Una lettera graditissima e … una storia che continua

Ricevo questa affettuosa e graditissima mail da un (suppongo, abbastanza più giovane) collega del mio stesso settore disciplinare, con allegata una lettera che onora il lavoro e l’impegno di questo sito. E, doverosamente, le pubblico entrambe con immenso piacere.

La missiva nel contempo propone una problematica che mi coinvolge, seppure più indirettamente, circa alcune grosse problematiche sull’attuazione contenutistica della riforma. E alla quale cerco di offrire delle risposte, anche in quanto … incorreggibile :- ) cultore creativo sia di innovazione metodologico-didattica e contenutistico-disciplinare, nel vasto ambito della formazione musicale di base e specialistica, sia di correlata applicazione interpretativa, e anche propositiva, in sede giuridico normativa (svolta ovviamente a sostegno della precedente).

A) La mail:

Caro M°,

mi scuso se Le scrivo solo dopo circa un anno ( Le inviai una richiesta il 25 febbraio 2012 ; lettera postata sul sito http://www.musicaemusicologia.it col titolo Il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento per i docenti del corso tradizionale di Armonia), ma non creda che nel frattempo sia stato inerte; ho consultato in lungo e in largo il suo splendido Sito scaricando molto materiale utile all’insegnamento.

Sono rimasto scioccato dalla mole di documenti e partiture e sinceramente non riesco a comprendere come Lei riesca a gestire un sito così ricco e impegnativo. Per la qual cosa non ho che da complimentarmi.

Purtroppo per l’Istituto dove insegno (“G.Braga di Teramo) non è arrivato ancora il momento di proporre un programma alternativo a quello tradizionale perchè sono l’unico docente della disciplina e, al momento, gli alunni di vecchio ordinamento sono 35 e quelli di I livello circa 30 ! Può ben immaginare come mi occorrerebbero 24 ore settimanali anzichè le 12 previste, e poichè i programmi  del vecchio ordinamento sono codificati da tempo mentre la scelta per quelli dei nuovi ordinamenti è ancora tutta da definire, prevale la necessità di portare avanti i primi.

Tenga conto che il nostro Istituto, a rischio di chiusura come gli altri Pareggiati d’Italia, non può permettersi la nomina di altri docenti né l’aggiunta di ore supplementari per cui, non solo non riesco a programmare qualcosa di nuovo, ma le mie lezioni sono affollatissime e l’incombenza della correzione degli elaborati è asfissiante.

Comunque nell’attesa dell’esaurimento degli alunni del V.O. posso sicuramente stilare nuovi programmi, augurandomi di poterli applicare il prima possibile. A tal proposito continuerò a navigare sul Suo sito per carpire sempre nuove informazioni.

Nei giorni scorsi ho divulgato tra gli allievi la lettera qui allegata, sperando di aver reso un ottimo servizio all’utenza.

Intanto La ringrazio ancora molto cordialmente e Le porgo i più distinti saluti.

Italo Luciani

b) La lettera (in pdf e per esteso):

Lettera per il sito di Musumeci

 Agli alunni di Armonia dell’Istituto G. Braga di Teramo

Quando nei Conservatori di Musica vigeva solo il Vecchio Ordinamento, alcuni Istituti chiedevano al Ministero di “trasformare” una delle cattedre di Armonia Complementare in quella di Teoria e Analisi che prevedeva un diverso programma  e l’Analisi scritta. Ho conosciuto da vicino questa realtà insegnando per un quinquennio presso il Conservatorio di Bari (docente della “speciale” cattedra era il M° Buccarella).

Il pioniere della trasformazione dei programmi di Armonia in quelli attuali e l’istituzione di Analisi delle Forme compositive è stato il M° Marco De Natale, Autore di numerosi testi e svariate pubblicazioni nonché di importanti traduzioni di testi di Autori anglosassoni e fondatore della Società di Analisi Musicale di cui sono stato membro per molti anni.

Il più solerte e preparato collaboratore del M° De Natale è stato senza dubbio il M° Mario Musumeci, Docente presso il Conservatorio di Messina.

Il M° Musumeci ha creato da anni  il sito www.musicaemusicologia.org.  che può rappresentare un valido aiuto per le discipline di :

Teoria dell’Armonia e Analisi del repertorio musicale (Triennio I Livello) e

Analisi delle forme compositive (Biennio II Livello)

Nella rubrica E-Learning si trova una miniera di materiali!

