Bienni didattico-strumentali nei Conservatori di musica: il 28 gennaio la prova di selezione per l’ammissione

 

di Mario Musumeci

 

A distanza di un anno dall’impianto organizzativo

Con i decreti dell’8 e dell’11 novembre dello scorso anno accademico 2011-2012 – Riordino dei corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico e Definizione delle modalità di svolgimento e delle caratteristiche delle prove di accesso ai corsi accademici di II livello per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado – il Miur sembrava stesse per avviare, limitatamente all’A.A. 2011/2012, i corsi per l’insegnamento di discipline artistiche e musicali nelle scuole medie. Corsi che, secondo il rinnovato  modello accademico-universitario, prevedrebbero il conseguimento dell’abilitazione con esami d’ammissione a numero chiuso seguito da un anno di TFA (tirocinio formativo attivo). Un ampio articolo di commento al proposito era stato pubblicato sul sito.

Bienni didattici e TFA nelle istituzioni Afam: a breve l’avvio della selezione

A distanza di oltre un anno il MIUR ha solo adesso emanato un apposito Decreto della Direzione Generale Afam (n. 372 del 21-12-2012) – per di più in un distraente clima natalizio! – con il quale è fissata la data del 28 gennaio 2012, unica a livello nazionale, per la prova d’accesso ai corsi conservatoriali di diploma accademico di secondo livello a indirizzo didattico-strumentale, relativo alla classe di abilitazione A077.

Prova consistente nello svolgimento di un test preliminare.

Prova d’accesso e prove d’esame

Il decreto segue di pochi giorni altri due D.M. che ripartivano i posti per le immatricolazioni ai suddetti corsi per gli anni 2012/13 e 2013/14 (in verità il secondo D.M. 17-12-2012 n. 206, ad integrazione del decreto precedente 29/11/2012 n. 192, solo si premura di aggiungere due posti di Clarinetto). Tenuto conto della peculiarità della classe di concorso A077, riferita a sottoclassi intitolate alle singole e specifiche specialità strumentali, il MIUR ha contestualmente fissato in dodici unità il numero annuo di studenti da ammettere per ciascun Conservatorio; da suddividere nelle varie sottoclassi relative a ciascuno strumento. Il numero suddetto è elevabile sino ad un massimo di quindici unità per le regioni a più alto fabbisogno: Calabria, Molise, Toscana, Puglia, Sardegna e Sicilia. Pertanto il previsto numero totale dei posti è di 1.130 unità, nel suddetto biennio accademico 2012/2013 e 2013/2014; ovviamente riferiti a quei Conservatori di Musica che hanno già attivato al proprio interno la Scuola di Didattica della Musica.

Il test preliminare della prova di accesso prevede 60 domande a risposta multipla ed è finalizzato, oltre che a verificare le competenze in lingua italiana “anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi”, pure le competenze riferibili alla classe di abilitazione (si spererebbe di natura preliminare a quelle che si devono acquisire studiando nel corso). Il suddetto test sarebbe – come per l’appena effettuato test del concorsone nazionale – di sbarramento per le altre prove. Superata questa fase si accederà difatti prima all’esame pratico e poi a quello orale, diversificati a seconda dell’insegnamento richiesto. Andando dalle prove più tradizionali (peraltro genericamente riferite agli insegnamenti fondamentali dell’ultratrentennale corso di Didattica della musica e agli associati corsi strumentali) di composizione e concertazione corale, di esecuzione interpretativa di brani di repertorio del proprio strumento, fino alle più innovative prove orali di analisi di brani tratti dalla letteratura musicale di repertorio del proprio specifico strumento musicale.

Le prove di accesso sono stabilite da ciascun Conservatorio, proprio sulla base del sopra richiamato DM. 11-11-2011 n. 194, che nel frattempo deve aver reso pubblico il numero dei posti disponibili assieme a tutte le “disposizioni atte a garantire la trasparenza di tutte le fasi del procedimento e i criteri e le procedure per la nomina delle commissioni giudicatrici e dei responsabili del procedimento”. Ma anche: i programmi di esame su cui verteranno le prove; l’elenco di cinque brani di repertorio per la seconda parte della prova pratica, previsto per ciascun Strumento musicale; i titoli artistici valutabili e i relativi criteri di valutazione.

