Analisi-Analisi III/Lezione XIV – Lo stile dell’opera e la poetica dell’autore

di Mario Musumeci

Tenendo conto delle presenze di studenti, riferite solo alle due monografie barocche, la lezione è stata innanzitutto dedicata a Chiara e allo studio approfondito della trama continua e della connessa specificità retorico-formale della Gavotta II. Ma, per coinvolgere Fabrizio, ampliandone gli aspetti della ricerca all’interno del testo per il miglior chiarimento dei suoi modi specifici di rappresentazione, sia nell’ascolto che nella performance. Pertanto con ampie escursioni sui concetti di:

1. contaminazione barocca dei generi riferibile alla stilizzazione di una Gavotta tramite la sostituzione del caratterizzante aggraziato ritmo dattilico binario – guarda caso stremamente invasivo nella precedente Gavotta I – tramite una costante “diminuzione” in terzine, tipiche della qualificazione più dilettevole dello stile galante settecentesco;

2. relazione tra le impostazioni culturali della prassi esecutiva rinascimental-barocca e della interpretazione classico-romantica implicandovi anche il filologismo interpretativo e la personalizzante interpretazione (ri-)creativa di oramai chiarito orientamento post-moderno; con chiarimenti svolti costantemente dal docente tramite svariate performances su tratti del testo musicale approfondito nella analitica lettura o anche di altri brani musicali;

3. relazione tra linguaggio e stile musicali. Linguaggio come generale, e anche generica, nozione di natura antropologica e socio-culturale. Stile come nozione specifica di rilievo sia epocale (stile barocco nel caso specifico: accomunante ad una lingua storicamente e geograficamente considerata, ma in costante e ininterrotta evoluzione, ben più accelerata della lingua per eccellenza, quella verbale …) sia riferito specificamente ad un autore qual è il sommo Bach, estremamente significativo dell’epoca ma anche – in quanto di primissimo piano – estremamente caratterizzante nella sua propria specificità (stile bachiano), si apertinente ai modi del genere, come qualificazione socio-culturale della musica stessa (stile aggraziato della Gavotta, stile dilettevole delle terzine, stilizzazione compositiva della danza Gavotta in quanto, pur ancora in uso diversamente dalle Allemande, dalle Correnti etc…, in tal caso è ripensata piuttosto nell’ascolto che nella diretta performance coreutico-gestuale, secondo i modi della sopra richiamata e all’epoca corrente contaminazione – appunto: stilistica – dei generi).

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La specificità del brano si è rivelata, tramite la subito chiarita funzione, strutturante e di connotazione di genere, della terzina già a partire dal Soggetto in Exordium: un motivo tematico a due piedi di terzina seguito da una subjectio a quattro piedi di terzina (a+a’ = a/soggetto articolato in separazione motivica tra motivo-tema e subjectio), poi ripetuti strettamente integrati (aa’ = a’/soggetto articolato in integrazione motivica). E soprattutto dalla sua prima enunciazione in battere ritmico-tonale, sempre da intendersi però come acefalo nell’articolazione, sia allusivamente all’inizio quanto esplicativamente in seguito, fino alla qualificazione discorsiva, culminante ed epifanica, in Refutatio/Epiphonema, di massima tensione deformativa esplicata nella sezione centrale della seconda parte (bb. 15-17), provocatoriamente (Propositio) avviata alla b. 7 e infine risolta in punteggiante sezione apicale e di recupero espositivo alle bb. 18-20 (Peroratio in adfectibus).

A = (a+a’) + (aa’)  =  A = aa’

per cui, considerando le due sezioni, a livello architettonico-formale secondo appropriante analisi algoritmica:

 A = aa’ [do m]

B = aa’ [MIb M –> SIb – sol m] + aa’ [do m ] + aa’ [do m /fa m] integrato –> aa’ (do m)

In lettura retorico-formale le due sezioni A-B di qualificazione legata al genere musicale per come codificato nell’uso (danza barocca) reso peraltro anche in una qualifica performativa (con le due sezioni ripetute per le estemporanee diminuzioni al modo dei – trascritti – double …) diventano allora:

A = aa’ [Exordium-Narratio e Repetita Narratio] B = aa’ [Propositio oppure Propositio-Probatio] + aa’ [Confirmatio] + aa’ [Refutatio/Epiphonema] integrato –> aa’ (Peroratio in adfectibus e Peroratio in rebus)

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Come al solito tale estremizzata sintesi è tutta da chiarire e da approfondire passo passo, adesso tramite sia il buon uso didascalico degli esempi sia la predisposizione di tutti gli schemi retorico-formali delle danze della Suite V; da compilare seguendo la traccia suggerita, a più prospettive di lettura analitica.

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