Analisi-Analisi III/Lezione XVII – Compiuto inquadramento sintetico e particolareggiato del lavoro svolto

di Mario Musumeci

Di seguito, a promemoria per tutti, le tappe del lavoro da svolgere a maggio per l’ammissione all’esame.

  1. Osservazioni sul lavoro svolto: prima revisione
  2. Compiuto inquadramento sintetico e particolareggiato del lavoro svolto
  3. Osservazioni sul lavoro svolto: seconda revisione
  4. Specificità dell’opera vs continuità della tradizione
  5. Osservazioni sul lavoro svolto: revisione definitiva

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Al momento, nella consegna di una tesina definibile come positivamente rappresentativa di un decente lavoro svolto, si aggiunge a Fabrizio e Vanessa anche Chiara: fuori tempo massimo ma recuperando parzialmente in doppia lezione (assenza di Fabrizio). Si tratta adesso di migliorare queste tre tesi di discussione, da presentare compilate nel miglior modo possibile agli esami della sessione estiva (prevedibile per una data che va dal 15 al 30 giugno).

Dato che il lavoro dagli stessi presentato garantisce almeno una sufficiente accettabilità, gli studenti Arestia, Cangemi e Serafini hanno al momento garantita solo la suddetta ammissione. Il loro restante lavoro da svolgere costituisce l’impegno per il completamento, l’approfondimento e per la migliore riuscita che comprende pure l’adeguata esposizione: a tal fine, com’è mia abitudine, compileremo facilmente alla fine (proprio ricavandola dalla tesina completata) una breve presentazione in PDF di supporto all’orale; che a sua volta potrebbe essere meglio supportata oltre che dalla chiara e pertinente esposizione anche da esemplificazioni sullo strumento, eseguite e commentate da ciascun allievo interessato.

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Per quanto riguarda le lezioni svolte è da segnalare l’impegno adesso più maturo di Vanessa nel rivedere alla luce comparativa di specifiche performances particolarmente autorevoli (“modelli interpretativi”) l’analisi svolta:

A) nel particolare delle singole fasi processuali dell’evoluzione figurativo-rappresentativa  del materiale tematico –

  1. carattere del  I tema, nelle quattro diverse fasi che lo compongono: periodo di “esordio narrativo” dell’essenziale (nucleo-)frase tematica, periodo di apertura cantabile lirico-appassionata contrastante (proiettato verso la seconda fase lirico-appassionata del II tema), codetta virtuosistica “fuori-tema”, riesposizione-ripresa ampliata (“in adfectibus”) e di stabilizzante chiusura;
  2. carattere del  II tema, nelle quattro diverse fasi che lo compongono: periodo introduttivo “cullante”, doppio periodo (reiterato) in crescendo anche volumetrico di elaborazione lirico-passionale, codetta cantabile attenuativa del suddetto carattere;
  3. carattere del III Tema (intermezzo) nelle quattro  fasi: di allusiva preparazione nella stessa “codetta virtuosistica” interna al I Tema, nell’intermezzo di avvio dello Sviluppo/II Parte, nella implementazione accompagnamentale della metamorfosi del II tema/II periodo e di epilogo nella coda di chiusura –

B) e nel generale del complessivo impianto retorico-formale –

  1. relazioni interne di ciascuna delle due compiute elaborazioni tematiche,
  2. relazione integrata delle suddette, in prossimità e a distanza,
  3. relazione con le fasi sviluppative di metamorfosi tematica e di fusione tematica,
  4. relazione con l’elaborazione a distanza del “terzo” tema .

