Analisi-Analisi III/Lezione I – L’opera: genere e poetica (bibliografia generale)

di Mario Musumeci

Ecco un primo avvio. Ciascuno degli interessati potrà orientare il proprio impegno grazie alle indicazioni già attribuite in sede di lezione per il proprio lavoro monografico del terzo anno di corso.

Di seguito una prima ripartizione degli impegni di studio, assieme ai primi materiali utili.

***

 Per Fabrizio Arestia

Il Concerto Italiano BWV 971 di Johann Sebastian Bach

Lo spartito:

BWV971

Alcune pregiate esecuzioni:

al pianoforte, Benedetti Michelangeli:

http://www.youtube.com/watch?v=peOrUGyJAkc&feature=related

al cembalo, Gustav Leonhardt:

http://www.youtube.com/watch?v=5db9R4PnWXc&feature=related

un’esecuzione visiva dello spartito (al cembalo Trevor Pinnock):

http://www.youtube.com/watch?v=5z0M59WFY4w&feature=watch_response

Il primo approccio è stato rivolto alla questione del genere Concerto all’italiana nonchè alla pratica di contaminazione dei generi musicali estremamente evoluta nell’opera del sommo Bach.

Nel caso specifico studiato in lezione del secondo movimento, il genere cantabile dell’aria solistica a capriccio di ascendenza violinistica si adatta alle movenze degli adagi dei concerti all’italiana di scuola veneziana (Vivaldi, Benedetto Marcello …). Ma con le peculiarità, approfondite nell’inventio del brano, cioè nel tema alla sua prima enunciazione e nella sua valenza di motore della disposizione retorico-formale dell’intero brano.

La scrittura melodicamente fitta rivela livelli sofisticati di polifonia latente; ossia di linearità melodica estremamente fratta nel dialogo concertante tra i vari registri strumentali: il che comporta di per sè un notevolissimo ispessimento del canto strumentale.

E la melodia siffatta si elabora in una fitta trama continua, che costantemente elabora e rielabora i ritmi, estremamente variati nel trattamento,

  1. della clamosa – quartina acefala di ritmo declamatorio, scorrevolmente cantabile – e
  2. della syncopatio anacrestica – dissonanza ritmica di valori, anche non motivici, in contrattempo più o meno marcato con funzione preparatoria del successivo “scarico” di energia cantabile.

 ***

Per Vanessa Cangemi

La Ballata n. 3 op. 47 di Frederic Chopin

Lo spartito:

Op47

Alcune pregiate esecuzioni:

Ignacy Jan Paderewski:

http://www.youtube.com/watch?v=K8k7ZscLIng&feature=related

Alfred Cortot:

http://www.youtube.com/watch?v=55VfHw9bpkI&feature=related

Sergei Rachmaninov:

http://www.youtube.com/watch?v=zl-HM_38YYg&feature=related

Arthur Rubinstein:

http://www.youtube.com/watch?v=57VIeXVUgmw

Wilhelm Kempff:

http://www.youtube.com/watch?v=kaFx8hj0oK4&feature=related

Claudio Arrau:

http://www.youtube.com/watch?v=2A7Zl7N-cm4&feature=related

Krystian Zimerman:

http://www.youtube.com/watch?v=PCW3631sxkw&feature=related

Sergio Fiorentino:

http://www.youtube.com/watch?v=Jk7nUFIniaU&feature=related

 Marc-André Hamelin:

http://www.youtube.com/watch?v=iAqgdOCprKk&feature=related

Una prima lettura del testo fondamentale su Chopin del Belotti ritirato in Biblioteca, nella parte introduttiva e soprattutto nella sezione specificamente rivolta alle Ballate chopiniane, potrà servire a inquadrare l’humus culturale fondativo delle significazioni profonde dell’opera, che musicalmente si rivelano appunto sul piano di una retorica narrativo-visionaria a marcato impianto letterario: i versi del poeta della resistenza polacca Adam Mickiewicz (1798-1855) ne costituiscono principale fonte di ispirazione. Chi era questo personaggio, considerato uno dei più importanti poeti polacchi?