L’impegno richiesto ai docenti di Didattica

Le tre prove di ammissione, predisposte autonomamente da ciascuna coinvolta istituzione dell’Afam, saranno mirate a verificare i prerequisiti richiesti per l’intero impianto di studi. Ma il rischio concreto, come accaduto in passato, è che le istituzioni possano arrivare a pretendere che i candidati debbano già a monte aver perseguito gli obiettivi e le finalità didattiche posti invece a coronamento del corso e pertanto sarebbe stato più utile che si chiarisse a livello nazionale una volta per tutte quale debba essere questa demarcazione: è capitato più volte di leggere programmi indicatori di prerequisiti d’ammissione più o meno del tutto analoghi alle programmazioni di compimento del corso di studi (tutt’al più differenziati per fattori esclusivamente quantitativi). Ma di questa grave “svista” pare che fin’ora nessuno si sia accorto!

Occorrerà dunque confidare nella saggezza e nella capacità metodologica e pedagogica dei singoli dipartimenti di didattica. Sembra insomma che sia venuto il momento di mettersi autonomamente alla prova, considerata la nuova ventata meritocratica dichiarata negli ultimi esiti dell’attuale bilancio governativo; ma certamente ben lungi dall’essere effettivamente affermata nel nostro Paese come un indirizzo di stabile politica governativa e istituzionale.

(Articolo pubblicato nella rivista “La Tecnica della scuola”, n. 9 del 10 gennaio 2013)

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3 risposte a Bienni didattico-strumentali nei Conservatori di musica: il 28 gennaio la prova di selezione per l’ammissione

  1. luino ha detto:

    Meritocrazia? il test preliminare (con domandine da autoscuola o da quiz televisivo) pare solo un sistema per eliminare un po’ di candidati risparmiando così sulle spese del concorso vero e proprio… Ad esempio, se non si hanno nozioni sui fusi orari è una buona ragione per non essere considerati capaci di insegnare musica. Solo un’amministrazione inetta oltre che ipocrita può fare questo tipo di scelte….

    • musicaemusicologia ha detto:

      Mah …

      Stavo ancora riflettendo sul senso dell’operazione e su tutti i complessi accadimenti che la contornano: un maxiconcorso a cattedra con una procedura d’accesso indubbiamente meritocratica nelle forme preliminari d’accesso (non vorrei sbagliarmi almeno su questo …), ma non saprei dire nei contenuti: conosco miei affezionatissimi ex-studenti che l’hanno superata brillantemente pur criticandone – ma solo in parte – la farraginosità; altri invece ne hanno lamentato, come lei, l’inadeguatezza e l’inappropriatezza per la verifica di una preliminare idoneità al ruolo docente …

      E si tratta di un concorso a cattedre che permette di attribuire non un’abilitazione, una volta per tutte, bensì una cattedra; ma solo a chi, avendolo superato, si ritrovi in un’utile posizione di graduatoria.

      Mentre nel caso specifico neppure si tratta di un concorso a cattedre, ma di una procedura concorsuale svolta con criteri analoghi a quella del concorso a cattedra! E per ottenere cosa: l’ingresso a numero chiuso (e a pagamento) in un corso di studi che poi, solamente in una fase successiva all’acquisizione del titolo – questo sì abilitante! – dovrebbe garantire la partecipazione al successivo concorso a cattedra.

      Ma se l’abilitazione mantiene ancora un valore perchè non attribuirla anche a chi supera il concorso a cattedra? E magari concretamente finalizzandola ad un risultato pratico: ad esempio – butto lì a casaccio: se superi il concorso ma non vinci la cattedra risulti abilitato e nel concorso successivo saresti esonerato almeno dalla prova di ammissione e aggiungeresti un congruo punteggio per il titolo acquisito.

      Al momento invece tutto mi appare come una sorta di scatole cinesi, di cui non si intravvede ancora la fine: l’ultima scatola e il senso stesso “e-scatologico” – 🙂 – della procedura …

      A me, personalmente, sembra piuttosto che oramai la confusione regni sovrana nella burocrazia ministeriale; mancando il carisma e la rappresentatività morale e professionale di un unico centro di comando. Che oramai la politica ha chiaramente dimostrato di non essere capace di approntare.

      E purtroppo la politica siamo anche noi, caro lettore. A prescindere dalle scelte elettorali, più o meno ponderate e finalizzate al bene comune, che ciascuno di noi effettua.

  2. Emanuele ha detto:

    penso che le domande a quiz siano un valido strumento per verificare una certa elasticità mentale e la necessaria cultura generale necessaria per accedere a qualsiasi insegnamento. piuttosto, qualcuno sa dove trovare i quiz per preparasi?
    REM

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