Tale compiuto lavoro, che esercita senza dubbio le doti di osservazione nell’ascolto critico dell’opera compiuta e della sua stessa continuità è l’unico che può garantire la compiuta comprensione, specifica e comparativa, delle diverse performances; fino a darne compiutamente conto in maniera veramente “inteligente” e linguisticamente pertinente; cioè al di là di mere osservazioni “impressionistiche” o di constatazioni dirette alquanto limitativamente solo al “come vien realizzato questo o quel passaggio”o al “mi piace/non mi piace”. La qual pratica, (ahimè) ben più e fin troppo diffusa – non fa che denunziare l’assoluta tendenza all’autoreferenzialità del più tipico giudizio “competente”; svolto sbrigativamente dallo stesso performer o aspirante tale: in realtà  privo, in tal caso, degli strumenti teorico-analitici necessari alla suddetta attività speculativa.

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Il lavoro di Chiara – a parte la rilevazione di pregi da approfondire e difetti da eliminare del suo elaborato di tesi – si è concentrato sull’analisi del movimento di Sarabanda; svolta congiuntamente sul processo elaborativo motivico-tematico della specifica trama continua,  sulla sua compiuta sintesi retorico-formale e sulle relative qualificazioni idiomatiche e performative, nel particolare e nell’insieme. Troppo complesso tale lavoro – peraltro registrato oltre che seguito con attenzione dall’allieva – per darne compiutamente conto se non a grandi linee negli aspetti più compiuti.

Livello sintetico retorico.-formale

Prima sezione di danza stilizzata di Suite barocca, in andamento lento a metro ternario etc.:

A a due fasi di Exordium-Narratio e di Narratio in adfectibus.

Seconda sezione di danza stilizzata: 

B a tre fasi di Propositio, Confirmatio/Probatio e Peroratio in adfectibus.

Livelli motivico-tematico e di elaborazione processuale

Motivo tematico (“soggetto” ad articolazione semplice)

in due fasi integrate di

a (oppure fattore x di terza accordale) = tratto motivico areale (“ad arpeggio”) e di

b (oppure tratto motivico compiuto y) = “anapestico” di cesura motivica, posto in cadenza accentuativa di Sarabanda e svolto tramite appoggiatura semitonale;

con varianti:

in riempimento di a (tramite nota di passaggio, al di là del posizionamento ritmico);

in  inversione e in proliferazione di b. Varianti dunque tutte protese all’accrescimento della cantabilità, da areale/violoncellistica – “astratta”: naturalistica, armonica … – a lineare/vocalistica – “concreta”, umanistica, … melodica, di originario canto piano.

Elaborazione processuale

in una iniziale e compiuta affermazione di cantabilità tipicamente violoncellistica, giocata poi sull’ampliamento in più compiuta cantabilità “realistica”; ossia condotta più … vocalistica delle connessioni motiviche: sempre cioè per reiterati motivi rielaborati ma in crescendo di aggregazione e di apertura di canto piano, svolta cioè per gradi congiunti. Condotta processuale spinta fino agli apici di aggregazione in arcata melodica prima motivicamente doppia (due motivi associati) in Repetita narratio e poi quadrupla in Peroratio in adfectibus.

Livello di genere e di performance

Si rivela, fin dalla iniziale frase tematica a quattro integrati motivi (bb. 1-4), la contaminazione tra

a) il genere, oramai stilizzato nel barocco (non più da danzare ma da ascoltare in una sorta di “versione narrativa” ma ancorata agli originari stilemi coreutici), di danza lenta e processionale della Sarabanda e

b) il genere del Preludio-studio barocco a perpetuum mobile (moto perpetuo),

ossia a basso tasso di elaborazione motivica e a più alto tasso di elaborazione armonico-areale: la stessa figurazione tematica è costantemente reiterata seppure con altrettanto costanti varianti di aggancio e di riqualificazione melo-armonica; ed è da intendersi come esaltazione di un meccanismo di esaltazione dello specifico idioma strumentale – in tal caso il violoncellistico, qui proteso verso ampi portamenti di legata cantabilità tra suoni distanti ma armonicamente affini.

