Analisi-Analisi III/Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

Lezione di chiusura del I Modulo

di Mario Musumeci & company

Si procede sulla base di commenti e di mail inviati dagli studenti, dato il carattere generalmente individuale degli impegni di studio e di approfondimento.

Vanessa propone, sulla base del lavoro svolto in lezione, le seguenti schematizzazioni; che io ho appena rivisto, ma che approfondiremo e completeremo ragionatamente assieme al mio rientro.

Schemi formali Ballata – modello ad albero

Le metto a disposizione di ciascuno di voi innanzitutto per la qualità grafica del più consueto schema formale generale. Che tutti voi a questo punto dovreste essere in grado di compilare per ciascuna delle opere in studio.

Ma anche per l’avvio di una meno consueta schematizzazione, stavolta più coinvolgente l’intero brano e senza soluzione di continuità (da qui il suo maggior interesse scientifico): dal livello macroformale dell’architettura generale a quello microformale del livello fraseologico-tematico e, appresso, anche delle strutturanti figurazioni meloarmoniche motivico-tematiche (le cd. spielfiguren).

Fabrizio propone per il “suo” suo primo movimento del bachiano, tastieristico  Concerto Italiano la seguente interessante schematizzazione, appunto ispirata al corrispondente genere orchestrale:

Schematizzazione elementi concerto grosso

assieme ad una sua relativa interpretazione in rispettive fasi dell’ordine retorico; insomma una specifica dispositio del I movimento:

Schematizzazione ordine retorico

E a questo punto lo inviterei ad ispirarsi al modello tabellare precedente di Vanessa, proprio per ricavarne uno solo e più compiuto … 

Anche per il II movimento in Aria tripartita ed il III ancora adattato al genere orchestrale tipicamente barocco del Concerto grosso , seppur siano ancora in gestazione.

Di quest’ultimo sarà nessaria la trattazione in classe: al momento la segmentazione dovrebbe solo individuare le (ben) dieci entrate del Soggetto massivamente concertante (Tutti) con la lettera minuscola a; con altre lettere le altre tipologie episodiche, classificate per adesso tra loro se poste in identità, affinità e/o similitudine con la stessa lettera.

Una particolarità: una tipologia specifica di episodio, alternativa al Soggetto/Tutti espone una scrittura particolare, che in un’altra tipologia appare visivamente più agile, perchè a parti più ridotte polifonicamente. Ma in realtà tale agilità nasconde al suo interno lo sdoppiamento della polifonia nascosta: tanto da far sembrare la prima tipologia come una trascrizione a parti reale della seconda …

In più, entrambe le tipologie sono accomunate da un particolare morfismo (o forma) melodico: il cicloide; che tradotto nel linguaggio barocco corrisponderebbe all’automatismo del perpetuum mobile, musicalmente tipico soprattutto del genere del Preludio-Studio tastieristico.

Sempre musicalmente si tratterebbe niente poco di meno che …. del mito tecnologico e assieme dell’aspetto più esaltante in estrema sintesi del pensiero barocco (e post-rinascimentale) e dell’annesso suo supporto scientifico, legato al graduale affermarsi della fisica e della scienza moderna in genere: l’automatismo delle macchine che, nel fondamento estetico dell’epoca, era atto a “suscitar la meraviglia” dello spettatore (dell’ascoltatore).

Non mancano dunque già da adesso i materiali per una riflessione più adeguata e accurata.  Spero sia così anche per Fabrizio e Chiara.

Vanessa deve addirittura fare i conti proprio con una dimensione plastico-figurativa, prettamente romantica, di detto morfismo. Si tratta della figurazione melo-armonica (spielfigur) che avvia il II Tema della sua chopiniana III Ballata .

Un ben altro contesto di linguaggio e di espressione certamente. Eppure i fili dell’evoluzione ininterrotta del pensiero musicale da un’epoca all’altra mostrano proprio in questi casi la loro “magica” (profonda e tutta da esplorare …) consistenza musicologico-teorica e pratico-compositiva.

