Le assegnazioni delle discipline d’insegnamento nei corsi di Diploma accademico di II Livello (Laurea musicale specialistica)

di Mario Musumeci

Ricevo da uno stimabilissimo collega la seguente missiva e di seguito rispondo nella maniera più esauriente, ma limitata allo specifico.

 Caro M°,

potrebbe indicarmi il D.M. con cui nel 2004 furono fatte le assegnazioni delle discipline del II Livello? Ad es. a Messina chi insegna Analisi delle Forme compositive? La ringrazio per la Sua grande disponibilità. Attendo la pubblicazione dei programmi interni di Tecnicne dell’Armonia I Livello e La saluto molto cordialmente.

(Lettera firmata)

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Gentile collega,

il D.M. con cui nel 2004 “furono fatte le assegnazioni delle discipline del II Livello” semplicemente non esiste. A meno che non si voglia intendere con questa impropria espressione, il D.M. sulle Declaratorie, cioè contenente denominazioni e competenze di ciascun innovato settore disciplinare – materiale prezioso che trova sul mio sito, alla rubrica Istituzioni formative; eccole il link …

 Declaratorie, queste sconosciute!

Ma cominciamo dall’inizio, per maggiore chiarezza.

Da quasi una decina di anni Analisi delle forme compositive la insegno proprio io nelle due annualità previste nei corsi di biennio compositivo come obbligatorie (15+15 ore).

Per gli strumentisti insegno invece – quando capita … – una disciplina facoltativa biennalizzabile: Metodologia dell’analisi e fenomenologia dell’interpretazione, di mio personale conio, nel nome e nei contenuti: dopo alcune decine di anni di sperimentazione teorico-analitica mi sono costruito i titoli e le basi di approfondimento per questo specifico lavoro – che peraltro attualmente molto contribuisce ad arricchire, in un continui scambi verticali di esperienze, l’apparato contenutistico delle mie/nostre discipline del triennio.

Queste annualità possono essere frequentate a richiesta anche da allievi dei corsi strumentali (perfino come discipline integrative per il Triennio), ma a condizioni che abbiano già una buona formazione teorico-analitica o quanto meno tecnico-compositiva di base (nel loro stesso interesse di comprensione,peraltro): va detto che dato il livello di alta specializzazione che io ho impresso fin dall’inizio per queste discipline ne legittimano, anche per la prima, una denominazione che personalmente ho imposto nel mio Istituto di Analisi delle forme compositive I –> Teoria dello stileAnalisi delle forme compositive II –> Analisi dello stile.

Va detto che quasi una decina di anni fa, all’avvio del biennio, con delle procedure discutibilissime nell’impostazione (lo stesso numero esiguo delle ore – peraltro spesso pagate come aggiuntive – ad esempio), era il docente di Composizione (peraltro amicalmente a me legato) a pretenderne l’attribuzione. Ma dopo una franca discussione assieme al Direttore di allora, predisposta propedeuticamente dal mio personale curriculum, la questione venne facilmente superata.

E d’altra parte – stia bene attento – la successiva messa ad ordinamento delle Declaratorie dei settori disciplinari (e delle relative competenze) – che sopra le ho reso disponibili – ha attribuito proprio al nostro settore COTP-01 – Teoria dell’armonia e analisi, le competenze, traducibili in discipline, di Analisi delle forme compositive e Metodologie dell’analisi.

Dunque dando del tutto ragione alle mie precedenti pretese: del resto molti dei nostri comuni colleghi non lo sanno – o fanno finta di non sapere per i motivi più diversi … – che questo impianto così ricco delle nostre comuni competenze disciplinari è dovuto proprio al nostro personale pionierato teorico-analitico, oramai quasi trentennale: tra l’altro in fase pre-riforma ho addirittura presenziato come relatore per questi argomenti, assieme ad altri colleghi della SIdAM: Paolo Rotili oggi direttore a Latina; Antonio Grande ultimo presidente facente funzione del sodalizio; Paolo Troncon anche lui direttore, e “di punta”, nel Triveneto; Stefano Procaccioli che prima di tutti a Trieste ha avviato le tre discipline del triennio sul modello sperimentale del diploma tradizionale, etc. etc.) in vari convegni dove se ne discuteva più o meno espressamente, anche alla presenza (diretta o successiva, per consegna del materiale documentario prodotto …) di personale ispettivo e dirigenziale del ministero: qualcuno di costoro ne avrà certamente tratto spunto, prendendosene magari il merito propositivo (così va il mondo!) …

Eccole altri riferimenti: 

Inquadramento docenti Conservatori di Musica nei settori disciplinari

E, ad abundantiam:

Il corso sperimentale di Teoria e analisi musicale come principale motore delle innovazioni contenutistiche della Riforma dell’Afam

Oltre alle diciture di Analisi dei repertoriFondamenti di composizione e Teorie e tecniche dell’armonia; che noi abbiamo adottato come – nell’ordine:

a) IIIa annualità: 3 gruppi piccoli o individuali di 30 ore ciascuno, ripartiti per affinità di specialità strumentale;

b) IIa e Ia annualità di triennio: due macro-gruppi di 60 ore ciascuno per ciascuna delle due annualità, da cui ricavare possibilmente sia un tot di lezioni frontali sia un tot di laboratori di piccole unità per le esercitazioni di scrittura musicale creativa composizione di base: io ad esempio attualmente svolgo 40 ore di lezione frontale per tutti gli studenti delle prime due annualità e 20 ore di 4 laboratori almeno per piccoli gruppi da 3 a 5 e più studenti.

Se lei fa bene i conti in tal modo posso lavorare accettabilmente, anche se più gravosamente, pure con una cinquantina e più di studenti.

Inoltre il mio collega Sergio Pallante, per sue personali scelte, insegnava  addirittura Storia del repertorio musicale contemporaneo e Tecniche compositive contemporanee, discipline obbligatorie nel Tecnologico … e con discreto successo, devo dire, data la sua vocazione compositiva “avanguardistica”/post-darmstadtiana: di recente però ha smesso, io credo, per l’eccessivo peso dell’impegno, malpagato nonostante la gravosità. 

Spero di non farla confondere troppo. Ma questa per noi a Messina, nel bene e nel male di ogni possibile congiuntura positiva o negativa, è oramai la quotidiana e, tutto sommato, positiva routine.

Infine, per quello che forse può essere una sua personale problematica, legga anche il successivo articolo: potrà, almeno credo, esserle ulteriormente utile.

La titolarità degli insegnamenti accademici nell’Afam

Cordiali saluti.

N.B.: Ovviamente, rispettando la sua privacy, pubblico la presente anche sul sito perchè giovi ad altri colleghi. Nello stesso troverà tante altre preziose informazioni, soprattutto nella rubrica Istituzioni accademiche.

Dove a breve ripubblicherò aggiornate, ma più nella forma che nella sostanza, i Programmi delle 5 discipline di biennio e di triennio.

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Una risposta a Le assegnazioni delle discipline d’insegnamento nei corsi di Diploma accademico di II Livello (Laurea musicale specialistica)

  1. musicaemusicologia ha detto:

    In risposta

    Esauriente e gentilissimo come sempre!
    Grazie di cuore. Mi ha ricordato il carissimo amico (omissis) che ho conosciuto a (omissis) e che poi, col suo trasferimento, ho perso di vista.
    Avevo già consultato tutti i documenti che mi cita nel Link, ma volevo essere certo che non mi fosse sfuggito qualche decreto specifico.
    (omissis)

    Grazie ancora e buona domenica.
    (Lettera firmata)

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