Attualità di Spinoza: fondamenti di saggezza

Ragione e Superstizione, Bene e Male

Chi se non un disperato o un folle, sarebbe disposto a separarsi alla leggera dalla ragione e a spregiare le arti e le scienze negando a quella la possibilità di raggiungere la certezza?

Con quanta imprudenza molti cercano di levar di mezzo un tiranno senza essere in grado di eliminare le cause che fanno del principe un tiranno…

.. dopo aver immaginato l’essenza dello spirito, non posso immaginarlo quadrato.

È dunque il timore la causa che genera, mantiene ed alimenta la superstizione.

Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all’infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità.

Gli uomini sono soliti formare idee universali tanto delle cose naturali, quanto di quelle artificiali, idee che considerano come modelli, ai quali credono che la natura (che stimano non faccia nulla senza un fine) guardi e si proponga anch’essa come modello. Quando, dunque, vedono che accade qualcosa in natura che non concorda con il modello che hanno concepito di tale cosa credono allora che la natura abbia fallito o peccato e abbia lasciato quella cosa imperfetta.

La perfezione e l’imperfezione sono in realtà soltanto modi del pensare, cioè nozioni che siamo soliti inventare per il fatto che confrontiamo gli uni agli altri individui della stessa specie o genere.

La superstizione è sostenuta esclusivamente dalla speranza, dall’odio, dall’ira e dall’inganno, dato che essa trae la sua origine non dalla ragione, ma dalla sola sensibilità e per di più da una appassionata sensibilità.

La stessa cosa può essere al tempo stesso buona, cattiva o indifferente.

Le cose che per accidente sono causa di speranza o di paura si chiamano buoni o cattivi presagi.

Ogni cosa, sia essa più perfetta o meno perfetta, potrà perseverare sempre nell’esistere con la stessa forza con la quale comincia a esistere, così che, sotto questo aspetto, tutte le cose sono uguali.

Per Bene intendo ogni genere di Gioia e qualunque cosa inoltre conduce ad essa e soprattutto ciò che soddisfa un desiderio, qualunque esso sia.

Per natura siamo così fatti che facilmente crediamo alle cose nelle quali speriamo e difficilmente a quelle che temiamo, così che di esse sentiamo più o meno del giusto.

Per quanto attiene al Bene e al Male, neanch’essi indicano alcunché di positivo nelle cose, in sé considerate, e non sono altro che modi del pensare, ossia nozioni che formiamo mediante il confronto delle cose tra loro.

Quando dico che qualcuno passa da una minore a una maggiore perfezione, e viceversa, non intendo che da una essenza o forma sia mutato in un’altra.

Se gli uomini fossero in grado di governare secondo un preciso disegno tutte le circostanze della loro vita, o se la fortuna fosse loro sempre favorevole, essi non sarebbero schiavi della superstizione.

Se i filosofi vogliono chiamare spettri le cose che ignoriamo, io non avrò nulla in contrario, perché vi è un’infinità di cose che mi sono nascoste.

Se qualcuno vede una certa opera, della quale non ne aveva vista una simile, e non conosce l’intenzione dell’artefice, egli senza dubbio non potrà sapere se quell’opera sia perfetta o imperfetta […] ma, dopo che gli uomini hanno cominciato a formare idee universali e a escogitare modelli di case, edifici, torri ecc. e a preferire certi modelli delle cose ad altri, è accaduto che ciascuno ha chiamato perfetto quel che vedeva concordare con l’idea universale che egli si era formato e, al contrario, imperfetto quello che vedeva concordare di meno con il modello da lui concepito, sebbene secondo il parere del suo artefice fosse completamente compiuto.