 

**************************************************

Di seguito pubblico – adesso posta in coda – la propedeutica

Premessa metodologica

Prende avvio la Lezione itinerante di chiusura del I Modulo di studio, rivolta – come preannunciato – all’approfondimento dell’esercizio analitico e compositivo-analitico, e condotta sulla base del lavoro svolto dagli studenti durante le settimane di pausa delle lezioni che intercorrono tra un modulo e un altro o tra un modulo e l’esame finale della disciplina (prevedibile all’incirca per l’ultima settimana di giugno o per la prima di luglio).

All’attuale dicitura nel titolo “Avvio di prova” seguirà la dicitura “Aggiornato al …/…/……..”, indicando la data e permettendo così a ciascuno di collegarsi in funzione dell’interesse alla lettura della versione più recente (in tal senso la lezione sarà, appunto, itinerante).

Tale lezione includerà le procedure di autoverifica e di autovalutazione: nella griglia di possibilità che ciascun studente effettuerà a livello partecipativo è di per sè inclusa:

  • sia la relativa verifica che egli stesso potrà fare del proprio impegno, svolta sulla base delle osservazioni, dei consigli di lavoro e dei giudizi provvisori del docente sul lavoro in corso di svolgimento ma ancora in fase di completamento;
  • sia la valutazione, che nella maniera più trasparente e partecipata porterà ad un giudizio finale e complessivo sul modulo e ad una votazione conseguente, anche più o meno implicita nello stesso. (Nota 1)

Come già disposto nella V lezione si è dato e si continua a dare tempo per lo studio della stessa e il ripasso delle precedenti:

Analisi-Analisi III/Lezione I – L’opera: genere e poetica (bibliografia generale)

Analisi-Analisi III/Lezione II – L’opera come architettura formale generale

Analisi-Analisi III/Lezione III – Lo stile melodico-tematico e le sue segmentazioni

Analisi-Analisi III/Lezione IV – Lo stile fraseologico-tematico e le sue ripartizioni

Analisi-Analisi III/Lezione V – L’integrazione coerente dei fattori tematico-formali

Ma già a brevissima scadenza lo spazio che segue verrà costantemente e poco a poco riempito dai materiali di studio approfonditi e dai materiali di lavoro prodotti da ciascun discente, tramite l’invio di commenti e/ o di mail con allegati di lavoro – che verranno trasformate in commenti, solo in quanto utili per tutti. Tale pubblicazione avverrà secondo un ordine di utilità collettiva che darà innanzitutto spazio ai livelli più meritori di impegno, affinchè questi soprattutto servano da modello agli altri. Ciò non significa che livelli più bassi o che procedano con difficoltà non verranno presi nella giusta considerazione, ai fini della loro stessa crescita. In tal caso la pubblicazione avverrà, a specifica cura del docente, in modo quanto meno da non arrecare disturbo alla crescita collettiva (Nota 2).

Per permettere la miglior graduale ed ulteriore crescita individuale e collettiva il docente curerà la pubblicazione anche di ulteriori materiali di studio e di riflessione; materiali che tutti gli studenti saranno tenuti a visionare e ad utilizzare adeguatamente.

Buon lavoro a tutti!

Ma anche tanti auguri di buone feste per il Natale e l’Anno Nuovo che si avvicinano!

Il Prof

_________________________________________

Note:

(1) Va da sè che la mancata partecipazione comporterà di per sè l’attribuzione del gradino più basso. Tutti gli studenti difatti sono tenuti ad impegnarsi in maniera congruente rispetto l’impegno del docente, proprio per il rispetto del suo e dello stesso proprio ruolo. Pertanto lo studente che non supera con un giudizio di sufficienza il modulo dovrà recuperare durante i moduli successivi, assommando a quello nuovo il precedente impegno di studio e di lavoro. L’inadeguato risultato finale comporterà la non ammissione agli esami.

(2) Ciò pertanto comporta che ciascun discente è assolutamente tenuto a confrontarsi nella maniera più impegnata possibile con il lavoro svolto dai suoi colleghi e a non chiudersi nelle proprie anche eventualmente carenti possibilità: utilizzandole come un alibi per il proprio disimpegno – il che risulterà biasimevole davanti ai propri stessi colleghi e non solo al docente.