Nelle rubriche Forum e Istituzioni formative sono presenti vari articoli di rara completezza su moltissimi argomenti.

Vi invito caldamente a visitare detto sito.

 Italo Luciani

Teramo – Gennaio 2013

Il Prof. Mario Musumeci, è docente e studioso di Discipline teorico-analitiche e compositive di base presso l’Istituto Superiore degli Studi Musicali di Messina (ex-”Conservatorio Statale –Arcangelo Corelli”), già docente in vari corsi di formazione per Insegnanti di ogni ordine e grado e professore a contratto presso la Facoltà di Lettere/Dams e presso la Scuola Interuniversitaria Siciliana di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario dell’Università agli studi messinese.

C) La risposta:

Gentilissimo Prof. Luciani,

è innanzitutto per me un piacere ospitare in questo sito le preziose opinioni sul mio lavoro di un collega, attivo e sicuramente abbastanza più giovane di me, del mio stesso settore disciplinare.

La ringrazio per quanto lei afferma circa il mio impegno professionale e la validità di questo sito, in effetti sorretto pressochè esclusivamente dalla buona volontà dello scrivente – fatta l’eccezione di qualche interessante intervento di stimati colleghi o fidati ex-studenti, oggi avviati nella professione musicale.

Lei, in passato, ha avuto come me l’onore e l’onere di lavorare accanto all’amico barese Cama Buccarella; che benevolmente mi accolse, circa una trentina di anni fa, nel suo istituto: ero un ancor giovanissimo (ventiquattrenne) docente ai primi anni di esperienza didattica accademica, dopo una breve gavetta nella scuola secondaria della mia città (Istituto magistrale e SMS di Catania), anche se nel frattempo brillante vincitore di tutti i concorsi a cattedra che allora era possibile svolgere nel campo della didattica musicale.

E proprio a Bari nella libreria Salvati, che curava la distribuzione del mio eserciziario di Armonia complementare di allora (uno dei tanti … peccati di gioventù) scoprìi l’esistenza del M° Marco de Natale (la d minuscola del prefisso è un suo vezzo anagrafico, che sempre rispetterò anche per sentimento quasi filiale nei suoi confronti, e non solo sul piano intellettuale …): come lei riferisce il Padre nobile dell’Analisi musicale nel nostro Paese.

Si trattava di un Trattato di orchestrazione (R. Leibowitz e J. Maguire, gli autori) da lui tradotto con rara perizia. E che per me, già da allora avido lettore di “testi sulla musica fatti con la musica”, costituì un primo movente di accesa curiosità: allora andavano in voga i trattatelli di teoria musicale e di armonia di impianto grammaticalistico (insomma: autoreferenziali quanto a scrittura compositiva, svolta troppo spesso pressochè in esclusiva dallo stesso autore del bigino: il docente che se ne serviva! Quello mio del tempo non ho mai avuto il coraggio di pubblicarlo e questo oggi lo reputo un merito …). Verso i quali – cultore sui generis anche di pratica compositiva e improvvisativa – nutrivo già da tempo più di qualche sospetto, circa l’affidabilità nei termini di una effettiva ricognizione della plurisecolare prassi compositiva d’arte musicale.

Anni in cui forgiai le basi scolastiche (= bene ancorate alla tradizione) della mia didattica, e perfino in maniera creativa – grazie all’intelligenza elastica e alla bonomia del nostro comune collega anziano, che mai provò anche in minima parte a prevaricarmi. Cosa purtroppo sistematicamente e nei più vari modi accadutami in ogni mia altra e successiva esperienza: sempre però sbattendo contro il muro della mia cocciutaggine nella ricerca costante e mai ininterrotta del giusto e del vero.

Negli anni successivi ero uno che improvvisava anche a prima vista, come un basso-continuista modernizzato, sui bassi dati d’esame; talvolta davanti alla invidiosa e non di rado malevola presenza di colleghi, che nella materia comune non credevano e che, didatticamente parlando, erano già morti dentro. Però tra questi ne trovai qualcuno che – seppur mosso da altri interessi intellettuali e musicali – si adattò al mio lavoro, in qualche modo sostenendolo, quanto meno senza remargli contro. Così ho attuato, da decano ultra-venticinquennale della detta sperimentazione (in verità mai riconosciuto tale negli ambiti ministeriali, ad altre cose nel frattempo dediti …), quel lavoro di cui oggi lei si meraviglia quanto a quantità e qualità produttiva. E, peraltro, solo quello che trova sul sito …