Dopo che l’esperienza mi ebbe insegnato che tutte le cose che frequentemente si incontrano nella vita comune sono vane e futili; e quando vidi che tutti i beni che temevo di perdere e tutti i mali che temevo di ricevere non avevano in sé nulla né di bene né di male, se non in quanto l’animo ne era turbato, decisi infine di ricercare se si desse qualcosa che fosse un bene vero e condivisibile, e dal quale soltanto, respinti tutti gli altri, l’animo fosse affetto; anzi, se esistesse qualcosa grazie al quale, una volta scoperto e acquisito, godessi in eterno una gioia continua e suprema.

Godere dei piaceri quanto basta a conservare la salute.

Cercare il denaro, o qualunque altra cosa, nella misura sufficiente a sostenere vita e salute e a conformarci a quei costumi della società che non si oppongono al nostro scopo.

Forma le idee positive prima delle negative.

Le idee, quanta più perfezione esprimono di un oggetto, tanto più sono perfette. Infatti non ammiriamo l’architetto che ha concepito una cappella, come quello che ha concepito un magnifico tempio.

Non mi trattengo sulle altre cose che si riferiscono al pensiero, come l’amore, la gioia ecc., perché non rientrano nel nostro presente obiettivo e non possono neppure essere concepite, se non viene percepito l’intelletto. Infatti, tolta completamente la percezione, tutte esse vengono tolte.
Le idee false e finte non hanno nulla di positivo (come abbiamo mostrato abbondantemente) per cui si dicono false o finte; ma si considerano tali per solo difetto di conoscenza. Perciò le idee false e finte, in quanto tali, non possono insegnarci nulla intorno all’essenza del pensiero. Questa si deve ricavare dalle proprietà positive appena elencate; ossia, ora si deve stabilire qualcosa di comune da cui tali proprietà seguano necessariamente o che, dato, esse necessariamente si diano, tolto, tutte si tolgano.

Il resto manca.

***

Dio, Natura e Uomo

Temo l’odio dei teologi, perché affermo che Dio coincide con la natura e attribuisco a Dio cose che nella tradizione filosofica sono state sempre considerate effetti o creature, mentre io ritengo che queste cose appartengano alla stessa natura di Dio.

L’uomo non è che una parte della natura. La Natura unisce in sè tutte le cose; quindi la Natura unisce in se Dio e l’uomo. Sia la Natura che l’uomo tendono al costante perfezionamento. Tutte le cose e le azioni esistenti nella Natura sono perfette. Nessuna cosa potrebbe tendere alla propria distruzione per sua natura, ma, al contrario, ciascuna cosa possiede in sé un conato sia a conservarsi nel suo stato, sia a portarsi ad uno stato migliore. L’amore è il mezzo attraverso il quale l’uomo può elevarsi al sommo bene. L’amore può e deve fare da tramite ai fini della perfezione. Che resta sempre Dio.

Tutto ciò che Dio fa è compiuto e prodotto da lui come dalla causa sommamente libera. Dunque, se prima Dio avesse fatto le cose diversamente da come sono adesso, allora dovrebbe certamente conseguire che egli, in qualche tempo, sia stato imperfetto; ma questo è falso. Infatti, visto che Dio è la causa prima di tutto, deve esserci in lui qualcosa attraverso cui fa ciò che fa e non omette di farlo. Poiché diciamo che la libertà non consiste nel fare o non fare qualcosa, e poiché abbiamo anche mostrato che ciò che fa compiere a Dio qualcosa non può essere altro che la sua stessa perfezione, concludiamo che se non ci fosse la sua perfezione a farglielo compiere, le cose non esisterebbero o non sarebbero potute arrivare ad essere, per essere ciò che sono.

Infine, poiché ora abbiamo spiegato che cos’è la sensazione, possiamo facilmente vedere come da ciò abbia origine un’idea riflessiva o la conoscenza di sé stessi, l’esperienza e il ragionamento. E si può anche vedere chiaramente da tutto ciò (come pure dal fatto che la nostra mente è unita a Dio ed è una parte dell’idea infinita che nasce immediatamente da Dio) l’origine della conoscenza chiara e l’immortalità della mente. Ma per ora ci basterà ciò che si è detto.

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