Armonia-Analisi I/Lezione V – Melodia e Armonia, interdipendenza e specificità

di Mario Musumeci

Di seguito la presentazione in PDF della quinta lezione.

Armonia – V Melodia e Armonia, interdipendenza e specificità

La prossima settimana – per dar tempo di studiare questa lezione – seguirà la pubblicazione sul sito della Lezione itinerante di chiusura del I Modulo di studio, rivolta – come preannunciato – all’approfondimento dell’esercizio analitico e compositivo-analitico, svolto sulla base del lavoro mensile degli studenti; ivi incluse le procedure di autoverifica e di autovalutazione.

Per adesso la presentazione va scaricata e studiata sulla base e nei limiti delle consegne di lezione; dunque innanzitutto con stretto riferimento al cap. 3° (Espansione delle aree triadiche e suoni estranei agli accordi)  del trattato del Prof. de Natale – L’armonia classica e le sue funzioni compositive, pp. 38-44. Poi anche con riguardo ai capitoli sulla Melodia del mio volume Le strutture espressive del pensiero musicale. Fondamenti epistemologici e lineamenti di didattica della teoria della musica Lippolis, Messina 2008 -ossia l’intera Prima parte, pp. 29-65 (ma solo con stretto riferimento al materiale riportato nella presentazione): insomma per adesso in una lettura generale e in un primo studio sommario dei contenuti esposti in classe e riferiti orientativamente alla generale ripartizione stilistico-epocale – da memorizzare e saper applicare –  in

[a] Rinascimento (dal 1300/1400 a tutto il 1500 circa),

[b] Barocco (dal 1600 al 1750 circa),

[c] Illuminismo-Romanticismo (dal 1750 a tutto il 1800),

[d] Modernismo-Contemporaneità (dal 1900 ad oggi):

  1. profili melodici e loro caratterizzazione psicologico-cognitiva e storico-evolutiva: ad orientamento direzionato di tenuta, discendente, ascendente (nel [b]: catabasi, anabasi …); ad equilibri compensati; progressionali (dal [b]:climax e anticlimax); ad arcata melodica aperta, chiusa, equilibrata etc. (dal [a]); in moto cicloide o assiale (dal [b]: perpetuum mobile/moto perpetuo);
  2. consistenza lineare (=vettoriale) del flusso melodico: linearità piana [a], linearità polifonico-latente [b], linearità complessa melo-armonica [c], linearità vs testuralità[d]; 
  3. stili melodici epocali: motivico-testuali [a], motivico-tematici [b], fraseologico-tematici [c] e testurali o anamelodici [d].

I concetti su esposti in definitiva vanno capiti, grazie al sussidio di tutto il materiale di studio offerto, e resi operativi nello studio analitico del repertorio musicale e compositivo-analitico.

Pertanto sul piano esercitativo, in particolare, bisogna continuare sempre – non smettendo mai fino ad averne piena padronanza

  • sia con le esercitazioni morfologiche sulle triadi (cfr. lezioni precedenti), seguendo rigorosamente i consigli dati;
  • sia con le esercitazioni analitiche sui brani in repertorio nelle slide;
  • sia con le esercitazioni sintattiche di scrittura, di sostegno alla composizione melodica, adesso incrementando l’uso degli accordi; aggiungendo cioè ai tre accordi fondamentali di T, SD e D le triadi di Sp sul II grado e di Tp sul VI grado: nello stile classico costituiscono il materiale triadico consonante di maggior uso, dato che sul VII grado trovate una triade dissonante (diminuita) e sul III grado l’accordo di mediante/modale a funzione tonale ambivalente tra T e D, che è molto meno usato – salvo la casistica in cui tale sua caratterizzazione è ben indirizzata e sfruttata (vedremo oltre). In tal senso eccovi assegnata una non difficile esercitazione:

Sulle 5 triadi in tutti i collegamenti

Aggiungete innanzitutto gli accordi in legame armonico, applicando dove opportuno le due regole aggiunte del II –> V in legame melodico e del V –> VI in moto contrario parziale, con la sensibile che si porta alla tonica: successione/cadenza evitata, ampiamente trattata in classe anche sul piano stilematico: ricordate le due Arie di Bononcini e A. Scarlatti? In pratica sul VI si avrà un accordo con il raddoppio della terza. Dove trovate indicato il cambio di tono (si minore con la sensibile la#, re maggiore) indicate gradi e funzioni sulla base della nuova tonica  e comportatevi di conseguenza sempre applicando le regole del legame armonico.

Quello che si porterà avanti degli argomenti fin’ora trattati sarà la loro duplice applicazione pratica:

  1. sul piano teorico-analitico, dello studio del repertorio a fini esecutivi e interpretativi, e dunque le nozioni vanno applicate in maniera sempre più compiuta ai brani che trovate in slide alla fine come materiale esercitativo;
  2. sul piano compositivo-analitico della scrittura musicale creativa, necessario come supporto al precedente.

Nella prossima presentazione di chiusura del modulo approfondiremo meglio tutti assieme questo studio applicativo.

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