Sempre a proposito dell’amico Cama Buccarella, una parentesi: nei primi anni novanta – curiosità della sorte – avvierà lui stesso la sperimentazione analitica proprio successivamente a me, che nel frattempo “avevo già rotto il ghiaccio” a livello nazionale, ottenendo l’istituzione a Messina della prima cattedra di Teoria e analisi musicale, dopo quella avviata da de Natale a Milano (poi, mettendosi lui in pensione, dismessa per lo scarso interesse dei suoi colleghi milanesi; ma nel frattempo diffusa a macchia d’olio, dopo il mio esempio, qui e là in tutta la penisola): il maestro anziano che segue l’esempio del giovane, cose rarissime di questi tempi! Con Buccarella e con lo stesso de Natale formai la prima – per me mitica – commissione d’esame sperimentale, ma per certi versi anche ispettiva, nell’istituto messinese (quanti ricordi, e non solo di rilievo personale!). Sempre con entrambi impiantammo a Torino le prime – e fino ad oggi uniche – prove d’esame per il concorso a cattedra nazionale: tutte basate, per la prima volta, su tracce compositive tratte in rielaborazione dal repertorio (barocco, classico, romantico …).

Insomma, pur provenendo dal lontano Sud isolano (ma lo stesso de Natale era pugliese, solo a carriera avanzata trasferito prima a Parma e poi stabilizzato definitivamente a Milano), entrai poco a poco nella collocazione nazionale del nostro comune lavoro disciplinare, grazie a lui stesso. Divenuto per me oramai amico e prezioso mentore appunto lo stesso de Natale; il cui nome è certamente già scritto nelle più affidabili enciclopedie musicali di rango internazionale, e di cui – devo dire molto tristemente – solo alla sua morte saranno tanti, che adesso tacciono, a volersi appropriare del lascito intellettuale.

Di lui mi definisco con orgoglio allievo tra i primi, se non – come lei stesso mi riconosce – principale e, al momento, inesausto e creativo continuatore. Ciò senza esser mai stato suo allievo nel senso stretto del termine e anzi considerato benevolmente all’inizio solo come un giovane collega particolarmente versato sul piano intellettuale e musicale, nonché particolarmente interessato allo sviluppo del comune settore disciplinare. Nel frattempo avevo attentamente studiato i suoi testi e frequentavo in ogni dove mi fosse possibile le sue attività di pubblicista e di conferenziere, dalla SIEM alla SIdAM. Lui è stato fondatore di entrambe le società, anche se questo oggi tra le nuove generazioni sono pochi a saperlo: nella mia bibliotecuccia conservo ancora tutti i numeri di Musica-Domani da lui allora egregiamente diretta, oltre a quelle di Analisi e di Spectrum; e, in un modo o in un altro, la sua presenza come articolista e promotore di articoli e saggi in queste riviste è stata sempre debordante e di riferimento tra i suoi collaboratori più stretti di allora; tra i quali in qualche modo, nonostante le distanze e la più tarda conoscenza, sono riuscito da subito ad inserirmi (non senza qualche invidia, come lo stesso Maestro ebbe allora a farmi intendere).

Spesso da molti l’ho anche dovuto difendere, per le ingiuste critiche al suo carattere – vuoi perché giudicato troppo “apocalittico” nelle sue preoccupazioni per le sorti della formazione specialistica musicale vuoi per una sua certa tendenza all’accentramento nell’ambito associativo: critiche e malevolenze che, in seguito, scoprivo spesso dettate da ben altri personalistici moventi. Probabilmente non un carattere facile, come si addice a chi possiede il carisma del comando ma non viene ben utilizzato in tal senso. Ma per me sempre affettuoso – per non dire, in più momenti importanti della mia vita professionale, letteralmente “amorevole”.