Il livello performativo è pertanto implicato nella stessa suonabilità dell’impianto motivico, saldamente ancorata appunto all’idioma violoncellistico. Abbiamo osservato ad esempio, al proposito, la relativa inadeguatezza di un accompagnamento tastieristico, pure svolto in rigoroso e pertinente basso continuo; “relativa” nel senso che tale realizzazione sulla tastiera per un verso chiarisce, e talvolta addirittura “svela”, gli equilibri e i dinamismi della trama sintattico-armonica sottesa al melos violoncellistico; ma per altro verso la comprime nelle sue specificazioni ritmiche – e dunque motivico-tematiche – realisticamente disturbandola. A tal proposito si rifletti solo, a mò di significativo ma non certo unico esempio, su come alla b. 1 la stessa cadenza ritmica di Sarabanda venga annullata dallo scambio accordale della tonica di do minore – sol-mib-do con si beq sensibile sul do, di appoggiatura in punteggiatura motivica – verso l’armonia secondaria implicante il lab; che di necessità la tastiera deve svolgere in grumi accordali, metricamente discriminanti, sul terzo movimento: ritmo accordale di minima più semiminima che letteralmente sovrasterebbe annullandola la ritmica di Sarabanda; che invece qui trova accentuato il secondo movimento proprio dalla detta appoggiatura semitonale sibeq –> do, elemento originario tanto della piana cantabilità quanto del compiuto risalto figurale dello stesso motivo tematico!

Tutto ciò – approfondito, come svolto in classe, tramite tanti altri altrettanto significativi esempi tratti dal brano – rivela la natura, appunto idiomatica, di tale melos violoncellistico. Un melos che disgrega la rigidità delle segreganti aree accordali a favore di un estremamente fluido intreccio di linearità areale e lineare. Che peraltro proprio in questa tanto breve quanto mirabile Sarabanda rivela anche l’inestimabile intreccio dei valori di semplicità di superficie (aggregante reiterazione motivico-tematica) e di complessità di profondità prospettica (qualificazione polifonico-concertante) che disvela il genio bachiano nella sua più autentica specificità di musica reservata. 

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2 risposte a Analisi-Analisi III/Lezione XVII – Compiuto inquadramento sintetico e particolareggiato del lavoro svolto

  1. Fabrizio Arestia ha detto:

    Salve maestro,
    le ho inviato due schemi sul terzo movimento: lo schema processuale in realtà non è uno, poichè lo spazio non era sufficiente ho dovuto suddividere in 3 parti (A,B,A’); ho sezionato minuziosamente questo terzo movimento impiegando un notevole numero di ore,spero pertanto di aver fatto correttamente: ho chiamato con la stessa lettera le parti che si ripetono uguali, aggiungendo l’esponente quando una stessa parte viene variata, mi pare di aver agito in maniera abbastanza logica…… mi faccia sapere

    • musicaemusicologia ha detto:

      Ok, Fabrizio ne parliamo martedì 14 alle 8,30-10,00, oppure lunedì 13 alle 18,00-20,00 (se ti trovi in istituto lunedì verso quell’ora fatti comunque vedere). Però non sarebbe male se tu nel frattempo compilasi pure la Legenda dello schema processuale “ad albero”, secondo un modello come il seguente:

      Legenda:
      (a)
      (b)
      (c)
      (d)
      (e)
      (f)
      specificando pure il senso delle varianti: a1, b2 …

      Inoltre: avevo chiesto a Chiara e Vanessa di avvisarti: martedì alle 10,30 ho appuntamento con i tuoi colleghi al Teatro V.E. di Messina per presenziare tutti al Seminario Erasmus del Prof. Andrzej Dutkiewicz, pianista e compositore polacco di fama internazionale (secondo il suo curriculum, visionabile sul sito del Conservatorio), sul tema “Da Chopin a Gorecky”. Nel caso venissi sarebbe bene che lunedì integrassi la domanda collettiva che ho già presentato martedì 7 ai fini dell’attestato di partecipazione e del relativo credito formativo.
      Il Prof

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