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28 risposte a Analisi-Analisi III/Impianto di verifica e chiusura del I Modulo

  1. Fabrizio Arestia ha detto:

    Salve maestro, le invio il lavoro svolto:
    innanzitutto una prima bozza di ripartizione (secondo la struttura del concerto grosso) del terzo movimento che credo di avere individuato correttamente in 4 fasi, ma aspetto conferma da lei prima di procedere ad una schematizzazione vera e propria ;
    poi una schema riguardo la struttura formale del primo movimento (secondo le indicazioni correttomi da lei in un precedente messaggio);
    infine una tabella nella quale ho cercato di riportare nel modo più chiaro possibile la disposizione delle fasi retoriche del primo movimento;

    Per ora è tutto,non so se ho creato correttamente le schematizzazioni spero almeno che il contenuto sia corretto…..
    procedo un po’ a tentoni ma cerco di fare del mio meglio……
    A presto
    Fabrizio

    P.S. Avrei scritto in “Lascia un commento” ma non so come allegare i file .

  2. Mario Musumeci ha detto:

    Bene, dopo capodanno ti farò sapere.
    P.S.: I commenti postali sempre sul sito, i file puoi inviarmeli via mail.

  3. Vito Chiariello ha detto:

    Gentile Prof. Mario MUSUMECI,
    sto leggendo il libro di C. WOLFF, Il Requiem di MOZART. Nel mio passato ho
    fatto 6 anni di pianoforte e poi…ho lasciato perdere perché sono subentrate
    altre scelte di vita e metto al servizio della mia comunità parrocchiale questa
    mia piccola competenza.
    Nel volume di WOLFF mi sono imbattuto in nozioni stilistiche e di sintassi
    musicale a me ignote, anche se a senso posso intuire di cosa si possa trattare.
    Esempio: composizione accordale, vocale e imitativa. Cercando di capirne di più
    (non ho mai studiato armonia e composizione), mi sono imbattuto,
    fortunatamente, nel suo bellissimo sito musicaemusicologia che ho indagato…
    Potrebbe cortesemente dirmi dove cercare nello specifico le nozioni di cui
    sopra?

    RingraziandoLa per l’attenzione che vorrà riservarmi, Le faccio i migliori
    auguri per un Felice 2013!

    Vito CHIARIELLO -Roma-

  4. Mario Musumeci ha detto:

    Gentile lettore,
    innanzitutto la ringrazio per complimenti ed auguri, che senz’altro ricambio.

    Proprio sul Requiem di Mozart, e facendo tesoro anche del libro da lei citato, un gruppetto di miei studenti cantanti di triennio accademico ha svolto alcuni anni orsono una accurata tesi di studio sul linguaggio specifico dello stile sacro mozartiano, lì reso in un apicale modello.

    Stile per un verso connesso, per la qualità del genere vocale, alle risorse motivicamente elaborative della trama continua di ascendenza barocca, per altro verso innestando queste nella più corrente elaborazione melodica della fraseologica quadratura, oggi definita classica.

    Prima o poi dovrò decidermi, senza però mancare di coinvolgere gli interessati, di offrirne sul sito delle pubblicazioni nel merito adatte ad un pubblico più vasto e meno specialistico. E sicuramente con l’esperienza questo si rende sempre più possibile: oggi mi appare sempre più fascinoso spiegare nel modo più facile le cose più difficili.

    Ma questo esige tempo e, al momento, lei mi chiede l’impossibile: le definizioni di riferimento che cito appresso appaiono nella pratica scolastica corrente fin troppo banalizzabili e banalizzate:

    composizione accordale, cioè composizione basata su sintassi di accordi, costituisce un guscio vuoto a livello definitorio, utile se non per un uso pratico e provvisorio di livello scolastico; ma purtroppo con tali espressioni si arrivano a tradurre concetti di ben altra specifica valenza stilistica, quali – ad esempio – la composizione corale omoritmica, tipica del genere del Corale luterano in epoca barocca;

    composizione vocale, cioè riferita ad uno stile prettamente legato alle risorse vocali, diversamente definito però sia sul piano storico-evolutivo sia dei generi di riferimento: solo a titolo di esempio, un’aria belcantistica sette-ottocentesca dispiega ben altri risorse di virtuosismo canoro rispetto lo stile di canto piano di una polifonia corale, ancor più se del primo Rinascimento;

