Analisi-Analisi III/Lezione III – Lo stile melodico-tematico e le sue segmentazioni

di Mario Musumeci

Ciascuno degli interessati indirizzerà il proprio impegno grazie alle varie indicazioni già separatamente date in sede di lezione per il proprio lavoro monografico del terzo anno di corso.

Di seguito una ripartizione degli impegni di studio.

 ***

Per Fabrizio Arestia

Il Concerto Italiano BWV 971 di Johann Sebastian Bach

L’analisi del I movimento, sotto il profilo motivico-tematico integrato a quello architettonico-formale, ne ha rilevato la natura del genere presupposto: il concerto grosso, elaborato parzialmente in una singolare mediazione tra lo stile italiano e la spiccata vocazione polifonica del Nostro:

  1. al tutti – implicato soprattutto nel Soggetto concertante costituente il tema, l’inventio secondo i modi della Retorica musicale barocca, delineata nella Teoria degli affetti di prevalente contesto germanico –
  2. seguono le sezioni del concertino, agilmente impegnati – quasi al modo di divertimenti di ludica strumentalità, rispetto il rigore compattante le parti strumentali, sottintese nell’idioma tastieristico, del soggetto/tema.
  3. Secondo una tipica nozione strofica barocca (ben diversa da quella del Rondò classico), in cui al refrain/ritornello più o meno costantemente variato si alternano i couplets/strofette, da intendersi come elaborazioni anch’esse costantemente diversificate dello stesso tema in cantabilità più marcatamente solistico-virtuosistica. 

La consegna per lo studente è quella della schematizzazione generale dell’intero brano – che abbiamo già, anche se provvisoriamente e con riferimento al solo ingresso del tema, abbastanza inserito nel contesto degli specifici significati della dispositio barocca: Exordium-Narratio, Propositio-Probatio, Confutatio-Confirmatio, Peroratio in rebus e Peroratio in adfectibus – e anche di una puntuale esemplificazione musicale con legenda dei temi dei due primi movimenti. Uno sguardo analitico adeguato al terzo movimento si può adesso rendere in autonomia?

 ***

Per Vanessa Cangemi

La Ballata n. 3 op. 47 di Frederic Chopin

Del brano in questione abbiamo ulteriormente approfondito, a livello di qualificazione grafica del relativo esempio, la natura metamorfosica della  strutturazione bitematica di ascendenza sonatistica: individuando quali strutture profonde implicate due scale, l’una ascendente nella proposta tematica del primo tema l’altra discendente nella proposta tematica del secondo tema; entrambe caratteristiche in quanto prive del VII grado, però presente come sensibile in altra voce dell’impianto armonico di sostegno e soprattutto di risalto plastico-figurativo del melos.

Bisognerà pertanto impiantare la legenda ed una sintetica scheda descrittiva del seguente elaborato esempio, per dimostrare e descrivere l’acquisizione dei suddescritti significati profondi del melos metamorfosico chopiniano:

 ***

Per Pio Saglimbeni

La Serenade op. 25 di Ludwig van Beethoven

Il modello di schematizzazione suggerito precedentemente

va adesso applicato a tutti e sette i movimenti, in quanto compiutamente inquadrati, in lezione, per segmentazione architettonico-formale. Con la “chicca” dell’ultimo movimento, un interessantissimo ibrido di rondò strofico e di forma con trio

 ***

Per Chiara Serafini

Suite per violoncello n. 5 (trascrizione per viola) di Johann Sebastian Bach

L’inquadramento dell’impianto motivico-tematico – approfondito sul brano barocco di Arestia – sarà condotto nella prossima lezione.

Importante però mettere bene a mente gli accenni comuni circa:

  1. le nozioni di prassi esecutiva della “musica antica”: medioevale, rinascimentale, barocca … ma l’approccio oggidì è pure condotto sulle opere del classicismo come quelle di Mozart, Haydn e Beethoven, ad esempio in quanto realizzate su strumenti musicali d’epoca come il fortepiano. In particolare abbiamo accennato alle note diseguali e al puntato/sovrappuntato (stile francese);
  2. il concetto di stile motivico-tematico e le sue implicazioni di pensiero compositivo tecnicamente inquadrato sulla duplice integrata nozione di polifonia latente e reale (cfr. l’edizione critica delle Suites violoncellistiche bachiane di Enrico Mainardi, messa a disposizione – al proposito della sua notazione della polifonia latente – assieme alla sua stessa performance dell’opera);
  3. la qualificazione espressamente retorica (discorsiva e rivolta al “convincimento”) di questo repertorio barocco, e dunque implicitamente ed espressiva dei relativi significati direttamente – cioè senza mediazioni che non siano quelle del genere musicale implicato.

 ***

Per tutti

Data la non compiuta osservanza fin’ora riscontrata da parte di tutti, si ribadisce quanto segue, confidando nella serietà ed in una maggior consapevolezza metodologica.

E’ vincolante per ciascun studente l’impegno della registrazione delle lezioni, data la densità dei contenuti. Pertanto non sarà ammesso alla lezione lo studente privo della seguente necessaria dotazione:

  1. spartiti dell’opera in studio;
  2. registratore ben funzionante;
  3. quadernoni pentagrammati e a righe per gli appunti e gli specifici chiarimenti scritti dal docente;
  4. cancelleria varia (penne, matite, gomme, temperamatite);
  5. una pendrive di almeno 4 Gb per lo scambio dei materiali di studio digitali (file-audio, file-immagine per gli esempi musicali, file di testo per l’elaborazione della tesi individuale etc.);
  6. testo del docente, peraltro già utilizzato negli anni precedenti di corso,  Le strutture espressive del pensiero musicale
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Una risposta a Analisi-Analisi III/Lezione III – Lo stile melodico-tematico e le sue segmentazioni

  1. musicaemusicologia ha detto:

    [pubblico mia risposta a mail di Arestia per la comune utilità delle osservazioni]

    Buongiorno Fabrizio,
    ho visionato il tuo lavoro e devo dirti che sei stato abbastanza diligente.

    Vedremo assieme alcune cose di contenuto (tu porta sempre il registratore e magari qualche buona esecuzione del Concerto, meglio se alcune diversamente impostate).

    Per adesso solo un’osservazione formale:
    cambia in minuscole le lettere riferite agli esempi di strutture microformali e riserva quelle maiuscole per quelle macroformali; così ad esempio quando indicherai nell’intero spartito disposto in unica pagina le diverse sezioni e. magari, la loro compiuta articolazione processuale e retorica.
    Così quando nello stesso esempio convivono qualificazioni dei due ordini, micro- e macro-formale, si useranno per i due diversi casi minuscole e maiuscole.
    Il valore ordinativo della legenda invece andrebbe da una parte adattato a quello logico-formale così rigorosamente riferito al processo compositivo (pertanto … algoritmicamente descritto), ma in generale è meglio distinguerlo dalla denotazione degli elementi strutturali: mettendo tra parentesi gli elementi ordinali: (a), (b), (a1), (b1),etc. etc.

    Buona domenica a te e a presto.
    Il Prof (abbastanza soddisfatto)

    —– Original Message —–
    From: Fabrizio Arestia
    To: mario.musumeci@tin.it
    Sent: Saturday, December 01, 2012 10:02 AM
    Subject: Esempi concerto italiano

    Buongiorno maestro,
    le invio il lavoro svolto, spero di non avere fatto troppi errori……

    Buona domenica
    Fabrizio

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