Analisi-Analisi III/Lezione XI – Osservazioni sul lavoro svolto: elaborazione delle mappe

di Mario Musumeci

Questa lezione è stata dedicata alla strutturazione dell’intera traccia dell’elaborato di tesi disciplinare (“tesina”): l’indice dei capitoli con gli argomenti di trattazione in sequenza logica appropriata e la relativa associazione degli schemi, tabelle, grafici ed esempi musicali da predisporre in ciascuno.

Ricordo solo la diversa impostazione seguita:

  1. per le tesi su Bach siamo partiti dall’inquadramento metodologico dei problemi di lettura-analisi, con riferimento all’impianto di trama continua per come riferito o all’idioma violoncellistico – da tradurre in quello violistico dell’opera studiata da Chiara; o alla specificità “contaminante” della scrittura tastieristica in quanto riferita al genere del Concerto grosso barocco e al suo succedaneo – appunto indicato nel titolo dell’opera studiata da Fabrizio, del Concerto grosso all’italiana. Per poi arrivare all’inquadramento dei singoli movimenti: per la Suite associati tra loro  in tante ma brevi danze; per il Concerto, separati data la complessità della specifica trattazione di ciascuno dei tre movimenti.
  2. per la tesi su Beethoven la quantità di movimenti formalmente impiantati (e, in definitiva, formalmente abbastanza prevedibili) secondo tradizione sonatistica ne hanno implicato invece una preliminare trattazione panoramica. Per poi arrivare a esplicitarne – specificità di ciascuno a parte – le qualifiche stilistiche e di genere e di personalizzazione creativa, riferibili anche allo stile e alla specifica poetica dell’Autore;
  3. per la tesi su Chopin la particolare caratterizzazione inventiva, tematicamente e processualmente “trasversale” rispetto le prevedibili consequenzialità retorico-discorsive o, ancor più, di menu sonatistico, l’impianto della trattazione è stato già (nella precedente lezione) descritto come una preliminare connessione a distanza dei materiali tematici tra loro omogenei (: sezioni di I o di II tema o di tematiche “di contorno” –> soprattutto il “tema-intermezzo” e i suoi diffusi riferimenti elaborativi anche a livello metamorfosico e di integrazione tematica). Per poi risalire al gioco sequenziale delle elaborazioni processuali, nell’ordine retorico-formale di una poetica generalmente caratterizzata da visionarietà rappresentativa, qual’è quella genericamente riconoscibile dei romantici.

Adesso occorrerà lavorare:

  • sulle visioni di insieme, traducendoli in tabelle e in schemi formali e retorico-formali, e
  • in una visione particolareggiata dei vari momenti cruciali tramite appropriate esemplificazioni musicali.
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