    composizione imitativa, cioè fondata – secondo l’originaria tradizione fiamminga: accomunante l’avvio storico della percezione prospettica sia sul piano visivo-pittorico che sonoro-musicale – sul dialogo tra le voci basato sul ricorso, tra esse, di accomunanti nuclei motivici o motivi-frase (nel Rinascimento) o motivi-tema (nel Barocco): brevi tratti melodici estremamente caratterizzati, originariamente anche perchè ritagliati in analogia ritmico-diastematica sullo stesso testo poetico-verbale profano o sacro. Successivamente addirittura costituenti il primo nucleo del tematismo musicale. Cioè di quella unità organica di una forma compositiva, basata sull’accomunarsi retorico-narrativo – evolutivamente dispiegato in vario modo nelle diverse epoche della musica occidentale – di elementi comuni del linguaggio specifico.

    Come vede le risposte partono dalla definizione semplice, che però poco esprime se non a livello denotativo per chi già pratica performativamente quei dati musicali, per arrivare a quelle più complesse. Che esigono invece uno studio appropriato e intersecante nel modo più sistematico denotazioni e connotazioni verbali orientative a livello definitorio e concreti vissuti sonoro-musicali: da rigorosamente differenziare, qualificare e categorizzare, nella loro estrema varietà e ricchezza di contenuti espressivi.

    Spero comunque di esserle servito a qualcosa in questa breve interlocuzione (che mi riservo di utilizzare nel sito anche per l’altrui utilizzo).
    MM

  5. Vito Chiariello ha detto:

    La ringrazio, gentile Prof. MUSUMECI, per la chiarezza e la prontezza della Sua risposta. Se non ho capito male, le espressioni che le ho sottoposto, e di cui Lei mi ha dato una chiarificatrice descrizione, sono talmente generiche che hanno bisogno di essere calate nello “spirito del tempo” di cui mano a mano ci si occupa.

    Continuerò ad indagare il suo bel sito MUSICAEMUSICOLOGIA e…aspetto quel lavoro sul REQUIEM di Mozart (che questa mattina, poiché a casa, ho confrontato nella partitura e nell’ascolto con il Requiem di HAYDN (1771), The ways to Zion e il We will rejoce di HAENDEL…ed è stata una bella scoperta).

    A proposito, se Lei ha testi o risorse web da segnalarmi a tal proposito (Requiem MOZART) me li suggerisca pure.
    La ringrazio e le formulo sinceri e vivi auguri per un meraviglioso 2013…nella MUSICA!
    A presto,
    Vito CHIARIELLO -Roma-

  6. Vanessa Cangemi ha detto:

    Salve Maestro, scusi il mio ritardo nel consegnare il materiale; ma a causa di problemi di salute solo adesso sono riuscita a completare il lavoro assegnato.
    Ho cercato di completare le due tabelle , anche se ho avuto qualche difficoltà sulla strutturazione logico- formale. Non so se il lavoro che ho fatto sia corretto, aspetto un suo giudizio… e sopratutto aiuto :D.
    A presto.

  7. Mario Musumeci ha detto:

    Per Fabrizio,
    Caro Fabrizio, diversamente dagli altri, non riesco ad aprire il primo file (terzo movimento in 4 fasi). Ma è proprio un PDF?
    Il Prof

  8. Mario Musumeci ha detto:

    Per Fabrizio
    Errore nel precedente messaggio.
    Il file l’avevo già aperto. Pensavo ce ne fosse un altro …
    Il prof

  9. Mario Musumeci ha detto:

    Carissimi,

    non ho più avuto notizie di Pio Saglimbeni. Letteralmente scomparso.
    Poichè in termini di frequenza ho già avuto negative esperienze con lui (infatti ripete già l’annualitità e continuando così …), volevo utilizzare la sua ora stabilmente in altro modo più utile e fruttuoso.
    In sostanza le prime tre ore di lezione dalle 9,00 alle 12,00 le farei – alternandosi o meno (se possono rimanere anche durante la lezione del collega, tanto di guadagnato!) … – a Chiara e a Fabrizio, che hanno in comune l’autore e il linguaggio compositivo specifico: Bach e il Sonatismo barocco.
    Mentre nell’ora e 1/2 di Pio – dalle 12,00 alle 13,30 – metterei stabilmente Vanessa.
    Se poi Pio dovesse continuare a frequentare, più o meno saltuariamente, si vedrà. Ma senza danneggiare l’altrui corretta frequenza.

