensiero musicale” che quel testo produce: come intelligenza individuale (dello specifico compositore) ma anche storico-evolutiva (dunque dimostrativa di un’epoca e di una collettività pensante che quell’epoca ha espresso).

A me stesso ancora (dopo quasi trentacinque anni di insegnamento a tempo pieno) “tremano i polsi” quando devo affrontare lo studio teorico-analitico di un nuovo autore e ho delle scadenze precise da rispettare (le relative lezioni con gli studenti interessati). Ma la passione supera poi la preoccupazione. E proprio questo è quello che avrei voluto insegnare ad ognuno di voi al di sopra di ogni cosa: la passione che tutto aiuta ad affrontare e a superare al meglio, proprio per l’alta qualità e quantità del coinvolgimento.

Quest’anno io credo che questo sia accaduto per tanti di voi e ne sono orgoglioso.

Lo dimostrano, a conclusione del triennio, i due trenta con lode di Fabrizio e Vanessa di Analisi del repertorio e il trenta di Alessandro dell’oramai ex-Analisi della letteratura musicale di repertorio (vecchia dicitura ma stesso programma …).

Ma soprattutto lo dimostra l’inedito fioccare del massimo con lode in Fondamenti di composizione/Teoria e analisi II di Federico, Simona, Emanuele, Laura, Nereide, Eleonora, Carmelo e Chiara. Ma anche le alte votazioni ottenute altrettanto meritevolmente da Emilia, Martina ed Alessio; e ancora, anche se a vario titolo, da Antonino, Stefania, Giovanni, Luca. E, a voler continuare, perfino da Giovanna e Matteo (campione dell’arte di arrangiarsi …), i quali – devo dire per me inaspettatamente – hanno fatto i loro personalissimi exploit … Coloro che non cito riconosceranno più o meno altrettanto l’importanza ed il privilegio (fortuna, destino, provvidenza …) di aver fatto parte di una classe “speciale”, che in questi due anni ha prodotto più o meno caoticamente (siamo sempre in Italia …) ma comunque funzionalmente le sinergie positive di un valido team; sinergie che valuto pedagogicamente ancora con difficoltà, e sicuramente nella mia esperienza come del tutto eccezionali.

Proprio per questo cercherò di fare tesoro di quanto prodotto compositivamente e didatticamente nei modi più opportuni: curandone la pubblicazione e utilizzandolo come prova dimostrativa negli anni a venire.

Il vostro Prof

N.B.:

Le problematiche fin troppo spesso evidenziate della I annualità di Teorie e tecniche dell’armonia/Teoria e analisi I non mi permettono di parlarne con soddisfazione se non in termini consolatori, proprio per l’illustrata e fortunatamente ben diversa situazione delle altre annualità. Pur non di meno mi sembra corretto risaltare – a parte la preparazione di buonissimo livello “extra-classe” di Eleonora – i progressi e l’impegno di Smeralda e di Robertina. Assieme all’accettabile arte di arrangiarsi alla meglio di Peppe, di Rosaria e di Alessio … Per gli altri, ma in fondo per tutto il gruppo-classe data l’importanza sopra ben dimostrata del fare team, spero che il prossimo anno sia molto diverso da quello appena concluso.

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2 risposte a Chiusura dell’E-learning Anno Accademico 2012-2013: esami e valutazione finale

  1. Simona Damiano ha detto:

    Salve prof. La ringrazio per tutto quello che ha fatto in questi due anni che sono stati intensi e nei quali ha trasmesso la sua voglia e la sua passione per la musica. La ringrazio per la disponibilità e la pazienza e il sacrificio che ha impiegato nel correggere e guardare i lavori svolti con interesse. Grazie di tutto. Le auguro di trascorrere delle buone vacanze. Simona

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