Lo ricordi bene, caro Prof. Italo, chi ha la passione della propria funzione in questo mondo e la conduce generosamente con la giusta determinazione è sempre destinato a scontrarsi con mille ostacoli. E li enuncia benissimo nel momento epifanico della sua fantastica storia – davanti alla vicina Morte e alla Luna, assunta a protettrice testimone –  il Cyrano di Bergerac del grande Edmond Rostand – tra i miei preferiti eroi giovanili (conoscerà magari la magnifica realizzazione cinematografica dell’ammirevole Depardieu?): ignavia e indifferenza, opportunismo e calcolo personale, ignoranza e arroganza, prepotenza e stupidità …

Quando lei mi dice che lavora da solo nel suo istituto davanti ad una platea di circa una sessantina di studenti che trovano in lei l’unico referente del nostro comune settore disciplinare io tendo subito a reputarla fortunato, almeno dal mio punto di vista. Il punto di vista di chi ha sempre dovuto difendere la propria personalità e professionalità dall’invasività di colleghi a tutt’altro dediti che ad un onesto e competente insegnamento. O perché insegnanti incapaci di collaborazione pluridisciplinare (le nostre istituzioni accademiche ne sono piene …) epperò talvolta invidiosi delle altrui affermazioni professionali, o perché insegnanti di diritto ma non di fatto (chi fa finta di insegnare o insegna male, ahimè, spesso diventa un peso da sopportare sul groppone …), o perchè dediti al privatismo selvaggio – quello in cui gli studenti, spesso privatisti a pagamento, ” … devono superare l’esame, innanzitutto!”, non importa certo come e con quali cognizioni … e mi fermo qui per carità di patria.

Potrei altrimenti consigliarla, circa la sua difficoltà di sganciarsi poco a poco dall’insegnamento del vecchio ordinamento. Ma questo richiede motivazioni, tempo e applicazione costante da parte di entrambi. E soprattutto non certo una collocazione sbrigativamente volontaristica: lei, in commissione d’esame, dovrà pure confrontarsi con altri colleghi. E capisco bene che continuare a … dissodare il terreno di sempre, anche se poco produttivo  (bassetti scolastici e analisi formali – più o meno schematiche – delle prime undici sonate pianistiche beethoveniane etc. – insomma la mia preistoria didattica), possa essere meno problematico dell’elaborazione in solitudine di ben più valide programmazioni e di ben più valide prove d’esame.

Però è quello che feci io all’inizio di questa quasi trentennale avventura. E – detto tra noi – è anche quello che prescrivevano i programmi di triennio al momento in cui se ne praticava la sperimentazione accademica: il modello triestino – suggerito come vincolante dal ministero – sosteneva l’impianto già testato nella precedente sperimentazione disciplinare, semplicemente stabilizzando la terza annualità monografica (prima facoltativa) ma – almeno per noi – abbreviando il monte-orario degli studenti.

Non le sembra curioso pertanto di doversi sentire vincolato nel dover applicare una normativa superata e mantenuta in un regime solo transitorio – quella del corso tradizionale – e nel non applicare contestualmente invece una normativa già in vigore, che quella sorpassata sta soppiantando? A sua scusante dirò solo che reputo una vergogna che a livello ministeriale niente si sia mosso e si muova al proposito, se non in termini di vuota e inconcludente burocrazia, così da supportarla a fronte degli ostacoli – fattuali e giuridici – che potrebbe trovarsi di fronte.

Starò diventando anche caratterialmente un tipo poco sopportabile – almeno per certuni (ma di cui umanamente poco mi interessa): alla Marco de Natale per intenderci? 🙂

Ma – ne sono sicuro – prima o poi neanche lei potrà sottrarsi al suo destino. Se lo avverte così forte da sentire il bisogno (piacere, dovere? …) di scrivermi questa bella e, per me, tanto gratificante lettera.

Catania 25 gennaio 2013

Molto cordialmente.

Mario Musumeci

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2 risposte a Una lettera graditissima e … una storia che continua

  1. Italo Luciani ha detto:

    Dal M° Italo Luciani

    Caro M°,
    ho letto la Sua risposta alle mie mail, con attenzione e perfino con commozione! Mi ha raccontato una bella pagina di storia. Una storia che continua, appunto.
    Farò tesoro dei consigli che così generosamente mi elargisce.
    Invierò i Suoi saluti al M° Buccarella che fino a qualche anno fa passava le vacanze sulle nostre coste giacchè ha sposato una rosetana; da un pò di tempo non viene più perchè la moglie è afflitta da Alzaimer.
    La saluto molto cordialmente. I.Luciani

    P.S. Purtroppo non sono più giovanissimo, come immagina Lei…

  2. musicaemusicologia ha detto:

    Non ho notizie da tempo dell’amico Buccarella. E la ringrazio per il suo accomunante pensiero al proposito.
    Potrebbe anche segnalargli questa lettera e questo sito. Proverebbe forse un pò di piacere e di sollievo nel ritrovare alcune … immagini dei comuni nostri trascorsi.
    Cordialisaluti.
    M.Musumeci

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