    Un’alternativa valida potrebbe essere: Vanessa dalle 9,00 alle 10,30 e gli altri due appresso dalle 10,30 alle 13,30 … Ma assoliutamente evitando incroci con altre lezioni.

    Fatemi sapere al più presto.
    Il Prof

  10. Fabrizio Arestia ha detto:

    Salve maestro, per me possiamo confermare 9 -12 perchè alle 13 ho lezione di pianoforte.
    Non so se potrò rimanere sempre fino alle 12 ,perché a volte potrebbero capitare prove di musica da camera,ma in linea di massima penso di poter rimanere.
    A presto
    Fabrizio

  11. Vanessa Cangemi ha detto:

    Salve Maestro, per me andrebbe bene l’orario dalle 9 alle 10:30. Quello delle 12 per me è difficoltoso.

    • musicaemusicologia ha detto:

      Allora non se ne può fare niente.

      Discutetene tra di voi – Vanessa, Chiara, Fabrizio – e senza rigidità per favore: si tratta di utilizzare al meglio il nostro tempo!

      Il Prof

      • Fabrizio Arestia ha detto:

        Io non ho problemi a venire alle 9 come alle 10 e 30 e rimanere anche tutto il tempo, l’unica cosa che chiedo è di essere libero per le 13,orario in cui ho lezione di pianoforte ed è quindi indispensabile non solo che frequenti ma che arrivi anche PUNTUALE, per il resto ribadisco la mia disponibilità dalle 9 alle 13,Salvo prove eventuali di musica da camera che potrebbero capitare saltuariamente,ma in tal caso vedrò io come organizzarmi… piú elastico di cosí…..

        • musicaemusicologia ha detto:

          Infatti, l’avevo capito, il problema sarebbe forse più tra Vanessa e Chiara.
          Perchè appunto non trovate una soluzione del tipo seguente, per gli orari 1) 9,00-10,30; 2) 10,30-12,00; 3) 12,00-13,30 (ma anche, al limite, 12,30-14,00: sarei io ad adattarmi …)?

          1) Vanessa
          2) Fabrizio
          3) Chiara

          oppure
          1) Fabrizio
          2) Vanessa
          3) Chiara

          Però se il problema comune è l’impossibiità per la frequenza di altre lezioni per le 12,00-13,00- 14,00 e ce l’avete tutti bisognerà chiedere uno spostamento. Ecco qui sta il punto … Potrei parlare io all’insegnante in questione, al limite …
          Datevi da fare in questo senso.

          Il Prof

  12. pio ha detto:

    Salve maestro sono pio…scusi la mia assenza..ma si è bruciato la scheda madre del portatile e ho perso tutti i lavori e i documenti…ho dovuto rifare tutto da capo..
    Le porterò tutto a lezione martedì…

  13. Vanessa ha detto:

    Salve Maestro, io sono disponibile sia dalle 9:00 alle 10:30, che dalle 10:30 alle 12:00. Domani contatterò Chiara e le farò sapere.

  14. Vanessa ha detto:

    Maestro ho parlato con Chiara e Fabrizio. L’unica soluzione che siamo riusciti a trovare è la seguente: Chiara dalle 9 alle 10:30, Fabrizio dalle 10:30 alle 12:00 e io dalle 12:00 alle 13:30. Spero che vada bene.

  15. Fabrizio Arestia ha detto:

    Maestro, le invio per email una riformulazione che ho fatto dello schema sugli elementi del concerto grosso del primo movimento sulla base dell´esempio fornito. Forse è migliore del precedente…..

  16. Chiara Serafini ha detto:

    Buon giorno maestro, le invio di seguito lo schema elaborato. Spero sia accettabile.
    Col suo aiuto spero di fare sempre meglio. Grazie mille per il tempo che mi dedica .
    Buona giornata a presto

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