Del brano in questione abbiamo genericamente inquadrato in lezione la prevalente struttura bitematica, risaltante anche sul piano della forma tonale. Ma anche il carattere tonale del motivico tematico d’avvio, fortemente sospensivo nel suo particolare impianto dominantico (ma non solo …); motivo ricorrente e soprattutto ampliato con un particolare rilievo verso la chiusura dell’intera Ballata:

Con la riserva di approfondire l’eventuale presenza di un terzo tema in coda di chiusura, o come indipendente espressione figurativo-tematica oppure come elaborazione in fusione sviluppativa dei precedenti temi.

***

Per Pio Saglimbeni

La Serenade op. 25 di Ludwig van Beethoven

Serenade for flute, violin and viola in D major, Op. 25

pubblicazione: Vienna, Cappi, 1802

data di composizione: c. 1796

I. Entrata (Allegro)
II. Tempo ordinario d’un Minuetto
III. Allegro molto in D minor
IV. Andante con variazioni in C major
V. Allegro scherzando e vivace
VI. Adagio
VII. Allegro vivace

La partitura:

Beethoven – Serenata op. 25

Un’esecuzione completa:

http://www.youtube.com/watch?v=zljijnrK1zc

Nel primo dei vari movimenti di quest’opera abbiamo osservato alcune delle matrici stilistiche proprie dell’epoca, quali lo stile tonale a cadenzalità allargata, nonchè specifiche del grande Beethoven, l’impianto motivico-fraseologico, proveniente per un verso dalle tecniche elaborative della trama continua barocca, sedimentate però nella strutturazione frasologica dello stile classico. In quella maniera che connota appunto lo stile specifico e forse inimitabile dell’autore.

In particolare, tanto nella sofisticata elaborazione di scrittura quanto nell’mmediata presa per l’ascolto, siamo riusciti ad individuare come in un impianto fraseologico di quadratura ternaria, nel tema e nelle (tre) codette cadenzali, un motivo-inciso di impronta dattilica evolva in senso trasformativo verso più accelerati ritmi anapestici.

***

 Per Chiara Serafini

Suite per violoncello n. 5 (trascrizione per viola) di Johann Sebastian Bach

Lo spartito:

 Bach – Suites per violoncello (trascr. viola)

Un’esecuzione del I movimento, Preludio (e Fuga):

http://www.youtube.com/watch?v=-R6_rnFeP0E&feature=watch_response

Vale quanto già osservato per Arestia circa i fondamenti costruttivi della trama continua, dell’impianto motivico-tematico e della qualificazione discorsiva (narrativa) privilegiatamente retorico-formale dell’opera.

***

Per tutti

Gli studenti, oltre ad utilizzare questi file per la redazione degli esempi musicali su Paint, procureranno altre revisioni ed anche esecuzioni di pregio dell’opera di loro specifico interesse.  Altro materiale sarà consegnato in sede di lavoro.

E’ vincolante per ciascun studente l’impegno della registrazione delle lezioni, data la densità dei contenuti. Pertanto non sarà ammesso alla lezione lo studente privo della seguente necessaria dotazione:

  1. spartiti dell’opera in studio;
  2. registratore ben funzionante;
  3. quadernoni pentagrammati e a righe per gli appunti e gli specifici chiarimenti scritti dal docente;
  4. cancelleria varia (penne, matite, gomme, temperamatite);
  5. una pendrive di almeno 4 Gb per lo scambio dei materiali di studio digitali (file-audio, file-immagine per gli esempi musicali, file di testo per l’elaborazione della tesi individuale etc.);
  6. testo del docente, peraltro già parzialmente utilizzato,  Le strutture espressive del pensiero musicale.

Pertanto fin d’ora è opportuno e utile cominciare a lavorare sul primo movimento del proprio brano, segmentandolo a livello macro-formale con riferimenti generali e/o specifici ad impianti tematici e armonico-tonali caratterizzanti.

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